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        <title><![CDATA[C.I.R.C.E. & co.]]></title>
        <description><![CDATA[C.I.R.C.E. & co.]]></description>
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            <title><![CDATA[La corsa ai data center scatena proteste in tutto il mondo]]></title>
            <description><![CDATA[<img src="https://pillole.graffio.org/images/9/4/3/9/1/943917d46ab6ff607cb3837e18150695ac680f25-computer-with-many-peripheral-slots.webp">
                                <p>In Italia sono attivi 262 impianti e altri 83 sono nei piani di governo e privati. Intanto dalla Lombardia agli Stati Uniti, passando per diversi paesi europei, aumentano le mobilitazioni contro il consumo di suolo, acqua ed energia.</p>
<p>In che stato è la corsa agli hyperscale, i colossali data center presentati come presupposto indispensabile per lo sviluppo tecnologico? Qual è l’impatto socio-ambientale di questi piani, sostenuti da Stati e Big Tech, e come risponde la cittadinanza? Facciamo una breve panoramica, cominciando dall’Italia. In Italia i data center ad oggi sono 262, concentrati principalmente nella provincia di Milano (99) e di Roma (28). Nel 2024 hanno consumato 5,8 TWh, pari a circa il 2 per cento dei consumi elettrici nazionali. Secondo l’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, negli ultimi tre anni sono stati investiti nel settore oltre 7 miliardi. Da qui al 2028 la cifra potrebbe triplicare. Sempre secondo l’Osservatorio, entro il 2035 potrebbero arrivare a consumare tra 24,5 e 42 TWh, pari al 7-12 per cento del totale nazionale.</p>
<p>Le intenzioni di governo e attori privati sono di costruirne altri 83. A questo proposito il MIM ha pubblicato “Una strategia per l’attrazione in Italia degli investimenti industriali in data center”, mentre il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato le indicazioni operative, in cui vengono definiti iter burocratici semplificati e messa in funzione agevolata attraverso strumenti temporanei. Secondo Legambiente le indicazioni operative mostrano l’intento del governo di accelerare l’approvazione e la costruzione di data center sul territorio italiano per farne l’Hub del Mediterraneo, a discapito dei controlli sull’impatto socio-ambientale.</p>
<p>A maggio, la regione Lombardia è stata la prima in Italia ad approvare una legge dedicata a queste infrastrutture, nonostante le proteste di Legambiente, Cgil e diversi rappresentanti istituzionali e della società civile.</p>
<p>Nel frattempo sono aumentate le proteste. Il caso più discusso è Apto Campus a Lacchiarella, dentro il Parco Agricolo Sud Milano. Il progetto complessivo riguarda un’area di 700mila metri quadrati, di cui 228mila destinati al sito vero e proprio. È ancora in fase di valutazione ed è stato il bersaglio delle proteste di luglio. Lacchiarella però non è l’unico progetto di nuovo data center contestato: in molti altri comuni della Lombardia e del Piemonte sono scattate proteste e manifestazioni di cittadini e Amministratori pubblici.</p>
<p>Articolo completo <a target="_blank" href="https://www.editorialedomani.it/ambiente/data-center-proteste-acqua-suolo-hx7y7om4">qui</a></p>]]></description>
            <link>https://pillole.graffio.org/pillole/la-corsa-ai-data-center-scatena-proteste-in-tutto-il-mondo</link>
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            <category><![CDATA[datacenter]]></category>
            <category><![CDATA[Italia]]></category>
            <category><![CDATA[proteste]]></category>
            <pubDate>Wed, 12 Aug 2026 05:10:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[Amazon ha costruito un data center da 2 miliardi senza voto pubblico]]></title>
            <description><![CDATA[<img src="https://pillole.graffio.org/images/b/3/1/1/f/b311fde3bc5ff436136e1d2b6fd111b38ba36e50-amazondatacenter.webp">
                                <p>Ad Amazon è bastata una norma urbanistica di decenni fa per costruire a Gilroy, in California, un data center da 2 miliardi di dollari senza un voto in consiglio comunale né un'audizione pubblica. I residenti se ne sono accorti a cantiere già avviato.</p>
<p>Il complesso, situato tra un Walmart Supercenter e i Gilroy Premium Outlets a circa 50 chilometri da San Jose, comprende due edifici da oltre 20 mila metri quadrati ciascuno, grosso modo quanto tre campi da calcio. AWS aveva acquistato il terreno nel 2020, avviando poi una lunga interlocuzione con l'amministrazione locale culminata nell'approvazione del 2023 e nell'inizio dei lavori veri e propri a fine 2025, con apertura operativa prevista entro la fine del 2026.</p>
