
È fernuta ‘a zezzenella: chiacchiere resistenti per costruire dalle macerie. (Fuck Remigration)
Redazionali Ondarossa - Wednesday, June 10, 2026"É fernuta a zezzenella" nel gergo contadino campano significa che è finito il periodo di mungitura delle vacche, che non c'è più latte da prendere, che le mucche sono allo stremo. Nella parlata comune questa frase si traduce con "è finita la pacchia", é finito il divertimento.
Ma per chi? Per il padre padrone, per il colonizzatore bianco, per il capitalista: che altro volete prendervi? Ci rimane solo la vita.
É da quello slancio vitale che resiste tra le macerie di una catastrofe permanente che vogliamo ripartire, da quella forza potente e ancestrale che da millenni continua a far girare il mondo, nonostante l'impegno dei noti maschietti, ricchissimi e capricciosi, nel trasformare la realtà in distopia.
Ne parliamo il mercoledì mattina dalle 10:30 ogni due settimane con le amiche di ecologia politica e Claudia T., facendo partire i nostri discorsi dalle testimonianze dell3 compagn3 che vivono e lottano nel Sud Globale, con le quali abbiamo avuto la fortuna di incrociare le strade É fernuta a zezzenella oi' Ci trovate sugli 87.9 fm Perchè sta musica adda cangià.
In questa puntata abbiamo ripreso il discorso sull’estrattivismo coloniale, spostando l’attenzione sugli effetti di questa dinamica a casa nostra. Da un po’ di tempo a questa parte si sta diffondendo in Italia, e in Occidente in generale, il concetto di “remigrazione”: un’ideologia di matrice razzista e machista, l’ultimo raccapricciante neologismo proveniente dall’estrema destra globale.
In questa puntata andiamo a guardare più da vicino gli accordi europei in materia di immigrazione e il DL immigrazione, che in questo periodo sta procedendo nel suo iter parlamentare. Siamo poi andate ad analizzare le reali radici di questa narrazione razzista e coloniale da una parte, e le condizioni materiali concrete della vita di chi si sposta dall’altra.
A completare il quadro, ascolterete un piccolo excursus nervoso sui principali esponenti di questa ondata xenofoba, con un focus particolare sul cosiddetto “femonazionalismo”, che altro non è che l’ennesima narrazione che strumentalizza la violenza di genere per promuovere propaganda razzista. Ma nel transfemminismo non c’è spazio per queste naziste.