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Datacenter, proteste e incentivi alla costruzione. La situazione nel mondo
Come sta andando la costruzione di nuovi datacenter di dimensioni gigantesche (i cosidetti Hyperscale), senza i quali, ci raccontano, non ci sarà sviluppo tecnologico nei prossimi anni? Come reagiscono le persone a questa nuova corsa alla costruzione di datacenter? e qual'è l'impatto socio-ambientale dei piani delle grandi aziende tech appoggiate dagli Stati? Naturalmente il sottotesto è che senza questi nuovi data center lo sviluppo dell'AI non sarà possibile e saremo tutte sottomesse alle bigh tech USA o cinesi. Facciamo una breve panoramica segnalando una serie di recenti articoli, interviste e statistiche. COMINCIAMO DALL'ITALIA. In Italia i data center sono circa 270, concentrati principalmente nella provincia di Milano (99) e nella provincia di Roma (28). Nelle intenzioni di governo e attori privati si stima che se ne vogliano costruire altri 83 nei prossimi anni. Il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato le indicazioni operative in cui vengono definiti tempi più rapidi per ottenere le autorizzazioni, iter burocratici semplificati e messa in funzione agevolata attraverso strumenti temporanei. Con questi tre elementi, le indicazioni operative mostrano il chiaro intento del governo di accelerare l’approvazione e la costruzione di data center sul territorio italiano per trasformare l'Italia nell'HUB del mediterraneo. Natrualmente come spesso capita in questi casi la norma va a discapito dei controlli sull'impatto socio-ambientale. Secondo l’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, negli ultimi tre anni sono stati investiti nel settore dei data center oltre 7 miliardi. Da qui al 2028 la cifra potrebbe triplicare. A maggio, la regione [Lombardia è stata la prima in Italia ad approvare una legge dedicata]() a queste infrastrutture, nonostante le proteste di Legambiente, Cgil e diversi rappresentanti istituzionali o della società civile di comuni della città metropolitana. Nel frattempo sono aumentate le proteste in vari comuni della città metropolitana milanese e in PIemonte. * Il caso più discusso è Apto Campus a Lacchiarella, dentro il Parco Agricolo Sud Milano. Il progetto complessivo riguarda un'area di 700.000 metri quadrati, di cui 228.000 destinati al sito specifico sotto esame. È ancora in fase di valutazione ed è il bersaglio diretto della protesta di luglio. * A poca distanza, tra Opera, Locate di Triulzi e Pieve Emanuele, Edge ConneX propone un impianto da 30.000 metri quadrati con un edificio alto 18 metri. * Il progetto di dimensioni economiche più rilevanti è quello di Amazon Data Services Italia a Zibido San Giacomo: un edificio principale di circa 203 per 68 metri * Nel quadrante sud, un progetto identificato con la sigla K2 a Badile viene descritto dalle fonti locali solo come iniziativa di "una multinazionale", senza che il nome del promotore sia stato reso pubblico. Le dimensioni non sono note * A Siziano, in provincia di Pavia, STACK Infrastructure, gruppo controllato da IPI Partners che ha rilevato il sito ex Supernap Italia nel 2021-22 * A Vimercate si è formato il comitato spontaneo “Ferma Ecomostro” e a Bornasco le “Sentinelle del Territorio” denunciano un modello industriale estrattivo, fondato su infrastrutture mastodontiche che consumano suolo agricolo e risorse idriche garantendo un’occupazione irrisoria. * A Bollate il circolo locale di Legambiente ha presentato ricorso al Tar contro un progetto su 12 ettari di area verde * A Settimo Torinese le proteste attaccano il campus Microsoft da 1 GW. La comunità residente denuncia il pericolo di colonialismo energetico legato a rincari previsti del 12% sulle bollette locali. * A Travagliato, nella sera del 22 luglio, oltre 300 persone hanno manifestato dentro e fuori le aule del consiglio comunale interrompendo la seduta tre volte per chiedere spiegazioni sul progetto. CHE SUCCEDE NEGLI USA Una mappa delle proteste e dei siti che presentano criticità per la costruzione di nuovi data center la trovate nel sito di Erin Bronchovich: Data Center AI & Le nostre comunità. Bronchovich è la donna nota per la causa intentata contro la Pacific Gas & Electric nel 1993 per la contaminazione con cromo esavalente delle