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Durata 36m 58s
Congo: questa epidemia di Ebola è la diciassettesima a colpire la Repubblica
Democratica del Congo, a soli cinque mesi dalla fine della precedente. Le
province della RDC dove si registrano gran parte dei casi, sono teatro di una
guerra pluriennale da parte di decine di gruppi armati, milizie locali e
movimenti ribelli per il controllo di immense ricchezze minerarie. La guerra ha
provocato milioni di sfollati interni, costringendo la popolazione a continui
spostamenti alla ricerca di sicurezza e cibo. In questo scenario, il
monitoraggio epidemiologico diventa estremamente complicato. La fragilità delle
infrastrutture sanitarie rappresenta un ulteriore elemento critico e si creano
così le condizioni per lo sviluppo dell’epidemia. Anche le false notizie e le
credenze fallaci a proposito dell’epidemia contribuiscono a creare un clima
sfavorevole al lavoro dei sanitari, costretti spesso ad affrontare aggressioni
ed attacchi.
Kenya: Trump vuole esternalizzare la cura dell'Ebola nella Repubblica
Democratica del Congo, trasferendola in Kenya .In collaborazione con Nairobi,
Washington ha pianificato di aprire un centro di quarantena in Kenya per i
pazienti americani infetti da Ebola. Questo progetto è stato portato avanti ,
senza tenere conto della società civile e del sistema giudiziario del Paese
dell'Africa orientale. È stato principalmente a causa di una fuga di notizie
giornalistica che il popolo keniota ha appreso di questo progetto ,secondo il
Wall Street Journal del 26 maggio, l'amministrazione americana ha annunciato
l'imminente invio di 30 operatori sanitari e 50 posti letto ospedalieri. Il
comprensibile panico scatenato dall'Ebola ha inevitabilmente spinto i kenioti in
piazza, in particolare a Laikipia, 190 km a nord di Nairobi, la città dove
doveva essere allestito il centro di quarantena,non a caso vicino a una base
militare. Per diversi giorni, centinaia di manifestanti hanno contestato le
autorità, chiaramente indignate anche dalla recente contrattazione degli aiuti
americani al sistema sanitario keniota,Gli Stati Uniti hanno detto che
contribuiranno con 13,5 milioni di dollari alle spese di prevenzione del Kenya.
Somalia: nella notte tra il 3 e il 4 giugno, a Mogadiscio sono scoppiati
violenti scontri tra le forze governative somale e i gruppi di opposizione.
Video, mostrano sparatorie nei pressi delle residenze di diverse figure
dell'opposizione, tra cui l'ex Primo Ministro Hassan Ali Khaire. Khaire ha
accusato il Presidente Hassan Sheikh Mohamud di aver ordinato un attacco alla
sua abitazione. Queste violenze si inseriscono in un clima di forte tensione
politica. A marzo scorso, il Parlamento ha approvato una riforma costituzionale
che ha introdotto il suffragio universale diretto e ha esteso il mandato
presidenziale da quattro a cinque anni. L'opposizione interpreta questa
decisione come un tentativo di rimanere al potere. L’esplosione della violenza è
il risultato inevitabile di una totale assenza di compromesso politico. In
Somalia, le istituzioni statali faticano a imporsi come attori neutrali,
l’esercito regolare risente pesantemente delle affiliazioni claniche. La mossa
del presidente Mohamud ha accentuato ulteriormente queste linee di frattura.
Etiopia: l'Etiopia si è recata alle urne lunedì 1° giugno per le sue settime
elezioni generali. L'esclusione del Tigray, la persistenza del conflitto armato
e la frammentazione dell'opposizione gettano dubbi sulla credibilità del voto.
Diverse ombre incombono sui seggi elettorali. Il Partito della Prosperità (PP)
si presenta alle elezioni come il favorito assoluto: il Primo Ministro Abiy
Ahmed e il suo partito controllano già il governo federale e tutte le
amministrazioni regionali, ad eccezione del Tigray. D'altro canto, i partiti di
opposizione, dilaniati da divisioni interne, rimangono frammentati, indeboliti
da arresti, pressioni da parte delle forze di sicurezza e una presenza
disomogenea sul territorio nazionale.