<p>Tra le preoccupazioni sollevate dai residenti spiccano i consumi idrici per il raffreddamento dei server, in una regione già alle prese con periodi di siccità, e il fabbisogno energetico della struttura. Amazon ha promesso di alimentare il sito con energia rinnovabile al 100%, in trattativa con Silicon Valley Clean Energy, oltre a sistemi di accumulo a batteria e generatori di emergenza in loco; è previsto anche il passaggio futuro all'uso di acqua riciclata.</p>
<p>Articolo <a target="_blank" href="https://www.hwupgrade.it/news/web/amazon-ha-costruito-un-data-center-da-2-miliardi-senza-voto-pubblico-ecco-come-ha-fatto_157565.html">qui</a></p>]]></description>
            <link>https://pillole.graffio.org/pillole/amazon-ha-costruito-un-data-center-da-2-miliardi-senza-voto-pubblico</link>
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            <category><![CDATA[datacenter]]></category>
            <category><![CDATA[impronta ambientale del digitale]]></category>
            <category><![CDATA[proteste]]></category>
            <category><![CDATA[amazon]]></category>
            <pubDate>Mon, 10 Aug 2026 06:03:00 GMT</pubDate>
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        </item>
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            <title><![CDATA[La Sardegna dovrà ospitare anche i data center: approvato un mega impianto nel Sulcis]]></title>
            <description><![CDATA[<img src="https://pillole.graffio.org/images/7/3/f/b/f/73fbfc4d59ff0ef6244b68745d771ff2ead83ada-aa29oz7j.webp">
                                <p>Si chiama “Digital Vault Sulcis” e vale 1,49 miliardi di euro. È il nuovo progetto per la costruzione di un data center in Sardegna, che verrebbe realizzato dalla società svizzera Energy Vault. L’azienda ha chiesto al governo il riconoscimento di interesse strategico nazionale per l’opera, arrivato ieri, 4 agosto, dal Consiglio dei Ministri. L’infrastruttura sorgerebbe nell’ex miniera di carbone di Monte Sinni, a Nuraxi Figus, e promette di riqualificare l’area e il personale. Una volta a pieno regime, dovrebbe dedicare 100 MW all’intelligenza artificiale e alle tecnologie cloud e di calcolo ad alte prestazioni. L’opera arriva in un territorio già interessato da numerosi interventi giudicati strategici dal governo italiano, contro i quali si è sollevata un’ampia fetta della popolazione sarda. Insieme a questo progetto, il governo ha riconosciuto l’interesse strategico nazionale anche a un data center che verrebbe costruito nel milanese e prevedrebbe un investimento di 5,3 miliardi di euro.</p>
<p><a target="_blank" href="https://www.lindipendente.online/2026/08/05/la-sardegna-dovra-ospitare-anche-i-data-center-approvato-un-mega-impianto-nel-sulcis/">Leggi l'articolo</a> </p>
<p><a href="https://pillole.graffio.org/articoli/datacenter-hyperscale-incentivi-e-proteste-la-situazione">Leggi l'articolo per avere una visione d'insieme</a> della situazione delle proteste e dei piani di costruzione di nuovi datacenter in tutto il mondo</p>]]></description>
            <link>https://pillole.graffio.org/pillole/la-sardegna-dovra-ospitare-anche-i-data-center-approvato-un-mega-impianto-nel-sulcis</link>
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            <category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
            <category><![CDATA[datacenter]]></category>
            <category><![CDATA[proteste]]></category>
            <category><![CDATA[data center]]></category>
            <pubDate>Thu, 06 Aug 2026 08:10:00 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Bolla, propaganda e puntelli finanziari]]></title>
            <description><![CDATA[<img src="https://pillole.graffio.org/images/8/7/9/f/b/879fb1af5e7f5ca15db1d811934d6ca43f030129-032301-620-cassandra-bolla-puntelli.jpg">
                                <p>Cassandra Crossing/ Quanto manca allo scoppio della bolla? E cosa si sta facendo per ritardarlo il più possibile, ovviamente a nostro danno?</p>
<p>E' opportuno, anzi necessario ricordare che viviamo in una bolla finanziaria e che quando la bolla scoppierà ne pagheremo tutti le conseguenze, indipendentemente dalle nostre condizioni finanziarie; come corollario, pagheranno più i poveri e gli indifesi. </p>
<p>E in questa situazione giova ricordare un'altra ovvietà, e cioè che ci sono solo due armi che chi ne ha l'interesse ha a disposizione, per mantenere intera la bolla; <strong>nascondere i debiti e utilizzare la propaganda</strong> più sofisticata. Questo ovviamente al fine di poter continuare a trovare nuovi capitali da bruciare e aumentare il debito. </p>
<p>Cosa mai potrebbe andare storto? Vediamo un po' più nel dettaglio le due armi.</p>
