Il 26 agosto 2026 una distopia che avremmo potuto leggere in un libro cyberpunk
degli anni Novanta si è fatta realtà.
Il Segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio (equivalente al ministro
degli esteri) ha dichiarato (l'ennesima) guerra: non a uno stato sovrano, non a
una pericolosa organizzazione sovversiva ma a un piccolo collettivo di
volontarie italiani, Autistici/Inventati.
Questo piccolo collettivo che esiste da quasi trent'anni. Offre servizi digitali
(mail, spazio web, mailing list, sistemi di videoconferenze, ecc) a chiunque
abbia a cuore privacy e riservatezza, a chiunque non voglia regalare i propri
dati e metadati a società, in particolare BigTech USA, che utilizzano i nostri
comportamenti online per monetizzare, blandire, persuadere e portare avanti i
loro perversi obiettivi di dominio e devastazione.
Come CIRCE sono tanti anni ormai che parliamo dell'importanza di costruire e
abitare mondi digitali che non siano composti di sole "tecnologie del dominio":
tecnologie tossiche al servizio dei perversi scopi necrofili di un manipolo di
sociopatici miliardari. Promuoviamo e sviluppiamo tecnologie conviviali:
tecnologie fatte per le comunità, costruite su misura da chi le utilizza per
stare meglio insieme, per divertirci, per creare, per costruire un mondo dove
nessuno debba più obbedire o comandare, neanche le macchine.
A/I da oltre vent'anni offre questo tipo di servizi fuori da qualunque logica
commerciale. Vive del sostegno delle comunità che lo attraversano in modo
solidale, appartiene al mondo del mutuo appoggio, del sostegno reciproco, del
rispetto, del ripudio della guerra, della libertà di pensiero e parola, della
disobbedienza civile, della diserzione di fronte alla violenza delle gerarchie
stabilite.
Tutto questo evidentemente fa paura a una grande superpotenza nucleare come gli
Stati Uniti d'America che sentono la necessità di sfoderare le loro armi
finanziare invocando sanzioni contro liberi cittadini di un paese straniero.
Contro chiunque abbia contatti con A/I, cioè decine di migliaia di persone
sparse in tutto il mondo.
Sanzioni peraltro immediatamente messe in atto. Il PIR infatti dal 28 agosto ha
bloccato il dominio autistici.org che non risulta più raggiungibile. Il server è
intatto e al suo posto ma il traffico di internet non può risolvere l'indirizzo
e raggiungerlo. Il collettivo A/I sta lavorando per ripristinare la funzionalità
dei servizi ma urge una riflessione strategica a lungo periodo. Internet è
rotta, è stata rotta a colpi di Intelligenza Artificiale, di software
proprietario, di fame di denaro, di CDN, di piattaforme di streaming, di
chatcontrol, di app, di smartphone, di web 2.0, di dot.com. Internet è rotta da
anni e si regge in piedi solo perché poche persone hanno cura dei beni
collettivi, e la buona volontà di mettersi a girare la manovella quando
necessario.
Ci coglie di sorpresa questo attacco frontale degli Stati Uniti a un minuscolo
collettivo italiano di smanettoni ma il fatto che le Big Tech mal sopportassero
l'esistenza di servizi alieni alle loro bieche logiche era già evidente quando
per inviare una mail a un indirizzo gmail bisogna incrociare le dita di non
venir bloccati dalle maglie sempre più aggressive dell'antispam.
I bro del Presidente, i fascisti statunitensi e del resto del mondo, le destre
necrofile che arrancano al potere mal sopportano ogni narrazione dissidente alla
loro visione del mondo mortifera e necrotica. Saremo pure insignificanti, ma
rappresentiamo una visione del mondo diversa, insopportabile, per questo A/I
risulta essere una minaccia nello scenario geopolitico mondiale.
È necessario continuare a lavorare alla costruzione di infrastrutture di rete
indipendenti dai capricci degli autocrati dei giorni nostri, in particolare
fascisti e nazisti. Oggi più che mai.
PER AGGIORNAMENTI E APPROFONDIMENTI
* Account di Autistici su Mastodon
@cavallette@mastodon.bida.im
* Sito di Autistici
* Tecnologie Conviviali
* Reti Bio Organiche
* ENGLISH: Rule by list - thanks Broomstick!