Source - Redazionali Ondarossa
87.9FM a Roma e provincia
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Durata 2h 4m 30s
MHAOL (PHOTO) - KEE EVIL - CAROL MAIA/JEREMY GUSTIN - PURE ADULT -LIP CRITIC -
KNIVES - GILLA BAND -KIKU' IBINO/MERZBOW - SHELF LIVES/NIXER - BEN VINCE -
IBRAHIM ALFA JNR - LE DOUBLE - VER2GRIS - SURPRISE -LAURA KARPMAN -TUNE-YARDS -
LA DAME BLANCHE -LA MUCHACHA -ZE PEQUENA - ASEMBLEA DEL DUB - LOS GAITEROS DE
SAN JACINTO -LA PERLA -CARMELO TORRES & LOS TOSCOS - L'ARPEGGIATA CARLOS PUEBLA
-GIANCARLO PAGLIALUNGA - ZA TORA/LUIGI STIFANI
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Durata 8m 39s
Radio Onda Rossa e Radio BlackOut sono andate in diretta dal rave party
Frastuono, che questo weekend ha occupato un terreno militare sotto Verona.
Contro il decreto anti rave, contro il 41bis e le galere, contro la repressione
delle pratiche autonome, le TAZ continuano a essere spazi di lotta, libertà e
riappropriazione collettiva.
Di seguito il comunicato ufficiale:
FRASTUONO --- 5-6-7/06/2026
Frastuono è frutto di un progetto nato tempo fa, post decreto antirave, quando
all'interno del movimento in Italia, pensare di tornare a montare le Feste
sembrava un'idea così lontana e rischiosa.
Così nacque la necessità di reinventarsi, bisognava andare avanti adottando
nuove pratiche.
Fin dal principio, l'idea di abbandonare il Sound System là, in quel luogo dove
si sarebbe creata la magia della Taz, diventò immediatamente una scelta
politica.
Non ci sono organizzatorx, la Festa siamo tuttx.
Il Sound System non appartiene a nessunx se non alla Festa, e se le casse non
suonano per il movimento, se vengono sequestrate dalla polizia, allora diventano
solo soprammobili.
Dopo questi giorni intensi e meravigliosi ci teniamo a ringraziare ogni singola
persona che abbia attraversato Frastuono, portando con sé la propria voglia di
ballare, manifestare, condividere momenti unici e resistere fino alla fine per
uscire insieme.
Ognun di Noi ha lasciato un segno, con corpo, mente, voce, disegni sulle casse,
sorrisi, cori e voglia di continuare a lottare per difendere la nostra Libertà e
per ribadire quanto la privazione di questa sia da condannare e distruggere.
Per questo si è deciso di portare all'interno della Taz l'installazione di una
cella del 41bis di dimensioni reali, una di quelle celle disumane in cui sono
rinchiuse 750 persone in Italia.
È importante continuare a fare informazione e sensibilizzazione riguardo le
violenze di stato e di polizia, sempre contro galere, cpr e 41bis.
La nostra voce deve continuare a esistere, nonostante la narrazione distorta dei
media e dei giornali, i quali hanno parlato di "rave party sgomberato prima che
iniziasse" , "forze di polizia sono riuscite a interrompere il rave",
"Circa 100 giovani".
Chissà, forse hanno ragione loro, forse è stata tutta una nostra allucinazione e
in realtà questa Festa non è mai esistita.
Ma alla fine cosa importa?
Il segno l'abbiamo lasciato dentro ognun di noi, e su quel prato calpestato,
saltellando a ritmo di Libertà.
Probabilmente persone, media e giornali a causa della censura di stato non
potranno parlare di ciò che hanno trovato all'interno di quell'ex base nato
militare lunedì mattina, ma magari, ammirando quel Sound System abbandonato in
mezzo al prato, oltre alla paura proveranno anche un po' di stupore, curiosità e
confusione.
Perché si, questa volta abbiamo lasciato il segno e ne lasceremo altri mille.
Frastuono è connessione senza frontiere.
Non ci fermeremo davanti alla repressione, né in Italia né in Francia e da
nessuna altra parte.
Siamo Frastuono e continueremo ad esserlo.
Per noi e per chi non può esserci.
Per la Libertà, per l'Anarchia.
Nella foto vedete l'installazione portata nel rave di una cella del 41bis di
dimensione reali.