<p><a target="_blank" href="https://www.zeusnews.it/n.php?c=32301">Leggi l'articolo su ZEUS News</a></p>]]></description>
            <link>https://pillole.graffio.org/pillole/bolla-propaganda-e-puntelli-finanziari</link>
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            <category><![CDATA[AI]]></category>
            <category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
            <category><![CDATA[Cassandra Crossing]]></category>
            <category><![CDATA[datacenter]]></category>
            <category><![CDATA[bolla finanziaria]]></category>
            <pubDate>Wed, 05 Aug 2026 10:46:00 GMT</pubDate>
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            <title><![CDATA[«La sorveglianza di massa è vietata e pericolosa»]]></title>
            <description><![CDATA[<img src="https://pillole.graffio.org/images/d/2/8/a/6/d28a6f028de7e3d1e64883bcfc8d991a206f20da-3a232e6b-5308-4ebb-b8b7-f03c6da94477.webp">
                                <p>Rieducational channel L’avvocato Blengino: «Al di là delle correzioni, sull’Ai il governo va in rotta con la Ue»</p>
<p><strong>Carlo Blengino, avvocato specializzato nel diritto penale legato alle nuove tecnologie e all’utilizzo dei dati personali. La maggioranza adesso frena, ma sin qui quali sono le principali differenze tra il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale e il modo con cui l’Italia lo sta recependo?</strong></p>
<p>L’Ai Act mira ad armonizzare il mercato unico europeo in relazione alla commercializzazione e all’uso di sistemi di intelligenza artificiale. Solo per alcuni specifici settori, dove un sistema tratta dati particolari come quelli biometrici in ambiti sensibili come il law enforcement, l’Ai Act mira anche a tutelare direttamente il diritto alla protezione dei dati personali. Dico questo perché le evidenti criticità del decreto legislativo predisposto dal governo non sono tanto i contrasti, presenti ma emendabili, con l’Ai Act, quanto un’impostazione complessivamente incompatibile direttamente con i principi della Carta dei diritti fondamentali Ue e in violazione della direttiva 680/2016 che regola il trattamento dei dati nel settore della prevenzione e repressione dei reati. Si tratta di un contrasto che potremmo definire ontologico perché pone diverse previsioni del decreto, in particolare gli articoli 8, 10 e 13, fuori dalla cornice normativa dell’Europa. Il diritto alla protezione dei dati personali è presente ormai in quasi tutti i paesi del mondo, ma è stato consacrato a diritto fondamentale e incluso nella Carta dei diritti fondamentali solo in Europa.</p>
<p><a target="_blank" href="https://ilmanifesto.it/la-sorveglianza-di-massa-e-vietata-e-pericolosa">Leggi l'articolo su "Il Manifesto"</a></p>]]></description>
            <link>https://pillole.graffio.org/pillole/la-sorveglianza-di-massa-e-vietata-e-pericolosa</link>
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            <category><![CDATA[AI]]></category>
            <category><![CDATA[sorveglianza]]></category>
            <category><![CDATA[tecno controllo]]></category>
            <category><![CDATA[riconoscimento facciale]]></category>
            <pubDate>Fri, 31 Jul 2026 07:56:00 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Datacenter, proteste e incentivi alla costruzione. La situazione nel mondo]]></title>
            <description><![CDATA[<img src="https://pillole.graffio.org/images/f/4/2/6/8/f42680617aa0525483931d2c15e4af69ef0850ca-04-proteste-datacenter-cover.webp">
                                <p>Come sta andando la costruzione di nuovi datacenter di dimensioni gigantesche (i cosidetti Hyperscale), senza i quali, ci raccontano, non ci sarà sviluppo tecnologico nei prossimi anni? Come reagiscono le persone a questa nuova corsa alla costruzione di datacenter? e qual'è l'impatto socio-ambientale dei piani delle grandi aziende tech appoggiate dagli Stati?  </p>
<p>Naturalmente il sottotesto è che senza questi nuovi data center lo sviluppo dell'AI non sarà possibile e saremo tutte sottomesse alle bigh tech USA o cinesi.</p>
<p>Facciamo una breve panoramica segnalando una serie di recenti articoli, interviste e statistiche.</p>
<h2>Cominciamo dall'Italia.<a aria-label="Anchor" data-anchor-icon="#" href="#cominciamo-dall-italia"></a></h2>
<p><a target="_blank" href="https://www.datacentermap.com/italy/">In Italia i data center sono circa 270</a>, concentrati principalmente nella provincia di Milano (99) e nella provincia di Roma (28). Nelle intenzioni di governo e attori privati si stima che se ne vogliano costruire altri 83 nei prossimi anni.</p>

