Martedì 24 marzo a Roma presso Aula Studio Ex Biblioteca di Architettura di Roma
Tre, con la collaborazione del collettivo ARCHa Roma Tre, Donatella della Ratta,
Noura Tafeche, introdotte da Agnese Trocchi, condurranno il workshop La Scuola
dell'Immagine: Esercizi per leggere, disfare e rovesciare le immagini.
Cosa
Viviamo immersi in un flusso incessante di immagini. Circolano più velocemente
di quanto possiamo guardarle e comprenderle. La Scuola dell’Immagine nasce come
proposta di rallentamento e di restituzione della collettività all’atto del
vedere: uno spazio-tempo condiviso in cui riunirsi per guardare immagini insieme
e leggerle collettivamente. Qui le immagini non vengono spiegate dall’alto, ma
interrogate: da dove provengono, quali immaginari ereditano, dove circolano,
cosa cancellano o contraddicono.
Workshop con Donatella della Ratta e Noura Tafeche, introdotto da Agnese
Trocchi.
Quando e dove
Martedì 24 Marzo | ore 17.00-20.00 Aula Studio Ex Biblioteca - Ingresso Largo
G.B. Marzi 10
Tutte le informazioni le trovi sul sito di CIRCE
Source - Pillole di Graffio
Segnalazioni su diritti digitali, software libero, open data, didattica, tecno-controllo, privacy, big data, AI, Machine learning...
I modelli linguistici, e in particolare quello di OpenAI, cercano di tenerci
agganciati quanto più tempo possibile, per riuscire in questa impresa stanno
sfruttando le peggiori tecniche da clickbait.
Dal classico e ormai abbandonato “clamoroso, clicca qui!”, dietro il quale si
nascondeva di solito un gossip di nessun interesse, ai titoli che rischiano di
sconfinare nella truffa relativi alla “dieta che il tuo medico non vuole farti
scoprire”, fino ai più recenti “questo semplice trucco ti farà risparmiare
migliaia di euro” o “solo l’1% delle persone riesce a rispondere correttamente a
questa domanda”.
Quali sono le ragioni? Perché ChatGPT è disposto a dare il peggio di sé pur di
mantenerci agganciati allo schermo? “OpenAI e i suoi pari hanno moltissimo da
guadagnare da tutto ciò”, ha scritto Lila Shroff sull’Atlantic. “Le
conversazioni delle persone con i chatbot costituiscono infatti preziosi dati di
addestramento per i modelli futuri. Più tempo qualcuno trascorre a parlare con
un bot, più è probabile che riveli dati personali, che le aziende di
intelligenza artificiale possono a loro volta utilizzare per generare risposte
ancora più convincenti. Conversazioni più lunghe oggi potrebbero tradursi in una
maggiore fedeltà al prodotto in futuro”.
Tutto ciò vale a maggior ragione visto che ChatGPT ha da poco introdotto la
pubblicità nella sua versione gratuita (per ora solo negli Stati Uniti) e quindi
il valore dei nostri dati e delle informazioni che riveliamo alla macchina è
drasticamente aumentato. È forse proprio l’arrivo delle inserzioni che spiega
perché, improvvisamente, il modello linguistico di OpenAI abbia iniziato a
esprimersi come la peggiore pagina Facebook sensazionalista (e perché invece non
lo facciano Claude e Gemini, dove le pubblicità non sono per il momento
previste).
Niente di nuovo sotto il sole. Come tutte le altre grandi piattaforme della
nostra epoca digitale, anche ChatGPT punta a una cosa sola: sottrarci quanti più
dati possibili e sfruttarli a fini pubblicitari. Se mai avessimo avuto qualche
dubbio, tutto ciò conferma come siamo ancora pienamente immersi nel capitalismo
della sorveglianza.
Articolo completo qui
Da domenica 15 fino a mercoledì 18 marzo Peter Thiel, co-fondatore di PayPal,
uno dei primi sostenitori di Facebook e fondatore di Palantir, la società di
sorveglianza utilizzata dalle agenzie di difesa e intelligence degli Stati
Uniti, è a Roma, ufficialmente per tenere seminari sull’anticristo e altri temi
che tengono insieme religione e Intelligenza Artificiale. Gli incontri si
svolgono in un luogo segreto e sono rivolti a una platea selezionata.
