Ciao Gianni Mattioli

Redazionali Ondarossa - Tuesday, June 2, 2026
Un saluto di Vincenzo Durata 11m 44s Il saluto di Vincenzo Miliucci   Il 1°giugno è venuto a mancare Gianni Mattioli, compagno antinucleare con cui abbiamo condiviso tra gli altri le vincenti battaglie contro l'energia padrona, che hanno portato fin dal 1987 a chiudere il ciclo dell'energia nucleare in italia, primi al mondo.  Diversamente collocati e impegnati, ci siamo trovati accomunati a confliggere contro i piani energetico-capitalisti, votati all'estrattivismo fossile e al perdurare del nucleare in Europa. Per ultimo, "contro la ripresa del nucleare in Italia" voluta dal governo Meloni: milioni e successivi miliardi di euro buttati, per una energia obsoleta e pericolosa, al pari della guerra e del riarmo.   Gianni Mattioli,sarà ricordato a Roma martedi' 6|6 ore 17 c|o Chiesa Valdese (via Cossa)   Da QualEnergia:   È morto a 86 anni Gianni Mattioli, fisico, docente universitario e tra le figure più importanti dell'ambientalismo scientifico in Italia. Il suo nome è legato, insieme a quello di Massimo Scalia, scomparso il 12 dicembre 2023, alle battaglie contro il nucleare, alla stagione referendaria, all'impegno per il risparmio energetico e alla promozione delle fonti rinnovabili. Con Scalia e Gianni Silvestrini fu tra i fondatori, nel 1978, del Comitato per il Controllo delle Scelte Energetiche. Fu anche tra i padri della rivista QualEnergia, nata nel 1981, di cui fu direttore per sei anni. Nato a Genova nel 1940, Mattioli si laureò in Fisica all'Università "La Sapienza" di Roma nel 1964 e nel 1973 divenne docente nella stessa facoltà. Nel 1977 entrò in contatto con le popolazioni di Montalto di Castro, dove era prevista la costruzione di una centrale nucleare. Da quel momento l'impegno civile per la tutela della salute, dell'ambiente e del territorio divenne uno dei cardini della sua attività pubblica, fino all'impegno politico nel movimento ecologista. Deputato, sottosegretario e poi ministro per le Politiche comunitarie, Mattioli ha rappresentato una generazione di studiosi e militanti che seppe unire rigore scientifico, partecipazione democratica e battaglie ambientali. Da fisico, riteneva essenziale portare i temi dell'energia e dell'ambiente fuori dal recinto degli specialisti, rendendoli materia di confronto pubblico e di consapevolezza collettiva. Anche per questo vogliamo ricordarlo non solo per il ruolo avuto nella storia dell'ambientalismo italiano, ma per il contributo generoso e sempre rispettoso, dato alla costruzione di una cultura energetica critica, informata e vicina alle istanze dei territori. Una cultura alla quale anche QualEnergia, rivista e testata web, devono una parte importante delle proprie radici