Nel digitale tutto è scrittura – i siti web, i social media, le immagini e i
video, ogni azione, come mettere un like o comprare qualcosa – tutto è fatto di
scrittura, nelle sue fondamenta di codice informatico, ma la maggior parte di
questa scrittura rimane nascosta ai nostri occhi, esclusa by design dagli
schermi che ci circondano e su cui passa una parte sempre più grande delle
nostre vite.
L’«imperativo funzionale» di cui parla Marcello Vitali-Rosati in Éloge du bug.
Être libre à l’époque du numérique (Zone, 2024) è incorporato nei dispositivi e
nei servizi che ci circondano e ci dice, anzi, ci impone di non preoccuparci di
come funzionano, di come sono stati costruiti e di quale influenza hanno su di
noi e sui nostri comportamenti, anzi: applicazioni, telefoni e piattaforme
devono essere il più semplici e intuitivi possibile, funzionare senza intoppi,
in modo da renderci produttivi ogni istante che passiamo a usarli e a esserne
usati.
Ogni volta che agiamo all’interno di un social media commerciale, che facciamo
una ricerca su Google, che usiamo un chatbot basato su un modello linguistico
noi stiamo di fatto lavorando anche se ci stiamo svagando, siamo produttivi e
contribuiamo alla creazione di valore per il pugno di aziende che ha costruito
un oligopolio a cui è quasi impossibile sottrarsi.
Argomenti dell'articolo
1. Il nodo del linguaggio: IA, scrittura, creatività
2. Travolti dal digitale?
3. IA, agenda neoliberale e speculazione finanziaria
4. Un excursus su IA e guerra
5. Per una critica radicale dell’IA e dei suoi presupposti ideologici
6. Costruiamo un futuro tecnologico diverso
Leggi l'articolo di Roberto Laghi
Tag - Intelligenza Artificiale
Perché l'incontro tra Robotica e LLM ha attivato un'esplosione cambriana
nascosta di nuove armi autonome? E cosa c'entra in tutto questo il cubo di
Rubik?
L'anno scorso Cassandra aveva letto un articolo su Wired che dava conto di un
nuovo record del mondo (del Guinness dei Primati). Si dava conto che alla Purdue
University a giugno del 2025 un robot specializzato aveva battuto il record di
velocità per la soluzione di un cubo di Rubik, stracciando il precedente record
"robotico", detenuto dal 2024 da Mitsubishi Electric, che era di 305
millisecondi, tre decimi di secondo. Il nuovo record è di 103 millisecondi, un
decimo di secondo.
Ora per comprendere l'impatto delle cose nuove con la realtà, bisogna non
pensare solo ai numeri o ai record, ma alle loro relazioni con le cose più
comuni e normali. Un decimo di secondo significa che è impossibile riprendere
l'evento con una normale cinepresa, perché si vedrebbero solo il fotogramma
iniziale e quello finale, certamente molto, molto mossi. Anche se si tratta di
un gioco, parliamo di capacità così sovrumane da dare da pensare. Meccanismi
automatici che agiscono sul mondo fisico, facendo le stesse cose che potremmo
fare noi, solo in modo, appunto, sovrumano. Parentesi: meno male che li
controlliamo noi... forse.
[...]
Ben prima dell'avvento degli LLM Cassandra aveva profetizzato che le LAWS erano
già tra noi, se non altro nei laboratori di ricerca militare, perché per
ottenere un'arma autonoma bastava semplicemente cambiare il firmware a un
benevolo automa lavoratore o a un sistema d'arma di tipo passivo. Ma oggi
possiamo facilmente fare di più e meglio. Basta aumentare, se necessario, le
capacità informatiche di un sistema d'arma, e dotarlo di un nuovo software che
utilizzi gli LLM per mimare le capacità umane di linguaggio, sia in input che in
output; mimare cioè quelle interazioni umane, realizzate in linguaggio naturale,
che normalmente fanno parte del loop di autorizzazione di qualsiasi sistema
d'arma.
