Source - Pillole di Graffio

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Occhiali “smart” di Meta: operatori vedono immagini intime degli utenti
Se sentite nominare occhiali “smart” e vi viene in mente ancora Google Glass, il prodotto presentato appunto da Google nel 2012 in pompa magna ma scomparso tre anni più tardi, aggiornate subito la vostra immagine mentale. Gli occhiali computerizzati presentati da Meta insieme a marchi come Ray-Ban e Oakley a settembre 2025 sono completamente diversi. Non c’è più quell’ingombrante, antiestetico braccetto che sporgeva davanti a una delle lenti e faceva sembrare chi lo indossava una sorta di impresentabile incrocio fra un orafo cyberpunk e un Borg di Star Trek. Gli occhiali smart di oggi sembrano dei normali occhiali, con una montatura e delle astine leggermente più corpose rispetto a quelle tradizionali, ma niente di più. In quelle astine e in quelle montature c’è di tutto: una batteria, un touchpad, una serie di microfoni, due minialtoparlanti, due telecamere, i processori che elaborano e smistano tutti i dati generati e ricevuti dagli altri componenti, e un trasmettitore e ricevitore Bluetooth per comunicare con lo smartphone. Questi occhiali “smart” pesano solo un ventina di grammi in più rispetto a quelli tradizionali equivalenti. [...] Questi occhiali “smart” potenziati con l’intelligenza artificiale hanno l’aspetto di occhiali normali e quindi passano inosservati. Questo vuol dire che è facilissimo abusarne per effettuare riprese di nascosto, anche perché a differenza del telefono, che va estratto e puntato, le telecamere integrate in questi occhiali sono già nella posizione di ripresa perfetta, ossia accanto agli occhi dell’utente. Chi vuole fare riprese non fa nessun gesto rivelatore, ma si limita a dire a bassa voce agli occhiali di iniziare a registrare un video, oppure tocca leggermente il touchpad presente sull’astina [...] Un’indagine svolta da due giornali svedesi [Svenska Dagbladet, Göteborgs-Posten] in collaborazione con un giornalista kenyota [Naipanoi Lepapa] denuncia che le immagini e le registrazioni audio acquisite dagli utenti degli occhiali “smart” sono state viste dai dipendenti di Sama, una società con sede in Kenya che opera in subappalto per conto di Meta e fa la cosiddetta annotazione dei video (una sorta di catalogazione dei contenuti) leggi l'articolo e/o ascolta l'audio del podcast di Paolo Attivissimo
March 12, 2026 / Pillole di Graffio
Intelligente? Artificiale? Un approccio critico alle linee guida del MIM
lunedì 16 marzo 2026, ore 8.30 – 13.30, convegno nazionale di formazione in presenza e a distanza per chi risiede fuori dalla provincia di Cagliari Il CESP prosegue il programma di convegni sull’introduzione dell’intelligenza artificiale a Scuola a seguito della pubblicazione delle Linee Guida ministeriali. Nel prossimo incontro a Cagliari parteciperà anche Richard Matthew Stallman, uno dei maggiori esponenti del movimento del software libero e fondatore della Free Software Foundation. Tra gli altri partecipante anche Stefano Borroni Barale, CUB Scuola/C.I.R.C.E., autore del libro "Intelligenza inesistente". Tutte le informazioni su programma e partecipazione sul sito del CESP
March 12, 2026 / Pillole di Graffio
L’Iran prende di mira il Big Tech Usa: da Google ad Amazon quali sono gli obiettivi militari e i rischi per i servizi civili
Stando a quanto riporta Al Jazeera ora Google, Microsoft, Palantir, IBM, Nvidia e Oracle sono nella lista dei bersagli dei pasdaran. Le parole dell’agenzia Tasnim: “Si amplia anche la portata degli obiettivi legittimi dell’Iran”. Il 3 marzo colpiti i data center: 9 milioni senza app di pagamento. I giganti tecnologici americani entrano ufficialmente nel mirino dei missili e dei droni iraniani, perché Teheran li considera parte integrante ed essenziale della macchina bellica americana. L’antipasto era stato servito il 3 marzo, quando velivoli senza pilota (manovrati a distanza) avevano attaccato 3 data center di Amazon in Bahrein e negli Emirati Arabi. L’11 marzo Tasmin, l’agenzia di stampa degli Ayatollah, ha incluso sedi, uffici e infrastrutture dei colossi americani tra i legittimi obiettivi militari del regime. “Con l’espansione della guerra regionale, la portata diventa gradualmente più ampia”, si legge nel documento. La lista dei potenziali bersagli ora include Google, Amazon, Microsoft, Nvidia, IBM, Oracle e Palantir. A rischio le sedi di lavoro, i data center e i centri di ricerca, le infrastrutture, ovunque siano, in Israele e nei Paesi del Golfo, comprese Dubai e Abu Dhabi negli Emirati Arabi. Leggi su: * Il Fatto Quotidiano * Fanpage * CNBC
March 12, 2026 / Pillole di Graffio
Cos’è Moltbook, il social dove le intelligenze artificiali parlano tra loro