acque della città di Hinkley in California per oltre 30 anni. Vinse la causa. La sua ultima iniziativa a protezione dell'ambiente e dei diritti dei cittadini si chiama "Brockovich AI Data Center Reporting", si tratta di un progetto per mappare le costruzioni di data center negli Stati Uniti e l'impatto che questi hanno sull'ambiente e sulla vita della popolazione circostante. Il progetto raccoglie le segnalazioni di nuovi progetti di costruzione di Data-center o di impatti negativi sulla popolazione di Data-center esistenti. Ma le proteste contro i data center, le contestazioni e gli attacchi verso tecnomiliardari come Eric Schmidt e Sam Altman, le pressioni su politici locali e la definizione di un esteso bacino di dissenso trasversale alle identità politiche, stanno allarmando le agenzie repressive, a partire dallo U.S. Capitol Police Intelligence Services Bureau. Ne ha fatto un approfondimento Radio Backout che potete ascoltare in una nostra pillola E NEL RESTO D'EUROPA CHE SUCCEDE? L'Irlanda pur di diventare un HUB europeo per i data center, oltre a detassare gli investimenti delle Big Tech, ha sacrificato a questo altare i suoi obiettivi climatici. I data Center consumano circa il 20% dell'energia elettrica totale. Ma la situazione è cambiata ultimamente: le proteste sono cresciute anche in Irlanda (e non solo) costringendo il governo a dei cambiamenti nelle norme per la costruzione di nuovi impianti. In ogni caso molti grandi attori, comprese le Big Tech, stanno progettando di spostare in altri paesi europei la costruzione di nuovi data center. In Gran Bretagna Lo scorso febbraio le strade di Londra sono state attraversate dalla “March against the machine” davanti agli uffici di OpenAI, di Meta e di Google. La manifestazione ha denunciato che la proliferazione dei data center (circa 450) sta mettendo a rischio gli obiettivi climatici britannici. L’autorità britannica di regolamentazione dell’energia ha ricevuto 140 richieste di allaccio, per un totale di 50 gigawatt. Il picco del Paese, l’11 febbraio 2026, arrivava a 45. In Spagna, a settembre 2025 c’è stata la prima grande manifestazione a Saragozza contro il consumo idrico degli impianti, il perno della battaglia contro i data center in Spagna. A questo proposito, potete ascoltare l'intervista a Tu Nube Seca Mi Rio nella puntata del 27 luglio 2026 di Le Dita nella Presa che spiega in maniera chiara come vanno le cose in Spagna, i siti critici e le motivazioni della protesta, con focus particolare sulla situazione di Talavera de la Reina. Your browser does not support the audio tag. Infine nei Paesi Bassi le proteste hanno portato all’occupazione del tetto del data center di Microsoft a Middenmeer. I manifestanti hanno contestato anche, in questo caso, l’utilizzo a scopi militari delle intelligenze artificiali. LE MOTIVAZIONI DELLE PROTESTE I punti critici individuati dalle proteste sono comuni in tutti i luoghi in cui queste sono iniziate. Uno dei più importante elementi di criticità è il consumo di suolo. Secondo i comitati, Le istituzioni locali accettano oneri urbanistici milionari e scelgono, pur di fare cassa, di sacrificare importanti risorse ecologiche. Inoltre la cementificazione che questi giganti Le comunità residenti denunciano il pericolo di colonialismo energetico legato a rincari previsti sulle bollette locali. A Settimo Torinese sono previsti aumenti del 12%. Il consumo di energia elettrica è un altro importante tema. Oltre all'aumento del consumo di energia generalizzato sui territori nazionali, di per se già un problema, la concentrazione di data crenter in località ritenute favorevoli da parte delle aziende comporta uno squilibrio importante. L'esempio dell'Irlanda ci viene di nuovo in aiuto: i data center nel 2024 sono arrivati a consumare più del 20% dell'energia prodotta. C'è poi il tema delle fonti di energia. Molto spesso il sistema dei certificati non è altro che un trucco per poter utilizzare energia prodotta da fonti fossili, aumentando la produzione di CO2e. Ce lo spiega molto bene Giovanna Sissa, nel suo libro "Le emissioni segrete, l'impatto ambientale dell'universo digitale". Il consumo di acqua è un altro tema molto importante. Come sappiamo i data center producono molto calore, che deve essere raffreddata pena il cattivo funzionamento dei