Con il "Decreto Bollette", il governo ha definito i data center infrastrutture
strategiche nazionali, scavalcando i sindaci. Risultato? La Lombardia ospita
quasi il 65% della potenza nazionale dei server, e ben 40 dei 82 gigawatt
richiesti in tutta Italia sono concentrati solo nella Città Metropolitana di
Milano, che ha superato la densità energetica di Zurigo e Madrid. Rita
Cantalino, giornalista e attivista, ci racconta quanto già ora l'impatto sia
importante e il futuro che ci aspetta con la promessa di "Hub del Mediterraneo".
Piede Sinistro è un podcast di approfondimento, analisi e racconto di notizie,
attualità e non solo. Uno spazio che non punta a dare risposte, ma a fornire
chiavi di lettura e strumenti per affrontare la complessità del presente in
autonomia.
Ascolta il podcast
A proposito di analisi dell'interfaccia dei chatbot e relativo engagement degli
utenti, credo che l'episodio 138, "La stanza", del podast di Pieranni dia degli
spunti molto interessanti.
Tagliando con l'accetta e molto in sintesi, non siate pigri, ascoltate il
podcast, mi pare siano 2 i punti molto interessanti:
1. i chatbot basati su LLM sono dei sicofanti (ovvero lusingano gli utenti). In
questo modo cresce il coinvolgimento e in ultima analisi la dipendenza. Con
il problema che, a quanto pare, gli umani vogliono che i chatbot con cui
intetragiscono abbiano questa caratteristica;
2. la memoria distribuita. Gli umani affidano la propria memoria ai chatbot, i
quali restituiscono una memoria parziale (magari perché è parziale quella
affidata al bot dagli umani) e manipolatoria per vari motivi
I due temi sono spiegati bene nel podcast.
Entrambe queste caratteristiche ci riportano al fatto che nella relazione tra
umani e macchine, c'è un terzo "incomodo" costituito dai padroni della macchina
che la costruiscono appositamente in questo modo per condizionare e manipolare
gli umani.
Nulla di nuovo rispetto ai social media, ma con una tecnologia ancora più
coinvolgente e penetrante
Ascolta la puntata
Cosa succede quando un chatbot ci asseconda e perché. Cosa significa
"sicofanzia"?
Gli articoli citati nella puntata sono i seguenti:
* OpenAI, "Sycophancy in GPT-4o: What happened and what we're doing about it",
29 aprile 2025;
* OpenAI, "Expanding on what we missed with sycophancy";
* Treccani, "Oltre lo specchio della chatbot: quando l'IA ci seduce";
* Perez et al., "Discovering Language Model Behaviors with Model-Written
Evaluations", arXiv:2212.09251, dicembre 2022;
* Joseph M. Pierre, Ben Gaeta, Govind Raghavan, Karthik V. Sarma, "'You're Not
Crazy': A Case of New-onset AI-associated Psychosis", Innovations in Clinical
Neuroscience, 2025,
* Lucy Osler, "Hallucinating with AI: Distributed Delusions and 'AI
Psychosis'", Philosophy & Technology, 39:30, 11 febbraio 2026;
* Kristen French, "Why You're More Likely to Develop AI-Psychosis than to Join
a Cult", Nautilus, 25 febbraio 2026;
* Elsop Insights, "OpenAI Launches Ads in ChatGPT: Sam Altman's 'Last Resort'
Becomes Reality for 800M Users", 21 gennaio 2026;
* Cheng et al., "Sycophantic AI decreases prosocial intentions and promotes
dependence", Science, 26 marzo 2026
In questa puntata abbiamo parlato dell'hackmeeting appena concluso, con alcune
interviste registrate a caldo. Abbiamo proseguito con le vicissitudini di OpenAI
e delle altre grandi imprese produttrici di Intelligenza Artificiale generativa.
Infine abbiamo cercato di capire le motivazioni che sottostanno all'ennesima
chiusura di spazi degli utenti e degli sviluppatori messa in atto da Google nel
meccanismo di distribuzione delle app negli smartphone Android.
Il 12, 13, 14 giugno si è tenuto a Firenze la 29a edizione di Hackmeeting,
l'incontro annuale delle comunità che si pongono in maniera critica rispetto ai
meccanismi di sviluppo delle tecnologie all’interno della nostra società.