<p><a target="_blank" href="https://www.lindipendente.online/2026/07/27/il-governo-vuole-piu-data-center-dimezzati-i-tempi-per-la-valutazione-ambientale/">Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato le indicazioni operative</a> in cui vengono definiti tempi più rapidi per ottenere le autorizzazioni, iter burocratici semplificati e messa in funzione agevolata attraverso strumenti temporanei. Con questi tre elementi, le indicazioni operative mostrano il chiaro intento del governo di <strong>accelerare l’approvazione e la costruzione di data center sul territorio italiano</strong> per trasformare l'Italia nell'HUB del mediterraneo. Natrualmente come spesso capita in questi casi la norma va a discapito dei controlli sull'impatto socio-ambientale. <br>
Secondo l’<a target="_blank" href="https://www.osservatori.net/data-center/">Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano</a>, negli ultimi tre anni sono stati investiti nel settore dei data center oltre 7 miliardi. Da qui al 2028 la cifra potrebbe triplicare.</p>
<p>A maggio, la regione [Lombardia è stata la prima in Italia ad approvare una legge dedicata]() a queste infrastrutture, nonostante le proteste di  Legambiente, Cgil e diversi rappresentanti istituzionali o della società civile di comuni della città metropolitana. </p>
<p><img src="/user/pages/01.pillole/594.datacenter-proteste-e-incentivi-alla-costruzione-la-situazione-nel-mondo/proteste_lachiarella_202556921-cc5d0551-359a-438c-b22d-6970c649f1fc.webp"></p>
<p><strong>Nel frattempo sono aumentate le <a target="_blank" href="https://www.tomshw.it/business/proteste-anti-datacenter-in-italia-le-ragioni-della-nuova-indignazione">proteste in vari comuni della città metropolitana milanese e in PIemonte</a>.</strong><br></p>
<ul>
<li>Il caso più discusso è Apto Campus a <strong>Lacchiarella</strong>, dentro il Parco Agricolo Sud Milano. Il progetto complessivo riguarda un'area di 700.000 metri quadrati, di cui 228.000 destinati al sito specifico sotto esame. È ancora in fase di valutazione ed è il bersaglio diretto della protesta di luglio.</li>
<li>A poca distanza, tra Opera, <strong>Locate di Triulzi e Pieve Emanuele</strong>, Edge ConneX propone un impianto da 30.000 metri quadrati con un edificio alto 18 metri.</li>
<li>Il progetto di dimensioni economiche più rilevanti è quello di Amazon Data Services Italia a <strong>Zibido San Giacomo</strong>: un edificio principale di circa 203 per 68 metri</li>
<li>Nel quadrante sud, un progetto identificato con la sigla K2 a <strong>Badile</strong> viene descritto dalle fonti locali solo come iniziativa di "una multinazionale", senza che il nome del promotore sia stato reso pubblico. Le dimensioni non sono note</li>
<li>A <strong>Siziano</strong>, in provincia di Pavia, STACK Infrastructure, gruppo controllato da IPI Partners che ha rilevato il sito ex Supernap Italia nel 2021-22</li>
<li>A <strong>Vimercate</strong> si è formato il comitato spontaneo “Ferma Ecomostro” e a Bornasco le “Sentinelle del Territorio” denunciano un modello industriale estrattivo, fondato su infrastrutture mastodontiche che consumano suolo agricolo e risorse idriche garantendo un’occupazione irrisoria. </li>
<li>A <strong>Bollate</strong> il circolo locale di Legambiente ha presentato ricorso al Tar contro un progetto su 12 ettari di area verde</li>
<li>A <strong>Settimo Torinese</strong> le proteste attaccano il campus Microsoft da 1 GW. La comunità residente denuncia il pericolo di colonialismo energetico legato a rincari previsti del 12% sulle bollette locali.</li>
<li><a target="_blank" href="https://www.lindipendente.online/2026/07/25/travagliato-il-paese-in-provincia-di-brescia-in-rivolta-contro-i-datacenter/">A Travagliato</a>, nella sera del 22 luglio, oltre 300 persone hanno manifestato dentro e fuori le aule del consiglio comunale interrompendo la seduta tre volte per chiedere spiegazioni sul progetto.</li>
</ul>
<iframe aria-label="Interactive line chart" src="https://datawrapper.dwcdn.net/lGcYk" style="width: 0px; min-width: 100% !important; border: medium; margin-bottom: 20px; height: 754px;"></iframe>
<h2>Che succede negli USA<a aria-label="Anchor" data-anchor-icon="#" href="#che-succede-negli-usa"></a></h2>
<p>Una mappa delle proteste e dei siti che presentano criticità per la costruzione di nuovi data center la trovate nel sito di Erin Bronchovich: <a target="_blank" href="https://www.brockovichdatacenter.com/">Data Center AI &amp; Le nostre comunità</a>. Bronchovich è la donna nota per la causa intentata contro la Pacific Gas &amp; Electric nel 1993 per la contaminazione con cromo esavalente delle acque della città di Hinkley in California per oltre 30 anni. Vinse la causa. <br>
La sua <a href="https://pillole.graffio.org/pillole/ai-data-centers-and-our-communities-uniniziativa-di-erin-bronkovich">ultima iniziativa a protezione dell'ambiente e dei diritti dei cittadini si chiama "Brockovich AI Data Center Reporting"</a>, si tratta di un progetto per mappare le costruzioni di data center negli Stati Uniti e l'impatto che questi hanno sull'ambiente e sulla vita della popolazione circostante. Il progetto raccoglie le segnalazioni di nuovi progetti di costruzione di Data-center o di impatti negativi sulla popolazione di Data-center esistenti. </p>
<p>Ma le proteste contro i data center, le contestazioni e gli attacchi verso tecnomiliardari come Eric Schmidt e Sam Altman, le pressioni su politici locali e la definizione di un esteso bacino di dissenso trasversale alle identità politiche, stanno allarmando le agenzie repressive, a partire dallo U.S. Capitol Police Intelligence Services Bureau. Ne ha fatto un <a href="https://pillole.graffio.org/pillole/o-s-a-re-usa-opposizione-data-centers-come-nemico-interno">approfondimento Radio Backout che potete ascoltare in una nostra pillola</a></p>
<h2>E nel resto d'Europa che succede?<a aria-label="Anchor" data-anchor-icon="#" href="#e-nel-resto-d-europa-che-"></a></h2>