server contenuti nei data center (non dimentichiamolo: il cloud non è altro che il computer di qualun altro). Per farlo ci sono due strade: o si utilizza altra energia elettrica, aumentandone così il consumo, oppure si devono utilizzare grandissime quantità di acqua. Un caso esemplificativo, ma non l'unico, è quello della contea di Newton negli USA, con una popolazione di circa 120mila persone. I pozzi locali sono stati danneggiati. Il costo dell’acqua comunale è salito alle stelle. Nei prossimi due anni le tariffe idriche sono destinate ad aumentare del 33%. Più del tipico aumento annuale del 2%. E la situazione è diventata così grave che la contea di Newton è sulla buona strada per entrare in deficit idrico entro il 2030. Se l’ente idrico locale non riuscisse a potenziare le proprie strutture, i residenti potrebbero essere costretti a razionare l’acqua. Il tutto per via della presenza di un data center di Meta. Infine ci sono alcune domande che in pochi fanno. Abbiamo veramente bisogno di questi data center? abbiamo veramente bisogno di tutti questi dati? abbiamo veramente bisogno di Intelligenze Artificiali generaliste? Il prezzo che paghiamo ha un contraltare che fa bene all'umanità? Ma naturalmente si tratta di domande che sono utili anche ad altre questioni che il capitalismo della sorveglianza impone. STATISTICHE Ci sono alcune statistiche che danno forza alle motivazioni della protesta. Il Rapporto ONU, L’intelligenza artificiale consuma come la Francia e inquinerà come il Regno Unito è uno di questi. Se i data center del mondo fossero considerati uno Stato, già oggi consumerebbero la stessa energia della Francia. Entro il 2030, inquinerebbero quanto il Regno Unito. Due dati che esprimono le dimensioni degli impatti ambientali dell’intelligenza Artificiale sul pianeta. C'è poii un articolo interessante di Hannah Ritchie, pubblicato online su OurWorldinData.org, che si legge molto agevolmente e consente di confrontare velocemente le linee di tendenza. Quanta energia utilizzano i data center e l’intelligenza artificiale?. Se poi volete leggere o ascoltare le pillole che trattano l'argomento, qui c'è una raccolta
July 29, 2026 / Pillole di Graffio
La funzione che cancella lo smartphone ti mette nei guai con la legge
Il sistema open source Graphene OS consente di usare una password speciale per eliminare tutti i dati. Ma per le autorità USA questo è un crimine. Un'indagine federale statunitenste, che coinvolge un residente di Atlanta, sta causando un precedente inatteso: il Dipartimento di Giustizia sta infatti tentando di perseguire l'uomo perché il suo telefono utilizzava GrapheneOS, un sistema operativo open source orientato alla privacy e che dispone di una particolare funzione, tramite la quale è possibile cancellare i dati del dispositivo inserendo una specifica password. Il problema è che esiste una norma federale poco utilizzata che criminalizza questo comportamento, identificato come distruzione di proprietà al fine di impedirne il sequestro. La vicenda ha avuto la sua prima udienza lunedì e ruota attorno all'applicazione di questa legge a questo sistema operativo, installabile sui telefoni Google Pixel, come in questo caso. Il procedimento riguarda Sam Tunick, fermato per interrogatorio all'aeroporto Hartsfield‑Jackson di Atlanta il 24 gennaio dello scorso anno, al rientro da una vacanza nella Repubblica Dominicana. Tunick non sapeva di essere stato inserito dalle autorità federali in una lista di monitoraggio per terrorismo, a causa della sua presunta associazione con il movimento contro Cop City. L'opposizione al centro di addestramento da 109 milioni di dollari, inaugurato la scorsa primavera, ha coinvolto gruppi locali e nazionali che contestano la militarizzazione della polizia e la distruzione di aree boschive Leggi l'articolo
July 28, 2026 / Pillole di Graffio
Non è vero che l'AI ''si è ribellata'', nulla ''è andato fuori controllo'
