puntata completa
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Enfouir l'orgueil des hommes
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Ai mamà
Decima puntata di una trasmissione dedicata alla condivisione di cori e canti di
lotta.
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> Enfouir l'orgueil des hommes
> Ai mamà
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Source - Redazionali Ondarossa
87.9FM a Roma e provincia
redazionale completo
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audio dalla Repubblica Democratica del Congo
"É fernuta a zezzenella" nel gergo contadino campano significa che è finito il
periodo di mungitura delle vacche, che non c'è più latte da prendere, che le
mucche sono allo stremo. Nella parlata comune questa frase si traduce con "è
finita la pacchia", é finito il divertimento.
Ma per chi? Per il padre padrone, per il colonizzatore bianco, per il
capitalista: che altro volete prendervi? Ci rimane solo la vita.
É da quello slancio vitale che resiste tra le macerie di una catastrofe
permanente che vogliamo ripartire, da quella forza potente e ancestrale che da
millenni continua a far girare il mondo, nonostante l'impegno dei noti
maschietti, ricchissimi e capricciosi, nel trasformare la realtà in distopia.
Ne parliamo il mercoledì mattina dalle 10:30 ogni due settimane con le amiche di
ecologia politica e Claudia Terra, facendo partire i nostri discorsi dalle
testimonianze dell3 compagn3 che vivono e lottano nel Sud Globale, con le quali
abbiamo avuto la fortuna di incrociare le strade É fernuta a zezzenella oi' Ci
trovate sugli 87.9 fm Perchè sta musica adda cangià.
In questa puntata affrontiamo il tema dell’estrattivismo nella Repubblica
Democratica del Congo a partire dalle voci di chi vive e resiste nei territori
colpiti dalle grandi opere. Attraverso le testimonianze di attivistɜ e comunità
locali impegnate nella lotta contro le dighe di Inga 1 e Inga 2, primi tasselli
del progetto Grand Inga (Inga 3), raccontano cosa significa convivere con un
modello di sviluppo imposto dall’alto. Un modello che produce energia senza
garantire accesso alle popolazioni, e che alimenta soprattutto il settore
minerario, sostenendo l’estrazione di cobalto e altri minerali strategici.
L’estrazione di cobalto è uno dei pilastri materiali di ciò che in Occidente
viene chiamato “green”. Batterie, auto elettriche e tecnologie considerate
sostenibili poggiano su una filiera che scarica i costi ambientali e umani nei
territori di estrazione. Nella Repubblica Democratica del Congo, questo
significa miniere insicure, sfruttamento del lavoro, anche minorile,
contaminazione di acqua e suoli, sgomberi e perdita di mezzi di sussistenza. La
transizione ecologica, così com’è costruita, riduce le emissioni altrove ma pesa
sulla pelle di chi vive nei territori sacrificati all’approvvigionamento di
materie prime.
Puntata 19 - Stagione 26 - 2025-2026
Puntata 19 di EM, quarta del ciclo Estrattivismo dei Dati, parliamo di identità
digitale con Jaromil, hacker, sviluppatore e attivista italiano tra i
protagonisti della scena internazionale del software libero e della
crittografia. Con lui esploriamo i rischi e le promesse dei nuovi sistemi di
identità digitale – dal progetto europeo alle alternative decentralizzate basate
su crittografia e web of trust – fino agli scenari futuri in cui saranno agenti
di intelligenza artificiale a gestire deleghe e credenziali per nostro conto.
Una conversazione su libertà, privacy e potere nell’architettura delle identità
online.
Ne parliamo con Nicola della SIMM di Ravenna
A cura di Mezzoradaria di Radio Città Fujico di Bologna mandiamo un'intervista
a Nicola della società SIMM sulla retata in corsia nell'ospedale di Ravenna.
Infatti a Ravenna è in corso un'importante indagine giudiziaria che coinvolge
diversi medici del reparto di Malattie Infettive, accusati di aver falsificato
certificati sanitari per evitare il trasferimento di migranti irregolari nei
Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR). In realtà si sta cercando di minare
l'autonomia medica e il diritto alla salute così come raccontato anche nel
comunicato della SIMM.
LA CURA NON È UN REATO
In difesa dell'autonomia medica e del diritto alla salute (Art. 32 Cost.)
I fatti accaduti il 12 febbraio 2026 presso l'Ospedale di Ravenna — con la
perquisizione del reparto
di Malattie Infettive e l'indagine a carico di sei medici — segnano un grave
attacco alla professione
medica, alla sua deontologia e alla cura delle persone.
La Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), appoggiandosi alla
presa di posizione del
Presidente della Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri
(FNOMCeO)
Filippo Anelli del 13 febbraio 2026, e richiamando il proprio appello del 16
giugno 2025 sostenuto
dalla stessa FNOMCeO, vuole richiamare alcuni principi cardine della professione
medica e della
nostra Costituzione.
1. L'attacco all'autonomia e alla deontologia medica non è accettabile
Il medico ha il dovere etico e giuridico di agire in scienza e coscienza, con
l'unico obiettivo della
tutela della vita e della salute (Art. 4 del Codice Deontologico). Sindacare una
valutazione clinica di
inidoneità al trasferimento in un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR),
richiesta dall’art. 3
della Direttiva del Ministero dell’Interno del 19/05/2022, attraverso strumenti
repressivi significa
trasformare un atto medico in un atto di polizia. La decisione clinica non può
essere subordinata a
esigenze di ordine pubblico o di scelta politica.
