Prima assoluta della commedia teatrale '1RxI : Un Robot Per Insegnante' di
Stefano Penge
Lo spettacolo mette in scena in maniera comica l’arrivo dell’IA in un piccolo
istituto comprensivo, con le difficoltà, i dubbi, le dinamiche interne tra
docenti e con il dirigente.
È ricco di informazioni su cosa sono gli LLM, come funzionano e perché a volte
non funzionano, trattate con leggerezza e ad un livello adatto anche a
principianti.
Lo scopo non è magnificare le sorti dell’IAG e redarguire chi ancora ne ha
paura, ma al contrario, permettere al pubblico di identificarsi con le paure e
le attese dei personaggi: a cosa mi può servire l'IA? E ai ragazzi? Non mi
toglierà il lavoro?
Forse il messaggio più importante è che nessuno può obbligare un docente a far
usare l’IA generativa ai suoi studenti; ma visto che lo usano comunque, è
sicuramente utile cercare di capire meglio cos’è, da dove viene, dove va.
In scena cinque personaggi: un insegnante, un robot, un dirigente, una collega,
il padre dell’insegnante. Tra i materiali di scena ci sono canzoni, immagini,
video e un altro copione, tutti (tranne le musiche) realizzati con servizi
basati su LLM.
Lo spettacolo è evidentemente rivolto ad una platea di insegnanti, più che di
studenti. Ma chissà, può essere utile anche ad altri.
* Compagnia teatrale: Primo Atto
* Produzione: WinScuola
* Quando: 11 Aprile 2026 alle 18
* Dove: Sala multimediale Goethe Institut di Roma in via Savoia 15
Lo spettacolo è gratuito, ma bisogna prenotare i posti.
Di seguito l'intervista audio a Stefano Penge durante la puntata di Le Dita
Nella Presa, trasmissione di Radio Ondarossa che tratta di tecnologia, del 22
marzo 2026.
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Una puntata di solo notizie positive: raccordo.info, un aggregatore di
movimento; appuntamenti di hacking a Milano; spettacolo teatrale per parlare
dell'IA a scuola; sindacalizzazione dellə lavoratorə che annotano i dati per
l'IA; il progressivo abbandono del software proprietario statunitense da parte
di varie amministrazioni europee.
Apriamo con la presentazione di raccordo.info, un "aggregatore di movimento",
ovvero un sito in cui trovare tutti (o quasi) i contenuti prodotti da realtà di
movimento. Un modo per informarsi fuori dai social media commerciali, senza
tracciamento né profilazione né app da installare.
Proseguiamo con la presentazione di HackInSocs 2026, appuntamento di hacking:
27-28-29 settembre al Settore Occupato Città Studi, Via Celoria 22, Milano
Con Stefano Penge, autore di 1RxI - Un robot per insegnante , parliamo di come è
nato questo spettacolo teatrale che ha lo scopo di divulgare i punti critici
dell'introduzione dell'IA a scuola.
Ci spostiamo in Kenya, per proseguire il ragionamento iniziato alcuni mesi fa
sulla quantità di lavoro invisibile che è implicita in quella che chiamiamo
intelligenza artificiale. Lo facciamo leggendo alcune dichiarazioni della Data
Labelers Association, realtà che organizza lavoratori e lavoratrici di questo
settore.
A partire dalla decisione del governo tedesco di rendere obbligatorio l'uso
dello standard ODF - cioè quello promosso da LibreOffice - a scapito dell'OOXML
- che invece è di Microsoft - parliamo della progressiva migrazione delle
pubbliche amministrazioni europee verso software non-statunitensi e
tendenzialmente con licenze open source in nome della sovranità digitale.
Ascolta l'audio sul sito di Radio Ondarossa
27 - 28 - 29 Marzo a Milano si terrà la seconda edizione dell'hackinsocs!
Tre giorni di autogestione per mettere in circolo saperi, studiare nuove vie di
fuga, costruire comunità resistenti dentro e fuori dalla rete, smanettando in
compagnia e divertendoci decisamente troppo.
Il programma di quest'anno è particolarmente divertente, quindi passate senza
pensarci troppo!
Si parlerà di biohacking, di come ingannare il riconoscimento facciale, di
creazione di infrastrutture di telecomunicazione indipendenti, ma anche di temi
non strettamente tecnologici come mappare le piante commestibili in aree urbane
e immaginare il nostro corpo rispetto ai corpi bionici esterni e interni ad
esso!
Per il programma completo e tutte le informazioni visitate il sito di hackinsocs
Martedì 24 marzo a Roma presso Aula Studio Ex Biblioteca di Architettura di Roma
Tre, con la collaborazione del collettivo ARCHa Roma Tre, Donatella della Ratta,
Noura Tafeche, introdotte da Agnese Trocchi, condurranno il workshop La Scuola
dell'Immagine: Esercizi per leggere, disfare e rovesciare le immagini.
