Dietro i consumi dell'IA c'è una corsa da 2.500 miliardi di dollari. Un rapporto
Onu ne calcola per la prima volta il prezzo ambientale
Se i data center del mondo fossero considerati uno Stato, già oggi
consumerebbero la stessa energia della Francia. Entro il 2030, inquinerebbero
quanto il Regno Unito. Due dati che esprimono le dimensioni degli impatti
ambientali dell’intelligenza Artificiale sul pianeta.
Il quadro generale lo descrive il rapporto pubblicato il 3 giugno 2026
dall’Unu-Inweh (United Nations University Institute for Water, Environment and
Health), il braccio accademico dell’Onu che lavora da trent’anni su sfide
globali all’incrocio tra acqua, ambiente e salute. Il documento si intitola
Environmental cost of AI’s energy use: carbon, water and land footprints ed è,
ad oggi, la valutazione più completa degli impatti ecologici dell’intelligenza
artificiale mai condotta a livello internazionale.
Per capire perché i consumi crescano a questo ritmo occorre partire
dall’economia. Il rapporto stima che la spesa globale per l’IA nel 2026 supererà
i 2.500 miliardi di dollari, per arrivare a 5mila miliardi entro il 2033. Questa
crescita si traduce direttamente in consumo di risorse energetiche. I data
center hanno consumato circa 448 Terawattora (TWh) di elettricità nel 2025.
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