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Durata 4m 27s
Mentre si apre a Venaus la decima edizione del festival Alta Felicità, le forze
dell'ordine nelle stazioni di Torino e di Susa eseguono identificazioni di massa
che non intaccano la felicità mdi chi raggiunge la valle anche in vista della
marcia di domani, 25 luglio. Ne parliamo con un compagno sul treno per Susa
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Durata 14m 3s
Ieri mattina manifestazione all'aeroporto di Cagliari per chiedere
l'interruzione dei collegamenti diretti tra Tel Aviv e Cagliari, tassello del
turismo sionista che coinvolge molte strutture sarde e porta militari dell'idf
sull'Isola. Quella di ieri è l'ultima in ordine di tempo di tante manifestazioni
che hanno portato denunce e repressione a chi si attiva.
Ne parliamo con una compagna di UniCa per la Palestina che insieme a Gpi, Global
Sumud Flottilla e molte altre realtà e persone organizza le iniziative
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Durata 27m 13s
Dopo la morte per mano poliziotta di Abderrahim Fakir, domenica scorsa a
Bologna, nel quartiere del Pilastro, una grande manifestazione in piazza dove la
polizia ha usato gli idranti contro le persone scese in strada e mercoledì
un'assemblea dove si è parlato di razzismo sistemico, profilazione razziale,
sorveglianza sanitaria e pratiche illegittime delle forze di polizia. Ne
parliamo con Didier, attivista dell'associazione antirazzista Casa del Mondo che
dà conto anche delle prossime iniziative dell'associazione stessa e del Comitato
verità e giustizia per Fakir nato proprio nell'assemblea di mercoledì scorso.
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Durata 22m 29s
Michele Giorgio, corrispondente de Il Manifesto dalla Palestina, ci informa di
una situazione allarmante delle ultime ore nel distretto di Nablus, in
Cisgiordania, dove, a causa di raid di coloni, in poche ore sono stati uccisi
sei palestinesi. La situazione è resa ancor più drammatica dalle dichiarazioni
di ministri del governo di Israele che chiamano azioni durissime il che fa
temere un'escalation in un clima di campagna elettorale tutto giocato sui temi
della sicurezza dalla destra al governo. In questo clima possiamo leggere anche
l'ennesimo bliz di Ben Gvir che ieri si è presentato con nazionalisti
ultrareligiosi e coloni sulla Spianata delle Moschee per la quale si minaccia in
modo ripetuto la ricostruzione del Tempio. Rimane intanto gravissima la
situazione della Striscia di Gaza dove Israele sta costruendo una barriera in
corrispondenza della linea gialla e dove continuano ogni giorno bombardamenti,
cannoneggiamenti, demolizioni che accompagnano la situazione umanitaria
disastrosa.
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Roberto Aprile, Bobo, compagno brindisino viene denunciato per la manifestazione
indetta il 6 giugno 2026 ad Amendolara per i 4 lavoratori migranti incendiati e
uccisi ad una stazione di benzina della statale 106. La prefettura dichiara la
manifestazione non autorizzata ed indica in Bobo l'organizzatore in quanto ha
preso parola durante il corteo. Chiaramente si tratta dell'ennesimo attacco alle
mobilitazioni e all'attacco ad un compagno attivo da decenni e molto noto il
quale rifiuterà la multa e andrà a processo.
Ne parliamo con Vincenzo Miliucci
Qui il comunicato della Confederazione Cobas
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Nei nostri studi Valerio, 19 anni, aggredìto qualche giorno fa tornando da San
Lorenzo sull'autobus N90. Quattro ragazzi ad un certo punto chiedono a Valerio
se fosse maschio o femmina. A Piazza Sempione due di questi ragazzi mi spruzzano
lo spray al peperoncino. Sull'autobus nessun ha detto nulla.
La questione dello spray al peperoncino si sta diffondendo sempre di più, usato
anche al Pride contro i carri, come stanno aumentando aggressioni omofobie anche
in quartieri safe come il Pigneto.
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Durata 1h 38m
ASCANIO BORGA: 1) Anatomy Of Heat (Parte 2)
KLOOB: 2) Planet Solaris
SOLARIS: 3) Life Sentience
PHILIPP MUNCH: 4) Desert Flowers Calling My Name
5) Just Listen
DANIELE CIULLINI/ FORBICI DI MANITU': 6) Oxized Liutenant
7) Biancone
8 ) Florence Caput Mondanity
SOKUSHINBUTSU PROJECT 9) Deep Meditation / Tree-Eating (Medley)
A NEED TO BE SHOT: 10) Breathing Through Tape ; 11) Silent People (Violent
People)
GENOCIDE ORGAN: 12) Wit Kragkragte
ODRZ/CUPIO DISSOLVI: 13) ODRZ100.24
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MALI
In Mali, i jihadisti del Gruppo per il Sostegno dell'Islam e dei Musulmani
(JNIM) hanno giustiziato sommariamente dei soldati maliani che si erano arresi.