Cosa
Viviamo immersi in un flusso incessante di immagini. Circolano più velocemente
di quanto possiamo guardarle e comprenderle. La Scuola dell’Immagine nasce come
proposta di rallentamento e di restituzione della collettività all’atto del
vedere: uno spazio-tempo condiviso in cui riunirsi per guardare immagini insieme
e leggerle collettivamente. Qui le immagini non vengono spiegate dall’alto, ma
interrogate: da dove provengono, quali immaginari ereditano, dove circolano,
cosa cancellano o contraddicono.
Workshop con Donatella della Ratta e Noura Tafeche, introdotto da Agnese
Trocchi.
Quando e dove
Martedì 24 Marzo | ore 17.00-20.00 Aula Studio Ex Biblioteca - Ingresso Largo
G.B. Marzi 10
Tutte le informazioni le trovi sul sito di CIRCE
I modelli linguistici, e in particolare quello di OpenAI, cercano di tenerci
agganciati quanto più tempo possibile, per riuscire in questa impresa stanno
sfruttando le peggiori tecniche da clickbait.
Dal classico e ormai abbandonato “clamoroso, clicca qui!”, dietro il quale si
nascondeva di solito un gossip di nessun interesse, ai titoli che rischiano di
sconfinare nella truffa relativi alla “dieta che il tuo medico non vuole farti
scoprire”, fino ai più recenti “questo semplice trucco ti farà risparmiare
migliaia di euro” o “solo l’1% delle persone riesce a rispondere correttamente a
questa domanda”.
Quali sono le ragioni? Perché ChatGPT è disposto a dare il peggio di sé pur di
mantenerci agganciati allo schermo? “OpenAI e i suoi pari hanno moltissimo da
guadagnare da tutto ciò”, ha scritto Lila Shroff sull’Atlantic. “Le
conversazioni delle persone con i chatbot costituiscono infatti preziosi dati di
addestramento per i modelli futuri. Più tempo qualcuno trascorre a parlare con
un bot, più è probabile che riveli dati personali, che le aziende di
intelligenza artificiale possono a loro volta utilizzare per generare risposte
ancora più convincenti. Conversazioni più lunghe oggi potrebbero tradursi in una
maggiore fedeltà al prodotto in futuro”.
Tutto ciò vale a maggior ragione visto che ChatGPT ha da poco introdotto la
pubblicità nella sua versione gratuita (per ora solo negli Stati Uniti) e quindi
il valore dei nostri dati e delle informazioni che riveliamo alla macchina è
drasticamente aumentato. È forse proprio l’arrivo delle inserzioni che spiega
perché, improvvisamente, il modello linguistico di OpenAI abbia iniziato a
esprimersi come la peggiore pagina Facebook sensazionalista (e perché invece non
lo facciano Claude e Gemini, dove le pubblicità non sono per il momento
previste).
Niente di nuovo sotto il sole. Come tutte le altre grandi piattaforme della
nostra epoca digitale, anche ChatGPT punta a una cosa sola: sottrarci quanti più
dati possibili e sfruttarli a fini pubblicitari. Se mai avessimo avuto qualche
dubbio, tutto ciò conferma come siamo ancora pienamente immersi nel capitalismo
della sorveglianza.
Articolo completo qui
Da domenica 15 fino a mercoledì 18 marzo Peter Thiel, co-fondatore di PayPal,
uno dei primi sostenitori di Facebook e fondatore di Palantir, la società di
sorveglianza utilizzata dalle agenzie di difesa e intelligence degli Stati
Uniti, è a Roma, ufficialmente per tenere seminari sull’anticristo e altri temi
che tengono insieme religione e Intelligenza Artificiale. Gli incontri si
svolgono in un luogo segreto e sono rivolti a una platea selezionata.
La reinterpretazione dell’Apocalissi e dell’anticristo da parte di Thiel ci
dicono molto su come le élite della Silicon Valley stanno reinterpretando il
linguaggio apocalittico per i propri scopi. Quelle che possono sembrare bizzarre
teorie messianiche manifestano la visione della storia e del mondo (e della loro
potenziale fine) di una delle persone più influenti della Silicon Valley e degli
Stati Uniti che pone la tecnologia come motore centrale del cambiamento sociale
e ne lega i destini a doppio vincolo con quelli dell’intera umanità.
[...]
Per l’Europa, scriveva in questo approfondimento Anton Shekhovtsov, la sfida è
esistenziale: resistere a un modello che trasforma i cittadini in utenti di
infrastrutture private e le nazioni in entità frammentate. Difendere lo Stato di
diritto oggi significa sottrarre la governance del futuro al solo dominio della
tecnica e del grande capitale.
[...]
Le aziende legate a Thiel stanno già facendo accordi coi governi europei, scrive
Domani: hanno partnership col ministero della Difesa britannico, con quello
tedesco per le armi autonome; Palantir ha un accordo anche con quello degli
Interni francese. L’anno scorso ha ottenuto contratti con la NATO nel campo
dell’intelligenza artificiale.
Per quanto riguarda l’Italia, ricostruisce in un altro articolo sempre Domani, i
rapporti tra Palantir e le nostre istituzioni sono continuativi e strutturati da
oltre 10 anni. Tra contatti con il ministero della Difesa, collaborazioni nel
settore sanitario e manifatturiero, Palantir sembra muoversi all’interno di una
rete di relazioni che coinvolge istituzioni pubbliche, aziende e ambienti
accademici.