<p>L'<strong>Irlanda</strong> pur di diventare un HUB europeo per i data center, oltre a detassare gli investimenti delle Big Tech, ha sacrificato a questo altare i suoi obiettivi climatici. I data Center consumano circa il <a href="https://pillole.graffio.org/pillole/quanta-energia-utilizzano-i-data-center-e-lintelligenza-artificiale">20% dell'energia elettrica totale</a>. Ma la situazione è cambiata ultimamente: <a target="_blank" href="https://valori.it/data-center-irlanda/">le proteste sono cresciute anche in Irlanda (e non solo)</a> costringendo il governo a dei cambiamenti nelle norme per la costruzione di nuovi impianti. In ogni caso molti grandi attori, comprese le Big Tech, stanno progettando di spostare in altri paesi europei la costruzione di nuovi data center.</p>
<p>In <strong>Gran Bretagna</strong> Lo scorso febbraio le strade di Londra sono state attraversate dalla <strong>“March against the machine” davanti agli uffici di OpenAI, di Meta e di Google</strong>. La manifestazione ha denunciato che la proliferazione dei data center (circa 450) sta mettendo a rischio gli obiettivi climatici britannici. L’autorità britannica di regolamentazione dell’energia ha ricevuto 140 richieste di allaccio, per un totale di 50 gigawatt. Il picco del Paese, l’11 febbraio 2026, arrivava a 45.</p>
<p>In <strong>Spagna</strong>, a settembre 2025 c’è stata la <a target="_blank" href="https://www.elespanol.com/aragon/actualidad/20250927/primera-manifestacion-espana-centros-datos-vamos-seguir-dando-guerra-final/1003743943943_0.html">prima grande manifestazione a Saragozza</a> contro il consumo idrico degli impianti, il perno della battaglia contro i data center in Spagna. A questo proposito, potete ascoltare l'intervista a <a target="_blank" href="https://tunubesecamirio.com/">Tu Nube Seca Mi Rio</a> nella puntata del 27 luglio 2026 di Le Dita nella Presa che spiega in maniera chiara come vanno le cose in Spagna, i siti critici e le motivazioni della protesta, con focus particolare sulla situazione di Talavera de la Reina.</p>
<audio>
    <source src="https://media.ondarossa.info/dl/2026/7/tunube-edit-aq98s491.ogg">
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<p>Infine nei <strong>Paesi Bassi</strong> le proteste hanno portato all’<a target="_blank" href="https://www.theguardian.com/world/2025/aug/10/activists-in-netherlands-protest-on-roof-of-microsoft-site-storing-israeli-military-data">occupazione del tetto del data center di Microsoft a Middenmeer</a>. I manifestanti hanno contestato anche, in questo caso, l’utilizzo a scopi militari delle intelligenze artificiali.</p>
<h2>Le motivazioni delle proteste<a aria-label="Anchor" data-anchor-icon="#" href="#le-motivazioni-delle-prot"></a></h2>
<p>I punti critici individuati dalle proteste sono comuni in tutti i luoghi in cui queste sono iniziate. <br>
Uno dei più importante elementi di criticità è il <strong>consumo di suolo</strong>. Secondo i comitati, Le istituzioni locali accettano oneri urbanistici milionari e scelgono, pur di fare cassa, di sacrificare importanti risorse ecologiche. Inoltre la cementificazione che questi giganti </p>
<p>Le comunità residenti denunciano il pericolo di <strong>colonialismo energetico legato a rincari previsti sulle bollette locali</strong>. A Settimo Torinese sono previsti aumenti del 12%.</p>
<p>Il <strong>consumo di energia elettrica</strong> è un altro importante tema. Oltre all'aumento del consumo di energia generalizzato sui territori nazionali, di per se già un problema, la concentrazione di data crenter in località ritenute favorevoli da parte delle aziende comporta uno squilibrio importante. L'esempio dell'Irlanda ci viene di nuovo in aiuto: i data center nel 2024 sono arrivati a consumare più del 20% dell'energia prodotta.<br>
C'è poi il tema delle <strong>fonti di energia</strong>. Molto spesso il sistema dei certificati non è altro che un trucco per poter utilizzare energia prodotta da fonti fossili, aumentando la produzione di CO2e. Ce lo spiega molto bene Giovanna Sissa, nel suo <a target="_blank" href="https://www.mulino.it/isbn/9788815388636">libro "Le emissioni segrete, l'impatto ambientale dell'universo digitale"</a>.</p>
<p>Il <strong>consumo di acqua</strong> è un altro tema molto importante. Come sappiamo i data center producono molto calore, che deve essere raffreddata pena il cattivo funzionamento dei server contenuti nei data center (non dimentichiamolo: il cloud non è altro che il computer di qualun altro). Per farlo ci sono due strade: o si utilizza altra energia elettrica, aumentandone così il consumo, oppure si devono utilizzare grandissime quantità di acqua. <br>
Un caso esemplificativo, ma non l'unico, è quello della <a target="_blank" href="https://valori.it/data-center-intelligenza-artificiale-consumo-acqua/">contea di Newton negli USA</a>, con una popolazione di circa 120mila persone. I pozzi locali sono stati danneggiati. Il costo dell’acqua comunale è salito alle stelle. Nei prossimi due anni le tariffe idriche sono destinate ad aumentare del 33%. Più del tipico aumento annuale del 2%. E la situazione è diventata così grave che la contea di Newton è sulla buona strada per entrare in deficit idrico entro il 2030. Se l’ente idrico locale non riuscisse a potenziare le proprie strutture, i residenti potrebbero essere costretti a razionare l’acqua. Il tutto per via della presenza di un data center di Meta.</p>
<p>Infine ci sono alcune domande che in pochi fanno. Abbiamo veramente bisogno di questi data center? abbiamo veramente bisogno di tutti questi dati? abbiamo veramente bisogno di Intelligenze Artificiali generaliste? Il prezzo che paghiamo ha un contraltare che fa bene all'umanità? Ma naturalmente si tratta di domande che sono utili anche ad altre questioni che il capitalismo della sorveglianza impone.</p>
<h2>Statistiche<a aria-label="Anchor" data-anchor-icon="#" href="#statistiche"></a></h2>
<p>Ci sono alcune statistiche che danno forza alle motivazioni della protesta. <a href="https://pillole.graffio.org/pillole/rapporto-unu-lintelligenza-artificiale-consuma-come-la-francia-e-inquinera-come-il-regno-unito">Il Rapporto ONU, L’intelligenza artificiale consuma come la Francia e inquinerà come il Regno Unito</a> è uno di questi. Se i data center del mondo fossero considerati uno Stato, già oggi consumerebbero la stessa energia della Francia. Entro il 2030, inquinerebbero quanto il Regno Unito. Due dati che esprimono le dimensioni degli impatti ambientali dell’intelligenza Artificiale sul pianeta.</p>
