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Intelligente? Artificiale? due appuntamenti per un approccio critico alle linee Guida del MIM
"Intelligente? Artificiale? Un approccio critico alle Linee Guida del MIM" è il titolo dei corsi di formazione che si terranno martedì 5 maggio a Catania e lunedì 18 maggio 2026 a Napoli. Proseguono i corsi di formazione con approccio critico all'introduzione dell'Intelligenza Artificiale nelle scuole secondo le linne guida del MIM. I prossimi appuntamenti saranno al sud: Catania e Napoli. In entrambi gli appuntamenti avrà luogo un laboratorio di "Pedagogia hacker. Strumenti e rimedi contro l'alienazione digitale a scuola" a cura di Stefano Borroni Barale. Scopo di questo gruppo di lavoro sarà dotarsi di alcuni semplici strumenti per contrastare l'alienazione di docenti e studenti rispetto al monopolio Big Tech del digitale a scuola. Con questi saremo in grado di costruire insieme un gruppo di lavoro, studio e auto-aiuto per proseguire azione e formazione sul territorio, in collegamento con la campagna "IA Basta!", dopo la giornata di formazione A Napoli il corso sarà impreziosito dalla presenza di Richard Stallman - Fondatore Free Software Foundation e leader del progetto GNU Perché le scuole dovrebbero usare esclusivamente software libero ed evitare la “pretend intelligence” I corsi sono gratuiti. I docenti, dirigenti e personale ATA potranno beneficiare dell'esonero dal servizio. Tutte le informazioni sul sito di CIRCE
April 27, 2026 / Pillole di Graffio
Le "sbarbine" digitali nella Cina urbana
La newsletter di Pieranni di questa settimana da voce a Sabrina Ardizzoni che fornisce uno spaccato della vita urbana e digitale della Cina del 2026, illustrando il fenomeno delle “giovani sbarbine” (traduzione alla Freak Antoni di Sabrina Ardizzoni). Nella newsletter c’è anche: * la nuova release di DeepSeek, * le nuove linee guida sulla neutralità carbonica * una segnalazione di una mostra a Shanghai [...] Dopo le “donne avanzo” (shengnü), le “donne virtuose” (xian qi liangmu) e la figura della “mamma tigre”, fino al recente fenomeno dei giovani “sdraiati” (tang ping), il panorama mediatico cinese continua a produrre categorie utili all’interpretazione di tensioni sociali profonde. In questo quadro si inserisce un nuovo termine, ancora poco stabilizzato ma già fortemente evocativo: quello delle jingshen xiaomei. La traduzione del termine è decisamente sfidante: unisce jingshen (spirito, vitalità, ma anche dimensione emotiva e affettiva) e xiaomei (“sorellina”, in senso affettivo o relazionale). In italiano si potrebbe rendere con “ragazze sveglie”, ma qui proporrei un’espressione gergale bolognese come “sbarbine” – ereditata dal repertorio lessico-grafico di Freak Antoni, fondatore e anima degli Skiantos, che negli anni Ottanta del secolo scorso cantavano “Mi piaccion le sbarbine”. Leggi la newsletter
April 27, 2026 / Pillole di Graffio
Oltre gli schermi: scrittura, IA e resistenze tecnologiche
Nel digitale tutto è scrittura – i siti web, i social media, le immagini e i video, ogni azione, come mettere un like o comprare qualcosa – tutto è fatto di scrittura, nelle sue fondamenta di codice informatico, ma la maggior parte di questa scrittura rimane nascosta ai nostri occhi, esclusa by design dagli schermi che ci circondano e su cui passa una parte sempre più grande delle nostre vite. L’«imperativo funzionale» di cui parla Marcello Vitali-Rosati in Éloge du bug. Être libre à l’époque du numérique (Zone, 2024) è incorporato nei dispositivi e nei servizi che ci circondano e ci dice, anzi, ci impone di non preoccuparci di come funzionano, di come sono stati costruiti e di quale influenza hanno su di noi e sui nostri comportamenti, anzi: applicazioni, telefoni e piattaforme devono essere il più semplici e intuitivi possibile, funzionare senza intoppi, in modo da renderci produttivi ogni istante che passiamo a usarli e a esserne usati. Ogni volta che agiamo all’interno di un social media commerciale, che facciamo una ricerca su Google, che usiamo un chatbot basato su un modello linguistico noi stiamo di fatto lavorando anche se ci stiamo svagando, siamo produttivi e contribuiamo alla creazione di valore per il pugno di aziende che ha costruito un oligopolio a cui è quasi impossibile sottrarsi. Argomenti dell'articolo 1. Il nodo del linguaggio: IA, scrittura, creatività 2. Travolti dal digitale? 3. IA, agenda neoliberale e speculazione finanziaria 4. Un excursus su IA e guerra 5. Per una critica radicale dell’IA e dei suoi presupposti ideologici 6. Costruiamo un futuro tecnologico diverso Leggi l'articolo di Roberto Laghi