La reinterpretazione dell’Apocalissi e dell’anticristo da parte di Thiel ci
dicono molto su come le élite della Silicon Valley stanno reinterpretando il
linguaggio apocalittico per i propri scopi. Quelle che possono sembrare bizzarre
teorie messianiche manifestano la visione della storia e del mondo (e della loro
potenziale fine) di una delle persone più influenti della Silicon Valley e degli
Stati Uniti che pone la tecnologia come motore centrale del cambiamento sociale
e ne lega i destini a doppio vincolo con quelli dell’intera umanità.
[...]
Per l’Europa, scriveva in questo approfondimento Anton Shekhovtsov, la sfida è
esistenziale: resistere a un modello che trasforma i cittadini in utenti di
infrastrutture private e le nazioni in entità frammentate. Difendere lo Stato di
diritto oggi significa sottrarre la governance del futuro al solo dominio della
tecnica e del grande capitale.
[...]
Le aziende legate a Thiel stanno già facendo accordi coi governi europei, scrive
Domani: hanno partnership col ministero della Difesa britannico, con quello
tedesco per le armi autonome; Palantir ha un accordo anche con quello degli
Interni francese. L’anno scorso ha ottenuto contratti con la NATO nel campo
dell’intelligenza artificiale.
Per quanto riguarda l’Italia, ricostruisce in un altro articolo sempre Domani, i
rapporti tra Palantir e le nostre istituzioni sono continuativi e strutturati da
oltre 10 anni. Tra contatti con il ministero della Difesa, collaborazioni nel
settore sanitario e manifatturiero, Palantir sembra muoversi all’interno di una
rete di relazioni che coinvolge istituzioni pubbliche, aziende e ambienti
accademici.
Leggi l'articolo
Buona parte di questa puntata è dedicata alla figura di Peter Thiel, personaggio
dell'estrema destra tecnoentusiasta, meno noto di Elon Musk, ma forse anche più
influente. In particolare va ricordato che - malgrado una retorica di "libertà"
dal controllo dei governi - Thiel vende, tramite Palantir, servizi di
sorveglianza della popolazione a molti governi, incluso probabilmente quello
italiano.
Conclusione di puntata con un aggiornamento che tiene insieme produzione di
chip, bolla dell'IA e lo scenario di guerra in Medio oriente, ovvero la scarsità
di Elio, un gas fondamentale per la produzione di chip.
Ascolta la puntata sul sito di Radio Ondarossa
Il miliardario dell’apocalisse, Palantir e la nuova strategia della tensione.
Dal 15 al 18 marzo 2026, Peter Thiel sarà a Roma.
Non per un convegno accademico, non per una conferenza pubblica, non per un
incontro con le istituzioni democratiche del nostro Paese. L’eminenza grigia del
trumpismo globale, il miliardario che ha fondato Palantir Technologies — la
società di sorveglianza di massa che serve CIA, FBI, eserciti e governi di mezzo
mondo — arriverà nella capitale italiana per parlare di “Anticristo” davanti a
una ristretta cerchia di “eletti”, in un incontro di cui si conosce l’esistenza
ma non il luogo preciso, non i partecipanti, non l’agenda.
[...]
cosa intende Thiel quando parla di Anticristo? Proviamo a spiegarlo in poche
parole. L'umanità è esposta una serie di rischi mortali: le armi biologiche e
nucleari, il degrado ambientale, l'intelligenza artificiale e i robot killer. Il
problema ovviamente per Thiel, visto il mestiere che fa, non è la tecnologia in
sé, ma come reagire di fronte ai pericoli. L'Anticristo non è una specie di
diavolo incarnato, ma un falso profeta. È una figura che si presenta con ricette
di salvezza e benevolenza. Ecco: secondo Thiel l'Anticristo è un futuro governo
mondiale pronto a strapparci ogni libertà per mettere sotto controllo i
cambiamenti climatici e i pericoli mortali derivanti dalla tecnologia,
prometterà di liberarci e darci sicurezza ma per farlo ci opprimerà. Annunciando
l'Apocalisse e diffondendo paura, l'Anticristo riuscirà a soggiogarci. Insomma
per Thiel l'Anticristo è "qualcuno come Greta Thunberg", come ha avuto modi di
dire almeno in un'occasione.