Moltbook è un social network per soli agenti AI, in cui gli umani possono essere semplici osservatori. Secondo gli esperti, il suo utilizzo potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza a causa del fenomeno del prompt injection. Moltbook rappresenta un caso di studio senza precedenti nell'evoluzione delle piattaforme digitali: si tratta di un social network progettato esclusivamente per l'interazione tra agenti AI, dove agli esseri umani è consentito l'accesso unicamente in veste di osservatori silenziosi. Lanciata sulla scia del software open source Moltbot, questa piattaforma emula la struttura di aggregatori di notizie come Reddit, permettendo ai bot (ovvero programmi automatizzati creati dagli utenti) di pubblicare contenuti, commentare e votare i post altrui. Al 2 febbraio, i dati riportati dalla piattaforma indicavano la presenza di oltre 1,5 milioni di agenti iscritti. Vari esperti di sicurezza informatica e di intelligenza artificiale, analizzando il fenomeno, tendono a classificare Moltbook più come «una meravigliosa opera d'arte performativa», che come un vero preludio alla dominazione delle macchine o una minaccia immediata alla democrazia. leggi l'articolo Altro articolo su Wired, "Moltbook, il social popolato da bot è solo uno specchio (distorto) dei nostri social"
March 11, 2026 / Pillole di Graffio
Le Dita Nella Presa - L'IA va alla guerra
Dopo la cattura di Maduro, l'attacco all'Iran è un'altra occasione in cui le Intelligenze Artificiali vengono utilizzate in teatri di guerra. La querelle tra Anthropic e Ministero della Difesa Statunitense ci fa capire che l'intenzione è un uso sempre più esteso di queste tecnologie a fini bellici. Vediamo come è andata e cosa c'è da aspettarsi per il futuro. Come dicevamo già nella puntata precedente, droni iraniani hanno colpito dei data center negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, mettendo in luce un nuovo problema delle infrastrutture digitali. Facciamo qualche riflessione su come questo potrebbe influenzare le geografie dei data center. A tal proposito, guardiamo anche il caso statunitense, in cui le Big Tech sono alle prese con problemi energetici. La conferenza stampa delle procure di Roma e Napoli conferma (contraddicendo il governo) che Francesco Cancellato di Fanpage è stato intercettato usando Graphite, il malware venduto da Paragon. Si tratta dello stesso malware usato per intercettare Luca Casarini e Beppe Caccia, ma il Copasir continua a negare che i servizi abbiano dato l'ordine di spiare Cancellato. Concludiamo con una notiziola: la piena automazione del rimborso dei dazi - ora illegali - di Trump prevede un tempo di elaborazione di circa 500 anni. La Custom Border Protection promette un aggiornamento del software. Ascolta l'audio sul sito di Radio Onda Rossa
March 9, 2026 / Pillole di Graffio
Quando la Bolla Scoppia
Cassetta degli attrezzi per capire finanza, bolle speculative e “intelligenza” artificiale. Se ne parla con Marco Bersani, da Zazie nel Metrò, a Roma, giovedì 12 marzo alle 19. Marco Bersani, attivista e coordinatore nazionale di ATTAC Italia, impegnato nella critica al neoliberismo e alla finanziarizzazione dell’economia e nella difesa dei beni comuni. [...] Oggi l’intelligenza artificiale è diventata l’ennesimo terreno della corsa speculativa dove poche grandi piattaforme tecnologiche concentrano capitali, infrastrutture e dati su scala planetaria. Aziende come Nvidia, Microsoft, Google o OpenAI vengono presentate come protagoniste di una rivoluzione inevitabile, capace di ridefinire ogni settore della vita economica. Ma dietro questa narrazione si muove una dinamica profondamente politica: la costruzione di una nuova frontiera di accumulazione per il capitale. L’intelligenza artificiale diventa così un gigantesco dispositivo di attrazione di investimenti, capace di gonfiare valutazioni di mercato, concentrare potere nelle mani di poche multinazionali e aprire nuovi spazi di estrazione di ricchezza. Il rischio non è solo una bolla finanziaria. La direzione intrapresa è che una tecnologia presentata come neutrale e inevitabile venga usata per rafforzare ulteriormente un modello economico già profondamente diseguale: più concentrazione di ricchezza, più potere alle piattaforme globali, più precarizzazione del lavoro, più controllo. In altre parole, l’IA è diventata non tanto una promessa di emancipazione collettiva, ma l’ennesimo capitolo della finanziarizzazione dell’economia: una nuova grande promessa di futuro costruita per alimentare la crescita del capitale. Anche le politiche di riarmo (e le conseguenti guerre) rispondono ai medesimi interessi finanziari. Leggi tutto
March 9, 2026 / Pillole di Graffio
Stakka Stakka, Ma quali pappagalli stocastici!
