Dopo la cattura di Maduro, l'attacco all'Iran è un'altra occasione in cui le
Intelligenze Artificiali vengono utilizzate in teatri di guerra. La querelle tra
Anthropic e Ministero della Difesa Statunitense ci fa capire che l'intenzione è
un uso sempre più esteso di queste tecnologie a fini bellici. Vediamo come è
andata e cosa c'è da aspettarsi per il futuro.
Come dicevamo già nella puntata precedente, droni iraniani hanno colpito dei
data center negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, mettendo in luce un nuovo
problema delle infrastrutture digitali. Facciamo qualche riflessione su come
questo potrebbe influenzare le geografie dei data center. A tal proposito,
guardiamo anche il caso statunitense, in cui le Big Tech sono alle prese con
problemi energetici.
La conferenza stampa delle procure di Roma e Napoli conferma (contraddicendo il
governo) che Francesco Cancellato di Fanpage è stato intercettato usando
Graphite, il malware venduto da Paragon. Si tratta dello stesso malware usato
per intercettare Luca Casarini e Beppe Caccia, ma il Copasir continua a negare
che i servizi abbiano dato l'ordine di spiare Cancellato.
Concludiamo con una notiziola: la piena automazione del rimborso dei dazi - ora
illegali - di Trump prevede un tempo di elaborazione di circa 500 anni. La
Custom Border Protection promette un aggiornamento del software.
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Cassetta degli attrezzi per capire finanza, bolle speculative e “intelligenza”
artificiale.
Se ne parla con Marco Bersani, da Zazie nel Metrò, a Roma, giovedì 12 marzo alle
19.
Marco Bersani, attivista e coordinatore nazionale di ATTAC Italia, impegnato
nella critica al neoliberismo e alla finanziarizzazione dell’economia e nella
difesa dei beni comuni.
[...]
Oggi l’intelligenza artificiale è diventata l’ennesimo terreno della corsa
speculativa dove poche grandi piattaforme tecnologiche concentrano capitali,
infrastrutture e dati su scala planetaria. Aziende come Nvidia, Microsoft,
Google o OpenAI vengono presentate come protagoniste di una rivoluzione
inevitabile, capace di ridefinire ogni settore della vita economica. Ma dietro
questa narrazione si muove una dinamica profondamente politica: la costruzione
di una nuova frontiera di accumulazione per il capitale. L’intelligenza
artificiale diventa così un gigantesco dispositivo di attrazione di
investimenti, capace di gonfiare valutazioni di mercato, concentrare potere
nelle mani di poche multinazionali e aprire nuovi spazi di estrazione di
ricchezza.
Il rischio non è solo una bolla finanziaria. La direzione intrapresa è che una
tecnologia presentata come neutrale e inevitabile venga usata per rafforzare
ulteriormente un modello economico già profondamente diseguale: più
concentrazione di ricchezza, più potere alle piattaforme globali, più
precarizzazione del lavoro, più controllo.
In altre parole, l’IA è diventata non tanto una promessa di emancipazione
collettiva, ma l’ennesimo capitolo della finanziarizzazione dell’economia: una
nuova grande promessa di futuro costruita per alimentare la crescita del
capitale. Anche le politiche di riarmo (e le conseguenti guerre) rispondono ai
medesimi interessi finanziari.
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La puntata affronta due argomenti principali: come gli LLM rappresentano una
nuova minaccia per la privacy online e l'articolo di Matthew Honnibal che
sostiene che i migioramenti dei grandi modelli linguistici non derivini solo da
modelli sempre più grandi e costosi.
Il paper “Automated Profile Inference with Language Model Agents”
(arXiv:2505.12402) studia una nuova minaccia per la privacy online resa
possibile dai modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). Questa minaccia,
chiamata inferenza automatizzata del profilo, consiste nell’uso di agenti AI per
raccogliere e analizzare automaticamente le attività pubbliche degli utenti su
piattaforme pseudonime (come forum o social media) al fine di estrarre
informazioni personali sensibili, con il rischio di re-identificare le persone.
Why I don’t think AI is a bubble
https://honnibal.dev/blog/ai-bubble
L’autore, sostiene che, al di là delle valutazioni finanziarie, i progressi
tecnici dell’IA non mostrano segni di imminente plateau. Contesta l’argomento
comune secondo cui i miglioramenti derivino solo dallo “scaling” (modelli sempre
più grandi e costosi) e siano quindi destinati a esaurirsi. Honnibal spiega che
questa visione, forse valida per i primi modelli come GPT-1 e GPT-2 (definibili
“fancy autocomplete”), è oggi superata. Il vero salto di qualità è arrivato
dall’integrazione con il reinforcement learning, che ha permesso di creare i
cosiddetti “reasoning models”.
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Un numero crescente di concorrenti sempre più agguerriti puntano a ridurre la
loro dipendenza dalle GPU di Nvidia.
A prima vista, le cose per Nvidia non potrebbero andare meglio. Il colosso
statunitense delle GPU detiene oggi il 92% di questo specifico settore e una
quota pari al 70-75% del più complessivo mercato dei chip impiegati nell’ambito
AI. Nel 2025, la società fondata da Jensen Huang ha messo a segno ricavi per
circa 200 miliardi di dollari (oltre il doppio di quanto fatturato nell’anno
precedente), ha ottenuto guadagni per 32 miliardi nel corso di un unico
trimestre e può vantare al momento la maggiore capitalizzazione di mercato al
mondo (4.600 miliardi di dollari, contro i 3.900 della seconda classificata
Apple).