Leggi l'ombra di Thiel su Roma
Leggi su fanpage
Se sentite nominare occhiali “smart” e vi viene in mente ancora Google Glass, il
prodotto presentato appunto da Google nel 2012 in pompa magna ma scomparso tre
anni più tardi, aggiornate subito la vostra immagine mentale. Gli occhiali
computerizzati presentati da Meta insieme a marchi come Ray-Ban e Oakley a
settembre 2025 sono completamente diversi. Non c’è più quell’ingombrante,
antiestetico braccetto che sporgeva davanti a una delle lenti e faceva sembrare
chi lo indossava una sorta di impresentabile incrocio fra un orafo cyberpunk e
un Borg di Star Trek. Gli occhiali smart di oggi sembrano dei normali occhiali,
con una montatura e delle astine leggermente più corpose rispetto a quelle
tradizionali, ma niente di più.
In quelle astine e in quelle montature c’è di tutto: una batteria, un touchpad,
una serie di microfoni, due minialtoparlanti, due telecamere, i processori che
elaborano e smistano tutti i dati generati e ricevuti dagli altri componenti, e
un trasmettitore e ricevitore Bluetooth per comunicare con lo smartphone. Questi
occhiali “smart” pesano solo un ventina di grammi in più rispetto a quelli
tradizionali equivalenti.
[...]
Questi occhiali “smart” potenziati con l’intelligenza artificiale hanno
l’aspetto di occhiali normali e quindi passano inosservati. Questo vuol dire che
è facilissimo abusarne per effettuare riprese di nascosto, anche perché a
differenza del telefono, che va estratto e puntato, le telecamere integrate in
questi occhiali sono già nella posizione di ripresa perfetta, ossia accanto agli
occhi dell’utente. Chi vuole fare riprese non fa nessun gesto rivelatore, ma si
limita a dire a bassa voce agli occhiali di iniziare a registrare un video,
oppure tocca leggermente il touchpad presente sull’astina
[...]
Un’indagine svolta da due giornali svedesi [Svenska Dagbladet, Göteborgs-Posten]
in collaborazione con un giornalista kenyota [Naipanoi Lepapa] denuncia che le
immagini e le registrazioni audio acquisite dagli utenti degli occhiali “smart”
sono state viste dai dipendenti di Sama, una società con sede in Kenya che opera
in subappalto per conto di Meta e fa la cosiddetta annotazione dei video (una
sorta di catalogazione dei contenuti)
leggi l'articolo e/o ascolta l'audio del podcast di Paolo Attivissimo
lunedì 16 marzo 2026, ore 8.30 – 13.30, convegno nazionale di formazione in
presenza e a distanza per chi risiede fuori dalla provincia di Cagliari
Il CESP prosegue il programma di convegni sull’introduzione dell’intelligenza
artificiale a Scuola a seguito della pubblicazione delle Linee Guida
ministeriali.
Nel prossimo incontro a Cagliari parteciperà anche Richard Matthew Stallman, uno
dei maggiori esponenti del movimento del software libero e fondatore della Free
Software Foundation.
Tra gli altri partecipante anche Stefano Borroni Barale, CUB Scuola/C.I.R.C.E.,
autore del libro "Intelligenza inesistente".
Tutte le informazioni su programma e partecipazione sul sito del CESP
Stando a quanto riporta Al Jazeera ora Google, Microsoft, Palantir, IBM, Nvidia
e Oracle sono nella lista dei bersagli dei pasdaran. Le parole dell’agenzia
Tasnim: “Si amplia anche la portata degli obiettivi legittimi dell’Iran”. Il 3
marzo colpiti i data center: 9 milioni senza app di pagamento.