Il 26 agosto il governo USA ha sanzionato il collettivo Autistici/Inventati come
organizzazione terrorista. Alle ore 13 su Radio Ondarossa andrà in onda uno
speciale per esprimere solidarietà, parlare della situazione e capire i prossimi
passi per arginare la follia degli Stati Uniti d'America contro la comunicazione
indipendente. Lo speiale andrà in onda in ponte radio con Radio Neanderthal di
Napoli, Radio Eustachio di Verona, Radio Black out di Torino, Radio Wonbat di
Firenze, Radio Quar (solo on line).
Per ascoltare via Internet: https://www.ondarossa.info
Per ascoltare in FM nella zona di Roma: 87,9 in DAB a Terni e Perugia
Di seguito il comunicato di Solidarietà di AvANa - AVvisi Ai NAviganti.
Autistici/Inventati da 25 anni pratica una tecnologia basata sulla solidarietà e
sullo scambio di conoscenze.
Per questo, come AvANa - AVvisi Ai NAviganti sentiamo nostra la loro storia, ed
esprimiamo la massima solidarietà.
**Solidarietà ad Autistici/Inventati
Il 26 agosto il governo USA ha sanzionato il collettivo Autistici/Inventati come
organizzazione terrorista.
Autistici/Inventati da 25 anni pratica una tecnologia basata sulla solidarietà e
sullo scambio di conoscenze. Per questo, come AvANa - AVvisi Ai NAviganti
sentiamo nostra la loro storia, ed esprimiamo la massima solidarietà.
Abbiamo tratto ispirazione dal loro impegno continuo nel mantenere attivi dei
servizi anche quando le persone intorno a noi li chiamavano anacronistici:
mentre la comunicazione pubblica si spostava nelle mani delle Big Tech,
continuare a puntare tutto su siti aperti, senza paywall né algoritmi che ti
tengono incollata; mentre i messaggi tra amici vengono macinati per nutrire
profili commerciali usati contro di noi, continuare a mantenere servizi in cui
il rispetto della riservatezza sia il cardine. È il genere di impegno che non
regala facili gratificazioni, ed è facile credere di essere diventati
irrilevanti. E quindi, come è successo che un piccolo collettivo che gestisce
una decina di server diventa un'organizzazione terrorista?
Una parte della risposta è che reprimere tutti i soggetti che non si rassegnano
all'Internet che vediamo - l'internet mercificato, autoritario, ecocida - e al
contrario costruiscono alternative, diventa un passaggio necessario per
l'autoritarismo. Che il digitale, insomma, è il piano su cui i fascisti vogliono
non limitarsi a vincere, ma stravincere. Dalla loro, possono contare su una rete
tutt'altro che neutrale: il controllo dei domini Internet è sempre stato a guida
statunitense, ma ha esibito per anni un atteggiamento neutrale; negli ultimi
anni, invece, gli Stati Uniti stanno mostrando il loro controllo sulle
infrastrutture di internet; Russia, Cina e altre nazioni si stanno sottraendo a
questo strapotere, portando pero' la rete ad una progressiva balcanizzazione.
La seconda parte della risposta richiede di guardare alla forma, anzi alla
struttura. Allontanandoci finalmente dal gergo militaresco del Dipartimento di
Stato (l'unico che sia in grado di esprimere, evidentemente) ci ricordiamo che
A/I è un collettivo prima di un'infrastruttura; un gruppo di affinità e non un
partito; un'insieme di pratiche di cura e certamente non una falange. E ci
ricordiamo allora di Rote Hilfe, il gruppo di supporto legale della sinistra
tedesca che alcuni mesi fa ha subito un forte attacco proprio dal sistema delle
sanzioni: anche lì, ad essere intollerabile per il capitalismo non è solo
l'antifascismo come analisi politica della realtà, ma l'antifascismo intrinseco
nella capacità di organizzarsi dal basso per supportare le esistenze delle
persone affini e non abbandonarle nelle mani del liberismo.
I prossimi mesi ci dovranno vedere impegnatə a difendere questa esperienza.
Bloccare sul nascere questo attacco, ed evitare la creazione di un precedente
pericoloso, dipenderà dalla capacità collettiva di creare una mobilitazione che
non si fermi a chi ha specificamente a cuore i temi dell'hacking e della
tecnologia libera.