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Durata 9m 16s
PERCHÉ QUEST'ANNO IL (PRIOT) PRIDE NON SI FARÀ (anche se qualcosa si farà...)
La chiamata globale dell3 compagn3 palestinesi al grido di "No Pride in
Genocide" riecheggia anche quest'anno fino a noi; le politiche genocidarie di
Israele continuano a seminare morte e distruzione mentre rimane attiva la
complicità dei nostri governi nel progetto di occupazione - così come quella di
tante realtà e associazioni sioniste. Per noi è ora fondamentale immaginarci una
pratica politica che metta al centro la liberazione palestinese e dei territori
occupati e la liberazione di tutt3.
In questi anni Priot è esistito come forma di contestazione alla
strumentalizzazione liberale dei corpi, delle soggettività e delle lotte
transfemministe e queer. Riteniamo necessario ripensare quindi il nostro ruolo e
le nostre possibilità di azione all'interno della nostra comunità.
Il pride per noi ha sempre preso tante forme, tutte guidate dal desiderio di
restituire a un momento di piazza la forza dei popoli in lotta, creando
complicità e intersezioni. Abbiamo sventolato le bandiere della Palestina,
decorato i muri e le piazze con i colori della resistenza, boicottato e sabotato
le infrastrutture del potere e gridato con forza le pratiche di liberazione.
Tuttavia, questo non ci basta piú: non di fronte a una sistemica e dilagante
normalizzazione del genocidio e della sua matrice coloniale e patriarcale.
Abbiamo sempre cercato di questionare il nostro modo di fare politica, mettendo
in discussione forme di lotta consolidate e adattando continuamente le nostre
pratiche ai ragionamenti politici che nel tempo si sono caricati dei nostri
desideri di sovversione.
Quest'anno abbiamo deciso di dare una diversa forma anche a una delle fondamenta
che negli ultimi quattro anni ha dato un fine alla nostra collettiva: la
costruzione annuale di un pride.
Desideriamo che la Palestina prenda ancora più spazio nei nostri discorsi e
nelle pratiche quotidiane. Questo non significa che smetteremo di occupare le
strade e di fare rumore. Significa, però, che lo faremo in modo diverso,
allontanandoci dai meccanismi di performatività che sentiamo averci spesso
fagocitat3. Vogliamo affermare invece il desiderio di costruire percorsi altri,
a partire da necessità specifiche e attorno alla comunità di cui abbiamo
bisogno. Così come è fondamentale costruire momenti di resistenza in piazza, è
altrettanto necessario nutrire e prenderci cura di spazi di condivisione e
collettivizzazione, che possano rendere tangibili le utopie che immaginiamo.
Come persone queer, lesbiche e transfemministe, non possiamo che ribadire la
nostra complicità con la resistenza palestinese e tentare, con ogni mezzo
necessario, di riportare le lotte di liberazione dei popoli al centro delle
nostre azioni.
È da queste intenzioni che parte la nostra iniziativa per il "pride month": il
12 e 13 giugno, a Lucha Y Siesta, passeremo due giornate dedicandoci all'ascolto
e all'amplificazione delle voci di compagn3 trans* e queer palestinesi
attraverso la condivisione di materiali, talk, proiezioni, presentazioni di
libri e tanti momenti per stare insieme.
Questo pride month biocotta isreaele, boicotta chi è complice. Vi aspettiamo in
tant3, a breve più info.
Con le parole dell3 compagn3 di queers in Palestine:
"Noi, palestinesi queer, siamo parte integrante della nostra società e vi
informiamo: dai vicoli pesantemente militarizzati di Gerusalemme alle terre
bruciate di Huwara, alle strade sorvegliate di Jaffa, passando per i muri di
assedio di Gaza, la Palestina sarà libera, dal fiume al mare."
Ascolta
Durata 1h 16m 23s
"É fernuta a zezzenella" nel gergo contadino campano significa che è finito il
periodo di mungitura delle vacche, che non c'è più latte da prendere, che le
mucche sono allo stremo. Nella parlata comune questa frase si traduce con "è
finita la pacchia", é finito il divertimento.
Ma per chi? Per il padre padrone, per il colonizzatore bianco, per il
capitalista: che altro volete prendervi? Ci rimane solo la vita.