2. La patogenicità dei CPR è un dato scientifico, non un'opinione
Le inidoneità certificate dai colleghi non sono arbitrarie, ma si fondano su
dati clinici e
sull'evidenza scientifica della natura intrinsecamente patogena dei CPR. Come
attestato dal Policy
Brief della World Health Organization (WHO) del gennaio 2026, la detenzione
amministrativa delle
persone migranti è una causa diretta di malattie infettive e disturbi
psichiatrici gravi.
In tali contesti, il medico che certifica l'inidoneità agisce per prevenire un
danno alla salute, in pieno
adempimento del principio etico di non maleficenza. I medici hanno il dovere di
onorare l’Articolo
32 del Codice di Deontologia Medica (Doveri del medico nei confronti dei
soggetti fragili) che
afferma che “Il medico tutela il minore, la vittima di qualsiasi abuso o
violenza e la persona in
condizioni di vulnerabilità o fragilità psico-fisica, sociale o civile in
particolare quando ritiene che
l’ambiente in cui vive non sia idoneo a proteggere la sua salute, la dignità e
la qualità di vita.”
3. Si è trattato di un modus operandi lesivo della dignità dei medici e
pericoloso per la cura
dei pazienti
Le modalità riferite della perquisizione a Ravenna, condotta con modalità simili
a quelle contro le
organizzazioni criminali, umiliano il personale sanitario, distolgono risorse
dalla cura dei pazienti e
creano un clima di intimidazione che mina la serenità necessaria all'esercizio
della professione.
Inoltre tale condotta si configura come interruzione di un pubblico
servizio (Art. 340 c.p.),
mettendo a rischio la continuità assistenziale per tutti i pazienti ricoverati e
in attesa di cure.
4. La tutela della salute è un pilastro costituzionale
L'Articolo 32 della Costituzione definisce la salute un “fondamentale diritto
dell'individuo e
interesse della collettività”. Questo diritto non decade con lo status giuridico
di una persona.
L'autonomia del giudizio medico dalle procedure di polizia è garanzia per il
mantenimento di un
sistema sanitario universalistico e umano.
Dignitas in Salute, Salus in DignitateLa Società Italiana di Medicina delle
Migrazioni esprime piena solidarietà ai colleghi indagati, che
hanno onorato la propria missione nonostante le pressioni di un sistema che
vorrebbe la medicina
asservita a discutibili decisioni politiche, ringrazia il Presidente della
FNOMCeO Anelli e gli Ordini
dei medici provinciali dell’Emilia Romagna per la loro ferma presa di posizione
in difesa
dell'inviolabilità dell'atto medico da ingerenze estranee alla diagnosi e alla
terapia medica e invita le
altre Società Medico-Scientifiche Italiane ad associarsi alle parole del
Presidente Anelli e alla
presente dichiarazione in difesa della cura dei pazienti e della deontologia
medica.
Se la cura diventa un reato, la democrazia stessa è in pericolo.
Roma, 13 febbraio 2026
Dignitas in Salute, Salus in Dignitate
Ne parliamo con una studente
Alle ore 11 studenti hanno chiamato un presidio davanti al Carcere minorile di
Casal del marmo per far sentire che fuori c'è qualcun che ascolta le denunce che
stanno tirando fuori di sevizie e torture. 10 agenti sono coinvolti in percosse
contro 13 detenuti. Partecipate
Ascolta
Scaletta dei contenuti:
Amptek Alex Marenga in voce - Spazio novità #7 (febbraio 2026)
Ciuffy Rouge - Echoes of Humanity mixtape (marzo 2026)
H501L - Umarell Techno mixtape #8 (marzo 2026)
Dj Elettrodo - Daft Records monography mixtape 22 (marzo 2026)
Puntata 194 trasmessa sabato 14 marzo 2026 su Radio Onda Rossa 87.9 dalle 21
alle 23.
Broadcasted on Musica Machina radioshow, Radio Onda Rossa 87.9 (Saturday,
March 14, 2026).
bluesNoon278
Un po' di blues, finalmente!
Ascolta
In questa terza puntata parliamo di un’esperienza specifica di volontariato in
carcere, fra critiche e opportunità.
Ascolta
Ovviamente negli Epstein files, tra gli altri, si trovano vicende e uomini che
hanno a che fare con l'Asia, dove lo stesso Jeffrey aveva varie "attività":
dall'Asia dell'Ovest a Giappone e Filippine passando per India e Cina. Questa
trasmissione cerca di tenere insieme ministri e banchieri che si dimettono,
scienziati, bambine e ragazze dalla pelle quasi sempre bianca stuprate e
sfruttate, il Partito Comunista Cinese, fondi d'investimento, JP Morgan, il
traffico di armi e scandali internazionali, del resto quello che vorremmo far
emergere è come la classe dirigente che girava intorno a Epstein - la Epstein
Class - fosse una realtà globale. Una trasmissione che parla del filo rosso tra
bio-geo-politica e criminalità internazionale negli Epstein file in Asia.
Ascolta
- Ayekan di Fronte a la Moneda per 'salutare' il Governo uscente
- Chiamata per accompagnare i familiari dei Ppm del caso Quilleco alla Corte
Suprema per ricorso (audio)
- Il collettivo di avvocati di Facundo Huala scrive sulla possibilità che resti
in carcere ancora un anno
- Lof Temulemo denuncia divieto di igresso alla sala di udienza dei familiari
del Lonko Juan Pichun e suo fratello Rafael Pichun