April 24, 2026 / Pillole di Graffio
Rubik contro Terminator
Perché l'incontro tra Robotica e LLM ha attivato un'esplosione cambriana nascosta di nuove armi autonome? E cosa c'entra in tutto questo il cubo di Rubik? L'anno scorso Cassandra aveva letto un articolo su Wired che dava conto di un nuovo record del mondo (del Guinness dei Primati). Si dava conto che alla Purdue University a giugno del 2025 un robot specializzato aveva battuto il record di velocità per la soluzione di un cubo di Rubik, stracciando il precedente record "robotico", detenuto dal 2024 da Mitsubishi Electric, che era di 305 millisecondi, tre decimi di secondo. Il nuovo record è di 103 millisecondi, un decimo di secondo. Ora per comprendere l'impatto delle cose nuove con la realtà, bisogna non pensare solo ai numeri o ai record, ma alle loro relazioni con le cose più comuni e normali. Un decimo di secondo significa che è impossibile riprendere l'evento con una normale cinepresa, perché si vedrebbero solo il fotogramma iniziale e quello finale, certamente molto, molto mossi. Anche se si tratta di un gioco, parliamo di capacità così sovrumane da dare da pensare. Meccanismi automatici che agiscono sul mondo fisico, facendo le stesse cose che potremmo fare noi, solo in modo, appunto, sovrumano. Parentesi: meno male che li controlliamo noi... forse. [...] Ben prima dell'avvento degli LLM Cassandra aveva profetizzato che le LAWS erano già tra noi, se non altro nei laboratori di ricerca militare, perché per ottenere un'arma autonoma bastava semplicemente cambiare il firmware a un benevolo automa lavoratore o a un sistema d'arma di tipo passivo. Ma oggi possiamo facilmente fare di più e meglio. Basta aumentare, se necessario, le capacità informatiche di un sistema d'arma, e dotarlo di un nuovo software che utilizzi gli LLM per mimare le capacità umane di linguaggio, sia in input che in output; mimare cioè quelle interazioni umane, realizzate in linguaggio naturale, che normalmente fanno parte del loop di autorizzazione di qualsiasi sistema d'arma. Ecco che l'uomo può essere facilmente rimosso dal loop di comando, e il sistema d'arma diventa completamente autonomo. A questo punto Cassandra prevede due obiezioni; e le tratterà subito. Leggi l'articolo
April 23, 2026 / Pillole di Graffio
Che cosa fa l’intelligenza artificiale in guerra
“La guerra è il dominio dell’incertezza: tre quarti delle cose su cui si basa l’azione bellica giacciono nella nebbia di un’incertezza più o meno grande”. A due secoli di distanza dal trattato di strategia militare Della guerra di Von Clausewitz, potremmo dire che, oggi, uno dei principali obiettivi dell’impiego dei sistemi d’intelligenza artificiale in ambito bellico è proprio quello di dissipare quanto più possibile la celeberrima “nebbia della guerra” teorizzata nell’Ottocento dal generale prussiano. Navigare e pattugliare territori estesi attraverso droni a guida autonoma, riconoscere e classificare rapidamente gli obiettivi che compaiono in video e immagini, ottenere un’analisi predittiva delle minacce, stimare i potenziali danni collaterali, rilevare anomalie. Tutti gli impieghi militari dell’intelligenza artificiale hanno principalmente due scopi: ridurre l’incertezza – raccogliendo, filtrando e interpretando enormi quantità di dati provenienti da sensori, satelliti, droni e sistemi di intelligence – e aumentare la velocità decisionale, valutando le opzioni operative in tempi ridotti, stimando rischi e conseguenze, coordinando le unità e reagendo quasi in tempo reale agli sviluppi del conflitto. Il paradosso è che questi algoritmi predittivi – che aggregano migliaia di dati di intelligence raccolti da centinaia di fonti diverse – in molti casi rischiano di infittire, invece che diradare, la nebbia della guerra, perché producono una tale quantità di informazioni da rendere la loro interpretazione e gestione particolarmente complessa. Ed è qui che entrano in gioco i modelli linguistici di OpenAI, Anthropic, xAI e, in Europa, Mistral, il cui compito è aiutare a dissipare la coltre di nebbia provocata dall’enorme mole di dati prodotti dai sistemi predittivi. Leggi l'articolo