L'episodio è avvenuto il 18 luglio nella zona di Tabrichat, nella regione di
Gao, in seguito a un attacco congiunto del JNIM e del gruppo separatista FLA
(Fronte liberazione Azawad) ) contro un grande convoglio militare in viaggio da
Anéfis a Gao. Circa cinquanta soldati maliani sono stati uccisi, sebbene non
tutti siano morti in combattimento.
ETIOPIA
Diverse centinaia di persone si sono radunate in Piazza Meskel ad Addis Abeba il
18 luglio scorso per una manifestazione organizzata dal Consiglio per la Pace e
il Cambiamento del Tigray. La coalizione si oppone alla riaffermazione
dell'autorità da parte del TPLF nella regione, mettendo in guardia contro azioni
che potrebbero potenzialmente riaccendere il conflitto armato.
In questa manifestazione si chiedeva la fine di quello che i partecipanti hanno
definito reclutamento forzato nel Tigray, la piena attuazione dell'Accordo di
cessazione delle ostilità di Pretoria e il ritorno alle proprie case degli
sfollati interni.
Residenti, partiti di opposizione, leader religiosi e organizzazioni per i
diritti umani hanno segnalato casi di giovani presumibilmente arruolati con la
forza per il servizio militare, accuse che i funzionari del TPLF hanno
ripetutamente smentito.
SUDAN
In Sudan si combatte non solo per il controllo delle risorse aurifere,
Nell’economia che finanzia la guerra in Sudan, un ruolo significativo è svolto
anche dal commercio della gomma arabica. Già a gennaio di quest’anno uno studio
dell’organizzazione PAX, denunciava come la preziosa resina estratta dagli
alberi di acacia alimentasse un’economia ombra militarizzata, gestita
prevalentemente dalle milizie Forze di supporto rapido (RSF) nelle vaste aree da
loro controllate. Prima dello scoppio della guerra nell’aprile 2023, il Sudan
rappresentava circa il 70-80% delle esportazioni globali di gomma arabica
grezza, per un valore di 183 milioni di dollari all’anno.
Il grosso della produzione si concentrava nella cosiddetta “cintura della gomma
arabica”, che comprendeva le regioni del Kordofan e del Darfur, e gli stati del
Nilo Azzurro, del Nilo Bianco, di Sennar e di Gedaref.
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Durata 31m 6s
car* likewisers,
avevo preparato una differente scaletta per quest secondo mixtape, che si
chiamerà likeseven.
Jennifer Finch, bassista e musicista ci ha lasciate qualche giorno fa.
Era sta la storica bassista delle L7 con cui aveva poi ripreso a suonare e
andare in tour (e incidere) negli ultimi anni.
Jennifer Finch è una di quelle donne che hanno fatto la storia della musica, ma
non hanno avuto incensi e riconoscimenti che vengono sempre elargiti ai maschi,
che spesso, con in questo caso, arrivano dopo, e andavano ai suoi concerti, e da
persone come lei sono stat* ispirat*.
Jennifer Finch era in una band con kat bjelland e courtney love nei primi anni
80, chiamata sugar babydoll. ancora il grunge non era nato. loro già lo
suonavano.
Le L7 hanno raggiunto un discreto successo, non ricalcando nessuno degli
stereotipi ne assecondando alcuna delle aspettative che sempre l'industria
musicale ha quando sul palco sale una all female band.
E stiamo ancora così, piantatela di far finta di niente.
Proprio quando le L7 probabilmente erano nel loro punto più alto di fama e
successo, e anche probabilmente più infognate nelle droghe (come metà del mondo
in quegli anni) decise di smettere di suonare con loro, si dice per preservarsi
e star meglio.
Forma una nuova band. si chiamano other people star, non la mia busta di
patatine, ma ascolterete anche loro in questo mixtape.
Continua diventando la frontwoman di the shoker una band punk che raggiunse
anche una certa fama.
Jennifer era rumorosa, indomabile e libera.
E brava.
Oltre a fare la storia della musica ha anche documentato quello che succedeva
intorno a lei, soprattutto con foto, disegni e appunti, che fanno del suo
materiale sulle sue band e sulla scena di cui facevano parte, sui cambiamenti,
la forza e la fragilità della musica indipendente, le connessioni tra musica e
lotte politiche, un archivio preziosissimo. Come lei.
Perché Jennifer la femminista da quando aveva 5 anni, come raccontava, aveva da
adolescente imparato ad occupare lo spazio che nessuno voleva darle e che spesso
le avrebbero voluto togliere.
love.