I giganti tecnologici americani entrano ufficialmente nel mirino dei missili e
dei droni iraniani, perché Teheran li considera parte integrante ed essenziale
della macchina bellica americana. L’antipasto era stato servito il 3 marzo,
quando velivoli senza pilota (manovrati a distanza) avevano attaccato 3 data
center di Amazon in Bahrein e negli Emirati Arabi. L’11 marzo Tasmin, l’agenzia
di stampa degli Ayatollah, ha incluso sedi, uffici e infrastrutture dei colossi
americani tra i legittimi obiettivi militari del regime. “Con l’espansione della
guerra regionale, la portata diventa gradualmente più ampia”, si legge nel
documento. La lista dei potenziali bersagli ora include Google, Amazon,
Microsoft, Nvidia, IBM, Oracle e Palantir. A rischio le sedi di lavoro, i data
center e i centri di ricerca, le infrastrutture, ovunque siano, in Israele e nei
Paesi del Golfo, comprese Dubai e Abu Dhabi negli Emirati Arabi.
Leggi su:
* Il Fatto Quotidiano
* Fanpage
* CNBC
Moltbook è un social network per soli agenti AI, in cui gli umani possono essere
semplici osservatori. Secondo gli esperti, il suo utilizzo potrebbe
rappresentare un rischio per la sicurezza a causa del fenomeno del prompt
injection.
Moltbook rappresenta un caso di studio senza precedenti nell'evoluzione delle
piattaforme digitali: si tratta di un social network progettato esclusivamente
per l'interazione tra agenti AI, dove agli esseri umani è consentito l'accesso
unicamente in veste di osservatori silenziosi. Lanciata sulla scia del software
open source Moltbot, questa piattaforma emula la struttura di aggregatori di
notizie come Reddit, permettendo ai bot (ovvero programmi automatizzati creati
dagli utenti) di pubblicare contenuti, commentare e votare i post altrui. Al 2
febbraio, i dati riportati dalla piattaforma indicavano la presenza di oltre 1,5
milioni di agenti iscritti. Vari esperti di sicurezza informatica e di
intelligenza artificiale, analizzando il fenomeno, tendono a classificare
Moltbook più come «una meravigliosa opera d'arte performativa», che come un vero
preludio alla dominazione delle macchine o una minaccia immediata alla
democrazia.
leggi l'articolo
Altro articolo su Wired, "Moltbook, il social popolato da bot è solo uno
specchio (distorto) dei nostri social"
Dopo la cattura di Maduro, l'attacco all'Iran è un'altra occasione in cui le
Intelligenze Artificiali vengono utilizzate in teatri di guerra. La querelle tra
Anthropic e Ministero della Difesa Statunitense ci fa capire che l'intenzione è
un uso sempre più esteso di queste tecnologie a fini bellici. Vediamo come è
andata e cosa c'è da aspettarsi per il futuro.
Come dicevamo già nella puntata precedente, droni iraniani hanno colpito dei
data center negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, mettendo in luce un nuovo
problema delle infrastrutture digitali. Facciamo qualche riflessione su come
questo potrebbe influenzare le geografie dei data center. A tal proposito,
guardiamo anche il caso statunitense, in cui le Big Tech sono alle prese con
problemi energetici.
La conferenza stampa delle procure di Roma e Napoli conferma (contraddicendo il
governo) che Francesco Cancellato di Fanpage è stato intercettato usando
Graphite, il malware venduto da Paragon. Si tratta dello stesso malware usato
per intercettare Luca Casarini e Beppe Caccia, ma il Copasir continua a negare
che i servizi abbiano dato l'ordine di spiare Cancellato.
Concludiamo con una notiziola: la piena automazione del rimborso dei dazi - ora
illegali - di Trump prevede un tempo di elaborazione di circa 500 anni. La
Custom Border Protection promette un aggiornamento del software.
Ascolta l'audio sul sito di Radio Onda Rossa