<p>C'è poii un articolo interessante di Hannah Ritchie, pubblicato online su OurWorldinData.org, che si legge molto agevolmente e consente di confrontare velocemente le linee di tendenza.  <a href="https://pillole.graffio.org/pillole/quanta-energia-utilizzano-i-data-center-e-lintelligenza-artificiale">Quanta energia utilizzano i data center e l’intelligenza artificiale?</a>.</p>
<p>Se poi volete leggere o ascoltare le pillole che trattano l'argomento, <a href="https://pillole.graffio.org/tag:datacenter">qui c'è una raccolta</a> </p>]]></description>
            <link>https://pillole.graffio.org/pillole/datacenter-proteste-e-incentivi-alla-costruzione-la-situazione-nel-mondo</link>
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            <category><![CDATA[UE]]></category>
            <category><![CDATA[USA]]></category>
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            <category><![CDATA[Italia]]></category>
            <category><![CDATA[proteste]]></category>
            <category><![CDATA[data center]]></category>
            <pubDate>Wed, 29 Jul 2026 07:25:00 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[La funzione che cancella lo smartphone ti mette nei guai con la legge]]></title>
            <description><![CDATA[<img src="https://pillole.graffio.org/images/d/f/4/0/b/df40b7b00973a8467fc67dfd536bf1d5f79ebce2-032293-620-grapheneos-wipe-usa.jpg">
                                <p>Il sistema open source Graphene OS consente di usare una password speciale per eliminare tutti i dati. Ma per le autorità USA questo è un crimine.</p>
<p>Un'indagine federale statunitenste, che coinvolge un residente di Atlanta, sta causando un precedente inatteso: il Dipartimento di Giustizia sta infatti tentando di perseguire l'uomo perché il suo telefono utilizzava GrapheneOS, un sistema operativo open source orientato alla privacy e che dispone di una particolare funzione, tramite la quale è possibile cancellare i dati del dispositivo inserendo una specifica password. Il problema è che esiste una norma federale poco utilizzata che criminalizza questo comportamento, identificato come distruzione di proprietà al fine di impedirne il sequestro.</p>
<p>La vicenda ha avuto la sua prima udienza lunedì e ruota attorno all'applicazione di questa legge a questo sistema operativo, installabile sui telefoni Google Pixel, come in questo caso. Il procedimento riguarda Sam Tunick, fermato per interrogatorio all'aeroporto Hartsfield‑Jackson di Atlanta il 24 gennaio dello scorso anno, al rientro da una vacanza nella Repubblica Dominicana. Tunick non sapeva di essere stato inserito dalle autorità federali in una lista di monitoraggio per terrorismo, a causa della sua presunta associazione con il movimento contro Cop City. L'opposizione al centro di addestramento da 109 milioni di dollari, inaugurato la scorsa primavera, ha coinvolto gruppi locali e nazionali che contestano la militarizzazione della polizia e la distruzione di aree boschive</p>
<p><a target="_blank" href="https://www.zeusnews.it/n.php?c=32293">Leggi l'articolo</a></p>]]></description>
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            <category><![CDATA[smartphone]]></category>
            <category><![CDATA[USA]]></category>
            <category><![CDATA[tecno controllo]]></category>
            <category><![CDATA[graphene OS]]></category>
            <pubDate>Tue, 28 Jul 2026 15:19:00 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[Non è vero che l'AI ''si è ribellata'', nulla ''è andato fuori controllo']]></title>
            <description><![CDATA[<img src="https://pillole.graffio.org/images/f/c/e/0/f/fce0fbdb417a02003f75e950427d43ac5eaf0fbc-032272-620-gpt-sol-fuga-sandbox-huggingface.jpeg">
                                <p>"Se lasciamo da parte la versione secondo cui l'AI "si è ribellata", ecco cosa riteniamo sia accaduto: OpenAI ha eseguito un modello all'avanguardia (con i meccanismi di difesa informatica deliberatamente ridotti) contro un benchmark di sicurezza offensivo, all'interno di una sandbox la cui configurazione di sicurezza non era in grado di resistere alle capacità che venivano testate. Il modello ha fatto ciò che fanno i sistemi di ottimizzazione: ha trattato il limite della sandbox come un ulteriore ostacolo tra sé e l'obiettivo. Ha individuato una vulnerabilità zero-day nell'infrastruttura stessa dell'ambiente di test, ha scalato i livelli di accesso, si è spostato lateralmente, ha raggiunto la rete Internet aperta e ha compromesso i sistemi di produzione di una terza parte.</p>
<p>Così si è espresso  Gerald Beuchelt di Acronis si è espresso in merito all'attacco subito da Hugging Face portato da un'agente AI di OpenAI. <a href="https://pillole.graffio.org/pillole/ai-fuori-controllo-un-modello-di-altman-si-da-allhackeraggio">la storia la trovi qui</a></p>
<p><a target="_blank" href="https://www.zeusnews.it/n.php?c=32286">Leggi tutte le dicchiarazioni di Beuchelt su ZEUS News</a></p>]]></description>
            <link>https://pillole.graffio.org/pillole/non-e-vero-che-lai-si-e-ribellata-nulla-e-andato-fuori-controllo</link>
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            <category><![CDATA[AI]]></category>
            <category><![CDATA[Intelligenza Artificiale]]></category>
            <category><![CDATA[attacco hacker]]></category>
            <category><![CDATA[agenti AI]]></category>
            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 12:06:00 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title><![CDATA[ALIENI autunno 2026]]></title>
            <description><![CDATA[<p><strong>Ritorna ALIENI!&nbsp;</strong>&nbsp;Nell’autunno 2026 torna ALIENI, la proposta formativa di Metodi dedicata al lavoro con i “nuovi” adolescenti.<br>
Sarà un’edizione di 6 giornate, una durata che consente di trattare 
tutte le dimensioni principali del nostro approccio e allo stesso tempo,
 ci auguriamo, sostenibile per i partecipanti.&nbsp;</p>



