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Durata 18m
Con un'attivista della Global Sumud appena rientrata dalla Libia, diamo un
aggiornamento sull'esperienza della Carovana di terra per Gaza, il convoglio
umanitario organizzato dalla Global Sumud, partito da Tripoli e bloccato a
Sirte. Il convoglio, costituito da delegazioni di 25 paesi, con camion, mezzi
sanitari ed auto, è rimasto bloccato nel deserto per nove giorni, a 10 km dal
confine. Sono quattro giorni che si è perso qualsiasi tipo di contatto, anche a
livello diplomatico, con 10 attivisti staccatisi dal gruppo per portare avanti
delle trattative e posti in stato di fermo nella Libia Est senza alcun tipo di
base legale. L'ultimo contatto diretto con loro risale al primo pomeriggio di
domenica 24 maggio. La situazione, ad oggi, è in divenire ma è molto importante
mobilitarci tutte e tutti e tenere alta l'attenzione
Source - Redazionali Ondarossa
87.9FM a Roma e provincia
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Durata 29m 33s
Senegal: la rottura fra il primo ministro Sonko e il presidente Diomaye Faye,
già evidente si è manifestata con la destituzione del primo ministro e del suo
governo. L’apertura della crisi politica ha portato ad un scontro istituzionale
in quanto Sonko è stato eletto presidente dell’Assemblea Nazionale controllato
dal partito del Pastef che aveva espresso anche il presidente Faye. La crisi
giunge in un momento in cui la situazione finanziaria del Senegal è gravata da
un enorme debito pubblico, pari al 132% del PIL, la cui gestione è motivo di
forte contrasto tra il capo dello Stato e il suo ex primo ministro. Il
presidente Faye intende avviare un nuovo programma di aiuti con il Fondo
Monetario Internazionale (FMI), mentre Ousmane Sonko sostiene un approccio più
critico verso i diktat delle istituzioni monetarie. Al momento del suo
insediamento nel 2024, le nuove autorità accusarono l'amministrazione dell'ex
presidente Macky Sall di aver occultato parte del debito nazionale, portando
alla sospensione del programma di aiuti del FMI da 1,8 miliardi di dollari.
Kenya: il 19 maggio Nairobi e diverse altre grandi città del Kenya sono state
teatro di proteste contro l’aumento del prezzo dei carburanti e negli scontri
con la polizia sono morte almeno quattro persone e ci sono stati centinaia di
arresti. A promuovere la mobilitazione che ha visto l’adesione di altri settori
della società keniana e ha bloccato le attività del paese, è stata la La
Transport Sector Alliance la sigla che riunisce operatori di matatu, camionisti,
boda boda, taxi digitali, mezzi turistici e imprese della logistica. La
richiesta principale è il ritiro dell’aumento del prezzo dei carburanti
innalzati dalla decisione del governo giustificata dalla guerra con l’Iran, che
hanno compresso le forniture globali di petrolio e gas. Ma la protesta va oltre
la questione , per quanto seria, del prezzo del carburante ma riguarda le
condizioni di vita della maggioranza dei keniani per cui ogni aumento dei costi
di base diventa immediatamente una crisi sociale.
Mali: in Mali continuano gli assalti del JNIM (Gruppo per il Sostegno dell'Islam
e dei Musulmani) contro vari villaggi nel nord ,con un saldo di decine di morti
e continuano anche gli omicidi mirati contro chi non si sottomette alla sharia
imposta dai jihadisti. Diversi camion senegalesi sono stati attaccati sul
corridoio che collega le due capitali, mentre Bamako rimane sotto blocco
jihadista. Questa situazione sta riaccendendo le tensioni al confine. Arrivano
denunce sull’utilizzo di bombe a grappolo da parte dell’esercito maliano e dei
suoi alleati russi ,mentre Kidal, riconquistata dopo gli attacchi del 25 aprile
2026,è ancora nelle mani degli insorti.
