Pedagogia hacker +++

Com'è andato quest'anno l'Hackmeeting? interviste a caldo
Il 12, 13 e 14 giugno si è tenuto al Centro Sociale Next Emerson di Firenze l'edizione numero 29 di Hackmeeting Di seguito trovate le interviste integrali che abbiamo registrato durante la giornata di sabato. Altre considerazioni su come è andato l'hackmeeting le trovate nel podcast dell'ultima puntata di Le Dita Nella Presa. Se poi siete curios di conoscere il programma, lo trovate sul sito di HackMeeting Ascolta le interviste Your browser does not support the audio tag. Gazaweb Your browser does not support the audio tag. Buone pratiche di postura digitale Your browser does not support the audio tag. Novità in noblogs ed intersezioni con ULA Your browser does not support the audio tag. Autodifesa digitale in ambiente Linux: come e perché difendersi dalla minaccia di systemd Your browser does not support the audio tag. Hacking della voce Your browser does not support the audio tag. Your browser does not support the audio tag. Dal carnevale No Ponte a una perizia forense (2 testimonianze) Your browser does not support the audio tag. Your browser does not support the audio tag. Kit di autodifesa dai pappagalli stocastici nelle scuole (2 testimonianze) Your browser does not support the audio tag. Randellate Your browser does not support the audio tag. Search & Destroy Your browser does not support the audio tag. Come funziona un LLM Your browser does not support the audio tag. Voci dal Lan Space Your browser does not support the audio tag. Testimonianza di un "local" Your browser does not support the audio tag. Riduzione della dipendenza dai monopolisti nei nostri cellulari Your browser does not support the audio tag. Scalaggio Open Source - Pratiche di deprescrizione di psicofarmaci
June 23, 2026 / Pillole di Graffio
Fuori da qui, Ep.137 - Convivere
Puntata n. 137 del podcast di Simone Pieranni. "La musica che sentite è stata presa dalla pubblicità della IMEC del 2002. Uno amo sta camminando l'umgo una strada follata e notte. Mentre cammina si accorge che qualcosa lo sta salutando, probabilmente li per l'IA solo la percezione del saluto, un braccio che sembra rivolgersi a lui. L'uomo si ferma, guarda e capisce. All'interno di una vetrine illuminata c'è un Apple IMEC, il suo schermo è montato su un braccio regolabile sopra una strana semi-sfera che contiene l'hardware di elaborazione. L'uomo fa per allontanarsi dalla vetrina ma lo schermo lo segue. Squatela testa e il computer squatelo schermo fa un salto e lo schermo silla. Suo giù. Tira fuori la lingua e il computer apre il solettore, CD. Quello che vi ho appena letto l'inizio di un pezzo, parso su uno IMEC il 26 magio 2026, firma di Kinoi Heart. L'implicazione è chiara. Abbiamo a lungo desiderato tecnologie che rispondessero intuitivamente alle nostre interazioni. Guardando i nostri schermi oggi viene spontaneo chiedersi. Quanto manca prima che siano loro a ricambiare il nostro sguardo, solo che è, e questo lo aggiungo io, per consentire alle macchine di guardarci a noi viene richiesta un'estrema opera di semplificazione, di noi stessi." La convivenza con le macchine è il tema di questa puntata. Ma a convivere non siamo solo umani e macchine, ci sono di mezzo anche i proprietari delle macchine. Ascolta la puntata
June 23, 2026 / Pillole di Graffio
Claude può chiederti un documento d'identità: la nuova policy di Anthropic
Anthropic ha aggiunto alla propria privacy policy una sezione chiamata Verification Data, che prevede la possibilità di chiedere a un piccolo gruppo di utenti di Claude di caricare un documento d'identità governativo e un selfie per verificare la propria identità. La modifica è stata introdotta il 17 giugno 2026 e entrerà in vigore l'8 luglio. I dati richiesti sono diversi e di natura sensibile. La policy elenca l'immagine del documento d'identità governativo e le informazioni che vi compaiono, come numero del documento e data di nascita; l'immagine dell'utente in forma di foto o video; i template di