<p><strong>I CONTENUTI</strong></p>



<p>Di seguito i contenuti di massima, prossimamente pubblicheremo un programma più dettagliato delle singole giornate formative.</p>



<p><strong>– R/esistere adolescenti</strong><br>
Società della prestazione, ansia, depressione, pelle sottile, abuso di 
sostanze a fine “analgesico” e “ansiolitico”. Quali insidie per la 
generazione Z?<br>
Sono sempre più diffuse pratiche di sottrazione, reclusione, 
alienazione, anche in soggetti che rifuggono alla classica definizione 
di “deviante”. Come leggerle? Come comunicare con chi non vuole 
comunicare? E se nascosti dietro quei comportamenti che non ci 
spieghiamo ci fossero pratiche di resistenza da cui attingere per il 
nostro lavoro educativo? </p>



<p><strong>– Allestimento di ambienti educativi innovativi</strong><br>
Si rifletterà su come allestire ambienti educativi e formativi 
funzionali agli adolescenti attuali, adatti alle sensibilità di chi è in
 situazione di vulnerabilità e sofferenza, a partire dalle intuizioni e 
dagli strumenti informali attraverso cui loro stessi stanno 
subendo-resistendo-reagendo a questa situazione.<br>
Si presenteranno elementi per immaginare setting adatti ad accogliere ragazzi con<br>
forti vissuti d’ansia, fobia sociale o scolare, o comportamenti particolarmente<br>
esplosivi: agiti distruttivi e autodistruttivi. Ci lasceremo 
stimolare dalle domande di senso che questi adolescenti ci portano, al 
fine di sostenerli nel riavviare un percorso di crescita, senza ricadere
 nella retorica prestazionale del successo.</p>



<p><strong>– Il valore educativo degli universi culturali degli adolescenti</strong><br>
Si dedicherà uno spazio particolare
 ai “mondi adolescenti”, a quegli universi che i ragazzi abitano, 
attraverso i quali costruiscono senso di sé e relazioni. Si tratterà di 
Hip-hop, trap, graffiti, serie tv, anime, fantasy, fantascienza.<br>
Il filo conduttore sarà esplorare gli universi culturali degli 
adolescenti per coglierne i bisogni, le particolarità, le risorse; si 
proporranno modalità per organizzare e condurre attività specifiche su 
questi temi con profondità e consapevolezza.&nbsp;</p>



<p><strong>– Un approccio differente alla questione del digitale: la pedagogia hacker</strong><br>
Per ridurre l’alienazione tecnica, la pedagogia hacker ci propone di 
indagare le nostre relazioni con le tecnologie, guardando dietro lo 
schermo per riconoscere le dinamiche oppressive e sperimentare pratiche 
di immaginazione liberatoria. È un approccio critico e creativo che 
procede per attivazioni di gruppo grazie alle quali gli schermi 
incontrano i corpi, la tecnologia è interrogata anche attraverso l’arte,
 il teatro, la poesia, e il gioco torna a essere spazio di 
emancipazione.</p>