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Durata 53m 54s
In studio con Ilaria, una compagna dei Sanitari per Gaza, raccontiamo la sua
esperienza di partecipazione all'ultima Flotilla. Il viaggio di Ilaria è
iniziato ben prima dell'effettiva partenza ed è stato caratterizzato da un
costante stato di allerta per il timore del boicottaggio israeliano. Il primo
attacco vero e proprio da parte delle forze armate di Israele è iniziato nei
pressi di Creta; sull'isola, sebbene in condizioni difficili, gli equipaggi
hanno sperimentato la solidarietà delle attiviste/i greche e sono poi riusciti a
raggiungere Marmaris, in Turchia. Dopo che tutti gli equipaggi sono stati
intercettati, sequestrati e trasportati ad Ashdod, sono stati fatti oggetto di
violenze da parte delle forze armate israeliane, che si sono accanite
soprattutto nei confronti delle persone razzializzate, di quelle "con passaporto
debole", delle donne o delle persone LGBTQ. Particolarmente crudele è stato il
momento della detenzione, vissuta in condizioni di assoluto sovraffollamento, in
un susseguirsi di pratiche vessatorie, senza cibo, senz'acqua, sotto la costante
minaccia di cani feroci, nelle celle in precedenza occupate dai prigionieri
palestinesi. La partenza da Israele è stata possibile solo grazie a tre aerei
turchi, senza che ci sia mai stato alcun intervento delle autorità italiane.
Passiamo quindi a parlare delle forme di boicottaggio nei confronti di Israele,
soprattutto della campagna contro TEVA, la multinazionale che opera nel settore
dei farmaci generici ma intrattiene una documentata complicità con il regime
Israeliano. Le forme di boicottaggio che è possibile esercitare per tutte e
tutti nel quotidiano, del resto, sono moltissime, come documenta anche il sito
di BDS Italia consultabile qui. Il comunicato di BDS-Italia in merito alla
chiusura di quattro stabilimenti TEVA, non imputabile alle pressioni civili
degli ultimi anni può invece essere letto qui .
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Durata 1h 54m 5s
BEAUTIFUL HOTNES (PHOTO) -WHEELCHAIR SPORTS CAMP/JELLO BIAFRA -NXDIA - GIRL IN
RED -PENELOPE SCOTT - ARIIS -TIKA & TRESNA -CHALK -CLT DRP -UDIENNX -H6TAM -
DALYNN -LUCIFERO - SPEAKER LOUIS - BOU/MC SPYDA -DEEKLINE/QUEEN OMEGA - SAM
BINGA/RIDER SHAFIQUE - WATCH THE RIDE/NIA ARCHIVES - TEMPOREX - D2S1 - JUST
VALERY - ELLIOT SMITH - THE CARETAKER -BLUERRA-SAI - TAKE CARE -GIANT SAND SPEED
GEEK - KAVARI CHARLIE XCX/JOHN CALE - JUST VALERY - EVERTON DA
SILVA................
Comunicazione telefonica con un compagno del Movimento per la Palestina Libera
dei Castelli Romani
Durata 25m 21s
Il venerdì 29 maggio, alla Piazza di Corte di Ariccia, si svolgerà una
manifestazione con artisti, letture, musica, attivisti della Flotilla e diversi
interventi "per la liberazione della Palestina, contro guerre e genocidio, per
rompere i rapporti tra Italia ed Israele."
In comunicazione telefonica con un compagno del Movimento per la Palestina
Libera dei Castelli Romani, abbiamo parlato della necesità di portare avanti
questa manifestazione nel contesto dello "sciopero generale di tutte le
categorie, contro le guerre e i tagli alle spese sociali."
