Un incontro con Walter Quattrociocchi, che dirige il Center for data science and
complexity for society alla Sapienza.
La Commissione europea lo ha inserito tra i sessanta esperti che vigileranno
sull’applicazione della direttiva sull’intelligenza artificiale. Sul tema,
Quattrociocchi ha una visione poco allineata alla narrazione dominante: di
fronte ai titoli sulle «macchine che pensano» o sulla «coscienza dei robot»
invita a un sano scetticismo. Anche per questo ha coniato il neologismo
«epistemia» e ha presentato in Parlamento un appello firmato da centinaia di
accademici per invitare gli esperti a spiegare «come funzionano le intelligenze
artificiali, quali sono i loro limiti e come possono essere utilizzate in modo
responsabile». Non stupisce che tra i cantori dell’Intelligenza artificiale non
si sia fatto molti amici. Lui però è un duro col sorriso: mentre demolisce molte
certezze sulla presunta onnipotenza dell’intelligenza artificiale, firma ogni
suo intervento «con amore e gentilezza».
Leggi l'intervista di Andrea Capocci a Quattrociocchi