Le aziende stanno ottenendo vaste quantità di dati online attraverso forme
illegali di estrazione di informazioni dalla rete per realizzare i loro prodotti
di intelligenza artificiale generativa. In questo modo, consentono un’invasione
di massa della privacy. I loro prodotti sono illegali proprio per il modo in cui
sono progettati.
È quanto ha dichiarato oggi in un nuovo rapporto Amnesty International, mettendo
in guardia sull’impatto negativo per l’ambiente e per le comunità storicamente
marginalizzate.
“Aziende di ogni parte del mondo stanno rifornendo i loro prodotti di
intelligenza artificiale generativa vantandone l’efficienza e la sofisticatezza.
In realtà, stanno perpetuando un’invasione di massa della privacy attraverso
l’estrazione illegale di dati dalla rete: usano procedimenti automatizzati per
estrarre dati dai siti, compresi quelli personali come le immagini e le attività
sulle piattaforme social al fine di addestrare i loro modelli di intelligenza
artificiale”, ha dichiarato Likhita Banerji, direttrice dell’Algorithmic
Accountability Lab di Amnesty International.
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