geometria facciale, che in alcune giurisdizioni possono essere considerati dati biometrici; e l'esito della verifica. Sono accettati passaporti, patenti, ID statali o provinciali e carte d'identità nazionali in originale fisico, non in versione digitale, screenshot o fotocopia. A gestire la procedura non è direttamente Anthropic, ma Persona Identities, società di San Francisco specializzata in verifica KYC. Il dettaglio che pesa è la proprietà: Persona è finanziata da Founders Fund, il fondo di venture capital co-fondato da Peter Thiel, lo stesso fondo che figura tra gli investitori di Anthropic. La verifica biometrica tramite Persona, peraltro, era già attiva su Claude in forma limitata da aprile, prima dell'aggiornamento formale della policy. Link alla notizia qui
June 23, 2026 / Pillole di Graffio
Influenzare le risposte dei chatbot può essere semplice
Le aziende stanno perfezionando vari modi, che si stanno affiancando a quelli usati per finire nei migliori risultati di Google Sempre più persone preferiscono chiedere informazioni ai chatbot piuttosto che a Google e ai tradizionali motori di ricerca. La tendenza non riguarda solo le preferenze dei singoli utenti ma anche i cambiamenti imposti da aziende come Google stessa, che sta trasformando il suo motore di ricerca fornendo risposte generate automaticamente (le «AI Overview») e aggiungendo una finestra per interagire con Gemini, il suo chatbot. Queste novità stanno cambiando anche il modo in cui le aziende cercano di farsi trovare online. Da quando esistono i motori di ricerca, il metodo principale è la cosiddetta SEO (Search Engine Optimization), un insieme di tecniche per arrivare il più in alto possibile nei risultati di Google. Con la diffusione dei chatbot, l’obiettivo non è più solo quello, ma anche di condizionare le risposte delle AI, agendo sui siti che usano più spesso come fonte. Queste nuove pratiche sono dette Answer Engine Optimization (AEO) e permettono potenzialmente un’influenza ancora maggiore: i risultati di Google, infatti, sono dieci per pagina, mentre la risposta di un chatbot è una sola. leggi l'articolo
June 22, 2026 / Pillole di Graffio
OpenAI, nel 2025 persi 38,5 miliardi di dollari.
Secondo documenti finanziari verificati dal Financial Times, la società ha aumentato il fatturato a 13,07 miliardi di dollari, ma i costi sono saliti a 34 miliardi. Pesano ricerca, infrastrutture cloud e il passaggio a entità profit. OpenAI avrebbe chiuso il 2025 con una perdita attribuibile alla società pari a circa 38,5 miliardi di dollari. È quanto emerge da documenti finanziari certificati esaminati dalla pubblicazione e verificati in modo indipendente dal Financial Times. I numeri raccontano una crescita molto forte del fatturato, ma anche un aumento ancora più rapido dei costi, confermando quanto sia oneroso sostenere l’espansione dell’AI generativa su scala globale. Secondo i documenti, i ricavi di OpenAI sarebbero passati dai 3,7 miliardi di dollari del 2024 a 13,07 miliardi nel 2025. Una crescita significativa, legata alla diffusione dei servizi basati su modelli di AI, all’adozione da parte delle imprese e alla monetizzazione delle piattaforme commerciali dell’azienda. Tuttavia, la traiettoria dei costi risulta molto più pesante: nell’ultimo anno analizzato avrebbero raggiunto i 34 miliardi di dollari, generando una perdita operativa di 20,92 miliardi. Leggi tutto
June 22, 2026 / Pillole di Graffio
L'anarchia alle prese con il linguaggio
A Genova il weekend del 20 e 21 giugno due giorni di incontri e riflessioni sulle questioni di lingue e di linguaggi. Come CIRCE interverremo nella giornata di domenica sul tema del linguaggio e della tecnologia. -------------------------------------------------------------------------------- Gli incontri saranno ospitati presso la Biblioteca Libertaria Francisco Ferrer (Piazza Embriaci 5/13, Centro Storico) e alla Libera Collina di Castello (Centro Storico) Per conoscere il programma visitare l'agenda condivisa.
June 19, 2026 / Notizie da C.I.R.C.E.
