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Confermata la supermulta a Google, quell’Android galeotto costa 4,1 miliardi
La corte europea conferma la stangata del 2018. E un tribunale svedese ne aggiunge un'altra per danni a Klarna [...] La vera mazzata per l’azienda di Mountain View, però, arriva dalla Corte di Giustizia Europea. Nella giornata di ieri, infatti, i giudici hanno respinto l’appello di Google in merito a un provvedimento della Commissione Europea del 2018, che aveva condannato l’azienda per le pratiche anti-concorrenziali sul suo sistema operativo per smartphone Android. Qui le cose si fanno più complicate. Le accuse, infatti, riguardano le condizioni imposte da Google ai produttori di smartphone che utilizzano Android. Secondo la Commissione Europea l’azienda avrebbe imposto ai produttori una serie di vincoli per garantirsi notevoli vantaggi sugli eventuali concorrenti. Tra questi gli accordi di distribuzione, che imponevano ai produttori di dispositivi mobili di preinstallare l’app di ricerca Google Search e il browser Chrome sui dispositivi come condizione per poter ottenere la licenza per utilizzare il suo app store ufficiale Play Store. Leggi su il Manifesto
July 3, 2026 / Pillole di Graffio
Schrems III causerà un nuovo momento di panico per i trasferimenti di dati UE–USA?
Il prossimo caso “Schrems III” del 3 settembre 2025 potrebbe invalidare l’EU–US Data Privacy Framework (DPF), interrompendo nuovamente i trasferimenti di dati tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti e costringendo le imprese a ricorrere a soluzioni alternative come le Clausole Contrattuali Standard e le Transfer Impact Assessments, creando un potenziale momento di panico per molte aziende. Il 3 settembre 2025 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) emetterà la propria sentenza nel caso Latombe vs Commissione Europea. In gioco c’è il futuro dell’EU–US Data Privacy Framework, la decisione di adeguatezza adottata nel luglio 2023 per ripristinare una base giuridica stabile ai flussi di dati transatlantici. Se il framework dovesse essere annullato, le aziende si troverebbero nuovamente ad affrontare l’incertezza regolatoria e operativa che aveva caratterizzato la decisione Schrems II del 2020. Molti parlano già di questo scenario come di un “Schrems III”. Perché il DPF è sotto attacco nel caso Latombe vs Commissione Europea Il ricorso è stato presentato nel settembre 2023 da Philippe Latombe, deputato francese, che ha contestato direttamente la decisione di adeguatezza della Commissione ai sensi dell’articolo 263 TFUE. A differenza di Schrems I e II, che arrivarono alla CGUE tramite giudizi nazionali e rinvii pregiudiziali, questo caso prende di mira direttamente la decisione, con la possibilità di accelerare il controllo giudiziario. Secondo Latombe, il DPF non garantirebbe una protezione “sostanzialmente equivalente” per i cittadini europei, come richiesto dall’articolo 45 GDPR e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE. Quali sono i principali argomenti del ricorso e quali i possibili scenari? Leggi l'articolo
September 1, 2025 / Pillole di Graffio