A continuazione il loro comunicato:
I CASTELLI ROMANI ANCORA IN PIAZZA PER LA LIBERAZIONE DELLA PALESTINA, CONTRO
GUERRE E GENOCIDIO, PER ROMPERE I RAPPORTI TRA ITALIA ED ISRAELE, PER LA FINE
DELL'ASSEDIO DI GAZA, PER LA LIBERTA' DEI 10.000 PRIGIONIERI PALESTINESI DALLE
CARCERI SIONISTE E DA QUELLE ITALIANE, CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DI SCUOLE E
UNIVERSITA', PER IL RITIRO DEL DL SICUREZZA E DEL DDL ANTISIONISMO, PER
RINGRAZIARE LA FLOTILLA E CHI RESISTE CONTRO GLI INTERESSI COLONIALI ED
ECONOMICI DI GOVERNI E MULTINAZIONALI.
Da sempre i Castelli Romani si sono mobilitati contro il fascismo che ogni tanto
si ripresenta sotto forma di manifestazioni razziste, presentazione di libri
revisionisti e di interessi speculativi che sfruttano persone e luoghi a noi
vicini. In questi ultimi casi, la differenza con il centrosinistra ormai è
svanita, a dire il vero.
Scendiamo nuovamente in piazza perché il volto gaudente del sadico ministro
israeliano BenGvir è quello che meglio rappresenta l'immagine di uno stato
genocida e punta del colonialismo occidentale in Medio-Oriente.
Ma i volti dei governi occidentali non sono così diversi dal suo, perché in
tutti i modi hanno fornito sostegno ad Israele, varato leggi speciali e usato il
pugno duro contro ogni forma di dissenso.
Merito della Flotilla è stato quello di riportare il focus sulla Palestina,
scomparsa dai maggiori media in questi mesi in cui Israele e USA hanno messo in
piedi un organismo indegnamente chiamato "Board of Peace".
La nuova concezione di "tregua" ha già provocato circa 800 palestinesi uccisi
dai sionisti, su oltre 70.000 morti accertati, in Libano 700 uccisi dalla
"tregua" di aprile su 3.000 totali, altre migliaia in Iran, per proseguire con
il colpo di stato in Venezuela ed il quasi certo prossimo attacco anche a Cuba.
L'UE continua a voler proseguire la guerra in Ucraina, riempiendo di soldi le
industrie di armi e reinserendo la leva obbligatoria in diversi Paesi. Una
trattativa di pace con la Russia non viene neanche ipotizzata.
In Italia, il governo più fascista dal ventennio ad oggi, consente l'invio di
armi ad Israele, arresta palestinesi su mandato dello stato ebraico condannando
la loro Resistenza contro l'occupante e loro stessi ad anni di carcere duro,
manda avanti i suoi lacché a reti unificate per attaccare ogni forma di
solidarietà con chi vive a Gaza e in Cisgiordania, fa soggiornare i militari
dell'IDF in località turistiche affinché si riposino da loro sporco lavoro.
Intanto approva "leggi sicurezza" e "leggi antisemitismo" che imporranno una
forte censura e repressione per tutti coloro i quali, specie nelle scuole e
nelle università, non si adeguino al nuovo "standard di democrazia".
Continuiamo a mobilitarci contro le guerre imposte dal sistema capitalista che
necessita di tutto questo
Venerdì 29 maggio in piazza ad Ariccia, mandiamo un messaggio forte, con le
nostre voci, i nostri corpi, la musica, l'arte che trasformi la nostra rabbia in
un impegno per la libertà di tutti i popoli oppressi.
Liberare la Palestina, rompere le catene che ci legano agli interessi della NATO
e degli industriali, veri nemici di ogni forma di pace e di giustizia sociale,
per una società completamente diversa da quella attuale.
Sarà chi pianifica le guerre ed un mondo costruito sulla violenza del più forte
ad essere messo all'angolo.
Facciamo appello a tutti/e, perché venerdì 29 maggio, lo sciopero generale di
tutte le categorie, contro le guerre e i tagli alle spese sociali, abbia la più
larga partecipazione per poi vederci in piazza ad Ariccia in tante e tanti.
