Pedagogia hacker +++

Gli Stati Uniti dichiarano terrorista Autistici/Inventati
Washington inserisce il collettivo italiano nella lista dei terroristi globali insieme a Palestine Action e Masar Badil. Non viene criminalizzato soltanto chi protesta: diventano bersaglio anche gli strumenti digitali che permettono ai movimenti di comunicare fuori dal controllo delle grandi piattaforme. Il governo degli Stati Uniti ha deciso che Autistici/Inventati è un’organizzazione terroristica globale. Non è una provocazione, né l’iperbole di qualche giornale: il 26 agosto il Dipartimento di Stato e il Dipartimento del Tesoro hanno inserito il collettivo italiano nella lista degli Specially Designated Global Terrorists, applicando l’Executive Order 13224, lo strumento costruito all’indomani dell’11 settembre per colpire economicamente organizzazioni e soggetti accusati di terrorismo. Per Washington, Autistici/Inventati sarebbe parte dell’infrastruttura internazionale del cosiddetto “terrorismo di estrema sinistra”. Il Tesoro americano sostiene che i suoi servizi digitali – posta elettronica cifrata, hosting, chat, videoconferenze, blog e altri strumenti per la comunicazione protetta – siano stati messi a disposizione di organizzazioni e gruppi considerati estremisti o terroristici. Il Dipartimento di Stato arriva a descrivere A/I come un nodo tecnologico utilizzato da reti antifasciste, anarchiche e marxiste per comunicare, organizzarsi e diffondere materiali. Il salto di qualità è evidente. Non si colpisce soltanto chi viene accusato di avere commesso un determinato atto. Si colpisce chi mette a disposizione l’infrastruttura attraverso cui soggetti politici comunicano. Qui il comunicato di risposta del collettivo, qui la notizia
August 27, 2026 / Pillole di Graffio
Meta patteggia: pagherà 16,7 miliardi nell'accordo con stati Usa per la dipendenza dai social
Il patteggiamento è stato raggiunto durante la seconda settimana del processo, che si svolge presso il tribunale federale di Oakland. Meta preferisce pagare e accettare nuove regole piuttosto che rischiare una sentenza potenzialmente devastante. Meta e una coalizione di procuratori generali statali hanno raggiunto un accordo in un importante processo federale, negli Stati Uniti, incentrato sulle accuse al gigante dei social media di aver nascosto la portata dei danni alla salute mentale dei minori causati da app come Facebook e Instagram. Meta ha accettato di pagare 16,7 miliardi di dollari. Come parte dell'accordo, Meta verserà 2,2 miliardi di dollari alla California. L'accordo è stato raggiunto durante la seconda settimana del processo, che si svolge presso il tribunale federale di Oakland, e che è co-diretto dal procuratore generale della California, Rob Bonta, e dai procuratori generali di Colorado, New Jersey e Kentucky, che rappresentano un gruppo bipartisan di 29 procuratori generali in una causa congiunta, derivante da una causa intentata nel 2023. Alla notizia, il titolo di Meta guadagnava oltre il 4% nel premercato. Lo storico processo che avrebbe potuto stabilire se il modello di Meta fosse responsabile dei danni ai minori si chiude dunque con un accordo. Meta non ammette responsabilità, ma accetta di assumersi la responsabilità di modificare Facebook e Instagram per gli utenti adolescenti. Il caso giudiziario finisce dunque senza una sentenza di merito, ma lascia sul tavolo proprio quella che era una delle conseguenze più rilevanti del processo: un intervento sul funzionamento delle piattaforme. La definizione del caso non chiude però il contenzioso più ampio sull'impatto dei social network sui minori. Meta, Snap, Alphabet e ByteDance continuano ad affrontare migliaia di procedimenti federali e statali negli Stati Uniti. Fonti qui e qui