Ecco che l'uomo può essere facilmente rimosso dal loop di comando, e il sistema
d'arma diventa completamente autonomo. A questo punto Cassandra prevede due
obiezioni; e le tratterà subito.
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“La guerra è il dominio dell’incertezza: tre quarti delle cose su cui si basa
l’azione bellica giacciono nella nebbia di un’incertezza più o meno grande”. A
due secoli di distanza dal trattato di strategia militare Della guerra di Von
Clausewitz, potremmo dire che, oggi, uno dei principali obiettivi dell’impiego
dei sistemi d’intelligenza artificiale in ambito bellico è proprio quello di
dissipare quanto più possibile la celeberrima “nebbia della guerra” teorizzata
nell’Ottocento dal generale prussiano.
Navigare e pattugliare territori estesi attraverso droni a guida autonoma,
riconoscere e classificare rapidamente gli obiettivi che compaiono in video e
immagini, ottenere un’analisi predittiva delle minacce, stimare i potenziali
danni collaterali, rilevare anomalie. Tutti gli impieghi militari
dell’intelligenza artificiale hanno principalmente due scopi: ridurre
l’incertezza – raccogliendo, filtrando e interpretando enormi quantità di dati
provenienti da sensori, satelliti, droni e sistemi di intelligence – e aumentare
la velocità decisionale, valutando le opzioni operative in tempi ridotti,
stimando rischi e conseguenze, coordinando le unità e reagendo quasi in tempo
reale agli sviluppi del conflitto.
Il paradosso è che questi algoritmi predittivi – che aggregano migliaia di dati
di intelligence raccolti da centinaia di fonti diverse – in molti casi rischiano
di infittire, invece che diradare, la nebbia della guerra, perché producono una
tale quantità di informazioni da rendere la loro interpretazione e gestione
particolarmente complessa. Ed è qui che entrano in gioco i modelli linguistici
di OpenAI, Anthropic, xAI e, in Europa, Mistral, il cui compito è aiutare a
dissipare la coltre di nebbia provocata dall’enorme mole di dati prodotti dai
sistemi predittivi.
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il tema della puntata di giovedì 2 aprile è l'impatto dell'intelligenza
artificiale e il potere delle big tech. Ospiti della puntata:
* Irene Doda autrice de "Onnipotenti"
Nel suo libro, Irene Doda ricostruisce la traiettoria ideologica e politica
che ha trasformato il cuore dell’innovazione tecnologica occidentale nel
laboratorio politico della nuova destra globale. E mostra come la retorica
della libertà individuale e dell’emancipazione digitale abbia mascherato
vecchie e nuove forme di dominio: disuguaglianze crescenti, colonizzazione
dell’immaginario collettivo, erosione dei principi democratici.
* Dario Guarascio autore di "Imperialismo digitale"
Le Big Tech supportano strategie belliciste e partecipano direttamente alle
attività militari e di intelligence. Lo Stato non può fare a meno delle loro
capacità finanziarie, infrastrutturali e tecnologiche. Quanto sta avvenendo
negli USA trova conferma in Cina, dove troviamo la stessa relazione tra le
Big Tech locali e il Partito comunista.
* Luca Ciarrocca "L'anima nera della Silicon Valley, la vera storia di Peter
Thiel"
Thiel cofonda PayPal ed è tra i primi a scommettere sul dominio tentacolare
di Facebook e Airbnb. Con Palantir trasforma i dati nell’infrastruttura
strategica del nostro tempo: dall’analisi dei sistemi sanitari alla sicurezza
e sorveglianza basate sulla predizione dei crimini (stile Minority Report),
fino ai teatri di guerra come Gaza
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L’intelligenza artificiale è uno dei pochi ambiti della tecnologia in cui la
retorica commerciale è incentrata sulle prestazioni, e poco o niente sui costi e
sui consumi. Forse perché sono il suo punto più debole: tutto il settore si basa
su una filiera produttiva lunghissima, sul presupposto di una disponibilità di
risorse eccezionalmente ampia, e su investimenti enormi e difficili da ripagare.
