Lotte nei Paesi Bassi contro Microsoft e sionismo; Palantir e il (nuovo)
militarismo; shutdown di Internet in Iran, Tanzania e non solo; aumentano i
progetti per nuovi datacenter, ma aumenta anche l'opposizione alla loro
costruzione.
Apriamo la puntata con una rassegna delle lotte nelle università olandesi
nell'anno scorso in solidarietà con la Palestina, contro le collaborazioni con
Israele e gli accordi tecnologici con Microsoft.
A proposito degli effetti della ricerca delle università israeliane, riportiamo
un articolo scritto da un ex dipendente di Palantir, che ci permette di
ragionare sul cambiamento delle modalità della guerra nell'era della
sorveglianza digitale.
Parliamo di internet shutdown: dal caso dell'Iran (tuttora in corso) allarghiamo
lo sguardo al meno noto blocco in Tanzania e altre forme di censura massiva.
Approfondisci su: Keep it on; ooni; puntata di stakkastakka, dedicata al tema;
netblocks.
Infine, parliamo di datacenter: l'accelerazione dello sviluppo
dell'infrastruttura informatico passa anche per la costruzione di sempre nuovi
datacenter, sempre più grandi. La costruzione di datacenter subisce però più
opposizioni che in passato, grazie ad una maggiore consapevolezza sui loro
effetti. Per capire quanto poco siano realistiche le aspettative di un
datacenter "ecologico" (sempre paventato da chi li vuole costruire), leggiamo il
comunicato di... Microsoft. Approfondisci sulle Pillole
Ascolta la puntata sul sito di Radio Onda Rossa
Richard Stallman è intervenuto venerdì al Georgia Institute of Technology di
Atlanta con una conferenza di circa 50 minuti, seguita da oltre un'ora e mezza
di domande dal pubblico. Il fondatore del progetto GNU e figura storica del
movimento del software libero ha colto l'occasione per riaffermare i principi
che ne guidano da decenni l'attivismo, ma anche per aggiornare la sua critica
alle tecnologie più recenti, dall'IA generativa alle auto connesse. Tra i temi
toccati figurano dark pattern, censura, backdoor, abbonamenti, aggiornamenti
remoti e perfino la possibilità di "brickare" da remoto i dispositivi degli
utenti, che per Stallman sono tutte conseguenze dirette del software non libero.
Parlando di IA, Stallman ha contestato l'uso corrente del termine "intelligenza
artificiale" per descrivere sistemi che, a suo giudizio, non sono intelligenti
in alcun senso significativo. Per i grandi modelli linguistici preferisce il
termine "generatori", sottolineando che generano testo senza comprenderne
davvero il significato e che possono commettere errori senza alcun segnale di
incertezza, motivo per cui "non ci si può fidare di ciò che generano".
Secondo Stallman, chiamarli IA equivale ad avallare l'idea che siano davvero
intelligenti, contribuendo alla campagna di marketing che punta a far sì che le
persone affidino attività e scelte di vita a questi sistemi e alle grandi
aziende che li controllano. Per contrastare questa narrativa propone
l'espressione "Pretend Intelligence", o PI, che vorrebbe diffondere proprio per
smontare l'hype che circonda la tecnologia attuale. Stallman ha aggiunto che,
per quanto gli risulta, nessuno di questi sistemi è distribuito come software
libero, il che per lui è un ulteriore elemento problematico.
Articolo completo qui
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Una giuria popolare di Los Angeles stabilirà se TikTok, Instagram e YouTube
abbiano causato dipendenza nei minori.
Inizierà martedì prossimo in California un processo senza precedenti, in cui una
giuria popolare dovrà stabilire se TikTok, Instagram e YouTube abbiano
consapevolmente progettato le loro applicazioni per rendere i giovani dipendenti
dai social network e se possano quindi essere ritenuti responsabili del
deterioramento della loro salute mentale.