August 26, 2026 / Pillole di Graffio
Cosa accadrà dopo lo scoppio della bolla
Cosa succederà dopo lo scoppio della bolla? Cassandra prova a fare il suo mestiere di profetessa, con una certa probabilità di azzeccarci. Nel 2027 la velocità dello scoppio della bolla sarà molto importante. Farà la differenza tra una crisi simile a quella dei mutui subprime od una crisi totale del sistema finanziario come quella americana del ‘29; avverrà tutto tra la fine del 2026 e quella del 2027. In ambedue i casi succederà che: * una grande parte del debito si scaricherà direttamente sui piccoli azionisti del settore tecnologico, che amano giocherellare con gli ETF; * il settore tecnologico-informatico negli Stati Uniti verrà drasticamente ridimensionato; rimarranno le attività informatiche ordinarie e le ricerche finanziate dalla DARPA, ma i lavori specialistici generati da IA, dalle app commerciali e dall’intera industria delle startup saranno drasticamente ridotti se non azzerati; * avverrà un dimezzamento o giù di lì della capitalizzazione azionaria complessiva di NASDAQ e NYSE, oggi drogata dalla valutazione delle aziende trilionarie, che provocherà contraccolpi in tutta la finanza internazionale, con gravi conseguenze per aziende e mercati anche solo debolmente collegati con le tecnologie informatiche in generale. Continua qui
August 24, 2026 / Pillole di Graffio
Il gioco del demone al Cabudanne de Sos Poetas
CIRCE è lieta di partecipare al CABUDANNE DE SOS POETAS·XXII EDIZIONE SGUARDI MERIDIANI. L'evento si terrà dal 25 agosto al 6 settembre presso Seneghe (Oristano). Il nostro contributo sarà il Gioco del demone: laboratorio per ascoltare la voce dei demoni che abitano i nostri dispositivi digitali. Il Cabudanne de Sos Poetas si svolge dall’alba e al tramonto a Seneghe, piccolo villaggio nell'entroterra dell'oristanese. Palchi circolari in piazze, case, frantoi, bar; niente backstage separati, niente gerarchie rigide, passeggiate poetiche lungo le coste, veglie di versi, laboratori di traduzione reciproca tra le lingue del Mediterraneo e non solo, botteghe di poesia orale e musica, micro-residenze con restituzioni pubbliche. Ecco alcuni concetti essenziali che caratterizzeranno il festival: Lentezza e misura: la poesia privilegia ritmo, pausa, ascolto; è esercizio di “misura” contro la velocità produttivista. Etica del limite: forma breve, attenzione al dettaglio e al finito; un dire che non colonizza, ma accoglie. Mediterraneo come ponte: la poesia è passaggio e dialogo tra sponde, memorie e lingue; pratica di traduzione e ospitalità. Confine come luogo di scambio: il verso abita soglie (io/altro, terra/mare), trasformandole in spazi relazionali. Pluralità delle modernità: molte voci e idiomi; la poesia legittima periferie, dialetti, minoranze. Convivialità e prossimità: oralità, letture condivise, ascolto reciproco; la parola come bene comune. Ecologia dell’attenzione: contro il rumore, cura del silenzio e del paesaggio; centralità dei luoghi. Memoria e futuro: custodisce tradizioni mediterranee (miti, lavoro del mare) e le re-immagina in chiave contemporanea. Politica dell’ascolto e della lettura: poesia come pratica civile che riorienta lo sguardo sul sud del mondo e su nuove forme di crescita insieme. Scopri di più sui temi del Cabudanne. Il 29 agosto 2026, alle ore 21:30 presso la Domo de sa Poesia, CIRCE condurrà il laboratorio "Il gioco del Demone" per conoscere o il carattere dei dispositivi digitali. Guarda il programma completo
August 12, 2026 / Notizie da C.I.R.C.E.
