La nuova politica di prezzi “diversificati” di FiberCop per l’accesso alla sua
rete pesa sui concorrenti che lamentano anche gli aumenti della fibra spenta. Ma
il nuovo status di operatore wholesale only consente all'operatore controllato
da KKR di muoversi in questo modo.
Da quando ha ottenuto lo status di operatore wholesale ony da parte di Agcom,
FiberCop – controllato al 70% dal fondo americano KKR e al 16% dal MEF – ha
potuto variare la sua policy di prezzo di accesso destinato agli operatori. Una
policy di prezzo che, secondo quanto scrive il direttore dell’Istituto Bruno
Leoni, Carlo Stagnaro, sul quotidiano MilanoFinanza – MF, varia a seconda delle
zone. Secondo lo studio Leoni, FiberCop applicherebbe una politica di prezzi più
bassi nelle aree in cui si trova a competere con il suo rivale Open Fiber,
mentre al contrario alzerebbe i prezzi dell’FTTH laddove Open Fiber è assente,
per disincentivare la migrazione dall’FTTC e far risparmiare anche i costi di
switch off e attivazione di nuovi contratti.
Leggi l'articolo
Tag - OpenFiber
Si fa il nome della società di comunicazioni satellitari di Musk per un progetto
pilota per superare i ritardi dei piani sulla banda larga.
Se sarà Starlink si saprà a valle del bando, ma la società di telecomunicazioni
satellitari fondata da Elon Musk è il nome più quotato per aggiudicarsi il
progetto pilota di internet dallo spazio in Lombardia. Un test che si inserisce
nel tentativo del governo Meloni di tamponare le falle del programma Italia a 1
Giga, che utilizza 3,65 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e
resilienza (Pnrr) per cablare con la fibra ottica aree remote del Paese entro
giugno 2026, ma rischia di mancare l'obiettivo.
Nonostante i due vincitori del bando, Open Fiber e Fiber Cop (la società della
rete nata dallo scorporo di Tim) dicano di essere in linea con la tabella di
marcia di connessione di 7 milioni di numeri civici in zone difficilmente
raggiungibili e con pochi abitanti (e pertanto poco appetibili per gli operatori
di telecomunicazioni), Palazzo Chigi ormai da tempo accarezza l'idea di
affidarsi al satellite per non sforare le scadenze del Pnrr e, di conseguenza,
perdere i fondi europei. L'internet dallo spazio, però, rischia di non garantire
la stessa qualità di connessione.
Leggi l'articolo