É da quello slancio vitale che resiste tra le macerie di una catastrofe
permanente che vogliamo ripartire, da quella forza potente e ancestrale che da
millenni continua a far girare il mondo, nonostante l'impegno dei noti
maschietti, ricchissimi e capricciosi, nel trasformare la realtà in distopia.
Ne parliamo il mercoledì mattina dalle 10:30 ogni due settimane con le amiche di
ecologia politica e Claudia T., facendo partire i nostri discorsi dalle
testimonianze dell3 compagn3 che vivono e lottano nel Sud Globale, con le quali
abbiamo avuto la fortuna di incrociare le strade É fernuta a zezzenella oi' Ci
trovate sugli 87.9 fm Perchè sta musica adda cangià.
In questa puntata abbiamo ripreso il discorso sull’estrattivismo coloniale,
spostando l’attenzione sugli effetti di questa dinamica a casa nostra. Da un po’
di tempo a questa parte si sta diffondendo in Italia, e in Occidente in
generale, il concetto di “remigrazione”: un’ideologia di matrice razzista e
machista, l’ultimo raccapricciante neologismo proveniente dall’estrema destra
globale.
In questa puntata andiamo a guardare più da vicino gli accordi europei in
materia di immigrazione e il DL immigrazione, che in questo periodo sta
procedendo nel suo iter parlamentare. Siamo poi andate ad analizzare le reali
radici di questa narrazione razzista e coloniale da una parte, e le condizioni
materiali concrete della vita di chi si sposta dall’altra.
A completare il quadro, ascolterete un piccolo excursus nervoso sui principali
esponenti di questa ondata xenofoba, con un focus particolare sul cosiddetto
“femonazionalismo”, che altro non è che l’ennesima narrazione che strumentalizza
la violenza di genere per promuovere propaganda razzista. Ma nel transfemminismo
non c’è spazio per queste naziste.
trasmissione intera
Durata 1h 17m 42s
,
corrispondenza CUB Sur su insegnante censurata a Torino
Durata 18m 49s
Il Senato ha approvato in via definitiva la legge Valditara, ovvero i tre
articoli delle “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito
scolastico” che impongono il divieto di parlare di "sessualità" nella scuola
dell'infanzia e primaria, mentre nelle scuole medie e superiori sarà
obbligatorio il cosiddetto "consenso informato preventivo" dei genitori dell*
student*. In sostanza, in nome del primato educativo della famiglia sulla
scuola, questo governo mette una pietra tombale sui progetti e sulle lezioni di
educazione all'affettività. Valditara commenta sul Giornale "Tuteliamo i bambini
dalla confusione della propaganda gender", Provita&famiglia esulta.
Corrispondenza con una rappresentante di CUB Sur di Torino in difesa di una
docente di un istituto torinese che, sul proprio stato privato di whattsapp,
aveva postato a gennaio la foto di Meloni con un poliziotto in ospedale con un
collarino. Un contatto fake ha diffuso lo stato, inviandolo al ministero, e
l'Usr ha delegato la dirigente scolastica ad avviare un procedimento
disciplinare, concluso dalla stessa con sanzione di censura per "imprudenza e
offesa all'amministrazione pubblica". Riflessioni sull'aumento delle sanzioni al
personale scolastico in tutto il paese.
Commenti in studio sui docenti che non hanno denunciato penalmente i ragazzi che
li avevano aggrediti in un parco a Parma e su Leonardo che con la sua Fondazione
si insinua nelle case editrici (Mondadori, Rizzoli) e fa l'ingresso nella
didattica.
Vi segnaliamo infine l'Hackmeeting a Firenze: sabato 13 giugno si parlerà anche
del Kit di autodifesa dai pappagalli stocastici nelle scuole, laboratorio nel
quale si ragiona su come l’adesione acritica alle agende commerciali delle
grandi aziende tecnologiche - come accade col ricatto delle risorse PNRR - possa
produrre ulteriori danni poi difficilmente riparabili, e provare a dotarsi di
qualche strumento per evitare di subire passivamente l'AI.