La corsa ai data center scatena proteste in tutto il mondo
In Italia sono attivi 262 impianti e altri 83 sono nei piani di governo e privati. Intanto dalla Lombardia agli Stati Uniti, passando per diversi paesi europei, aumentano le mobilitazioni contro il consumo di suolo, acqua ed energia. In che stato è la corsa agli hyperscale, i colossali data center presentati come presupposto indispensabile per lo sviluppo tecnologico? Qual è l’impatto socio-ambientale di questi piani, sostenuti da Stati e Big Tech, e come risponde la cittadinanza? Facciamo una breve panoramica, cominciando dall’Italia. In Italia i data center ad oggi sono 262, concentrati principalmente nella provincia di Milano (99) e di Roma (28). Nel 2024 hanno consumato 5,8 TWh, pari a circa il 2 per cento dei consumi elettrici nazionali. Secondo l’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano, negli ultimi tre anni sono stati investiti nel settore oltre 7 miliardi. Da qui al 2028 la cifra potrebbe triplicare. Sempre secondo l’Osservatorio, entro il 2035 potrebbero arrivare a consumare tra 24,5 e 42 TWh, pari al 7-12 per cento del totale nazionale. Le intenzioni di governo e attori privati sono di costruirne altri 83. A questo proposito il MIM ha pubblicato “Una strategia per l’attrazione in Italia degli investimenti industriali in data center”, mentre il Ministero dell’Ambiente ha pubblicato le indicazioni operative, in cui vengono definiti iter burocratici semplificati e messa in funzione agevolata attraverso strumenti temporanei. Secondo Legambiente le indicazioni operative mostrano l’intento del governo di accelerare l’approvazione e la costruzione di data center sul territorio italiano per farne l’Hub del Mediterraneo, a discapito dei controlli sull’impatto socio-ambientale. A maggio, la regione Lombardia è stata la prima in Italia ad approvare una legge dedicata a queste infrastrutture, nonostante le proteste di Legambiente, Cgil e diversi rappresentanti istituzionali e della società civile. Nel frattempo sono aumentate le proteste. Il caso più discusso è Apto Campus a Lacchiarella, dentro il Parco Agricolo Sud Milano. Il progetto complessivo riguarda un’area di 700mila metri quadrati, di cui 228mila destinati al sito vero e proprio. È ancora in fase di valutazione ed è stato il bersaglio delle proteste di luglio. Lacchiarella però non è l’unico progetto di nuovo data center contestato: in molti altri comuni della Lombardia e del Piemonte sono scattate proteste e manifestazioni di cittadini e Amministratori pubblici. Articolo completo qui
August 12, 2026 / Pillole di Graffio
Amazon ha costruito un data center da 2 miliardi senza voto pubblico
Ad Amazon è bastata una norma urbanistica di decenni fa per costruire a Gilroy, in California, un data center da 2 miliardi di dollari senza un voto in consiglio comunale né un'audizione pubblica. I residenti se ne sono accorti a cantiere già avviato. Il complesso, situato tra un Walmart Supercenter e i Gilroy Premium Outlets a circa 50 chilometri da San Jose, comprende due edifici da oltre 20 mila metri quadrati ciascuno, grosso modo quanto tre campi da calcio. AWS aveva acquistato il terreno nel 2020, avviando poi una lunga interlocuzione con l'amministrazione locale culminata nell'approvazione del 2023 e nell'inizio dei lavori veri e propri a fine 2025, con apertura operativa prevista entro la fine del 2026. Tra le preoccupazioni sollevate dai residenti spiccano i consumi idrici per il raffreddamento dei server, in una regione già alle prese con periodi di siccità, e il fabbisogno energetico della struttura. Amazon ha promesso di alimentare il sito con energia rinnovabile al 100%, in trattativa con Silicon Valley Clean Energy, oltre a sistemi di accumulo a batteria e generatori di emergenza in loco; è previsto anche il passaggio futuro all'uso di acqua riciclata. Articolo qui
August 10, 2026 / Pillole di Graffio
