Piu' di 560 dipendenti di Google hanno firmato una lettera aperta per
l'amministratore delegato Sundar Pichai esortandolo a rifiutarsi di consentire
al governo americano di utilizzare la propria tecnologia di intelligenza
artificiale per operazioni militari classificate.
'Vogliamo che l'IA vada a beneficio dell'umanita', anziche' essere impiegata in
modi disumani o estremamente dannosi. Cio' include le armi autonome letali e la
sorveglianza di massa, ma si estende oltre', hanno scritto. 'L'unico modo per
garantire che Google non sia associata con questo, consiste nel rifiutare
qualsiasi carico di lavoro classificato', mette in evidenza la missiva.
Fonte Ansa
La protesta segue una controversia legale tra il Pentagono e Anthropic PBC
sull’uso dell’IA per applicazioni militari. Il Pentagono sta cercando di
escludere Anthropic e il suo strumento di IA Claude dalle catene di
approvvigionamento della difesa statunitense ed è alla ricerca di nuovi partner
tra i giganti tecnologici dell’IA, tra cui ovviamente Google.
I dipendenti di Google avevano già lanciato l’allarme sui rischi della guerra
basata sull’IA nel 2018 e avevano costretto l’azienda a limitare il suo lavoro
nel settore della difesa.
Dipendenti Google e OpenAI firmano documento per limitare l'AI militare qui
Tag - MAGA
La polizia trumpiana d’assalto anti immigrazione, l’Ice, ora si avvale di una
piattaforma sviluppata da Palantir che mappa casa per casa le zone urbane
incrociando dati sanitari, di viaggi e dei cellulari degli abitanti. Si chiama
Elite ed è l’ultimo esperimento di sorveglianza autoritaria di massa.
Nell’aprile 2025 diviene pubblica la notizia di un contratto con Palantir di 30
milioni di dollari, avente per fine la costruzione di Immigration OS, sistema
operativo atto a potenziare la sorveglianza e gestione dei casi in carico
all’Immigration and Customs Enforcement (ICE), forza di polizia afferente al
Department of Homeland Security (DHS). Da quel che si sa pubblicamente scopo
primario del sistema in sviluppo è snellire e accelerare l’identificazione, il
tracciamento e la deportazione di specifici gruppi di immigrati, con
un’attenzione particolare alle persone entrate legalmente ma non fuoriuscite
alla scadenza del visto. Tuttavia alcune soffiate dall’interno dell’ICE ottenute
da 404 Media (un sito di informazione indipendente statunitense) dimostrano che
in realtà già in quella data Palantir stava sviluppando strumenti di supporto
per le deportazioni di massa.
L’implementazione e l’uso di ELITE per le azioni di espulsione solleva una
quantità di problemi di natura etica, giuridica e sociale. Viene violato il
principio della finalità dei dati. Informazioni raccolte per garantire servizi
essenziali vengono riutilizzate per la persecuzione e l’espulsione delle
persone. Non a caso la pratica è osteggiata, anche con azioni legali,
dall’Electronic Frontier Foundation (EFF), che sottolinea come le comunità
vulnerabili vengono allontanate dall’accedere a servizi anche vitali per paura
di diventare prima o poi bersaglio di rappresaglie dello Stato.
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