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Come valutare le tecnologie? audit etico-tecnico
Le tecnologie non sono neutre, lo sappiamo. Non sono uguali, sono tutte diverse. Non dipende (solo) da come le usiamo: hanno anche delle caratteristiche specifiche. Impariamo a valutarle in base alle loro caratteristiche. Come distinguere le tante profferte tecnologiche che ci arrivano ogni giorno? Meglio questo sistema di messaggistica o quest'altro? Questo modello IA o quest'altro? Questa azienda o quest'altra? Cosa dicono gli esperti? Ci sono alternative? Ci serve un metodo di "audit", non solo tecnico, ma etico. Quali sistemi sono appropriati per noi? C.I.R.C.E. ha messo a punto un sistema per valutare le tecnologie, in particolare quelle digitali. "Buona" e "cattiva", "giusta" o "sbagliata", "bella" o "brutta" sono davvero troppo poco, oltre a essere giudizi spesso dovuti alle nostre personali idiosincrasie. Ci sono tanti aspetti da valutare, ogni situazione è diversa. Abbiamo ripreso l'allegoria del cibo e l'abbiamo traslata nelle tecnologie digitali. Quali sono i "nutrienti" delle tecnologie? In che modo ci rendono persone migliori? Più forti? Più autonome? Più collaborative? Meno egoiste? Abbiamo individuato otto assi di valutazione, Prosegui la lettura nel sito di C.I.R.C.E.
July 23, 2026 / Pillole di Graffio
Vibe coding: creare programmi senza saper programmare
Il crepitio dei tasti di un programmatore che scrive codice per comporre un programma è probabilmente uno dei suoni più caratteristici dell'informatica. Da decenni, saper programmare significa avere pieno potere, avere la facoltà di far fare quello che si vuole al computer o tablet o telefono che sia, poter creare app, senza dover dipendere da nessuno. Ma quel potere richiede studio e impegno: bisogna imparare i linguaggi di programmazione, ciascuno con una sintassi e delle regole differenti, e per molte persone questo non è facile o è semplicemente impossibile. Programmare resta così un'arte praticata da pochi e ammirata a rispettosa distanza dai più. Tutto questo, però, sta forse per cambiare improvvisamente. Se state pensando di diventare programmatori o sviluppatori, o se siete genitori e pensate che far studiare gli arcani incantesimi della programmazione sia la strada maestra per una carriera informatica garantita per i vostri figli, ci sono due parole che vi conviene conoscere: vibe coding. [...] 1. Vibe coding: creare programmi senza saper programmare 2. Abbandonarsi alle vibrazioni e programmare senza toccare la tastiera 3. Si riducono tempi e costi, e tutto sembra funzionare 4. Se ci sono errori o vulnerabilità, sono guai seri 5. Tutti sono entusiasti. Cosa mai potrebbe andare storto? Leggi l'articolo di Paolo Attivissimo
April 9, 2025 / Pillole di Graffio