
La letteratura è insindacabile. Qualcosa sul FLiP
Pangea - Saturday, August 8, 2026Il Festival della letteratura indipendente di Pomigliano d’Arco è alla sua sesta edizione ma quest’anno si terrà a Casalnuovo di Napoli e non a Pomigliano d’Arco perché al sindaco di Pomigliano d’Arco non va giù la presenza della libraia e organizzatrice storica del FLiP Maria Carmela Parisi, e siamo subito in una pagina di Giovannino Guareschi perché la tragedia del potere ridicolo da sempre alla letteratura italiana riesce benissimo di raccontarla attraverso la microlente della provincia.
Ciro Marino, editore&librario Woytek e organizzatore storico del FLiP con Fabio d’Angelo e Parisi, si conferma essere allergico a ogni retorica tanto resistenziale quanto vittimistica: “Se mi chiedi dove potrei aver già letto questa storia io ti rispondo in Se una notte d’inverno un viaggiatore di Calvino, perché qui siamo di fronte all’assurdo della realtà. A essere state prese di mira non sono state le nostre proposte, non so neanche se il nostro programma sia stato letto. Semplicemente abbiamo perso fondi e concessione di spazi per non aver voluto obbedire all’arbitrarietà di un uomo che non ha voluto sentire ragioni al di fuori della sua sola.”
La reazione collettiva è stata quella che mi auguravo e mi aspettavo: immediata e molteplice. È il risultato di una credibilità ottenuta sul campo, per un festival costruito e che deve la sua forza oltre che la sua lealtà “a chi lo ama, a chi legge, a chi scrive, a chi partecipa agli incontri e aspetta ogni nuova edizione”, così si legge nel comunicato ufficiale. Questo invece l’incipit: “Ci è stato imposto un aut aut: cancellare dal programma del FLIP un nome”. Marino, raggiunto al telefono, ci ha tenuto a precisare: “La richiesta sarebbe stata irricevibile chiunque fosse stata la persona sgradita e additata dal sindaco: organizzatrice o volontario al servizio di sicurezza, sarebbe stato lo stesso. Assurdo anche solo pensare che il FLiP fosse addomesticabile.”

Che il punto per il quale Marino&co abbiamo perso la cappa di Pomigliano sia stato quello sulla i di indipendenza del FLiP? Nella risposta Marino ribadisce che non è in cerca di clamori facili: “L’indipedenza a cui facciamo e continuiamo a fare riferimento ha una notazione squisitamente tecnica, riguarda l’editoria indipendente rispetto ai grandi gruppi anche internazionali di settore, nel tentativo di dare spazio e visibilità a chi fin troppo spesso fa fin troppa fatica per averne. Non sentiamo il bisogno di sposare grandi cause aggiuntive e alternative: la letteratura fa tutto da sé, di questo ne restiamo convinti.”
La gratitudine per la disponibilità e l’ospitalità di Casalnuovo di Napoli da parte degli organizzatori è autentica come lo è la loro consapevolezza del valore culturale e mica soltanto culturale che rappresenta la loro quattro giorni, quest’anno dal 3 al 6 settembre prossimi, di presentazioni e incontri con autori di riconosciuta fama nazionale e internazionale. “Appena il sindaco di Pomigliano ci ha sbattuto le porte in faccia non sono state soltanto quelle di Casalnuovo ad aprirsi subito dopo. Il comunicato termina così: Il FLIP non va via da Pomigliano perché ha perso. Va via perché non si è piegato. E non se ne va via da sconfitto.”
Posso immaginare il trambusto per il relativamente poco tempo a disposizione per dover riorganizzare il tutto da un comune a un altro durante il torrido agosto. Chiedo: slittamenti nelle date o nel programma? “Nessuno, per quanto ora dovremo contattare i partecipanti per comunicare i cambiamenti in corso.”
Magari e giusto per fare qualche nome a caso Dario Voltolini e Alessandro Baricco saranno già pratici dei paraggi oltre che dei malvezzi del costume nazionale, però vorrei tanto esserci quando dovranno dire a Maylis de Kerangal quale diga civica abbia dovuto tenere perché lei potesse presentare il suo La diga alla stessa ora ma in un altro posto, così come mi piacerebbe vedere la reazione di Irvine Welsh quando gli spiegheranno come mai il palco per il suo dj set di giovedì 3 settembre dovrà essere montato a diversi chilometri di distanza dal punto previsto.
Meglio che dover contattare Bruno Tognolini e dovergli ammettere: “Hai presente l’evento Rime vive per risvegliare il mondo, previsto per sabato 5 settembre alle 18 e 30? Non se ne fa più niente. Non si fa proprio più la sezione Bambini del FLiP. Sai perché? È un po’ come nelle fiabe vecchia maniera, con l’orco inaridito dalla lunga conta degli inverni trascorsi…”
Come lo avevano pensato gli organizzatori l’Atto Sesto del FLiP? Secondo programma: “𝐈𝐦𝐦𝐨𝐫𝐭𝐚𝐥𝐞: La sesta edizione del FLIP nasce dall’idea che scrivere sia un modo per non morire del tutto, per cogliere l’eterno dentro il finito. Quattro giornate per attraversare quel limite con il pensiero e con le parole.” Mi viene il dubbio e chiedo se il programma sia stato scritto prima o dopo le intemerate del sindaco, e Ciro Marino: “Assolutamente prima.”

Da ossessivo lettore moreschiano quale sono allora non posso che fargli notare come per diventare immortali non potevano pretendere di non dover attraversare primapoi la fine da parte a parte, come in un romanzo di Antonio Moresco appunto. Neanche gli stessi facendo marameo gli dico proprio: “Siete finiti in un romanzo di Moresco!” e Marino se la ride di buon gusto, se la ride così tanto che secondo me lo dirà ad Antonio Moresco la sera di domenica 6 settembre quando Moresco presenterà al FLiP Il Finimondo. “Siamo finiti in tuo romanzo!” gli dirà, e se la rideranno assieme.
D’altronde, cosa ce ne si fa dell’immortalità se non si può ridersela su?
L’infantilismo dei potenti di turno passa fin troppo velocemente all’incasso del meritato oblio e mi sa debba essere questo a incattivirli. La letteratura invece è fatta per restare e per lei vale la stessa definizione che Aldo Busi ha dato della felicità: è “uno stato di moto a luogo con sosta brevissima”. La letteratura, per restare, deve sapersi mettere in movimento sempre.
Righello alla mano, la distanza tra Pomigliano d’Arco e Casalnuovo di Napoli è cinque chilometri circa: risibile, eppure incolmabile se serve a indicare quella che c’è tra il potere esercitato quale arbitrio personale e la letteratura quand’è vissuta come contropotere istintivo.
Modesta proposta swiftiana: e se tutti i cittadini per fare marameo al sindaco e per traslocare assieme al festival di letteratura indipendente smontassero pezzo per pezzo Pomigliano d’Arco e la rimontassero dentro Casalnuovo di Napoli facendola diventare Pomigliano di Napoli o Casalnuovo d’Arco, decidano pure loro il nome purché sia per alzata di mano di tutti e non per l’indice alzato del sindaco, il quale sindaco il bel giorno appresso potrà allora risvegliarsi con la città traslocata, ovvero senza città, riscoprendosi sindaco tutt’al più di sé stesso, ambito sul quale potrà continuare ad esercitare un imperio lui sì indiscutibilmente insindacabile?
antonio coda
*In copertina e nel testo: immagini dal “Book of Nonsense” di Edward Lear
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