April 22, 2026 / Pillole di Graffio
Tabula Rasa, puntata dedicata a 3 saggi sull'IA e le Big Tech
il tema della puntata di giovedì 2 aprile è l'impatto dell'intelligenza artificiale e il potere delle big tech. Ospiti della puntata: * Irene Doda autrice de "Onnipotenti" Nel suo libro, Irene Doda ricostruisce la traiettoria ideologica e politica che ha trasformato il cuore dell’innovazione tecnologica occidentale nel laboratorio politico della nuova destra globale. E mostra come la retorica della libertà individuale e dell’emancipazione digitale abbia mascherato vecchie e nuove forme di dominio: disuguaglianze crescenti, colonizzazione dell’immaginario collettivo, erosione dei principi democratici. * Dario Guarascio autore di "Imperialismo digitale" Le Big Tech supportano strategie belliciste e partecipano direttamente alle attività militari e di intelligence. Lo Stato non può fare a meno delle loro capacità finanziarie, infrastrutturali e tecnologiche. Quanto sta avvenendo negli USA trova conferma in Cina, dove troviamo la stessa relazione tra le Big Tech locali e il Partito comunista. * Luca Ciarrocca "L'anima nera della Silicon Valley, la vera storia di Peter Thiel" Thiel cofonda PayPal ed è tra i primi a scommettere sul dominio tentacolare di Facebook e Airbnb. Con Palantir trasforma i dati nell’infrastruttura strategica del nostro tempo: dall’analisi dei sistemi sanitari alla sicurezza e sorveglianza basate sulla predizione dei crimini (stile Minority Report), fino ai teatri di guerra come Gaza Your browser does not support the audio tag. Ascolta le altre puntate di Tabula Rasa
April 8, 2026 / Pillole di Graffio
Se l’AI è una bolla, è la guerra che potrebbe farla scoppiare
L’intelligenza artificiale è uno dei pochi ambiti della tecnologia in cui la retorica commerciale è incentrata sulle prestazioni, e poco o niente sui costi e sui consumi. Forse perché sono il suo punto più debole: tutto il settore si basa su una filiera produttiva lunghissima, sul presupposto di una disponibilità di risorse eccezionalmente ampia, e su investimenti enormi e difficili da ripagare. Per questo se ne parla da tempo come di una possibile bolla finanziaria. Se davvero lo è, secondo alcuni analisti, allora quella bolla potrebbe presto scoppiare a causa della crisi energetica mondiale dovuta alla guerra in Medio Oriente, con conseguenze per tutta l’economia globale. È un’ipotesi discussa da settimane da diversi esperti, basata su analisi e previsioni di dati economici, ma anche su considerazioni piuttosto intuitive. La guerra sta stravolgendo politiche e priorità di molti paesi in materia di ricerca e approvvigionamento dell’energia, e non avrebbe senso aspettarsi che non avrà un impatto profondo su «una delle invenzioni più energivore di sempre» e su una filiera «in grado di attraversare oltre 70 confini prima di raggiungere il consumatore finale», come l’ha descritta l’economista britannico Tej Parikh in un recente articolo sul Financial Times. Leggi l'articolo
April 1, 2026 / Pillole di Graffio
Come "Pensa" la Macchina
Un LLM smontato pezzo per pezzo. Tokenizzazione, embeddings, attention, hallucinations. Ollama in locale, zero fuffa. la maggior parte degli articoli che descrivono il funzionamento degli LLM (large Language Model) sono poco attendibili. "L'AI capisce il contesto." "I neuroni si attivano come nel cervello." "Il modello ragiona." Metafore colorate, infografiche carine con le frecce, zero formule, zero codice, zero esperimenti. Gente che spiega cose che non capisce, usando parole che non significano quello che pensano. Una catena di pappagalli che scrivono articoli sui pappagalli. Allora lo ha scritto Andrea Amani aka The Pirate un articolo che spiega gli LLM. Ha smontato la macchina pezzo per pezzo. "Ho Ollama sul Mac con una decina di modelli. Scelgo il più piccolo: llama3.1:8b, 8 miliardi di parametri, 4.9 gigabyte su disco. Il più facile da maneggiare senza sbatti, e tanto l'architettura è identica per tutti: che siano 8 miliardi o 405 miliardi, il meccanismo è lo stesso. Cambiano le dimensioni delle matrici, non come funziona la macchina. Lo apro dal terminale, guardo i byte, e seguo il percorso completo: dal testo che entra al testo che esce. Ogni passaggio, ogni formula, ogni decisione matematica. Niente metafore del cervello. Niente fuffa. Se vuoi capire come funziona una cosa, la smonti. Non leggi chi ne scrive. " leggi l'articolo sul sito di The Pirate
