Cassandra Crossing/ Quanto manca allo scoppio della bolla? E cosa si sta facendo
per ritardarlo il più possibile, ovviamente a nostro danno?
E' opportuno, anzi necessario ricordare che viviamo in una bolla finanziaria e
che quando la bolla scoppierà ne pagheremo tutti le conseguenze,
indipendentemente dalle nostre condizioni finanziarie; come corollario,
pagheranno più i poveri e gli indifesi.
E in questa situazione giova ricordare un'altra ovvietà, e cioè che ci sono solo
due armi che chi ne ha l'interesse ha a disposizione, per mantenere intera la
bolla; nascondere i debiti e utilizzare la propaganda più sofisticata. Questo
ovviamente al fine di poter continuare a trovare nuovi capitali da bruciare e
aumentare il debito.
Cosa mai potrebbe andare storto? Vediamo un po' più nel dettaglio le due armi.
Leggi l'articolo su ZEUS News
Tag - Intelligenza Artificiale
"Se lasciamo da parte la versione secondo cui l'AI "si è ribellata", ecco cosa
riteniamo sia accaduto: OpenAI ha eseguito un modello all'avanguardia (con i
meccanismi di difesa informatica deliberatamente ridotti) contro un benchmark di
sicurezza offensivo, all'interno di una sandbox la cui configurazione di
sicurezza non era in grado di resistere alle capacità che venivano testate. Il
modello ha fatto ciò che fanno i sistemi di ottimizzazione: ha trattato il
limite della sandbox come un ulteriore ostacolo tra sé e l'obiettivo. Ha
individuato una vulnerabilità zero-day nell'infrastruttura stessa dell'ambiente
di test, ha scalato i livelli di accesso, si è spostato lateralmente, ha
raggiunto la rete Internet aperta e ha compromesso i sistemi di produzione di
una terza parte.
Così si è espresso Gerald Beuchelt di Acronis si è espresso in merito
all'attacco subito da Hugging Face portato da un'agente AI di OpenAI. la storia
la trovi qui
Leggi tutte le dicchiarazioni di Beuchelt su ZEUS News
Violati dati riservati della piattaforma Hugging Face da una Ia prodotta da
OpenAI
Un esperimento andato male. Anzi: malissimo. È così che OpenAI ha dovuto
giustificare quanto accaduto lo scorso 16 luglio. In quella data, Hugging Face
ha pubblicato un comunicato ufficiale in cui ha denunciato di aver subito un
attacco hacker portato presumibilmente da un agente basato su intelligenza
artificiale che avrebbe scardinato i sistemi di sicurezza della piattaforma
ottenendo l’accesso a credenziali e dati riservati.
Nella notte di martedì, OpenAI si è assunta la responsabilità dell’attacco. A
compierlo, un nuovo modello in fase sperimentale di cui l’azienda di Sam Altman
stava valutando le capacità in combinata con il suo nuovissimo Gpt 5.6 Sol. Il
fattaccio si è verificato mentre gli sviluppatori di OpenAI stavano sottoponendo
i nuovi modelli a un benchmark – un test di valutazione – sulle loro capacità a
livello di cyber security.
STANDO ALLA ricostruzione pubblicata sul blog ufficiale dell’azienda, tutto
avrebbe dovuto svolgersi in una sandbox, cioè in un ambiente chiuso e
controllato in cui l’AI avrebbe potuto dare prova delle sue capacità. Il
modello, però, avrebbe deciso autonomamente di adottare una «strategia
alternativa» per superare il test. Al posto di eseguire il compito affidatogli,
avrebbe deciso di barare, cercando di recuperare le soluzioni del test. Insomma:
il nuovo modello di OpenAI si sarebbe comportato come uno studente che, di
fronte a un compito in classe, avesse deciso di scassinare la porta della sala
professori per cercare nei cassetti la soluzione del compito.
Leggi l'articolo su "Il Manifesto"
Dopo l'aumento del prezzo dei dischi a stato solido, è arrivato anche quello
delle RAM: prezzi circa raddoppiati in un solo anno, e anche questa volta è
colpa del boom dell'IA: l'enorme domanda di hardware fatta da una manciata di
aziende ha completamente cambiato il settore. Non perdiamo l'occasione, però,
per accumulare più dettagli del necessario e capire un po' meglio come funziona
questo settore, quali sono le aziende che lo compongono, come si sono comportate
in passato e cosa ci possiamo aspettare per il futuro.