Per un'Internet solidale, solidarietà ad Autistici/Inventati.
AvANa - Avvisi Ai Naviganti
Washington inserisce il collettivo italiano nella lista dei terroristi globali
insieme a Palestine Action e Masar Badil. Non viene criminalizzato soltanto chi
protesta: diventano bersaglio anche gli strumenti digitali che permettono ai
movimenti di comunicare fuori dal controllo delle grandi piattaforme.
Il governo degli Stati Uniti ha deciso che Autistici/Inventati è
un’organizzazione terroristica globale. Non è una provocazione, né l’iperbole di
qualche giornale: il 26 agosto il Dipartimento di Stato e il Dipartimento del
Tesoro hanno inserito il collettivo italiano nella lista degli Specially
Designated Global Terrorists, applicando l’Executive Order 13224, lo strumento
costruito all’indomani dell’11 settembre per colpire economicamente
organizzazioni e soggetti accusati di terrorismo.
Per Washington, Autistici/Inventati sarebbe parte dell’infrastruttura
internazionale del cosiddetto “terrorismo di estrema sinistra”. Il Tesoro
americano sostiene che i suoi servizi digitali – posta elettronica cifrata,
hosting, chat, videoconferenze, blog e altri strumenti per la comunicazione
protetta – siano stati messi a disposizione di organizzazioni e gruppi
considerati estremisti o terroristici. Il Dipartimento di Stato arriva a
descrivere A/I come un nodo tecnologico utilizzato da reti antifasciste,
anarchiche e marxiste per comunicare, organizzarsi e diffondere materiali.
Il salto di qualità è evidente. Non si colpisce soltanto chi viene accusato di
avere commesso un determinato atto. Si colpisce chi mette a disposizione
l’infrastruttura attraverso cui soggetti politici comunicano.
Qui il comunicato di risposta del collettivo, qui la notizia
Il patteggiamento è stato raggiunto durante la seconda settimana del processo,
che si svolge presso il tribunale federale di Oakland. Meta preferisce pagare e
accettare nuove regole piuttosto che rischiare una sentenza potenzialmente
devastante.
Meta e una coalizione di procuratori generali statali hanno raggiunto un accordo
in un importante processo federale, negli Stati Uniti, incentrato sulle accuse
al gigante dei social media di aver nascosto la portata dei danni alla salute
mentale dei minori causati da app come Facebook e Instagram. Meta ha accettato
di pagare 16,7 miliardi di dollari.
Come parte dell'accordo, Meta verserà 2,2 miliardi di dollari alla California.
L'accordo è stato raggiunto durante la seconda settimana del processo, che si
svolge presso il tribunale federale di Oakland, e che è co-diretto dal
procuratore generale della California, Rob Bonta, e dai procuratori generali di
Colorado, New Jersey e Kentucky, che rappresentano un gruppo bipartisan di 29
procuratori generali in una causa congiunta, derivante da una causa intentata
nel 2023. Alla notizia, il titolo di Meta guadagnava oltre il 4% nel premercato.
Lo storico processo che avrebbe potuto stabilire se il modello di Meta fosse
responsabile dei danni ai minori si chiude dunque con un accordo. Meta non
ammette responsabilità, ma accetta di assumersi la responsabilità di modificare
Facebook e Instagram per gli utenti adolescenti. Il caso giudiziario finisce
dunque senza una sentenza di merito, ma lascia sul tavolo proprio quella che era
una delle conseguenze più rilevanti del processo: un intervento sul
funzionamento delle piattaforme.
La definizione del caso non chiude però il contenzioso più ampio sull'impatto
dei social network sui minori. Meta, Snap, Alphabet e ByteDance continuano ad
affrontare migliaia di procedimenti federali e statali negli Stati Uniti.
Fonti qui e qui
Cosa succederà dopo lo scoppio della bolla? Cassandra prova a fare il suo
mestiere di profetessa, con una certa probabilità di azzeccarci.
Nel 2027 la velocità dello scoppio della bolla sarà molto importante. Farà la
differenza tra una crisi simile a quella dei mutui subprime od una crisi totale
del sistema finanziario come quella americana del ‘29; avverrà tutto tra la fine
del 2026 e quella del 2027.
