Con l’approvazione della direttiva “Omnibus I” il 13 novembre, il parlamento
europeo ha dato il via libera al primo “pacchetto” di “semplificazioni”, misure
che riducono gli standard di tutela ambientale per le imprese che operano nel
mercato unico, voluto dalla commissione von der Leyen.[1] . Nel linguaggio
dell’esecutivo UE, “semplificazione” è un eufemismo che nasconde un
indebolimento delle tutele per i cittadini, in particolare in tema di protezione
dell’ambiente (pacchetto Omnibus I – appena approvato), di uso dei dati
nell’economia digitale e di investimenti nella tecnologia militare
(rispettivamente i pacchetti Omnibus IV[2] e V[3], in via di approvazione).
Questo articolo si concentra sulle norme che riguardano il digitale, cioè
l’Omnibus IV e, soprattutto, la proposta di regolamento “Digital Omnibus”
pubblicata in versione finale il 19 novembre e che inizia ora l’iter di
discussione.[4] Entrambi mirano a “semplificare” le regole sull’uso dei dati
personali da parte delle aziende del digitale, in particolare quelle che
sviluppano modelli di intelligenza artificiale (IA), con interventi diretti sul
testo del Regolamento generale per la protezione dei dati personali (GDPR). Non
è un dettaglio irrilevante, come vedremo, che il GDPR abbia trovato estesa
applicazione nei confronti dei pochi colossi statunitensi che controllano il
mercato digitale europeo.
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