<p><strong>– Esperienza, urgenze, resistenze, esplorazioni</strong><br>
Come organizzare esperienze generative per i ragazzi, come “agganciarli e
 coinvolgerli”? Si ragionerà sulle modalità per gestire le resistenze e 
individuare le proposte più efficaci, in un contesto in cui spesso non 
basta più “chiedere” agli adolescenti cosa vogliono fare per avere 
indicazioni generative, è necessario invece – in una dimensione 
dialogica – aiutarli a dare forma ai bisogni, alle urgenze, ai desideri.
 Nella prospettiva dell’apprendimento esperienziale si proporranno 
attivazioni riflessive per trasformare i vissuti apprendimenti 
significativi su se stessi e sul mondo.</p>



<p><strong>– Reinventare Paulo Freire</strong><br>
Quale pedagogia critica in un mondo caratterizzato da forte senso di 
impotenza e di mancanza di futuro?  Possiamo reinventare il messaggio e 
le prassi freiriane in un’ottica intersezionale, a partire dagli spazi 
di resistenza che le nuove generazioni stanno aprendo?  Quali 
possibilità di movimento possiamo generare in un mondo del lavoro 
sociale sempre più irrigidito dalla burocrazia, da richieste di 
risultati standardizzati, da logiche funzionalistiche?</p>



<p><strong><br>
METODOLOGIA </strong></p>



<p>L’
 attività formativa è condotta attraverso metodologie attive e 
esperienziali. Sarà largamente utilizzato materiale digitale 
audiovisivo, stimoli provenienti dai mondi dell’arte, della letteratura e
 delle culture giovanili. Si farà riferimento al bagaglio della 
formazione esperienziale per favorire i contributi del gruppo. I 
corsisti sperimenteranno inoltre attività pratiche che potranno essere 
trasferite nel lavoro con gli utenti. </p>



<p><strong>Dove e quando</strong>&nbsp;</p>



<p>Venerdì 16 e sabato 17 ottobre 2026&nbsp;</p>



<p>Venerdì 13 e sabato 14 novembre 2026&nbsp;</p>



<p>Venerdì 11 e sabato 12 dicembre 2026&nbsp;</p>



<p>Le attività formative si svolgono a Milano nella sede di Metodi, in viale Jenner 51, dalle ore 9.30 alle ore 17.30.&nbsp;</p>



<p><strong>Costi di partecipazione</strong>&nbsp;</p>



<p>Prezzo intero: € 680 (IVA inclusa)&nbsp;</p>



<p>EARLY BIRD – per iscrizioni entro il 20 settembre: € 580 (IVA inclusa)&nbsp;</p>



<p>UNDER30: € 600 (IVA inclusa)&nbsp;</p>



<p>È previsto uno sconto per iscrizioni multiple (almeno 3 persone) da uno stesso ente. Per aderirvi scrivere a <a href="mailto:soldini@retemetodi.it">soldini@retemetodi.it</a>&nbsp;</p>



<p>Ad
 ogni partecipante sarà inoltre regalata una copia del libro “R-esistere
 adolescenti – Davide Fant” (edizioni Animazione Sociale)&nbsp;</p>



<p><strong>Informazioni e iscrizioni</strong>&nbsp;</p>



<p>Per gli aspetti organizzativi scrivere a <a href="mailto:soldini@retemetodi.it">soldini@retemetodi.it</a>&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Per gli aspetti amministrativi fare riferimento alla segreteria didattica di Metodi allo 0269901256 o alla mail <a href="mailto:contab@retemetodi.it">contab@retemetodi.it</a>&nbsp;&nbsp;</p>



<p>L’iscrizione
 è da effettuare sul sito www.retemetodi.it nella pagina dedicata al 
corso, scegliendo l’opzione desiderata dal menu a tendina del tasto 
“iscrivimi”&nbsp;</p>



<p><strong>Attestato di frequenza</strong>&nbsp;</p>



<p>Ai corsisti e alle corsiste verrà rilasciato un attestato di frequenza.&nbsp;</p>



<p><strong>Responsabile scientifico: Davide Fant</strong>&nbsp;</p>



<p><strong>Tutor: Teresa Soldini</strong>&nbsp;</p>



<p></p>



<p><strong><a href="https://www.retemetodi.it/it/corsi/alieni-2026/">ISCRIZIONI VAI ALLA PAGINA SUL SITO DI RETEMETODI</a></strong><br></p>
<p><a target="_blank" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.pedagogiahiphop.org%2F2026%2F07%2F27%2Falieni-2026%2F&amp;linkname=ALIENI%20autunno%202026"></a><a data-a2a-title="ALIENI autunno 2026" data-a2a-url="https://www.pedagogiahiphop.org/2026/07/27/alieni-2026/" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.pedagogiahiphop.org%2F2026%2F07%2F27%2Falieni-2026%2F&amp;title=ALIENI%20autunno%202026"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.pedagogiahiphop.org/2026/07/27/alieni-2026/">ALIENI autunno 2026</a> proviene da <a href="https://www.pedagogiahiphop.org">Pedagogia hip-hop / Davide Fant Blog</a>.</p>]]></description>
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            <category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
            <pubDate>Mon, 27 Jul 2026 05:22:06 GMT</pubDate>
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