Free Palestine! Lo grideremo in faccia a tutti i BenGvir del mondo, perché il
ministro israeliano rappresenta solamente la punta dell'iceberg, purtroppo.
Ci saranno artisti, letture, musica, attivisti della Flotilla e interventi su
tutte le questioni citate ma anche il microfono aperto per chi volesse
contribuire con ulteriori spunti di riflessioni e proposte.
I Castelli Romani sono solidali ed in lotta contro chi resiste alla barbarie, in
ogni angolo del pianeta, con ogni mezzo necessario!
MOVIMENTO PER LA PALESTINA LIBERA - CASTELLI ROMANI
Corrispondenza con Giuditta Turra
Durata 13m 30s
Il comunicato della famiglia di Giacomo Turra:
Il caso
Il 3 settembre 1995, Giacomo Turra, cittadino italiano studente di filosofia e
antropologia
all'Università degli Studi di Padova, entrava in un ristorante cinese a
Cartagena des Indias
(Colombia) in stato di forte agitazione. La polizia nazionale colombiana
chiamata dai gestori
interviene bloccando a terra e percuotendo Giacomo Turra in modo estremamente
violento.
Giacomo Turra viene fermato e caricato su una camionetta, viene portato in
ospedale dove viene
visitato all'interno del veicolo e trattato con una iniezione. Dopo poche ore
viene riportato
all'ospedale morto.
I familiari giunti dall'Italia non riescono a riconoscere il cadavere,
completamente deformato dai
traumi subiti, riconoscimento che avviene solo a seguito di una radiografia
dentale. I familiari e le
autorità italiane si mobilitano da subito per chiedere verità e giustizia a
fronte delle iniziali difese da
parte delle autorità colombiane che attribuiscono la morte del giovane italiano
a overdose di cocaina
o ad atti di autolesionismo. La pressione del governo italiano sulla spinta
della Ministra degli Esteri
Susanna Agnelli arriva a sospendere degli accordi bilaterali in ambito
giudiziario.
Il caso Turra diventa in Colombia un caso simbolo per le organizzazioni di
difesa dei diritti umani
sia a causa del livello della ingiustificata violenza subita da Giacomo che del
forte supporto alla
richiesta di verità e giustizia da parte di uno stato straniero.
Il pronunciamento della CIDH
Le successive vicende giudiziarie si concludono già nel 1998 con l'assoluzione
dei poliziotti
coinvolti nel caso da parte di un tribunale militare e successivi tentativi di
riaprire il caso falliscono.
Già nel 1996 il padre di Giacomo per tramite della Comisión Colombiana de
Juristas solleva il caso
presso la Comisión Interamericana de Derechos Humanos (CIDH) che nel 2001
ritiene il caso
ammissibile.
Nel 2024 la CIDH trasmette allo stato colombiano e ai ricorrenti un dettagliato
rapporto di merito
(ad oggi riservato) sul caso di Giacomo Turra nel quale rileva la violazione del
diritto alla vita,
all'integrità personale, alla libertà personale, alle garanzie giuridiche e alla
salute. Sulla base di tali
evidenze raccomanda allo stato colombiano: una riparazione morale e materiale
nei confronti della
vittima e della sua famiglia; che in futuro tali casi non siano trattati da
tribunali militari; di stilare
dei protocolli di azione per i funzionari di pubblica sicurezza relativi ai
comportamento da tenere
nei confronti di persone che soffrano di crisi acute di salute mentale.
Il riconoscimento da parte della Colombia
A quasi due anni di distanza le trattative fra la famiglia Turra, rappresentata
dalla Comisión
Colombiana de Juristas e lo Stato Colombiano, rappresentato dall'Agencia
Nacional de Defensa
Jurídica del Estado, ente governativo preposto alla soluzione di queste azioni
extragiudiziarie,
stanno giungendo ad un accordo che contemplerà:
la firma di un accordo nel quale lo Stato Colombiano, riconoscendo il
dispositivo della
CIDH che verrà quindi reso pubblico e si impegna a mettere in atto una parte
importante
delle richieste della commissione. La firma di tale accordo è prevista per il 20
maggio 2026
alle 9:00 a.m. (fuso orario colombiano, alle 16 p.m. ora italiana) alla presenza
di rappresentanti della CIDH che saranno in visita in Colombia in quei giorni.