"Se lasciamo da parte la versione secondo cui l'AI "si è ribellata", ecco cosa riteniamo sia accaduto: OpenAI ha eseguito un modello all'avanguardia (con i meccanismi di difesa informatica deliberatamente ridotti) contro un benchmark di sicurezza offensivo, all'interno di una sandbox la cui configurazione di sicurezza non era in grado di resistere alle capacità che venivano testate. Il modello ha fatto ciò che fanno i sistemi di ottimizzazione: ha trattato il limite della sandbox come un ulteriore ostacolo tra sé e l'obiettivo. Ha individuato una vulnerabilità zero-day nell'infrastruttura stessa dell'ambiente di test, ha scalato i livelli di accesso, si è spostato lateralmente, ha raggiunto la rete Internet aperta e ha compromesso i sistemi di produzione di una terza parte. Così si è espresso Gerald Beuchelt di Acronis si è espresso in merito all'attacco subito da Hugging Face portato da un'agente AI di OpenAI. la storia la trovi qui Leggi tutte le dicchiarazioni di Beuchelt su ZEUS News
July 27, 2026 / Pillole di Graffio
ALIENI autunno 2026
Ritorna ALIENI!  Nell’autunno 2026 torna ALIENI, la proposta formativa di Metodi dedicata al lavoro con i “nuovi” adolescenti. Sarà un’edizione di 6 giornate, una durata che consente di trattare tutte le dimensioni principali del nostro approccio e allo stesso tempo, ci auguriamo, sostenibile per i partecipanti.  I CONTENUTI Di seguito i contenuti di massima, prossimamente pubblicheremo un programma più dettagliato delle singole giornate formative. – R/esistere adolescenti Società della prestazione, ansia, depressione, pelle sottile, abuso di sostanze a fine “analgesico” e “ansiolitico”. Quali insidie per la generazione Z? Sono sempre più diffuse pratiche di sottrazione, reclusione, alienazione, anche in soggetti che rifuggono alla classica definizione di “deviante”. Come leggerle? Come comunicare con chi non vuole comunicare? E se nascosti dietro quei comportamenti che non ci spieghiamo ci fossero pratiche di resistenza da cui attingere per il nostro lavoro educativo? – Allestimento di ambienti educativi innovativi Si rifletterà su come allestire ambienti educativi e formativi funzionali agli adolescenti attuali, adatti alle sensibilità di chi è in situazione di vulnerabilità e sofferenza, a partire dalle intuizioni e dagli strumenti informali attraverso cui loro stessi stanno subendo-resistendo-reagendo a questa situazione. Si presenteranno elementi per immaginare setting adatti ad accogliere ragazzi con forti vissuti d’ansia, fobia sociale o scolare, o comportamenti particolarmente esplosivi: agiti distruttivi e autodistruttivi. Ci lasceremo stimolare dalle domande di senso che questi adolescenti ci portano, al fine di sostenerli nel riavviare un percorso di crescita, senza ricadere nella retorica prestazionale del successo. – Il valore educativo degli universi culturali degli adolescenti Si dedicherà uno spazio particolare ai “mondi adolescenti”, a quegli universi che i ragazzi abitano, attraverso i quali costruiscono senso di sé e relazioni. Si tratterà di Hip-hop, trap, graffiti, serie tv, anime, fantasy, fantascienza. Il filo conduttore sarà esplorare gli universi culturali degli adolescenti per coglierne i bisogni, le particolarità, le risorse; si proporranno modalità per organizzare e condurre attività specifiche su questi temi con profondità e consapevolezza.  – Un approccio differente alla questione del digitale: la pedagogia hacker Per ridurre l’alienazione tecnica, la pedagogia hacker ci propone di indagare le nostre relazioni con le tecnologie, guardando dietro lo schermo per riconoscere le dinamiche oppressive e sperimentare pratiche di immaginazione liberatoria. È un approccio critico e creativo che procede per attivazioni di gruppo grazie alle quali gli schermi incontrano i corpi, la tecnologia è interrogata anche attraverso l’arte, il teatro, la poesia, e il gioco torna a essere spazio di emancipazione. – Esperienza, urgenze, resistenze, esplorazioni Come organizzare esperienze generative per i ragazzi, come “agganciarli e coinvolgerli”? Si ragionerà sulle modalità per gestire le resistenze e individuare le proposte più efficaci, in un contesto in cui spesso non basta più “chiedere” agli adolescenti cosa vogliono fare per avere indicazioni generative, è necessario invece – in una dimensione dialogica – aiutarli a dare forma ai bisogni, alle urgenze, ai desideri. Nella prospettiva dell’apprendimento esperienziale si proporranno attivazioni riflessive per trasformare i vissuti apprendimenti significativi su se stessi e sul mondo. – Reinventare Paulo Freire Quale pedagogia critica in un mondo caratterizzato da forte senso di impotenza e di mancanza di futuro?