Abbiamo raccontato il clima che si è respirato durante i 3 giorni e dato conto
di alcuni laboratori e seminari anche con l'aiuto delle interviste registrate al
Centro Sociale Next Emerson. Le interviste integrali sono nelle pillole
Cosa unisce Bernie Sanders e Sam Altman (CEO di Open AI)? Entrambi vogliono che
il governo USA partecipi agli utili di OpenAI. Ma quali utili? Guardiamo il
bilancio del 2025 dell'azienda di Altman che è in perdita di circa 35 miliardi
di dollari, in netto aumento rispetto allo scorso anno. Non sarà che i signori
dell'AI stanno preparando il terreno per sfuggire al proprio fallimento
finanziario?
Riprendiamo, visto l'avvicinarsi della scadenza, la notizia dell'imposizione di
Google a tutti gli sviluppatori di App per Android di registrarsi presso
l'azienda di Mountain View. Quali sono le ragioni apparenti e quali quelle
nascoste che hanno indotto l'azienda ad imporre questa misura? Parliamo anche
delle forme di resistenza, come quella messa in campo da KeepAndroidOpen.
In extremis un aggiornamento sulla situazione dei nuovi data-center e della
legge regionale in Lombardia.
Ascolta l'audio della puntata nel sito di Radio Onda Rossa
Il 12, 13 e 14 giugno si è tenuto al Centro Sociale Next Emerson di Firenze
l'edizione numero 29 di Hackmeeting
Di seguito trovate le interviste integrali che abbiamo registrato durante la
giornata di sabato.
Altre considerazioni su come è andato l'hackmeeting le trovate nel podcast
dell'ultima puntata di Le Dita Nella Presa.
Se poi siete curios di conoscere il programma, lo trovate sul sito di
HackMeeting
Ascolta le interviste
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Gazaweb
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Buone pratiche di postura digitale
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Novità in noblogs ed intersezioni con ULA
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Autodifesa digitale in ambiente Linux: come e perché difendersi dalla minaccia
di systemd
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Hacking della voce
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Dal carnevale No Ponte a una perizia forense (2 testimonianze)
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Kit di autodifesa dai pappagalli stocastici nelle scuole (2 testimonianze)
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Randellate
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Search & Destroy
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Come funziona un LLM
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Voci dal Lan Space
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Testimonianza di un "local"
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Riduzione della dipendenza dai monopolisti nei nostri cellulari
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Scalaggio Open Source - Pratiche di deprescrizione di psicofarmaci
Puntata n. 137 del podcast di Simone Pieranni.
"La musica che sentite è stata presa dalla pubblicità della IMEC del 2002. Uno
amo sta camminando l'umgo una strada follata e notte. Mentre cammina si accorge
che qualcosa lo sta salutando, probabilmente li per l'IA solo la percezione del
saluto, un braccio che sembra rivolgersi a lui. L'uomo si ferma, guarda e
capisce. All'interno di una vetrine illuminata c'è un Apple IMEC, il suo schermo
è montato su un braccio regolabile sopra una strana semi-sfera che contiene
l'hardware di elaborazione. L'uomo fa per allontanarsi dalla vetrina ma lo
schermo lo segue. Squatela testa e il computer squatelo schermo fa un salto e lo
schermo silla. Suo giù. Tira fuori la lingua e il computer apre il solettore,
CD. Quello che vi ho appena letto l'inizio di un pezzo, parso su uno IMEC il 26
magio 2026, firma di Kinoi Heart.
L'implicazione è chiara. Abbiamo a lungo desiderato tecnologie che rispondessero
intuitivamente alle nostre interazioni. Guardando i nostri schermi oggi viene
spontaneo chiedersi. Quanto manca prima che siano loro a ricambiare il nostro
sguardo, solo che è, e questo lo aggiungo io, per consentire alle macchine di
guardarci a noi viene richiesta un'estrema opera di semplificazione, di noi
stessi."
La convivenza con le macchine è il tema di questa puntata. Ma a convivere non
siamo solo umani e macchine, ci sono di mezzo anche i proprietari delle
macchine.
