Tag - Intelligenza Artificiale

Amnesty International, Report sull’impatto negativo dell’IA generativa sui diritti umani
Le aziende stanno ottenendo vaste quantità di dati online attraverso forme illegali di estrazione di informazioni dalla rete per realizzare i loro prodotti di intelligenza artificiale generativa. In questo modo, consentono un’invasione di massa della privacy. I loro prodotti sono illegali proprio per il modo in cui sono progettati. È quanto ha dichiarato oggi in un nuovo rapporto Amnesty International, mettendo in guardia sull’impatto negativo per l’ambiente e per le comunità storicamente marginalizzate. “Aziende di ogni parte del mondo stanno rifornendo i loro prodotti di intelligenza artificiale generativa vantandone l’efficienza e la sofisticatezza. In realtà, stanno perpetuando un’invasione di massa della privacy attraverso l’estrazione illegale di dati dalla rete: usano procedimenti automatizzati per estrarre dati dai siti, compresi quelli personali come le immagini e le attività sulle piattaforme social al fine di addestrare i loro modelli di intelligenza artificiale”, ha dichiarato Likhita Banerji, direttrice dell’Algorithmic Accountability Lab di Amnesty International. Leggi l'articolo
June 5, 2026 / Pillole di Graffio
Rapporto ONU, L’intelligenza artificiale consuma come la Francia e inquinerà come il Regno Unito
Dietro i consumi dell'IA c'è una corsa da 2.500 miliardi di dollari. Un rapporto Onu ne calcola per la prima volta il prezzo ambientale Se i data center del mondo fossero considerati uno Stato, già oggi consumerebbero la stessa energia della Francia. Entro il 2030, inquinerebbero quanto il Regno Unito. Due dati che esprimono le dimensioni degli impatti ambientali dell’intelligenza Artificiale sul pianeta. Il quadro generale lo descrive il rapporto pubblicato il 3 giugno 2026 dall’Unu-Inweh (United Nations University Institute for Water, Environment and Health), il braccio accademico dell’Onu che lavora da trent’anni su sfide globali all’incrocio tra acqua, ambiente e salute. Il documento si intitola Environmental cost of AI’s energy use: carbon, water and land footprints ed è, ad oggi, la valutazione più completa degli impatti ecologici dell’intelligenza artificiale mai condotta a livello internazionale. Per capire perché i consumi crescano a questo ritmo occorre partire dall’economia. Il rapporto stima che la spesa globale per l’IA nel 2026 supererà i 2.500 miliardi di dollari, per arrivare a 5mila miliardi entro il 2033. Questa crescita si traduce direttamente in consumo di risorse energetiche. I data center hanno consumato circa 448 Terawattora (TWh) di elettricità nel 2025. Leggi l'articolo su Valori.it
June 5, 2026 / Pillole di Graffio
Approvata in Lombardia la legge sui data center. Più suolo, energia, acqua
"Il testo approvato in Regione presenta maglie larghe e vincoli insufficienti per prevenire gli impatti ambientali. I costi dell’intelligenza artificiale potrebbero superare i benefici. La Lombardia è la principale area italiana per presenza di data center e, finalmente, ha predisposto un (brutto) progetto di legge per regolarne la crescita, che si sta rivelando caotica e fortemente impattante, come già accaduto per i centri logistici sorti come funghi negli ultimi anni. Il testo approvato il 26 maggio in Regione presenta però ancora maglie troppo larghe e vincoli insufficienti per prevenire gli impatti ambientali. Norme di questo tipo dovrebbero essere nazionali, non regionali. La disciplina nazionale, approvata il 24 febbraio 2026, prevede infatti decreti attuativi entro sei mesi, ma rischia comunque di arrivare a valle di un fenomeno già esploso." leggi l'articolo su "Il fatto quotidiano" Leggi su Zeus News Se ne era parlato anche su Valori.it
June 5, 2026 / Pillole di Graffio
Danny Bones e la Slopaganda Rap
Chi c'è dietro Danny Bones, il rapper skinhead da milioni di visualizzazioni che in realtà non esiste? Chi c'è dietro questo cantante dal look proletario e dai testi nazionalisti e razzisti? Benvenuti nell'era della Slopaganda: la nuova e inquietante frontiera della propaganda digitale alimentata dall'Intelligenza Artificiale. Cos'è il Node Project, questo collettivo anonimo di creativi? Dal caso Amelia al rap razzista, la propaganda nazionalista e suprematista prende una forma diversa e contemporanea. Il racconto in due puntate di questo nuovo fenomeno inglese, della pericolosità della slopaganda e del partito di estrema destra Advance UK che ha affidato la propria campagna elettorale al Node Project. A metà maggio a Londra si è tenuta la seconda manifestazione della sigla "Unite the kingdom" che raggruppa un arcipelago di sigle della destra radicale dove proprio Danny Bones è stata la colonna sonora della marcia. Ospite Guido Caldiron, giornalista del Manifesto. Ascolta la prima parte Ascolta la seconda parte