Per questo se ne parla da tempo come di una possibile bolla finanziaria. Se
davvero lo è, secondo alcuni analisti, allora quella bolla potrebbe presto
scoppiare a causa della crisi energetica mondiale dovuta alla guerra in Medio
Oriente, con conseguenze per tutta l’economia globale.
È un’ipotesi discussa da settimane da diversi esperti, basata su analisi e
previsioni di dati economici, ma anche su considerazioni piuttosto intuitive. La
guerra sta stravolgendo politiche e priorità di molti paesi in materia di
ricerca e approvvigionamento dell’energia, e non avrebbe senso aspettarsi che
non avrà un impatto profondo su «una delle invenzioni più energivore di sempre»
e su una filiera «in grado di attraversare oltre 70 confini prima di raggiungere
il consumatore finale», come l’ha descritta l’economista britannico Tej Parikh
in un recente articolo sul Financial Times.
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Un LLM smontato pezzo per pezzo. Tokenizzazione, embeddings, attention,
hallucinations. Ollama in locale, zero fuffa.
la maggior parte degli articoli che descrivono il funzionamento degli LLM (large
Language Model) sono poco attendibili. "L'AI capisce il contesto." "I neuroni si
attivano come nel cervello." "Il modello ragiona." Metafore colorate,
infografiche carine con le frecce, zero formule, zero codice, zero esperimenti.
Gente che spiega cose che non capisce, usando parole che non significano quello
che pensano. Una catena di pappagalli che scrivono articoli sui pappagalli.
Allora lo ha scritto Andrea Amani aka The Pirate un articolo che spiega gli LLM.
Ha smontato la macchina pezzo per pezzo. "Ho Ollama sul Mac con una decina di
modelli. Scelgo il più piccolo: llama3.1:8b, 8 miliardi di parametri, 4.9
gigabyte su disco. Il più facile da maneggiare senza sbatti, e tanto
l'architettura è identica per tutti: che siano 8 miliardi o 405 miliardi, il
meccanismo è lo stesso. Cambiano le dimensioni delle matrici, non come funziona
la macchina. Lo apro dal terminale, guardo i byte, e seguo il percorso completo:
dal testo che entra al testo che esce. Ogni passaggio, ogni formula, ogni
decisione matematica. Niente metafore del cervello. Niente fuffa. Se vuoi capire
come funziona una cosa, la smonti. Non leggi chi ne scrive. "
leggi l'articolo sul sito di The Pirate
Prima assoluta della commedia teatrale '1RxI : Un Robot Per Insegnante' di
Stefano Penge
Lo spettacolo mette in scena in maniera comica l’arrivo dell’IA in un piccolo
istituto comprensivo, con le difficoltà, i dubbi, le dinamiche interne tra
docenti e con il dirigente.
È ricco di informazioni su cosa sono gli LLM, come funzionano e perché a volte
non funzionano, trattate con leggerezza e ad un livello adatto anche a
principianti.
Lo scopo non è magnificare le sorti dell’IAG e redarguire chi ancora ne ha
paura, ma al contrario, permettere al pubblico di identificarsi con le paure e
le attese dei personaggi: a cosa mi può servire l'IA? E ai ragazzi? Non mi
toglierà il lavoro?
Forse il messaggio più importante è che nessuno può obbligare un docente a far
usare l’IA generativa ai suoi studenti; ma visto che lo usano comunque, è
sicuramente utile cercare di capire meglio cos’è, da dove viene, dove va.
In scena cinque personaggi: un insegnante, un robot, un dirigente, una collega,
il padre dell’insegnante. Tra i materiali di scena ci sono canzoni, immagini,
video e un altro copione, tutti (tranne le musiche) realizzati con servizi
basati su LLM.
Lo spettacolo è evidentemente rivolto ad una platea di insegnanti, più che di
studenti. Ma chissà, può essere utile anche ad altri.
* Compagnia teatrale: Primo Atto
* Produzione: WinScuola
* Quando: 11 Aprile 2026 alle 18
* Dove: Sala multimediale Goethe Institut di Roma in via Savoia 15
Lo spettacolo è gratuito, ma bisogna prenotare i posti.
