La piattaforma di crowdmapping denuncia un aumento senza precedenti di
richieste, che mette sotto pressione i server.
La folle corsa dell'AI sta portando aziende e sviluppatori del settore a fare di
tutto per riuscire a conquistare il mercato con un prodotto che sia davvero
degno di nota. E in questo gioco di potere non ci sono regole, nè limiti che
possano essere rispettati. Lo dimostra il caso di OpenStreetMap, una delle più
note piattaforme di crowdmapping al mondo, che di recente ha segnalato la
diffusione crescente di bot che cercano di effettuare lo scraping (selvaggio) di
dati dal sito.
“Il nostro ingegnere senior per la sicurezza, Grant Slater, sta assistendo a
livelli senza precedenti di bot che tentano di sottrarre dati dall'hashtag #OSM
- si legge in un post pubblicato dall'account LinkedIn della piattaforma, con
cui questa ha attirato l'attenzione dei giornalisti sul tema - A titolo di
confronto, negli ultimi anni ha visto 1 o pochi IP effettuare più di 10.000
richieste, ma questa settimana stiamo assistendo a più di 100.000 IP coordinati
per effettuare lo scraping, con ogni IP che effettua poche richieste. In
precedenza avrebbe bloccato temporaneamente 1 o 2 IP e sarebbe andato avanti.
Ora questo non è più possibile”.
“Tecnicamente abbiamo quasi tutto sotto controllo, ma non credo che questo
problema scomparirà senza una discussione più ampia. Una quantità enorme di
risorse (umane e materiali) viene spesa in progetti come il nostro per mantenere
online i nostri servizi, e non siamo soli: anche Wikipedia, Arch Linux, KDE,
Gnome e molti altri stanno difendendosi dallo tsunami”, scrive Grant Slater,
ingegnere senior di OSM, chiamando le piattaforme all’azione.
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