Questo processo civile, che si terrà per diversi mesi presso la Corte Superiore
di Los Angeles, si preannuncia molto seguito. Potrebbe costituire un importante
precedente giuridico per tutta una serie di cause negli Stati Uniti contro i
giganti della tecnologia, accusati di aver deliberatamente organizzato la
dipendenza dai social network per massimizzare i propri introiti pubblicitari.
Il giudice Carolyn Kuhl è incaricato di condurre queste battaglie legali, che
dureranno diversi mesi e la cui portata andrà ben oltre Los Angeles. Un
procedimento simile sta cercando di ottenere un processo di portata nazionale
davanti a un giudice federale di Oakland, nel nord della California, a partire
dal 2026. Diversi Stati hanno anche avviato azioni legali contro le piattaforme,
come quella condotta da un procuratore di Santa Fe (Nuovo Messico) che le
ritiene responsabili di esporre i minori a predatori sessuali. Se la giuria darà
ragione a K.G.M., i giganti della tecnologia potrebbero essere costretti a
pagare ingenti danni e interessi, ma soprattutto a riprogettare completamente i
loro algoritmi e le loro applicazioni.
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La polizia trumpiana d’assalto anti immigrazione, l’Ice, ora si avvale di una
piattaforma sviluppata da Palantir che mappa casa per casa le zone urbane
incrociando dati sanitari, di viaggi e dei cellulari degli abitanti. Si chiama
Elite ed è l’ultimo esperimento di sorveglianza autoritaria di massa.
Nell’aprile 2025 diviene pubblica la notizia di un contratto con Palantir di 30
milioni di dollari, avente per fine la costruzione di Immigration OS, sistema
operativo atto a potenziare la sorveglianza e gestione dei casi in carico
all’Immigration and Customs Enforcement (ICE), forza di polizia afferente al
Department of Homeland Security (DHS). Da quel che si sa pubblicamente scopo
primario del sistema in sviluppo è snellire e accelerare l’identificazione, il
tracciamento e la deportazione di specifici gruppi di immigrati, con
un’attenzione particolare alle persone entrate legalmente ma non fuoriuscite
alla scadenza del visto. Tuttavia alcune soffiate dall’interno dell’ICE ottenute
da 404 Media (un sito di informazione indipendente statunitense) dimostrano che
in realtà già in quella data Palantir stava sviluppando strumenti di supporto
per le deportazioni di massa.
L’implementazione e l’uso di ELITE per le azioni di espulsione solleva una
quantità di problemi di natura etica, giuridica e sociale. Viene violato il
principio della finalità dei dati. Informazioni raccolte per garantire servizi
essenziali vengono riutilizzate per la persecuzione e l’espulsione delle
persone. Non a caso la pratica è osteggiata, anche con azioni legali,
dall’Electronic Frontier Foundation (EFF), che sottolinea come le comunità
vulnerabili vengono allontanate dall’accedere a servizi anche vitali per paura
di diventare prima o poi bersaglio di rappresaglie dello Stato.
Notizia completa qui
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La partnership di Ring con la società di sorveglianza Flock, avviata
nell'ottobre 2025 , non si limita più a condividere i filmati con la polizia
locale, ma si collega a un'enorme rete di dati federali che le forze dell'ordine
per l'immigrazione già utilizzano per tracciare milioni di americani.
I contratti standard di Flock con la polizia garantiscono alle agenzie federali
l'accesso a dati condivisi per "scopi investigativi". Secondo rapporti
documentati, una parte significativa dei clienti delle forze dell'ordine di
Flock si è iscritta al loro "National Lookup Tool" , un sistema che aggrega i
dati di sorveglianza di migliaia di agenzie in tutto il paese. I tuoi filmati
volontari di sorveglianza di quartiere diventano parte di qualcosa di molto più
grande.