 Possiamo reinventare il messaggio e le prassi freiriane in un’ottica intersezionale, a partire dagli spazi di resistenza che le nuove generazioni stanno aprendo? 
Quali possibilità di movimento possiamo generare in un mondo del lavoro sociale sempre più irrigidito dalla burocrazia, da richieste di risultati standardizzati, da logiche funzionalistiche? METODOLOGIA L’ attività formativa è condotta attraverso metodologie attive e esperienziali. Sarà largamente utilizzato materiale digitale audiovisivo, stimoli provenienti dai mondi dell’arte, della letteratura e delle culture giovanili. Si farà riferimento al bagaglio della formazione esperienziale per favorire i contributi del gruppo. I corsisti sperimenteranno inoltre attività pratiche che potranno essere trasferite nel lavoro con gli utenti. Dove e quando  Venerdì 16 e sabato 17 ottobre 2026  Venerdì 13 e sabato 14 novembre 2026  Venerdì 11 e sabato 12 dicembre 2026  Le attività formative si svolgono a Milano nella sede di Metodi, in viale Jenner 51, dalle ore 9.30 alle ore 17.30.  Costi di partecipazione  Prezzo intero: € 680 (IVA inclusa)  EARLY BIRD – per iscrizioni entro il 20 settembre: € 580 (IVA inclusa)  UNDER30: € 600 (IVA inclusa)  È previsto uno sconto per iscrizioni multiple (almeno 3 persone) da uno stesso ente. Per aderirvi scrivere a soldini@retemetodi.it  Ad ogni partecipante sarà inoltre regalata una copia del libro “R-esistere adolescenti – Davide Fant” (edizioni Animazione Sociale)  Informazioni e iscrizioni  Per gli aspetti organizzativi scrivere a soldini@retemetodi.it   Per gli aspetti amministrativi fare riferimento alla segreteria didattica di Metodi allo 0269901256 o alla mail contab@retemetodi.it   L’iscrizione è da effettuare sul sito www.retemetodi.it nella pagina dedicata al corso, scegliendo l’opzione desiderata dal menu a tendina del tasto “iscrivimi”  Attestato di frequenza  Ai corsisti e alle corsiste verrà rilasciato un attestato di frequenza.  Responsabile scientifico: Davide Fant  Tutor: Teresa Soldini  ISCRIZIONI VAI ALLA PAGINA SUL SITO DI RETEMETODI L'articolo ALIENI autunno 2026 proviene da Pedagogia hip-hop / Davide Fant Blog.