Leggi l'articolo
Buona parte di questa puntata è dedicata alla figura di Peter Thiel, personaggio
dell'estrema destra tecnoentusiasta, meno noto di Elon Musk, ma forse anche più
influente. In particolare va ricordato che - malgrado una retorica di "libertà"
dal controllo dei governi - Thiel vende, tramite Palantir, servizi di
sorveglianza della popolazione a molti governi, incluso probabilmente quello
italiano.
Conclusione di puntata con un aggiornamento che tiene insieme produzione di
chip, bolla dell'IA e lo scenario di guerra in Medio oriente, ovvero la scarsità
di Elio, un gas fondamentale per la produzione di chip.
Ascolta la puntata sul sito di Radio Ondarossa
Il miliardario dell’apocalisse, Palantir e la nuova strategia della tensione.
Dal 15 al 18 marzo 2026, Peter Thiel sarà a Roma.
Non per un convegno accademico, non per una conferenza pubblica, non per un
incontro con le istituzioni democratiche del nostro Paese. L’eminenza grigia del
trumpismo globale, il miliardario che ha fondato Palantir Technologies — la
società di sorveglianza di massa che serve CIA, FBI, eserciti e governi di mezzo
mondo — arriverà nella capitale italiana per parlare di “Anticristo” davanti a
una ristretta cerchia di “eletti”, in un incontro di cui si conosce l’esistenza
ma non il luogo preciso, non i partecipanti, non l’agenda.
[...]
cosa intende Thiel quando parla di Anticristo? Proviamo a spiegarlo in poche
parole. L'umanità è esposta una serie di rischi mortali: le armi biologiche e
nucleari, il degrado ambientale, l'intelligenza artificiale e i robot killer. Il
problema ovviamente per Thiel, visto il mestiere che fa, non è la tecnologia in
sé, ma come reagire di fronte ai pericoli. L'Anticristo non è una specie di
diavolo incarnato, ma un falso profeta. È una figura che si presenta con ricette
di salvezza e benevolenza. Ecco: secondo Thiel l'Anticristo è un futuro governo
mondiale pronto a strapparci ogni libertà per mettere sotto controllo i
cambiamenti climatici e i pericoli mortali derivanti dalla tecnologia,
prometterà di liberarci e darci sicurezza ma per farlo ci opprimerà. Annunciando
l'Apocalisse e diffondendo paura, l'Anticristo riuscirà a soggiogarci. Insomma
per Thiel l'Anticristo è "qualcuno come Greta Thunberg", come ha avuto modi di
dire almeno in un'occasione.
Leggi l'ombra di Thiel su Roma
Leggi su fanpage
Se sentite nominare occhiali “smart” e vi viene in mente ancora Google Glass, il
prodotto presentato appunto da Google nel 2012 in pompa magna ma scomparso tre
anni più tardi, aggiornate subito la vostra immagine mentale. Gli occhiali
computerizzati presentati da Meta insieme a marchi come Ray-Ban e Oakley a
settembre 2025 sono completamente diversi. Non c’è più quell’ingombrante,
antiestetico braccetto che sporgeva davanti a una delle lenti e faceva sembrare
chi lo indossava una sorta di impresentabile incrocio fra un orafo cyberpunk e
un Borg di Star Trek. Gli occhiali smart di oggi sembrano dei normali occhiali,
con una montatura e delle astine leggermente più corpose rispetto a quelle
tradizionali, ma niente di più.
In quelle astine e in quelle montature c’è di tutto: una batteria, un touchpad,
una serie di microfoni, due minialtoparlanti, due telecamere, i processori che
elaborano e smistano tutti i dati generati e ricevuti dagli altri componenti, e
un trasmettitore e ricevitore Bluetooth per comunicare con lo smartphone. Questi
occhiali “smart” pesano solo un ventina di grammi in più rispetto a quelli
tradizionali equivalenti.
[...]
Questi occhiali “smart” potenziati con l’intelligenza artificiale hanno
l’aspetto di occhiali normali e quindi passano inosservati. Questo vuol dire che
è facilissimo abusarne per effettuare riprese di nascosto, anche perché a
differenza del telefono, che va estratto e puntato, le telecamere integrate in
questi occhiali sono già nella posizione di ripresa perfetta, ossia accanto agli
occhi dell’utente. Chi vuole fare riprese non fa nessun gesto rivelatore, ma si
limita a dire a bassa voce agli occhiali di iniziare a registrare un video,
oppure tocca leggermente il touchpad presente sull’astina
[...]
Un’indagine svolta da due giornali svedesi [Svenska Dagbladet, Göteborgs-Posten]
in collaborazione con un giornalista kenyota [Naipanoi Lepapa] denuncia che le
immagini e le registrazioni audio acquisite dagli utenti degli occhiali “smart”
sono state viste dai dipendenti di Sama, una società con sede in Kenya che opera
in subappalto per conto di Meta e fa la cosiddetta annotazione dei video (una
sorta di catalogazione dei contenuti)
leggi l'articolo e/o ascolta l'audio del podcast di Paolo Attivissimo