Si tratta di fatto di sorveglianza di massa attraverso la partecipazione
volontaria dei cittadini. L'accesso documentato dell'ICE alle reti Flock
trasforma le decisioni di polizia locale in strumenti di controllo
dell'immigrazione. Ring si propone come un'organizzazione che promuove
l'empowerment delle comunità, ma questa partnership con Flock rivela come il
capitalismo della sorveglianza trasformi le buone intenzioni in infrastrutture
di controllo.
La notizia non è presente sui media italiani, si può leggere qualcosa qui
Le richieste assurde di Musk ad OpenAI mostrano che il business dell'IA potrebbe
essere più fragile di quanto sembra; una puntata in cui tutto sembra girare
intorno ai voleri delle grandi aziende statunitensi, dagli emendamenti europei
al GDPR a... la violazione del copyright?
Elon Musk cerca di destabilizzare OpenAI - rivale della sua xAI - tramite una
richiesta di fondi smisurata. Non è detto che ci riuscirà, ma è un altro dato
che ci conferma che le dinamiche azionarie prevalgono sulla reale capacità di
queste aziende di fare profitti tramite la cosiddetta Intelligenza Artificiale.
Anna's Archive incassa alcuni provvedimenti contrari: viene tolto il suo dominio
dal DNS, e viene ordinata la cancellazione dei dati provenienti da WorldCat.
Cogliamo l'occasione per fare qualche riflessione sull'uso di Anna's Archive da
parte delle Big Tech nel contesto della configurazione degli LLM.
Nell'Unione Europea, il Digital Omnibus si dimostra sempre più un provvedimento
a misura di grandi aziende, con molti provvedimenti frutto del lavoro di
lobbying. In contemporanea, la Francia spinge la commissione europea a ricercare
soluzioni open source per sviluppare soluzioni tecnologiche che non dipendano
dagli Stati Uniti.
Notiziole:
* In California una nuova legge sulla privacy rende più facile cancellare i
dati presenti e futuri.
* I tagli di Trump portano la CBS (corporation finanziata dal pubblico che
raccoglieva le emittenti radio e tv pubbliche) all'autoscioglimento.
* Il Vietnam vieta gli spot non-skippabili più lunghi di 5 secondi
* Nell'Idaho, USA, una legge per cercare nuove materie prime nel sottosuolo
include una lunga lista di minerali, tra cui alcuni inesistenti
* Nel North Dakota, USA, il servizio meteorologico sperimenta l'uso di
Intelligenza Artificiale, e si ritrova con le previsioni per città che non
esistono
* Roblox prova ad usare un sistema automatico per verificare l'età dell*
utenti, ma il sistema fallisce in un gran numero di modi
Ascolta la puntata sul sito di Radio Onda Rossa
Il 4-5-6 febbraio CIRCE partecipa alla quarta edizione del festival sulle arti
inclusive #InclusiveArts2026 che investiga le pratiche di #MachineLearning nel
campo dell’inclusive design e dell’accessibilità delle piattaforme digitali.
In occasione dell'evento iNCLUSIVE aRTS 2026 organizzato dal Prof. Enrico
Bisenzi presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, CIRCE è stata invitata a
partecipare in modo trasversale nelle tre giornate per contribuire con uno
sguardo critico ad analizzare l'impatto dell'Intelligenza Artificiale nel campo
dell'Inclusive Design. Nella prima giornata, avrà luogo un laboratorio di
S/gamificazione dal titolo Automazione industriale VS Intelligenza Artigianale
in collaborazione con Betterpress Lab
Automazione industriale VS intelligenza artigianale: “Giocare o essere giocate”
(a cura di Agnese Trocchi e Betterpress Lab)
Analisi d’interfaccia: un percorso a ritroso dal digitale all’analogico
Ogni giorno nelle nostre attività personali, di studio o di lavoro, siamo
costantemente esposte a piattaforme digitali che influenzano il nostro modo di
comunicare e di vivere le relazioni. Attraverso l’analisi emotiva d’interfaccia
comprendiamo i meccanismi che influenzano il modo in cui viviamo le interazioni
digitali, in particolare con i chatbot conversazionali. Senza accorgercene
automatizziamo i nostri comportamenti per interagire con le intelligenze
artificiali su cui proiettiamo caratteristiche umane. Esplorando la “zona della
macchina” in cui siamo quotidianamente immerse, realizzeremo due tipi di
intervento: la mattina analizzeremo le interfacce digitali di videogiochi,
social media, app di messaggistica e chatbot per comprendere cosa è la
gamificazione utilizzando il metodo della Pedagogia Hacker; il pomeriggio
ricostruiremo in modo analogico le interfacce che più sono presenti nelle nostre
vite utilizzando gli strumenti della stampa a caratteri mobili.