Ascolta
Durata 56m 6s
Sabato 13 giugno a Roma, scende in piazza Pro vita e famiglia e la galassia di
quello che possiamo chiamare il tradizionalismo cattolico del terzo millennio
per la manifestazione Scegliamo la vita, il nome assunto dal 2022 da quella che
era nata come Marcia per la vita, una mobilitazione antiabortista ma anche
contro l'eutanasia e le libertà e i diritti delle persone lgbtiq.
Ne parliamo con Massimo Prearo, attivista e sociologo del Centro Politesse
dell'Università di Verona, autore, tra le altre pubblicazioni di L'ipotesi
neocattolica. Politologia dei movimenti anti-gender per raccontare come è
cambiata negli anni questa manifestazione e più in generale quest'area
reazionaria, passata da una fase contestataria all'ingressp nelle istituzioni.
Ascolta
PINHDAR: 1) After the Fall ; 2) Neon Light
EL ANGEL EXTERMINADOR: 3) Cielos Quebrados ; 4) Nueva Realidad
DEFLORE: 5) Das Intro; 6) Static Noise ; 7) 2_100
VALENTINA TENEBRIS: 8 ) Perdido; 9 ) Emociones A La Venta
TE/DIS: 10) A Hell Of A Trap
11) Death Rays
12) Blot Out Your Life
B.RUBRUM: 13) Idios Kosmos e Koinos Kosmos ; 14) Symptome Ersten Ranges
WIELORYB: 15) Unforgiven
16) Hammered By The Gods
BLAC KOLOR: 17) Lake Of Sunken Worries
18) Fragile Moments
Ascolta
Durata 36m
Torniamo a trasmettere dopo due mesi di pausa con una corrispondenza per
aggiornarci sui movimenti terra del cantiere dell'inceneritore di Roma
recentemente inaugurato dal sindaco Gualtieri ancora dotato di super poteri
commissariali fino a fine anno.
La costruzione dell'ecomostro non è ancora partita, ma sul terreno fervono i
preparativi per lo spostamento del fosso demaniale, ennesimo scempio di questo
progetto, dopo un procedimento autorizzativo opaco e una compravendita di
terreno decisamente ancor meno trasparente.
TUTTA SCENA TEATRO
martedì 09 giugno 2026 ore 14
● 1893 - L'INCHIESTA
un documentario di Nella Condorelli
voci di Francesco Foti, Enrica Rosso, Alessandra Costanzo, attori ed attrici del
Teatro del Baglio di Villafrati
musiche originali di Massimo Zamboni
Ottobre 1893, agitazione promossa nelle campagne siciliane dai 'Fasci dei
Lavoratori'. Adolfo Rossi, giornalista di punta nel panorama nazionale,
“redattore viaggiante” del quotidiano 'la Tribuna di Roma', parte per
un'inchiesta nell'Isola. E' il solo cronista a farlo: il Governo considera i
Fasci Siciliani “un affare di ordine pubblico”, e la stampa avalla questa tesi.
Viaggiando per lo più a dorso di mulo, Rossi incontra i Fasci. Contano
trecentomila iscritti, sono un movimento composto principalmente da contadini e
operai delle miniere di cui giungono nella capitale notizie frammentarie e
contraddittorie. Praticamente, solo dispacci di polizia. A Caltavuturo, qualche
mese prima, le truppe regie hanno sparato su un corteo che reclamava la
divisione delle terre demaniali, una strage d'innocenti con tredici morti, tra
loro bambini di pochi anni in braccio alle madri. L'opinione pubblica nazionale
è confusa e disorientata. I giornali liquidano la strage siciliana definendo
sommariamente i contadini “briganti”, sobillati da agenti provocatori degli ex
borboni. In realtà sono uomini e donne affamati in lotta contro la schiavitù e
la mafia dei feudi. Da tre mesi in sciopero, non zappano le terre dei signori,
mangiano solo erba e fichi d'india. In Sicilia, nella regione più arretrata
d'Italia, è esploso il primo grande sciopero contro lo sfruttamento del lavoro
dell'Italia capitalista.