June 3, 2026 / Pillole di Graffio
I movimenti contro l'intelligenza artificiale crescono. Viaggio nella galassia dei gruppi che vogliono fermare l'AI
Da chi chiede una “pausa globale” a chi fa lobby tra i politici fino alle proteste fuori dagli uffici delle big tech: ecco chi sono le voci che manifestano contro l'Intelligenza Artificiale Contro l’intelligenza artificiale. Se per anni il dibattito sull’AI è stato dominato quasi soltanto da entusiasmo, investimenti e promesse sul futuro, oggi il movimento di gruppi contrari sta crescendo e diventando sempre più visibile. Il loro obiettivo è cercare di rallentare, limitare o addirittura fermare lo sviluppo di tale tecnologia. Non si tratta di un fronte unico. Alcuni gruppi puntano a influenzare governi e istituzioni attraverso lobbying, ricerca e campagne mediatiche. Altri funzionano come movimenti di protesta dal basso, con manifestazioni, azioni simboliche e attivismo continuo. Anche le motivazioni cambiano molto. C’è chi teme soprattutto la concentrazione di potere nelle mani delle big tech, chi parla di perdita di posti di lavoro e sostituzione delle competenze umane e chi, invece, considera possibile uno scenario estremo in cui sistemi AI molto avanzati possano diventare impossibili da controllare. Il risultato è una galassia frammentata ma in rapida crescita, dove convivono ricercatori universitari, attivisti politici, ex insider della tecnologia e gruppi di protesta più radicali. Wired Italia ha provato ad esplorarla. Leggi l'articolo
June 3, 2026 / Pillole di Graffio
«Magnifica Humanitas», c’è chi dubita della mano del papa
Tra gli esperti di AI circola una voce: l’enciclica papale sull’intelligenza artificiale potrebbe essere stata scritta proprio da un’intelligenza artificiale Se davvero il Papa si fosse fatto aiutare dall’intelligenza artificiale come un laureando qualunque per scrivere l’enciclica Magnifica Humanitas sarebbe uno scandalo, o una beffa situazionista. Tanto più se l’enciclica è dedicata in buona parte alla denuncia dei rischi derivanti dall’intelligenza artificiale. Impossibile, dunque? Il dubbio che sia andata proprio così circola da ieri, quando alcuni utenti hanno setacciato l’enciclica di Leone XIV per mezzo dei software anti-plagio, addestrati a riconoscere l’origine algoritmica di un testo e, va detto, non sempre affidabili. Leggi l'articolo sul sito de "Il Manifesto"
May 27, 2026 / Pillole di Graffio
Lavorare per la macchina. Frammenti di vita e morte di un moderatore di contenuti
Un moderatore di Meta in Spagna rompe per la prima volta l'anonimato per raccontare la propria storia. Horacio Espinosa è un antropologo di 46 anni che è stato assunto nel 2019 per moderare i contenuti su Facebook. Sette anni dopo, non ha paura di violare il suo accordo di riservatezza. Distribuito su dieci piani dell'iconica Torre Glòries di Barcellona, Facebook ha inaugurato nel 2018 un centro di moderazione dei contenuti per combattere le fake news. Più di 2.000 persone di diverse nazionalità sono state assunte tramite la società di subappalto CCC Barcelona Digital Services, diventata anni dopo Telus Digital. Ma quello che sembrava un successo per il posizionamento globale della città ha finito per trasformarsi in un problema di salute pubblica In una fanzine gratuita pubblicata da un collettivo di ricerca di precari digitali – qui anche in italiano , traduzione di Stefano Portelli –, l’ex moderatore di contenuti Horacio Espinosa racconta i suoi cinque anni a Mordor. Il racconto di Horacio – che è anche antropologo urbano del collettivo OACU – si chiama Lavorare per la macchina, ed è costruito in modo frammentario, come “un cadavere fatto a pezzi”. Dopo la pubblicazione è stato ripreso da televisioni e giornali, più che altro interessati ai particolari scabrosi delle migliaia di video visionati dai lavoratori. La fanzine fa solo accenni a questo orrore – il flusso continuo di stupri, sfruttamento infantile, pornografia, suicidi in diretta, terrorismo, abuso animale, a cui sono stati esposti per cinque anni “gli operai che nell’ombra puliscono il letamaio digitale”. Ma al centro c’è lo sfruttamento e la devastazione dei corpi e delle vite di chi si è trovato incatenato a questa oscurità – affidando la sua sopravvivenza a un’impresa che si pretende trans-umana, nel metaverso chetaminico di potere e tecnologia che ha invaso la città post-industriale. Leggi l'articolo di Stefano Portelli, Dove l’ombra cupa scende. Lavorare per la macchina nel distretto tecnologico di Barcellona Leggi la fanzine originale in spagnolo. Trabajando para la maquina Leggi la traduzione in italiano. Lavorare per la macchina Alert: Il testo e le immagini della fanzine possono risultare violente o disturbare alcune persone.