In ambedue i casi succederà che:
* una grande parte del debito si scaricherà direttamente sui piccoli azionisti
del settore tecnologico, che amano giocherellare con gli ETF;
* il settore tecnologico-informatico negli Stati Uniti verrà drasticamente
ridimensionato; rimarranno le attività informatiche ordinarie e le ricerche
finanziate dalla DARPA, ma i lavori specialistici generati da IA, dalle app
commerciali e dall’intera industria delle startup saranno drasticamente
ridotti se non azzerati;
* avverrà un dimezzamento o giù di lì della capitalizzazione azionaria
complessiva di NASDAQ e NYSE, oggi drogata dalla valutazione delle aziende
trilionarie, che provocherà contraccolpi in tutta la finanza internazionale,
con gravi conseguenze per aziende e mercati anche solo debolmente collegati
con le tecnologie informatiche in generale.
Continua qui
CIRCE è lieta di partecipare al CABUDANNE DE SOS POETAS·XXII EDIZIONE SGUARDI
MERIDIANI. L'evento si terrà dal 25 agosto al 6 settembre presso Seneghe
(Oristano). Il nostro contributo sarà il Gioco del demone: laboratorio per
ascoltare la voce dei demoni che abitano i nostri dispositivi digitali.
Il Cabudanne de Sos Poetas si svolge dall’alba e al tramonto a Seneghe, piccolo
villaggio nell'entroterra dell'oristanese. Palchi circolari in piazze, case,
frantoi, bar; niente backstage separati, niente gerarchie rigide, passeggiate
poetiche lungo le coste, veglie di versi, laboratori di traduzione reciproca tra
le lingue del Mediterraneo e non solo, botteghe di poesia orale e musica,
micro-residenze con restituzioni pubbliche.
Ecco alcuni concetti essenziali che caratterizzeranno il festival: Lentezza e
misura: la poesia privilegia ritmo, pausa, ascolto; è esercizio di “misura”
contro la velocità produttivista. Etica del limite: forma breve, attenzione al
dettaglio e al finito; un dire che non colonizza, ma accoglie. Mediterraneo come
ponte: la poesia è passaggio e dialogo tra sponde, memorie e lingue; pratica di
traduzione e ospitalità. Confine come luogo di scambio: il verso abita soglie
(io/altro, terra/mare), trasformandole in spazi relazionali. Pluralità delle
modernità: molte voci e idiomi; la poesia legittima periferie, dialetti,
minoranze. Convivialità e prossimità: oralità, letture condivise, ascolto
reciproco; la parola come bene comune. Ecologia dell’attenzione: contro il
rumore, cura del silenzio e del paesaggio; centralità dei luoghi. Memoria e
futuro: custodisce tradizioni mediterranee (miti, lavoro del mare) e le
re-immagina in chiave contemporanea. Politica dell’ascolto e della lettura:
poesia come pratica civile che riorienta lo sguardo sul sud del mondo e su nuove
forme di crescita insieme. Scopri di più sui temi del Cabudanne.
Il 29 agosto 2026, alle ore 21:30 presso la Domo de sa Poesia, CIRCE condurrà il
laboratorio "Il gioco del Demone" per conoscere o il carattere dei dispositivi
digitali.
Guarda il programma completo
In Italia sono attivi 262 impianti e altri 83 sono nei piani di governo e
privati. Intanto dalla Lombardia agli Stati Uniti, passando per diversi paesi
europei, aumentano le mobilitazioni contro il consumo di suolo, acqua ed
energia.
In che stato è la corsa agli hyperscale, i colossali data center presentati come
presupposto indispensabile per lo sviluppo tecnologico? Qual è l’impatto
socio-ambientale di questi piani, sostenuti da Stati e Big Tech, e come risponde
la cittadinanza? Facciamo una breve panoramica, cominciando dall’Italia. In
Italia i data center ad oggi sono 262, concentrati principalmente nella
provincia di Milano (99) e di Roma (28). Nel 2024 hanno consumato 5,8 TWh, pari
a circa il 2 per cento dei consumi elettrici nazionali. Secondo l’Osservatorio
Data Center del Politecnico di Milano, negli ultimi tre anni sono stati
investiti nel settore oltre 7 miliardi. Da qui al 2028 la cifra potrebbe
triplicare. Sempre secondo l’Osservatorio, entro il 2035 potrebbero arrivare a
consumare tra 24,5 e 42 TWh, pari al 7-12 per cento del totale nazionale.