https://archive.org/details/1893.l.inchiesta (1h 03')
info https://www.facebook.com/redazionewomeninthecity/
ore 15:05
● un estratto di
CIBAMI
(‘pane e tempesta’)
di Stefano Benni e Cinzia Villari
con Tiziana Foschi
regia di Cinzia Villari
Tragicomico, acido: si ride, ci si pente e poi si ride ancora. Attraverso il
cibo e la drammaturgia contemporanea e la musica, si raccontano le voci della
società: voci allegre, grottesche, arrabbiate, voci poco ascoltate, voci che per
farsi sentire raggiungono a volte movimenti estremi. Un viaggio nel racconto
narrato, contaminato da un continuo gioco musicale, un insolito
racconto/concerto dove la parola, la musica, lo stomaco e i suoi linguaggi,
seguendo un andamento ironico–brillante, si uniscono in un totale matrimonio di
intenti. Il cibo ha il potere di deliziare, amareggiare, redimere, sconvolgere,
eccitare, ispirare? Ecco allora tre storie che raccontano, con il cibo, l’amore,
la fede, la seduzione e l’abbandono. La chimica dei sentimenti e l’incontro
degli ingredienti, dunque non è forse vero che quando viviamo un incontro
eccitante ci sentiamo come frittelle a contatto con l’olio bollente? O che
quando annusiamo l’arrosto dimenticato nel forno, proviamo lo stesso sconforto
di un appuntamento mancato? I tre atti unici sono di Stefano Benni e Cinzia
Villari. Autori diversi, eppure il ritmo della scrittura è in entrambi
“musicale”, come le parole scelte mai a caso: a volte in rima, sempre ironiche e
con momenti di vera poesia.
https://archive.org/details/cibami.pane.e.tempesta (23')
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ore 15:30
ospiti:
● Alessandra Ferraro della compagnia Margine Operativo presenta la 26^ edizione
del festival ATTRAVERSAMENTI MULTIPLI - coexistence
Roma – Parco Torre del Fiscale, 11>20 giugno / Toffia (Ri) 03>04 luglio 2026
https://tuttascena1.wordpress.com/2026/06/06/attraversamenti-multipli-2…
● Gloria Sapio, direttrice artistica, presenta la 9^ edizione del festival
PORTRAITS ON STAGE
9 comuni della Valle dell’Aniene, 06 giugno > 02 agosto 2026
https://tuttascena1.wordpress.com/2026/06/05/portraits-on-stage-9-edizi…
● Pietro Dattola, direttore artistico, presenta la 16^ edizione di INVENTARIA -
la festa del teatro off
Roma – 4 teatri, 15 maggio > 17 giugno 2026
https://tuttascena1.wordpress.com/2026/05/14/inventaria-la-festa-del-te…
● Massimo Vulcano, codirettore artistico, presenta la 3^ edizione della rassegna
CON#tatto
Roma – Teatro Le Maschere, 12 maggio > 13 giugno 2026
https://tuttascena1.wordpress.com/2026/05/12/contatto-3-edizione/
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segnalazioni:
● Alessandra Muschella, direttrice artistica, presenta la 2^ edizione del ROMA
BORGATA FESTIVAL
09 maggio > 13 settembre 2026
https://tuttascena1.wordpress.com/2026/05/04/roma-borgata-festival-2-ed…
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TUTTA SCENA TEATRO
(già RadioTeatro)
trasmissione settimanale, il martedì ore 14, sigla di David Schacherl
via dei Volsci 56 - 00185 Roma
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l'Archivio completo di TuttaScenaTeatro e RadioTeatro in podcast:
2026 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/tuttascenateatro/2026/01/ar…
2025 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/tuttascenateatro/2025/01/ar…
2024 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/tuttascenateatro/2024/01/ar…
2023 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/tuttascenateatro/2023/01/ar…
2022 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/tuttascenateatro/2022/01/ar…
2021 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/tuttascenateatro/2021/01/ar…
2020 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2020/01/archivio-tutta-scen…
2019 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2019/01/archivio-tutta-scen…
2018 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2018/07/archivio-tutta-scen…
2018 http://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2018/01/archivio-radioteatro…
2017 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/archivio-radioteatro-2017
2016 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2019/01/archivio-radioteatr…
2015 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2020/03/archivio-radioteatr…
2014 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2020/04/archivio-radioteatr…
2013 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2020/04/archivio-radioteatr…
2012 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2020/04/archivio-radioteatr…
2011 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2020/03/archivio-radioteatr…
2010 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2020/03/archivio-radioteatr…
2008/9 https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2019/01/archivio-radioteatr…
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buon ascolto!