La puntata affronta due argomenti principali: come gli LLM rappresentano una nuova minaccia per la privacy online e l'articolo di Matthew Honnibal che sostiene che i migioramenti dei grandi modelli linguistici non derivini solo da modelli sempre più grandi e costosi. Il paper “Automated Profile Inference with Language Model Agents” (arXiv:2505.12402) studia una nuova minaccia per la privacy online resa possibile dai modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM). Questa minaccia, chiamata inferenza automatizzata del profilo, consiste nell’uso di agenti AI per raccogliere e analizzare automaticamente le attività pubbliche degli utenti su piattaforme pseudonime (come forum o social media) al fine di estrarre informazioni personali sensibili, con il rischio di re-identificare le persone. Why I don’t think AI is a bubble https://honnibal.dev/blog/ai-bubble L’autore, sostiene che, al di là delle valutazioni finanziarie, i progressi tecnici dell’IA non mostrano segni di imminente plateau. Contesta l’argomento comune secondo cui i miglioramenti derivino solo dallo “scaling” (modelli sempre più grandi e costosi) e siano quindi destinati a esaurirsi. Honnibal spiega che questa visione, forse valida per i primi modelli come GPT-1 e GPT-2 (definibili “fancy autocomplete”), è oggi superata. Il vero salto di qualità è arrivato dall’integrazione con il reinforcement learning, che ha permesso di creare i cosiddetti “reasoning models”. Ascolta la puntata su Radio Backout
March 8, 2026 / Pillole di Graffio
Assalto al trono di Nvidia
Un numero crescente di concorrenti sempre più agguerriti puntano a ridurre la loro dipendenza dalle GPU di Nvidia. A prima vista, le cose per Nvidia non potrebbero andare meglio. Il colosso statunitense delle GPU detiene oggi il 92% di questo specifico settore e una quota pari al 70-75% del più complessivo mercato dei chip impiegati nell’ambito AI. Nel 2025, la società fondata da Jensen Huang ha messo a segno ricavi per circa 200 miliardi di dollari (oltre il doppio di quanto fatturato nell’anno precedente), ha ottenuto guadagni per 32 miliardi nel corso di un unico trimestre e può vantare al momento la maggiore capitalizzazione di mercato al mondo (4.600 miliardi di dollari, contro i 3.900 della seconda classificata Apple). Un dominio quasi inevitabile, per l’azienda che con le sue GPU – processori nati per l’elaborazione grafica dei videogiochi, ma che si sono dimostrati estremamente efficienti per l’addestramento e l’utilizzo dei sistemi d’intelligenza artificiale – ha reso possibile la rivoluzione del deep learning ed è oggi praticamente l’unica azienda in grado di guadagnare dal complicato, dal punto di vista economico, settore dell’AI generativa. Il ruolo di Nvidia è talmente centrale che, lo scorso novembre, gli occhi di tutti gli operatori finanziari erano puntati proprio sui suoi risultati trimestrali, perché si temeva che una crescita anche solo leggermente inferiore alle attese avrebbe fatto scoppiare la bolla dell’intelligenza artificiale (pericolo per il momento scongiurato o almeno rinviato). Basterà tutto ciò a mettere al riparo Nvidia da un numero crescente di concorrenti sempre più agguerriti, che puntano a ridurre la loro dipendenza dalle GPU di Jensen Huang, a produrre chip specializzati dalle prestazioni ancora più elevate (in termini computazionali o di efficienza energetica) e a consentire alla seconda superpotenza tecnologica – la Cina – di liberare tutte le proprie potenzialità? Leggi l'articolo
March 6, 2026 / Pillole di Graffio
Webinar ”Open Education e Software Libero: convergenze e contaminazioni”
Organizzato nell’ambito dell’Open Education Week 2026. Nella prima parte del webinar Jonathan Poritz, accademico alternativo da sempre attivo nel mondo Open, esplorerà i punti di contatto tra i movimenti Open Education e Software Libero e cercherà di trarre qualche lezione utile per promuovere approcci Open nei sistemi educativi, in Italia e oltre. Nella seconda parte, Italo Vignoli rifletterà su come l’utilizzo di software open come Libre Office possa rappresentare non solo una soluzione pratica a molti dei problemi tecnici e legali ai quali troppo spesso non si pensa, ma anche una presa di posizione che può contribuire a cambiare la mentalità di chi opera nella scuola e nell’università italiana. Link per il collegamento qui Maggiori informazioni qui
March 3, 2026 / Pillole di Graffio
Cosa sappiamo dell’attacco al data center di Amazon negli Emirati Arabi
Gli stabilimenti AWS sono stati colpiti dai droni iraniaio, che hanno causato l'interruzione dei servizi di rete nella regione Amazon Web Services, la piattaforma di cloud computing più diffusa al mondo, ha subito una brusca interruzione dei suoi servizi in Medio Oriente, dopo che i droni hanno colpito data center e strutture operative negli Emirati Arabi Uniti (EAU) e in Bahrain. A notificare quanto accaduto è stata la stessa compagnia, che la scorsa domenica ha comunicato ufficialmente che alcune delle sue strutture erano state colpite da “oggetti” non identificati, causandovi un incendio. Per spegnere il fuoco, Amazon si è vista costretta a tagliare l’alimentazione ai suoi impianti, causando di fatto un’interruzione dei servizi per un tempo prolungato. leggi l'articolo
March 3, 2026 / Pillole di Graffio