Di seguito l'intervista audio a Stefano Penge durante la puntata di Le Dita
Nella Presa, trasmissione di Radio Ondarossa che tratta di tecnologia, del 22
marzo 2026.
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Una puntata di solo notizie positive: raccordo.info, un aggregatore di
movimento; appuntamenti di hacking a Milano; spettacolo teatrale per parlare
dell'IA a scuola; sindacalizzazione dellə lavoratorə che annotano i dati per
l'IA; il progressivo abbandono del software proprietario statunitense da parte
di varie amministrazioni europee.
Apriamo con la presentazione di raccordo.info, un "aggregatore di movimento",
ovvero un sito in cui trovare tutti (o quasi) i contenuti prodotti da realtà di
movimento. Un modo per informarsi fuori dai social media commerciali, senza
tracciamento né profilazione né app da installare.
Proseguiamo con la presentazione di HackInSocs 2026, appuntamento di hacking:
27-28-29 settembre al Settore Occupato Città Studi, Via Celoria 22, Milano
Con Stefano Penge, autore di 1RxI - Un robot per insegnante , parliamo di come è
nato questo spettacolo teatrale che ha lo scopo di divulgare i punti critici
dell'introduzione dell'IA a scuola.
Ci spostiamo in Kenya, per proseguire il ragionamento iniziato alcuni mesi fa
sulla quantità di lavoro invisibile che è implicita in quella che chiamiamo
intelligenza artificiale. Lo facciamo leggendo alcune dichiarazioni della Data
Labelers Association, realtà che organizza lavoratori e lavoratrici di questo
settore.
A partire dalla decisione del governo tedesco di rendere obbligatorio l'uso
dello standard ODF - cioè quello promosso da LibreOffice - a scapito dell'OOXML
- che invece è di Microsoft - parliamo della progressiva migrazione delle
pubbliche amministrazioni europee verso software non-statunitensi e
tendenzialmente con licenze open source in nome della sovranità digitale.
Ascolta l'audio sul sito di Radio Ondarossa
lunedì 16 marzo 2026, ore 8.30 – 13.30, convegno nazionale di formazione in
presenza e a distanza per chi risiede fuori dalla provincia di Cagliari
Il CESP prosegue il programma di convegni sull’introduzione dell’intelligenza
artificiale a Scuola a seguito della pubblicazione delle Linee Guida
ministeriali.
Nel prossimo incontro a Cagliari parteciperà anche Richard Matthew Stallman, uno
dei maggiori esponenti del movimento del software libero e fondatore della Free
Software Foundation.
Tra gli altri partecipante anche Stefano Borroni Barale, CUB Scuola/C.I.R.C.E.,
autore del libro "Intelligenza inesistente".
Tutte le informazioni su programma e partecipazione sul sito del CESP
Moltbook è un social network per soli agenti AI, in cui gli umani possono essere
semplici osservatori. Secondo gli esperti, il suo utilizzo potrebbe
rappresentare un rischio per la sicurezza a causa del fenomeno del prompt
injection.
Moltbook rappresenta un caso di studio senza precedenti nell'evoluzione delle
piattaforme digitali: si tratta di un social network progettato esclusivamente
per l'interazione tra agenti AI, dove agli esseri umani è consentito l'accesso
unicamente in veste di osservatori silenziosi. Lanciata sulla scia del software
open source Moltbot, questa piattaforma emula la struttura di aggregatori di
notizie come Reddit, permettendo ai bot (ovvero programmi automatizzati creati
dagli utenti) di pubblicare contenuti, commentare e votare i post altrui. Al 2
febbraio, i dati riportati dalla piattaforma indicavano la presenza di oltre 1,5
milioni di agenti iscritti. Vari esperti di sicurezza informatica e di
intelligenza artificiale, analizzando il fenomeno, tendono a classificare
Moltbook più come «una meravigliosa opera d'arte performativa», che come un vero
preludio alla dominazione delle macchine o una minaccia immediata alla
democrazia.
leggi l'articolo
Altro articolo su Wired, "Moltbook, il social popolato da bot è solo uno
specchio (distorto) dei nostri social"