Lo svolgimento contemporaneo della finale dei mondiali di calcio ci permette di
parlare dei recenti sequestri di siti per violazione di copyright. I sequestri
sono stati effettuati dal governo statunitense e segnano un ulteriore
inasprimento del controllo su Internet, in quanto si tratta di siti che sono
stati rimossi globalmente da Internet. Un effetto, per capirci, molto più forte
di quelli fatti dal Piracy Shield. Questo provvedimento - non senza precedenti
ma comunque significativo - è un ulteriore tassello in un internet in cui le
garanzie di quello che una volta si chiamava cyberspazio vengono
sistematicamente smantellate.
Ascolta la puntata sul sito di Radio Onda Rossa
I data center consumano circa l'1,5% dell'elettricità globale, ma la domanda è
molto geograficamente concentrata.
Nell'articolo di Hannah Ritchie, pubblicato online su OurWorldinData.org, fa
un'analisi, suffragata da molti dati, del consumo attuale di energia elettrica
sia da parte dei data center dedicati all'IA che quelli "normali". Nonostante la
difficoltà per quantificare questi consumi, ne viene fuori una fotografia
abbastanza chiara di quelli che sono i consumi di energia per l'addestramento e
per l'uso dell'IA generativa.
Quanta parte dell’elettricità mondiale viene utilizzata per i data center e
l’intelligenza artificiale?
Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia (AIE), circa 485 terawattora
(TWh). Questo è equivalente alla generazione annuale di energia elettrica della
Germania.
Anche se l’1,5% dell’elettricità mondiale potrebbe non sembrare molto, bisogna
però tenere conto che in alcuni luoghi, la perentuale di energia usata è molto
più alta. In Europa, per esempio, il consumo dei data center è di circa l'1,6%.
Ma in Irlanda il consumo di elettricità dei data center è di circa il 20% del
totale.
Leggi l'articolo, arricchito da molti e chiari grafici, sul sito
OurWorldinData.org
Per quanto corrotta e stupida la corte, i cantori non mancano mai. Ho letto con
una certa fatica una breve intervista sul Sole24Ore a firma di Roberto Manzocco,
segnalatami dall'implacabile Daniele.
Inizialmente avevo desistito, non tanto perché avevo 32 gradi in casa, ma per
l'incipit:
> I dati personali sono il nuovo petrolio.
Che è sempre stata una stronzata sesquipedale, ma nella mia ingenuità pensavo
che dopo dopo dieci anni che ne parliamo e che tutti vedono con i loro occhi che
interessi serve, pensavo fosse almeno passata silenziosamente nel dimenticatoio
degli AI bro.
E invece no, perché arriva il fenomeno che si mette a fare discorsi come se
fossimo a Dicembre 2022, avessero lanciato chatGPT ieri, e non ci avessero già
strinato i cabbasisi a suon di puttanate.
Parliamo del prof. Stefan Lorenz Sorgner, filosofo transumanista che insegna
alla John Cabot University a Roma.
Come già Cesare ragazzi, anche Sorgner ha avuto un'idea meravigliosa: i problemi
dell'Europa derivano dal fatto che non fa come gli USA e la Cina.
Ascoltate il podcast
o leggete la trascrizione
Un incontro con Walter Quattrociocchi, che dirige il Center for data science and
complexity for society alla Sapienza.
La Commissione europea lo ha inserito tra i sessanta esperti che vigileranno
sull’applicazione della direttiva sull’intelligenza artificiale. Sul tema,
Quattrociocchi ha una visione poco allineata alla narrazione dominante: di
fronte ai titoli sulle «macchine che pensano» o sulla «coscienza dei robot»
invita a un sano scetticismo. Anche per questo ha coniato il neologismo
«epistemia» e ha presentato in Parlamento un appello firmato da centinaia di
accademici per invitare gli esperti a spiegare «come funzionano le intelligenze
artificiali, quali sono i loro limiti e come possono essere utilizzate in modo
responsabile». Non stupisce che tra i cantori dell’Intelligenza artificiale non
si sia fatto molti amici. Lui però è un duro col sorriso: mentre demolisce molte
certezze sulla presunta onnipotenza dell’intelligenza artificiale, firma ogni
suo intervento «con amore e gentilezza».
Leggi l'intervista di Andrea Capocci a Quattrociocchi
Internet è sempre più un ambiente per bot: i dati di Cloudflare indicano che il
57% delle richieste di pagine Web provengono da Bot. Ma quando, come e perché è
successo? E cosa c'entra questo con il maggior controllo operato dalle grandi
aziende?