Ascolta la puntata
Anthropic ha aggiunto alla propria privacy policy una sezione chiamata
Verification Data, che prevede la possibilità di chiedere a un piccolo gruppo di
utenti di Claude di caricare un documento d'identità governativo e un selfie per
verificare la propria identità. La modifica è stata introdotta il 17 giugno 2026
e entrerà in vigore l'8 luglio.
I dati richiesti sono diversi e di natura sensibile. La policy elenca l'immagine
del documento d'identità governativo e le informazioni che vi compaiono, come
numero del documento e data di nascita; l'immagine dell'utente in forma di foto
o video; i template di geometria facciale, che in alcune giurisdizioni possono
essere considerati dati biometrici; e l'esito della verifica. Sono accettati
passaporti, patenti, ID statali o provinciali e carte d'identità nazionali in
originale fisico, non in versione digitale, screenshot o fotocopia.
A gestire la procedura non è direttamente Anthropic, ma Persona Identities,
società di San Francisco specializzata in verifica KYC. Il dettaglio che pesa è
la proprietà: Persona è finanziata da Founders Fund, il fondo di venture capital
co-fondato da Peter Thiel, lo stesso fondo che figura tra gli investitori di
Anthropic. La verifica biometrica tramite Persona, peraltro, era già attiva su
Claude in forma limitata da aprile, prima dell'aggiornamento formale della
policy.
Link alla notizia qui
Le aziende stanno perfezionando vari modi, che si stanno affiancando a quelli
usati per finire nei migliori risultati di Google
Sempre più persone preferiscono chiedere informazioni ai chatbot piuttosto che a
Google e ai tradizionali motori di ricerca. La tendenza non riguarda solo le
preferenze dei singoli utenti ma anche i cambiamenti imposti da aziende come
Google stessa, che sta trasformando il suo motore di ricerca fornendo risposte
generate automaticamente (le «AI Overview») e aggiungendo una finestra per
interagire con Gemini, il suo chatbot.
Queste novità stanno cambiando anche il modo in cui le aziende cercano di farsi
trovare online. Da quando esistono i motori di ricerca, il metodo principale è
la cosiddetta SEO (Search Engine Optimization), un insieme di tecniche per
arrivare il più in alto possibile nei risultati di Google. Con la diffusione dei
chatbot, l’obiettivo non è più solo quello, ma anche di condizionare le risposte
delle AI, agendo sui siti che usano più spesso come fonte. Queste nuove pratiche
sono dette Answer Engine Optimization (AEO) e permettono potenzialmente
un’influenza ancora maggiore: i risultati di Google, infatti, sono dieci per
pagina, mentre la risposta di un chatbot è una sola.
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Secondo documenti finanziari verificati dal Financial Times, la società ha
aumentato il fatturato a 13,07 miliardi di dollari, ma i costi sono saliti a 34
miliardi. Pesano ricerca, infrastrutture cloud e il passaggio a entità profit.
OpenAI avrebbe chiuso il 2025 con una perdita attribuibile alla società pari a
circa 38,5 miliardi di dollari. È quanto emerge da documenti finanziari
certificati esaminati dalla pubblicazione e verificati in modo indipendente dal
Financial Times. I numeri raccontano una crescita molto forte del fatturato, ma
anche un aumento ancora più rapido dei costi, confermando quanto sia oneroso
sostenere l’espansione dell’AI generativa su scala globale.
Secondo i documenti, i ricavi di OpenAI sarebbero passati dai 3,7 miliardi di
dollari del 2024 a 13,07 miliardi nel 2025. Una crescita significativa, legata
alla diffusione dei servizi basati su modelli di AI, all’adozione da parte delle
imprese e alla monetizzazione delle piattaforme commerciali dell’azienda.
Tuttavia, la traiettoria dei costi risulta molto più pesante: nell’ultimo anno
analizzato avrebbero raggiunto i 34 miliardi di dollari, generando una perdita
operativa di 20,92 miliardi.
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A Genova il weekend del 20 e 21 giugno due giorni di incontri e riflessioni
sulle questioni di lingue e di linguaggi. Come CIRCE interverremo nella giornata
di domenica sul tema del linguaggio e della tecnologia.
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Gli incontri saranno ospitati presso la Biblioteca Libertaria Francisco Ferrer
(Piazza Embriaci 5/13, Centro Storico) e alla Libera Collina di Castello (Centro
Storico)
Per conoscere il programma visitare l'agenda condivisa.