La Sardegna dovrà ospitare anche i data center: approvato un mega impianto nel Sulcis
Si chiama “Digital Vault Sulcis” e vale 1,49 miliardi di euro. È il nuovo progetto per la costruzione di un data center in Sardegna, che verrebbe realizzato dalla società svizzera Energy Vault. L’azienda ha chiesto al governo il riconoscimento di interesse strategico nazionale per l’opera, arrivato ieri, 4 agosto, dal Consiglio dei Ministri. L’infrastruttura sorgerebbe nell’ex miniera di carbone di Monte Sinni, a Nuraxi Figus, e promette di riqualificare l’area e il personale. Una volta a pieno regime, dovrebbe dedicare 100 MW all’intelligenza artificiale e alle tecnologie cloud e di calcolo ad alte prestazioni. L’opera arriva in un territorio già interessato da numerosi interventi giudicati strategici dal governo italiano, contro i quali si è sollevata un’ampia fetta della popolazione sarda. Insieme a questo progetto, il governo ha riconosciuto l’interesse strategico nazionale anche a un data center che verrebbe costruito nel milanese e prevedrebbe un investimento di 5,3 miliardi di euro. Leggi l'articolo Leggi l'articolo per avere una visione d'insieme della situazione delle proteste e dei piani di costruzione di nuovi datacenter in tutto il mondo
August 6, 2026 / Pillole di Graffio
Bolla, propaganda e puntelli finanziari
Cassandra Crossing/ Quanto manca allo scoppio della bolla? E cosa si sta facendo per ritardarlo il più possibile, ovviamente a nostro danno? E' opportuno, anzi necessario ricordare che viviamo in una bolla finanziaria e che quando la bolla scoppierà ne pagheremo tutti le conseguenze, indipendentemente dalle nostre condizioni finanziarie; come corollario, pagheranno più i poveri e gli indifesi. E in questa situazione giova ricordare un'altra ovvietà, e cioè che ci sono solo due armi che chi ne ha l'interesse ha a disposizione, per mantenere intera la bolla; nascondere i debiti e utilizzare la propaganda più sofisticata. Questo ovviamente al fine di poter continuare a trovare nuovi capitali da bruciare e aumentare il debito. Cosa mai potrebbe andare storto? Vediamo un po' più nel dettaglio le due armi. Leggi l'articolo su ZEUS News
August 5, 2026 / Pillole di Graffio
«La sorveglianza di massa è vietata e pericolosa»
Rieducational channel L’avvocato Blengino: «Al di là delle correzioni, sull’Ai il governo va in rotta con la Ue» Carlo Blengino, avvocato specializzato nel diritto penale legato alle nuove tecnologie e all’utilizzo dei dati personali. La maggioranza adesso frena, ma sin qui quali sono le principali differenze tra il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale e il modo con cui l’Italia lo sta recependo? L’Ai Act mira ad armonizzare il mercato unico europeo in relazione alla commercializzazione e all’uso di sistemi di intelligenza artificiale. Solo per alcuni specifici settori, dove un sistema tratta dati particolari come quelli biometrici in ambiti sensibili come il law enforcement, l’Ai Act mira anche a tutelare direttamente il diritto alla protezione dei dati personali. Dico questo perché le evidenti criticità del decreto legislativo predisposto dal governo non sono tanto i contrasti, presenti ma emendabili, con l’Ai Act, quanto un’impostazione complessivamente incompatibile direttamente con i principi della Carta dei diritti fondamentali Ue e in violazione della direttiva 680/2016 che regola il trattamento dei dati nel settore della prevenzione e repressione dei reati. Si tratta di un contrasto che potremmo definire ontologico perché pone diverse previsioni del decreto, in particolare gli articoli 8, 10 e 13, fuori dalla cornice normativa dell’Europa. Il diritto alla protezione dei dati personali è presente ormai in quasi tutti i paesi del mondo, ma è stato consacrato a diritto fondamentale e incluso nella Carta dei diritti fondamentali solo in Europa. Leggi l'articolo su "Il Manifesto"
July 31, 2026 / Pillole di Graffio