July 27, 2026 / Pedagogia hip-hop / Davide Fant Blog
Ai fuori controllo: un modello di Altman si dà all’hackeraggio
Violati dati riservati della piattaforma Hugging Face da una Ia prodotta da OpenAI Un esperimento andato male. Anzi: malissimo. È così che OpenAI ha dovuto giustificare quanto accaduto lo scorso 16 luglio. In quella data, Hugging Face ha pubblicato un comunicato ufficiale in cui ha denunciato di aver subito un attacco hacker portato presumibilmente da un agente basato su intelligenza artificiale che avrebbe scardinato i sistemi di sicurezza della piattaforma ottenendo l’accesso a credenziali e dati riservati. Nella notte di martedì, OpenAI si è assunta la responsabilità dell’attacco. A compierlo, un nuovo modello in fase sperimentale di cui l’azienda di Sam Altman stava valutando le capacità in combinata con il suo nuovissimo Gpt 5.6 Sol. Il fattaccio si è verificato mentre gli sviluppatori di OpenAI stavano sottoponendo i nuovi modelli a un benchmark – un test di valutazione – sulle loro capacità a livello di cyber security. STANDO ALLA ricostruzione pubblicata sul blog ufficiale dell’azienda, tutto avrebbe dovuto svolgersi in una sandbox, cioè in un ambiente chiuso e controllato in cui l’AI avrebbe potuto dare prova delle sue capacità. Il modello, però, avrebbe deciso autonomamente di adottare una «strategia alternativa» per superare il test. Al posto di eseguire il compito affidatogli, avrebbe deciso di barare, cercando di recuperare le soluzioni del test. Insomma: il nuovo modello di OpenAI si sarebbe comportato come uno studente che, di fronte a un compito in classe, avesse deciso di scassinare la porta della sala professori per cercare nei cassetti la soluzione del compito. Leggi l'articolo su "Il Manifesto"
July 24, 2026 / Pillole di Graffio
Comprare vecchi libri per distruggerli: come le IA cercano testo non contaminato
Il miglior materiale di addestramento per l'intelligenza artificiale è fermo su uno scaffale. La frase è di ISBNdb, il più grande database di libri al mondo e che oggi vende ai laboratori di IA un servizio di acquisizione all'ingrosso di volumi cartacei da scansionare. C'è un sinistro contrappasso: il settore che porta avanti la promessa di digitalizzare la conoscenza umana ora paga per rastrellarla e triturarla, un camion di libri alla volta. Il dettaglio fondamentale, e che rappresenta il valore dell'operazione, è la data di stampa: un libro pubblicato prima del 2022 precede l'era dei grandi modelli linguistici, quindi non può contenere testo generato da un'IA. Il web aperto è ormai saturo di contenuti sintetici, prodotti dagli stessi modelli, e addestrarsi su quel materiale espone al cosiddetto model collapse. Quando un modello viene addestrato sull'output di modelli precedenti, le sfumature linguistiche si appiattiscono, gli errori sistematici si sommano e ogni generazione risulta leggermente peggiore di quella prima. Una tiratura cartacea pre-2022 è invece un archivio umano fissato, che nessuno può riscrivere di nascosto a posteriori. ISBNdb non nasconde che scansionare questi volumi significa quasi sempre distruggerli. Gli operai tagliano il dorso, così le pagine sciolte scorrono nello scanner, più rapido ed economico dell'alternativa delicata. Per questo ISBNdb offre riservatezza ai clienti: NDA rigoroso su ogni incarico, recita il sito, e i nomi dei committenti non vengono mai rivelati. Si tratta ovviamente di una squisita questione di marketing e immagine: un'azienda di IA che distrugge due milioni di libri non è qualcosa che genera simpatia. Meglio parlare di "preservazione digitale dei libri". Notizia completa qui Articolo originale a pagamento su 404media Approfondimento sul data poisoning qui
July 24, 2026 / Pillole di Graffio
Le Dita Nella Presa - Il prezzo dell'IA e quello dei mondiali