May 25, 2026 / Pillole di Graffio
Entropia Massima, estrattivismo dei dati: intelligenza artificiale, università, conoscenza e infrastrutture.
Puntata 26 di EM, sesta del ciclo Estrattivismo dei Dati, parliamo di intelligenza artificiale, università, conoscenza e infrastrutture. Nella prima parte ospitiamo un rappresentante dell’Osservatorio collaborativo Artificial Intelligence e Digital Humanities, Andrea Bolioli, per presentare l'osservatorio appena nato e discutere di ricerca, open source, alfabetizzazione critica e del ruolo delle Digital Humanities in un ecosistema sempre più dominato dall’hype tecnologico. Nella seconda parte parliamo della lettera aperta contro l’adozione acritica dell’IA nella scuola e nell’università: formazione o addestramento? Pensiero o dipendenza? Conoscenza o automazione del sapere? Con noi Maria Chiara Pievatolo, Ordinaria di Filosofia Politica a Scienze Politiche, Università di Pisa. Una puntata su ciò che l’IA sta trasformando davvero: non solo tecnologia, ma il rapporto tra esseri umani, conoscenza e potere. Ascolta l'audio su Radio Ondarossa
May 21, 2026 / Pillole di Graffio
Linux Torvalds contro la IA: invece di accelerare lo sviluppo lo rallenta
Il vero problema è la marea di bug report inutili generati dai sistemi automatici. Linus Torvalds è seccato con la IA: non perché questa non sappia davvero fare il proprio lavoro, ossia nel caso specifico generare bug report per il kernel di Linux, ma soprattutto perché è usata in maniera estremamente ampia e così le segnalazioni dei medesimi bug si moltiplicano. Davanti a questa situazione e all'aumentare dei "falsi positivi", di recente è intervenuto sulla mailing list ufficiale dello sviluppo del kernel, criticando duramente l'uso crescente di strumenti di intelligenza artificiale per generare i bug report, affermando che tali segnalazioni automatiche stanno rallentando lo sviluppo invece di accelerarlo. Il problema riguarda in particolare report prodotti da sistemi IA che analizzano automaticamente il codice e inviano segnalazioni prive di contesto, inaccurate o basate su interpretazioni errate delle patch. Leggi l'articolo originale su ZEUS News
May 21, 2026 / Pillole di Graffio
DataKnightmare, DK10x31 - Scricchiolii
Quando qualcosa crolla, prima scricchiola. La prima cosa è che le assicurazioni stanno come un sol uomo smettendo di stipulare polizze per danni causati dall'intelligenza artificiale. Questa è gente che ai soldi sta attenta, e il fatto che non vogliano pagare certe cose ha una spiegazione molto semplice: il rischio di dover pagare è troppo alto. Abbiamo un primo segnale: dopo quattro anni di propaganda incessante, quelli che dovrebbero aiutare a contenere i rischi, vedono rischi troppo grandi. Interessante, andiamo avanti. Seconda cosa: i grandi istituti bancari stanno reincartando i rischi dei prestiti ai mega datacenter in strumenti finanziari per il mercato al consumo che si chiamano… Obbligazioni di debito collateralizzato. Se non vi dice niente, stiamo parlando dei CDO di cui abbiamo visto i risultati nel crack del 2008. In quel caso le obbligazioni rivendevano il rischio di mutui subprime, in questo caso rivendono il rischio di prestiti ai costruttori di megadatacenter. Il rischio essendo, ovviamente, che mutui e prestiti non vengano ripagati. Nel 2008, il crac fu dovuto al fatto che la stragrande maggioranza dei CDO era relativo a mutui che erano stati concessi a chiunque e al suo cane, gente che non avrebbe mai ripagato il prestito. Oggi, invece, i CDO sono relativi ai prestiti rilasciati a serissimi imprenditori dell'Intelligenza Artificiale per la costruzione di datacenter di dimensioni comparabili alle visioni mistiche che Sam Altman illustra ai propri investitori: mostri da 160Km^2, praticamente un quadrato di dodici kilometri e mezzo di lato, praticamente l'intera città di Milano, dalla Bicocca a San Donato e dal Parco delle Cave a Lambrate. Ascoltate il podcast o leggete la trascrizione
May 19, 2026 / Pillole di Graffio