Tale firma sarà trasmessa in diretta sul canale youtube della Agencia de Defensa
(https://www.youtube.com/@DefensaJuridica_Estado/streams)
un atto di riconoscimento pubblico e riparazione previsto a Catagena des
Indias fra giugno e
luglio 2026 all'interno del quale verrà posta una targa in memoria di Giacomo
Turra in un
parco cittadino.
La famiglia di Giacomo Turra che ha atteso per più di trent'anni verità e
giustizia e accoglie questo
riconoscimento pubblico come un atto di estrema rilevanza. Se la giustizia non è
solo vendetta,
questo atto è per noi più importante della condanna in tribunale degli esecutori
materiali delle
violenze che hanno deturpato il corpo di Giacomo privandolo della vita.
Ripristinare la verità con
un pubblico atto di riconoscimento della violazione dei diritti umani da parte
di uno Stato cancella
le infamie alla memoria di Giacomo che hanno in questi anni aggravato il dolore
per la perdita del
nostro congiunto e allontana per sempre i meccanismi privati e pubblici di
colpevolizzazione della
vittima, di cui abbiamo sofferto. Oltre a questo crediamo che questo atto vada
valorizzato in questi
anni nei quali fortissimi sono gli attacchi alle istituzioni sovranazionali, al
diritto internazionale e al
riconoscimento universale dei diritti dell'uomo che avevamo forse troppo presto
ritenuto patrimonio
universale dell'umanità. Speriamo che questo importante risultato sproni tutte
le famiglie, le
comunità e le istituzioni che lottano per il rispetto dei diritti dell'uomo a
continuare a lottare per
ottenere, anche a molti anni di distanza, più di trenta nel nostro caso,
risultati importanti come
questi.
La famiglia vuole condividere con le istituzioni italiane e le organizzazioni di
difesa dei diritti
umani italiane e colombiane questi importanti appuntamenti e chiede a chi fosse
interessato a
contribuire alla valorizzazione di questi momenti o di essere informata degli
eventi che si
svolgeranno nelle prossime settimane o di avere informazioni più dettagliate sul
caso Giacomo
Turra di scrivere all'indirizzo email omicidiogiacomoturra@gmail.com
Bologna 6 Maggio 2026
La famiglia di Giacomo Turra
Semilla N124 Burkina Faso
Durata 34m 37s
Scaletta della puntata:
- Gabin Dabiré - Baga baga
- Farfina - Gouansang
- Yé Lassina Coulibaly & Yan Kadi Faso - Borro
- Farfina - Wanso
- Amadou Balake - Aminata Du Thé
- Moussa koita - Djadja cou djadja
- Farfina - Percus
- Fatoumata Dembele - Sabou
- Moussa koita - Wango
- Yé Lassina Coulibaly & Yan Kadi Faso - Doussou
- Fatoumata Dembele - Nanfoulé
- Burkina Electric - To Mi To Zi
- Faso Konbat - Anga djossa
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Durata 1h 13m 37s
SCALETTA
Charlie Parker, Miles Davis, "Donna Lee"
Miles Davis, "Boplicity"
Miles Davis Quintet, "Airegin"
Miles Davis, "Florance sur les Champs-Èlysées
Miles Davis, "Milestones"
Miles Davis, "Prince of Darkness"
Miles Davis, "Direction", "Bitches Brew"
Miles Davis, "The Doo-Bop Song"
trasmissione intera
,
la riforma degli istituti tecnici
,
osservatorio contro la militarizzazione
Parliamo della riforma degli istituti tecnici che investe la filiera tecnico
professionale riducendola da 5 a 4 anni: tagli al monte ore complessivo,
penalizzazione delle materie di base, accorpamento di fisica chimica e scienze
della terra in una sola disciplina, alternanza scuola-lavoro anticipata alle
seconde classi, subalternità della scuola pubblica alle esigenze delle aziende
private che produce un impoverimento della scuola pubblica e un irreparabile
danno alle studenti e agli studenti. Dal 1° settembre la riforma partirà negli
istituti tecnici che sceglieranno questi tagli. A ciò saranno aggiunti i 2 anni
di ITS (Istituti tecnologici superiori), ovvero l'esternalizzazione della scuola
pubblica, anch'essi riformati da Valditara e clamorosamente falliti. Facile
prevedere che a regime tutte le insegnanti e gli insegnanti perderanno ore e
posti di lavoro. La risposta è la nascita di una Rete nazionale degli istituti
tecnici che si sta ramificando in tutte le province. A Roma giovedì 28 maggio è
prevista un'assemblea all'istituto Galileo Galilei, alle ore 11.