Le intenzioni di governo e attori privati sono di costruirne altri 83. A questo
proposito il MIM ha pubblicato “Una strategia per l’attrazione in Italia degli
investimenti industriali in data center”, mentre il Ministero dell’Ambiente ha
pubblicato le indicazioni operative, in cui vengono definiti iter burocratici
semplificati e messa in funzione agevolata attraverso strumenti temporanei.
Secondo Legambiente le indicazioni operative mostrano l’intento del governo di
accelerare l’approvazione e la costruzione di data center sul territorio
italiano per farne l’Hub del Mediterraneo, a discapito dei controlli
sull’impatto socio-ambientale.
A maggio, la regione Lombardia è stata la prima in Italia ad approvare una legge
dedicata a queste infrastrutture, nonostante le proteste di Legambiente, Cgil e
diversi rappresentanti istituzionali e della società civile.
Nel frattempo sono aumentate le proteste. Il caso più discusso è Apto Campus a
Lacchiarella, dentro il Parco Agricolo Sud Milano. Il progetto complessivo
riguarda un’area di 700mila metri quadrati, di cui 228mila destinati al sito
vero e proprio. È ancora in fase di valutazione ed è stato il bersaglio delle
proteste di luglio. Lacchiarella però non è l’unico progetto di nuovo data
center contestato: in molti altri comuni della Lombardia e del Piemonte sono
scattate proteste e manifestazioni di cittadini e Amministratori pubblici.
Articolo completo qui
Ad Amazon è bastata una norma urbanistica di decenni fa per costruire a Gilroy,
in California, un data center da 2 miliardi di dollari senza un voto in
consiglio comunale né un'audizione pubblica. I residenti se ne sono accorti a
cantiere già avviato.
Il complesso, situato tra un Walmart Supercenter e i Gilroy Premium Outlets a
circa 50 chilometri da San Jose, comprende due edifici da oltre 20 mila metri
quadrati ciascuno, grosso modo quanto tre campi da calcio. AWS aveva acquistato
il terreno nel 2020, avviando poi una lunga interlocuzione con l'amministrazione
locale culminata nell'approvazione del 2023 e nell'inizio dei lavori veri e
propri a fine 2025, con apertura operativa prevista entro la fine del 2026.
Tra le preoccupazioni sollevate dai residenti spiccano i consumi idrici per il
raffreddamento dei server, in una regione già alle prese con periodi di siccità,
e il fabbisogno energetico della struttura. Amazon ha promesso di alimentare il
sito con energia rinnovabile al 100%, in trattativa con Silicon Valley Clean
Energy, oltre a sistemi di accumulo a batteria e generatori di emergenza in
loco; è previsto anche il passaggio futuro all'uso di acqua riciclata.
Articolo qui
Si chiama “Digital Vault Sulcis” e vale 1,49 miliardi di euro. È il nuovo
progetto per la costruzione di un data center in Sardegna, che verrebbe
realizzato dalla società svizzera Energy Vault. L’azienda ha chiesto al governo
il riconoscimento di interesse strategico nazionale per l’opera, arrivato ieri,
4 agosto, dal Consiglio dei Ministri. L’infrastruttura sorgerebbe nell’ex
miniera di carbone di Monte Sinni, a Nuraxi Figus, e promette di riqualificare
l’area e il personale. Una volta a pieno regime, dovrebbe dedicare 100 MW
all’intelligenza artificiale e alle tecnologie cloud e di calcolo ad alte
prestazioni. L’opera arriva in un territorio già interessato da numerosi
interventi giudicati strategici dal governo italiano, contro i quali si è
sollevata un’ampia fetta della popolazione sarda. Insieme a questo progetto, il
governo ha riconosciuto l’interesse strategico nazionale anche a un data center
che verrebbe costruito nel milanese e prevedrebbe un investimento di 5,3
miliardi di euro.
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Leggi l'articolo per avere una visione d'insieme della situazione delle proteste
e dei piani di costruzione di nuovi datacenter in tutto il mondo