March 25, 2026 / Pillole di Graffio
1RxI - Un Robot Per Insegnante
Prima assoluta della commedia teatrale '1RxI : Un Robot Per Insegnante' di Stefano Penge Lo spettacolo mette in scena in maniera comica l’arrivo dell’IA in un piccolo istituto comprensivo, con le difficoltà, i dubbi, le dinamiche interne tra docenti e con il dirigente. È ricco di informazioni su cosa sono gli LLM, come funzionano e perché a volte non funzionano, trattate con leggerezza e ad un livello adatto anche a principianti. Lo scopo non è magnificare le sorti dell’IAG e redarguire chi ancora ne ha paura, ma al contrario, permettere al pubblico di identificarsi con le paure e le attese dei personaggi: a cosa mi può servire l'IA? E ai ragazzi? Non mi toglierà il lavoro? Forse il messaggio più importante è che nessuno può obbligare un docente a far usare l’IA generativa ai suoi studenti; ma visto che lo usano comunque, è sicuramente utile cercare di capire meglio cos’è, da dove viene, dove va. In scena cinque personaggi: un insegnante, un robot, un dirigente, una collega, il padre dell’insegnante. Tra i materiali di scena ci sono canzoni, immagini, video e un altro copione, tutti (tranne le musiche) realizzati con servizi basati su LLM. Lo spettacolo è evidentemente rivolto ad una platea di insegnanti, più che di studenti. Ma chissà, può essere utile anche ad altri. * Compagnia teatrale: Primo Atto * Produzione: WinScuola * Quando: 11 Aprile 2026 alle 18 * Dove: Sala multimediale Goethe Institut di Roma in via Savoia 15 Lo spettacolo è gratuito, ma bisogna prenotare i posti. Di seguito l'intervista audio a Stefano Penge durante la puntata di Le Dita Nella Presa, trasmissione di Radio Ondarossa che tratta di tecnologia, del 22 marzo 2026. Your browser does not support the audio tag.
March 23, 2026 / Pillole di Graffio
Le Dita Nella PresaBbene
Una puntata di solo notizie positive: raccordo.info, un aggregatore di movimento; appuntamenti di hacking a Milano; spettacolo teatrale per parlare dell'IA a scuola; sindacalizzazione dellə lavoratorə che annotano i dati per l'IA; il progressivo abbandono del software proprietario statunitense da parte di varie amministrazioni europee. Apriamo con la presentazione di raccordo.info, un "aggregatore di movimento", ovvero un sito in cui trovare tutti (o quasi) i contenuti prodotti da realtà di movimento. Un modo per informarsi fuori dai social media commerciali, senza tracciamento né profilazione né app da installare. Proseguiamo con la presentazione di HackInSocs 2026, appuntamento di hacking: 27-28-29 settembre al Settore Occupato Città Studi, Via Celoria 22, Milano Con Stefano Penge, autore di 1RxI - Un robot per insegnante , parliamo di come è nato questo spettacolo teatrale che ha lo scopo di divulgare i punti critici dell'introduzione dell'IA a scuola. Ci spostiamo in Kenya, per proseguire il ragionamento iniziato alcuni mesi fa sulla quantità di lavoro invisibile che è implicita in quella che chiamiamo intelligenza artificiale. Lo facciamo leggendo alcune dichiarazioni della Data Labelers Association, realtà che organizza lavoratori e lavoratrici di questo settore. A partire dalla decisione del governo tedesco di rendere obbligatorio l'uso dello standard ODF - cioè quello promosso da LibreOffice - a scapito dell'OOXML - che invece è di Microsoft - parliamo della progressiva migrazione delle pubbliche amministrazioni europee verso software non-statunitensi e tendenzialmente con licenze open source in nome della sovranità digitale. Ascolta l'audio sul sito di Radio Ondarossa
March 23, 2026 / Pillole di Graffio