Un dominio quasi inevitabile, per l’azienda che con le sue GPU – processori nati
per l’elaborazione grafica dei videogiochi, ma che si sono dimostrati
estremamente efficienti per l’addestramento e l’utilizzo dei sistemi
d’intelligenza artificiale – ha reso possibile la rivoluzione del deep learning
ed è oggi praticamente l’unica azienda in grado di guadagnare dal complicato,
dal punto di vista economico, settore dell’AI generativa.
Il ruolo di Nvidia è talmente centrale che, lo scorso novembre, gli occhi di
tutti gli operatori finanziari erano puntati proprio sui suoi risultati
trimestrali, perché si temeva che una crescita anche solo leggermente inferiore
alle attese avrebbe fatto scoppiare la bolla dell’intelligenza artificiale
(pericolo per il momento scongiurato o almeno rinviato).
Basterà tutto ciò a mettere al riparo Nvidia da un numero crescente di
concorrenti sempre più agguerriti, che puntano a ridurre la loro dipendenza
dalle GPU di Jensen Huang, a produrre chip specializzati dalle prestazioni
ancora più elevate (in termini computazionali o di efficienza energetica) e a
consentire alla seconda superpotenza tecnologica – la Cina – di liberare tutte
le proprie potenzialità?
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Dispositivi digitali e schermi
Milano, giovedì 5 marzo 2026 - h 18.30
Les Mots
via Carmagnola angolo via Pepe - Milano
ne parliamo con
Carlo Milani e Simone Lanza - modera Andrea Morando
https://www.librerialesmots.it/evento/dispositivi-digitali-e-schermi/?instance_id=1392
https://www.eleuthera.it/evento.php?op=1460
Organizzato nell’ambito dell’Open Education Week 2026.
Nella prima parte del webinar Jonathan Poritz, accademico alternativo da sempre
attivo nel mondo Open, esplorerà i punti di contatto tra i movimenti Open
Education e Software Libero e cercherà di trarre qualche lezione utile per
promuovere approcci Open nei sistemi educativi, in Italia e oltre. Nella seconda
parte, Italo Vignoli rifletterà su come l’utilizzo di software open come Libre
Office possa rappresentare non solo una soluzione pratica a molti dei problemi
tecnici e legali ai quali troppo spesso non si pensa, ma anche una presa di
posizione che può contribuire a cambiare la mentalità di chi opera nella scuola
e nell’università italiana.
Link per il collegamento qui
Maggiori informazioni qui
Gli stabilimenti AWS sono stati colpiti dai droni iraniaio, che hanno causato
l'interruzione dei servizi di rete nella regione
Amazon Web Services, la piattaforma di cloud computing più diffusa al mondo, ha
subito una brusca interruzione dei suoi servizi in Medio Oriente, dopo che i
droni hanno colpito data center e strutture operative negli Emirati Arabi Uniti
(EAU) e in Bahrain. A notificare quanto accaduto è stata la stessa compagnia,
che la scorsa domenica ha comunicato ufficialmente che alcune delle sue
strutture erano state colpite da “oggetti” non identificati, causandovi un
incendio. Per spegnere il fuoco, Amazon si è vista costretta a tagliare
l’alimentazione ai suoi impianti, causando di fatto un’interruzione dei servizi
per un tempo prolungato.
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Il Pentagono ha usato il modello Claude di Anthropic AI per condurre l’attacco
all’Iran. A riportarlo è il Wall Street Journal che, citando alcune fonti,
sottolinea che l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale della startup
è stato successivo all’annuncio di Donald Trump sull’interruzione dei contratti
tra l’azienda e le agenzie federali, compreso il Pentagono. Subito dopo il
Segretario alla Difesa Hegseth ha definito Anthropic un “rischio per la supply
chain della difesa” e l’ha inserita nella lista nera che vieta ai contraenti
militari di fare affari con lei.
Le fonti rivelano che Anthropic è stata usata per valutazioni di intelligence,
identificazione dei target e per simulare scenari di battaglia. Dario Amodei, ad
e fondatore della società di intelligenza artificiale, si era rifiutato di
eliminare le barriere in materia di sorveglianza di massa e realizzazione di
armi prive di sorveglianza umana. Trump aveva duramente attaccato la startup sul
social Truth, per poi virare su un nuovo accordo con OpenAI. I cui vertici hanno
però sostenuto di aver a loro volta chiesto l’esclusione dell’uso dei suoi
chatbot per sorveglianza di massa e sistemi d’arma autonomi.
Fonte qui
La trasmissione si apre con una "interferenza" di Andrea Borgnino, che ci
racconta l'utilizzo della radio in questi giorni in Iran; allarghiamo poi la
discussione ad altri contesti di guerra e in Palestina.
A proposito di telecomunicazioni, in Iran c'è un nuovo blackout di Internet, e
negli Emirati Arabi Uniti vediamo che alcuni data center di Amazon sono stati
colpiti dagli attacchi Iraniani. Seguiamo poi la vicenda del contratto di OpenAI
con il ministero della guerra statunitense, che ha scalzato Anthropic.
Negli USA, Google collabora con ICE ben più di quanto la legge gli impone;
viceversa, migliaia di telecamere collegate alla sorveglianza interna di ICE
risultano essere state danneggiate.
Nuovo affondo della Russia su Telegram, accusato di supporto al terrorismo e
intelligenza col nemico.
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