AI Data Centers & Our Communities. Un'iniziativa di Erin Bronkovich
Ve la ricordate Erin Bronkovich? E' la donna nota per la causa intentata contro la Pacific Gas & Electric nel 1993 per la contaminazione con cromo esavalente delle acque della città di Hinkley in California per oltre 30 anni. La vinse: il colosso dell'energia è stato costretto a pagare il più grande risarcimento nella storia degli Stati Uniti: 333 milioni di dollari. Poi ne fecero anche un film con Julia Roberts. La sua ultima iniziativa a protezione dell'ambiente e dei diritti dei cittadini si chiama "Brockovich AI Data Center Reporting", si tratta di un progetto per mappare le costruzioni di data center negli Stati Uniti e l'impatto che questi hanno sull'ambiente e sulla vita della popolazione circostante. Il progetto raccoglie le segnalazioni di nuovi progetti di costruzione di Data-center o di impatti negativi sulla popolazione di Data-center esistenti. Le principali preoccupazioni relative ai data center per l'intelligenza artificiale messi in luce dal progetto sono: consumo energetico, comumo idrico, produzione di rifiuti elettronici, rischi legati alla localizzazione, inquinamento acustico. Nel sito sono presenti diverse mappe geografiche con la localizzazione dei data-center o progetti di costruzione, almeno quelli censiti, tematizzate per tipo. Il progetto mette in risalto i successi ottenuti da amministratori e cittadini che si sono opposti alla costruzione di questi nuovi eco-mostri. Consiglio di esprorare il sito Abbiamo già segnalato l'opposizione alla costruzione di nuovi Data-center
June 19, 2026 / Pillole di Graffio
Il paradosso dell’Intelligenza Artificiale Generativa
l’IAG può aiutare la formazione? Si risponde guardando la didattica di oggi, la valutazione di oggi. Come se l’IAG non modificasse il contesto ma si limitasse ad aggiungere valore. Il contesto rimane quello attuale, e a quello si aggiunge il valore dell’IAG. La risposta naturalmente è sì, può aiutare. Può aiutare il docente a preparare le lezioni e i quiz, lo studente a prepararsi a superare quei quiz studiando sulle mappe generate sulle registrazioni delle lezioni. Eccetera. Ma il problema è che l’IAG modifica profondamente questo contesto, in termini di modalità di funzionamento ma anche di valori. La lezione e il quiz non saranno come li conosciamo ora (per fortuna). La competenza nella preparazione delle lezioni sarà sempre meno importante; lo studio mnemonico in vista dell’esame sarà sempre meno utile. Allora la valutazione dell’impatto andrebbe fatta tenendo conto delle modifiche al contesto, non riferendosi al contesto originale, Più chiaramente: si fa un gran parlare della necessità di insegnare agli studenti un approccio critico e consapevole per mitigare il rischio di errore insito nella natura statistica del machine learning e della generazione di risposte tramite LLM. L’utente di un servizio di IAG deve essere in grado di valutare il risultato prodotto con un prompt prima di usarlo. Questo lo sanno fare gli esperti del dominio... leggi l'articolo di Stefano Penge
June 18, 2026 / Pillole di Graffio
L’Ia in caserma e a scuola, le Big Tech corrono all’incasso
Dopo un iter legislativo non troppo rumoroso, l’Italia si avvia a recepire il Regolamento UE 2024/1689, noto come “AI Act”. Il governo aveva infatti già licenziato la legge n. 132/25 recante “Principi in materia di ricerca, sperimentazione, sviluppo, adozione e applicazione di sistemi e di modelli di intelligenza artificiale”. Il 10 giugno sono arrivati i primi due decreti attuativi relativi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scuola e in operazioni di polizia. Proviamo qui ad analizzare i possibili effetti. La prima cosa che salta all’occhio è che si tratta di due ambiti importanti, sia per gli effetti sulla società che per i dati economici in gioco: la scuola resta, anche dopo i ripetuti tagli succedutosi da Berlinguer fino a Valditara, uno dei capitoli di spesa maggiori, visibilmente maggiore di quanto lo Stato spenda in difesa e ordine pubblico. Si tratta quindi di risorse importanti, che sono state reperite relativamente in fretta. Dove andranno queste risorse? Purtroppo è abbastanza facile dirlo: si tratta di acquistare software e servizi da un numero esiguo di aziende (le solite Big Tech americane), o fare formazione per promuovere l’utilizzo dei software e dei servizi delle suddette aziende. Leggi l'articolo IA.basta.org ha realizzato un KIT D’EMERGENZA PER L’INTRODUZIONE DELL’I.A. NELLA SCUOLA che si può leggere e scaricare.
June 18, 2026 / Pillole di Graffio