Tutte le informazioni sul sito di CIRCE e su quello del Prof. Enrico Bisenzi,
organizzatore dell'evento.
La costruzione di data-center è in aumento in tutto il mondo per far fronte alle
esigenze di calcolo e di storage della cosidetta Intelligenza Artificiale Di
pari passo crescono le proteste contro la costruzione di questi eco-mostri
particolarmente energivori ed ecologicamente impattanti.
A quanto pare le proteste hanno spesso successo.
negli Stati Uniti, secondo la rete di ricerca e attivismo Data center watch, nel
secondo trimestre del 2025 venti progetti sono stati sospesi o bloccati, per un
valore di 98 miliardi di dollari. Lo scorso 8 dicembre una coalizione di più di
230 gruppi ambientalisti ha richiesto una moratoria nazionale sui nuovi data
center negli Stati Uniti, sollecitando il congresso a fermare la diffusione di
strutture ad alto consumo energetico.
Nelle città dell’Europa del nord la rete non può reggere ulteriori
infrastrutture che richiedono un alto consumo di energia, a meno di investimenti
troppo costosi. E così, quando Amsterdam, Francoforte, Londra e Dublino hanno
messo in pausa nuove autorizzazioni, l’attenzione si è spostata su Milano,
destinata a diventare un nuovo hub a livello europeo. Così anche in Italia sono
nati comitati di cittadini che protestano contro la costruzione di nuovi
data-center, supportati anche da associazioni ecologiste.
Fonti:
* Internazionale, L’intelligenza artificiale fa nascere data center e proteste
* [Irpi Media, I data center si mangiano la terra (ancora) verde. Due casi in
Lombardia](I data center si mangiano la terra (ancora) verde. Due casi in
Lombardia)
* Mappa dei Data Center
* PuntoInformatico, Microsoft, cinque promesse per placare la rivolta anti-Data
Center
* ANSA, Crescono i movimenti 'anti IA', preoccupano lavoro e data center
La disponibilità di memoria per PC sta attraversando una fase di tensione che
sta modificando dinamiche di mercato considerate ormai consolidate. L'aumento
dei prezzi delle RAM più recenti (DDR 4 e DDR 5) e la scarsità di chip stanno
riportando in circolazione componenti che sembravano definitivamente superati,
come i moduli DDR 3.
Negli ultimi mesi la domanda di memoria ha superato la capacità produttiva dei
principali fornitori, impegnati a rifornire i datacenter in cui girano gli LLM
delle varie IA, generando un incremento dei prezzi che ha colpito in modo
evidente soprattutto le DDR 5. Le vendite di schede madri compatibili con DDR 5
hanno registrato un calo significativo, mentre anche le DDR 4, dopo una breve
fase di stabilizzazione, hanno iniziato a mostrare segnali di indebolimento
nella disponibilità, con conseguenti aumenti di prezzo.
La contrazione dell'offerta non riguarda solo i moduli di memoria, ma l'intero
ecosistema necessario al loro funzionamento. La tecnologia DDR 5 integra sul
modulo parte dell'elettronica di gestione dell'alimentazione, aumentando i costi
di produzione e rendendo più complesso mantenere volumi elevati. Questo fattore
contribuisce a spiegare perché la disponibilità sia più fragile rispetto alle
generazioni precedenti.
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