
“Dici che ti senti sconfitto e ti ritiri lontano”. Due poesie di Wang Wei
Pangea - Monday, April 6, 2026Nella tradizione cinese, la poesia è il genere letterario di gran lunga più importante, mentre la prosa ha un ruolo minore e solo nel XX secolo in parte riabilitato.
Com’è ben noto, il momento di maggior nitore delle arti tutte ma in specie della poesia è l’epoca della dinastia Tang (618-905 d. C.), con poeti come Li Bai (da noi conosciuto anche come Li Po), Tu Fu e, per appunto Wang Wei (699-759), il quale fu inoltre apprezzatissimo pittore, calligrafo e si occupò di musica e di medicina. Presente ad esempio nella celebre antologia del periodo Qing Le trecento poesie Tang (tradotta per l’occidente da Martin Benedikter; a sua stessa cura abbiamo le Poesie del fiume Wang, un botta e risposta poetico con l’amico P’ei Ti), fu attivo seguace del pensiero Chan per il quale la poesia è l’esercizio più intenso.
In molte traduzioni di classici cinesi la scelta piú o meno consapevole dei traduttori di questa parte del mondo e segnatamente nella nostra lingua è quella di collocare preventivamente il testo in un territorio remoto, inaccessibile, qualcosa semmai da ammirare ma non toccare, tagliando fuori di conseguenza il lettore da ogni vera esperienza. Il processo di allontanamento avviene di solito dall’alto della presunzione dei pensieri, del dominio della scena, fallendo così nell’intercettarne l’intento originale, in più con l’elaborazione di una lingua esotica e astratta, tendente alla trascendenza, una sorta di ‘spiritualese’. È quello che si è cercato di evitare in questa traduzione.
Il tema dell’addio è uno degli snodi classici costanti della poesia cinese.
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王 維
渭 城 曲
渭 城 朝 雨 浥 輕 塵
客 舍 青 青 楊 柳 春
勸 君 更 盡 一 杯 酒
西 岀 陽 關 無 故 人
Canzone di Wei Cheng[1]
qui a Wei Cheng la pioggia al mattino ha appena bagnato la polvere,
la locanda del viaggiatore tutta una verde primavera di salici,
ti consiglio di vuotare un altro bicchiere,
a occidente, oltre il passo di Yang[2], certo non troverai i vecchi amici.
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送 別
下 馬 飲 君 酒
問 君 何 所 之
歸 臥 南 山 陲
但 去 莫 復 問
白 雲 無 盡 時
Saluto a chi parte [3]
appena sceso da cavallo ti offro del vino
e ti chiedo dove stai andando.
dici che ti senti sconfitto
e ti ritiri lontano, ai monti meridionali[4].
poi te ne vai e io non chiedo più niente,
laggiù le bianche nubi non si disfano nel tempo.
Testo e traduzioni di Paolo Morelli
*In copertina: Zhao Mengjian, Amici dell’inverno, XIII secolo
[1] Città sul fiume Wei, affluente del Fiume Giallo, nello Shaanxi, provincia del nord-ovest.
[2] È la porta nella Grande Muraglia verso ovest (e il deserto).
[3] Forse chi parte è l’amico Meng Haoran, o forse il poeta finge un dialogo con sé stesso e la propria delusione.
[4] Una catena collinare a sud di Chang’an, nello Shaanxi, dove Wang Wei aveva una casa.
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