Dopo l'aumento del prezzo dei dischi a stato solido, è arrivato anche quello delle RAM: prezzi circa raddoppiati in un solo anno, e anche questa volta è colpa del boom dell'IA: l'enorme domanda di hardware fatta da una manciata di aziende ha completamente cambiato il settore. Non perdiamo l'occasione, però, per accumulare più dettagli del necessario e capire un po' meglio come funziona questo settore, quali sono le aziende che lo compongono, come si sono comportate in passato e cosa ci possiamo aspettare per il futuro. Lo svolgimento contemporaneo della finale dei mondiali di calcio ci permette di parlare dei recenti sequestri di siti per violazione di copyright. I sequestri sono stati effettuati dal governo statunitense e segnano un ulteriore inasprimento del controllo su Internet, in quanto si tratta di siti che sono stati rimossi globalmente da Internet. Un effetto, per capirci, molto più forte di quelli fatti dal Piracy Shield. Questo provvedimento - non senza precedenti ma comunque significativo - è un ulteriore tassello in un internet in cui le garanzie di quello che una volta si chiamava cyberspazio vengono sistematicamente smantellate. Ascolta la puntata sul sito di Radio Onda Rossa
July 24, 2026 / Pillole di Graffio
Il tentativo di Meta e Zuckerberg di distruggere la whistleblower Sarah Wynn-Williams
Sarah Wynn-Williams dal 2011 al 2017 è stata la direttrice delle politiche pubbliche globali di Facebook: la persona che accompagnava Zuckerberg e Sandberg agli incontri con i capi di Stato. Nel 2017 viene licenziata. L'azienda parla di rendimento insufficiente. Lei dice: ritorsione, perché avevo denunciato le molestie del mio superiore, Joel Kaplan, che oggi è il capo degli affari globali di Meta. Nel marzo 2025 pubblica Careless People, il racconto di quegli anni dall'interno. Ci sono dentro cose pesanti: il ruolo di Facebook nella violenza contro i Rohingya in Myanmar, un sistema per vendere pubblicità agli adolescenti nei momenti di maggiore fragilità psicologica, e un piano segreto per entrare nel mercato cinese costruendo un sistema di censura su misura per Pechino. Meta dice che è tutto falso. Ma non le fa causa per diffamazione, che sarebbe la mossa ovvia per dimostrarlo, perché quella strada porta in un'aula pubblica e apre gli archivi interni dell'azienda agli avvocati della controparte. Sceglie invece un arbitrato privato, previsto nella formalizzazione della rescissione del contratto, attivato quattro giorni prima dell'uscita del libro e senza che lei fosse presente. Il risultato è che non può promuovere il libro, non può parlare male dell'azienda, non può nemmeno ripetere cose che aveva già detto in passato, non può essere presente quando si parla del libro, non può rispondere pubblicamente a domande in merito ecc. Multa: 50.000 dollari a violazione. Da lì la storia è diventata grottesca. Uomini della sicurezza di Meta la seguono per oltre un anno nel Regno Unito, la fotografano, scrivono resoconti sui suoi spostamenti. A un festival letterario in Galles resta seduta immobile e muta per un'ora mentre gli altri parlano, e Meta chiede comunque nuove sanzioni perché era troppo vicina a persone critiche verso l'azienda. Ritira un premio per la libertà di pubblicare senza poter dire una parola, con la copertina del suo libro pixelata sugli schermi della sala. Articolo completo qui
July 24, 2026 / Pillole di Graffio
Quanta energia utilizzano i data center e l’intelligenza artificiale?
I data center consumano circa l'1,5% dell'elettricità globale, ma la domanda è molto geograficamente concentrata. Nell'articolo di Hannah Ritchie, pubblicato online su OurWorldinData.org, fa un'analisi, suffragata da molti dati, del consumo attuale di energia elettrica sia da parte dei data center dedicati all'IA che quelli "normali". Nonostante la difficoltà per quantificare questi consumi, ne viene fuori una fotografia abbastanza chiara di quelli che sono i consumi di energia per l'addestramento e per l'uso dell'IA generativa. Quanta parte dell’elettricità mondiale viene utilizzata per i data center e l’intelligenza artificiale? Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), circa 485 terawattora (TWh). Questo è equivalente alla generazione annuale di energia elettrica della Germania. Anche se l’1,5% dell’elettricità mondiale potrebbe non sembrare molto, bisogna però tenere conto che in alcuni luoghi, la perentuale di energia usata è molto più alta. In Europa, per esempio, il consumo dei data center è di circa l'1,6%. Ma in Irlanda il consumo di elettricità dei data center è di circa il 20% del totale. Leggi l'articolo, arricchito da molti e chiari grafici, sul sito OurWorldinData.org
July 23, 2026 / Pillole di Graffio