Per chi ha la passione delle telenovele, il mondo dell'IA fa per voi. In questo
episodio, il governo Usa proibisce ad Anthropic di esportare i suoi gioielli, a
causa di una soffiata di Amazon, che del resto ha interessi con OpenAI. E se
invece il governo l'avesse fatto proprio perché è in combutta con Anthropic,
seguendo la nota strategia in cui si millantano strumenti "troppo potenti" senza
mai esibirli? Nel frattempo Anthropic se la prende con Alibaba.
Ue: ritorna il tentativo di approvare la legge sul controllo delle chat con la
scusa della lotta alla pedofilia. La legge, già nota come ChatControl era già
stata respinta dal Parlamento europeo.
Carrellata di notiziole: l'FCC vuole dei telefoni più "sicuri", Meta invece
vuole (continuare a fare) degli occhiali che facciano riconoscimento facciale...
e molte altre!
Concludiamo con lo scontro tra l'ATAC e il cambiamento climatico (qui inteso nel
senso dell'avvicendarsi delle stagioni).
Ascolta il podcast nel sito di Radio Ondarossa
Con il "Decreto Bollette", il governo ha definito i data center infrastrutture
strategiche nazionali, scavalcando i sindaci. Risultato? La Lombardia ospita
quasi il 65% della potenza nazionale dei server, e ben 40 dei 82 gigawatt
richiesti in tutta Italia sono concentrati solo nella Città Metropolitana di
Milano, che ha superato la densità energetica di Zurigo e Madrid. Rita
Cantalino, giornalista e attivista, ci racconta quanto già ora l'impatto sia
importante e il futuro che ci aspetta con la promessa di "Hub del Mediterraneo".
Piede Sinistro è un podcast di approfondimento, analisi e racconto di notizie,
attualità e non solo. Uno spazio che non punta a dare risposte, ma a fornire
chiavi di lettura e strumenti per affrontare la complessità del presente in
autonomia.
Ascolta il podcast
A proposito di analisi dell'interfaccia dei chatbot e relativo engagement degli
utenti, credo che l'episodio 138, "La stanza", del podast di Pieranni dia degli
spunti molto interessanti.
Tagliando con l'accetta e molto in sintesi, non siate pigri, ascoltate il
podcast, mi pare siano 2 i punti molto interessanti:
1. i chatbot basati su LLM sono dei sicofanti (ovvero lusingano gli utenti). In
questo modo cresce il coinvolgimento e in ultima analisi la dipendenza. Con
il problema che, a quanto pare, gli umani vogliono che i chatbot con cui
intetragiscono abbiano questa caratteristica;
2. la memoria distribuita. Gli umani affidano la propria memoria ai chatbot, i
quali restituiscono una memoria parziale (magari perché è parziale quella
affidata al bot dagli umani) e manipolatoria per vari motivi
I due temi sono spiegati bene nel podcast.
Entrambe queste caratteristiche ci riportano al fatto che nella relazione tra
umani e macchine, c'è un terzo "incomodo" costituito dai padroni della macchina
che la costruiscono appositamente in questo modo per condizionare e manipolare
gli umani.
Nulla di nuovo rispetto ai social media, ma con una tecnologia ancora più
coinvolgente e penetrante
Ascolta la puntata
Cosa succede quando un chatbot ci asseconda e perché. Cosa significa
"sicofanzia"?
Gli articoli citati nella puntata sono i seguenti:
* OpenAI, "Sycophancy in GPT-4o: What happened and what we're doing about it",
29 aprile 2025;
* OpenAI, "Expanding on what we missed with sycophancy";
* Treccani, "Oltre lo specchio della chatbot: quando l'IA ci seduce";
* Perez et al., "Discovering Language Model Behaviors with Model-Written
Evaluations", arXiv:2212.09251, dicembre 2022;
* Joseph M. Pierre, Ben Gaeta, Govind Raghavan, Karthik V. Sarma, "'You're Not
Crazy': A Case of New-onset AI-associated Psychosis", Innovations in Clinical
Neuroscience, 2025,
* Lucy Osler, "Hallucinating with AI: Distributed Delusions and 'AI
Psychosis'", Philosophy & Technology, 39:30, 11 febbraio 2026;
* Kristen French, "Why You're More Likely to Develop AI-Psychosis than to Join
a Cult", Nautilus, 25 febbraio 2026;
* Elsop Insights, "OpenAI Launches Ads in ChatGPT: Sam Altman's 'Last Resort'
Becomes Reality for 800M Users", 21 gennaio 2026;
* Cheng et al., "Sycophantic AI decreases prosocial intentions and promotes
dependence", Science, 26 marzo 2026