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TLC, perché le politiche di prezzo diversificate di FiberCop scontentano gli operatori.
La nuova politica di prezzi “diversificati” di FiberCop per l’accesso alla sua rete pesa sui concorrenti che lamentano anche gli aumenti della fibra spenta. Ma il nuovo status di operatore wholesale only consente all'operatore controllato da KKR di muoversi in questo modo. Da quando ha ottenuto lo status di operatore wholesale ony da parte di Agcom, FiberCop – controllato al 70% dal fondo americano KKR e al 16% dal MEF – ha potuto variare la sua policy di prezzo di accesso destinato agli operatori. Una policy di prezzo che, secondo quanto scrive il direttore dell’Istituto Bruno Leoni, Carlo Stagnaro, sul quotidiano MilanoFinanza – MF, varia a seconda delle zone. Secondo lo studio Leoni, FiberCop applicherebbe una politica di prezzi più bassi nelle aree in cui si trova a competere con il suo rivale Open Fiber, mentre al contrario alzerebbe i prezzi dell’FTTH laddove Open Fiber è assente, per disincentivare la migrazione dall’FTTC e far risparmiare anche i costi di switch off e attivazione di nuovi contratti. Leggi l'articolo
May 28, 2026 / Pillole di Graffio
Cosa sappiamo del test di Starlink in Lombardia
Si fa il nome della società di comunicazioni satellitari di Musk per un progetto pilota per superare i ritardi dei piani sulla banda larga. Se sarà Starlink si saprà a valle del bando, ma la società di telecomunicazioni satellitari fondata da Elon Musk è il nome più quotato per aggiudicarsi il progetto pilota di internet dallo spazio in Lombardia. Un test che si inserisce nel tentativo del governo Meloni di tamponare le falle del programma Italia a 1 Giga, che utilizza 3,65 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per cablare con la fibra ottica aree remote del Paese entro giugno 2026, ma rischia di mancare l'obiettivo. Nonostante i due vincitori del bando, Open Fiber e Fiber Cop (la società della rete nata dallo scorporo di Tim) dicano di essere in linea con la tabella di marcia di connessione di 7 milioni di numeri civici in zone difficilmente raggiungibili e con pochi abitanti (e pertanto poco appetibili per gli operatori di telecomunicazioni), Palazzo Chigi ormai da tempo accarezza l'idea di affidarsi al satellite per non sforare le scadenze del Pnrr e, di conseguenza, perdere i fondi europei. L'internet dallo spazio, però, rischia di non garantire la stessa qualità di connessione. Leggi l'articolo
November 25, 2024 / Pillole di Graffio