Un enorme archivio per studenti e ricercatori con più di sessanta milioni di
libri gratuiti, ora il dominio di annas-archive.org è stato sospeso. Mentre
effettuava il “backup di Spotify”
L’ultimo aggiornamento racconta solo un dettaglio di una storia molto più
grande. Un dettaglio, oltretutto, che non ha riscontri pratici. Eccolo: da una
settimana chi prova a digitare l’indirizzo annas-archive.org si trova davanti
alla scritta: «server hold». Significa che il dominio è stato sospeso. Non
funziona il sito, non si può accedere, né inviare mail. Nulla. La cosa non ha
grandi conseguenze perché chi ha allestito il sito ha già fornito decine di
altri indirizzi per consentire l’accesso alla sua biblioteca. Immensa,
sterminata biblioteca. Perché come sa chiunque, che studi o che abbia un figlio
all’università, Anna’s Archive ha nei suoi “scaffali” più di sessanta milioni di
libri, quasi cento milioni di documenti ed un numero imprecisato di schede e
mappe.
Tutti testi universitari, tutto materiale che costa centinaia, quando non
migliaia di dollari, controllato da un monopolio costruito da tre, quattro
società americane. Ed Anna’s Archive ha semplicemente reso fruibile per tutti
quel patrimonio di conoscenza. Senza scopo di lucro, con l’obbiettivo – che non
si può che definire “politico” – di rendere universale il diritto al sapere. Per
gli studenti, per i professori. In tutto il mondo, visto che la conferenza dei
rettori dell’India neanche due anni fa chiese alle autorità del loro paese di
non bloccare l’accesso al sito, perché ormai era diventato uno strumento
insostituibile per gli studenti e per le stesse biblioteche di facoltà.
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