Tracciamo poi un bilancio del terzo anno di attività dell'Osservatorio contro la
militarizzazione della scuola, gruppo di scopo con l'obiettivo di raccogliere le
segnalazioni dell'invasione militare delle scuole di ogni ordine e grado e che
lavora anche sulla formazione del personale delle scuole: come usare gli
strumenti adeguati a contrastare questa invasione e, ad esempio, come prepararsi
sulla questione incombente della leva militare e del reclutamento dei giovani e
delle giovani. Le attività di propaganda dell'asse Valditara-Crosetto.
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Durata 22m 31s
ANTIFASCISTI SENZA PATRIA - ANARCHIVIO BIBLIOTECA ALFREDO SALERNI
Sabato 30 maggio 2026, all'anarchivio biblioteca Alfredo Salerni,
via dei Gelsi 130/D - Centocelle - Roma:
presentazione del libro "Antifascisti senza patria".
Ne parliamo con l'autore Paolo Pasi
a seguire chiacchierate a a-buffet
Paolo Pasi e Carlosuppre si esibiranno dal vivo con un repertorio metereopatico
Estate 1943. Quando gli «antifascisti non conformi», quelli per cui non arriva
l'ordine di liberazione, lasciano il confino di Ventotene per essere rinchiusi
nel campo di concentramento di Renicci d'Anghiari, trovano ad aspettarli
centinaia di poliziotti e carabinieri in assetto di guerra, quasi che il governo
Badoglio tema di più questo pugno di sovversivi che le armate tedesche…
All'indomani della caduta di Mussolini, la maggior parte degli antifascisti
rinchiusi al confino reclama e ottiene l'immediata liberazione unendosi alla
resistenza contro i nazifascisti. Ma questa liberazione non avviene per tutti:
alcuni di loro, in gran parte anarchici, vengono trattati dal governo Badoglio
alla stregua di nemici, tanto che ne viene ordinato il trasferimento nel campo
di concentramento di Renicci d'Anghiari, poco lontano da Arezzo. Inizia così il
racconto corale di un viaggio che tra tentativi di fuga e ricordi di lotta
porterà questi «antifascisti senza patria» nel famigerato Campo 97, dove già
migliaia di prigionieri di guerra, per lo più slavi, patiscono condizioni di
vita durissime. Unica speranza: evadere. Ed è appunto quello che faranno alla
fine di quei quarantacinque giorni che intercorrono tra la caduta del fascismo e
l'armistizio. Una storia realmente accaduta, narrata attraverso le vicende di
undici personaggi dal passato ribelle e dal futuro incerto: uno scrittore
futurista, un catalano sfuggito alla repressione di Franco, un combattente
piacentino tornato dalla guerra di Spagna, un fabbro triestino e un barbiere
siracusano, una donna dal destino avverso che però non si è arresa…