Mentre procede l’infrastrutturazione di un mondo organizzato attorno al primato
cognitivo ed economico dell’AI, l’ostilità verso i data centers e il loro
impatto – tanto ambientale quanto sociale – inizia ad assumere una dimensione
minacciosa. Contestazioni e attacchi verso tecnomiliardari come Eric Schmidt e
Sam Altman, pressioni su politici locali e la definizione di un esteso bacino di
dissenso trasversale alle identità politiche, stanno allarmando le agenzie
repressive, a partire dallo U.S. Capitol Police Intelligence Services Bureau.
l'approfondimento della trasmissione di Radio Blackout inizia analizzando un
nuovo mega-progetto nello Utah, che ci consente di osservare le differenti
modalità di relazione tra data centers e apparato militare, per arrivare a
delineare alcune traiettorie repressive che aggiornano le strategie degli
apparati agli imperativi dei nuovi padroni
Ascolta il podcast dell'approfondimento
Your browser does not support the audio tag.
Ascola la puntata completa sul sito di Radio Blackout
Tag - proteste
Si stanno moltiplicano gli appelli e le petizioni (vedi Keep Android Open e
Reclaim the net) per fare pressione affinché Google torni indietro nella sua
decisione di aumentare il controllo sugli smartphone Android. A differenza di
quel che è sempre stato Apple, che ha fatto della propria chiusura verso sistemi
terzi un marchio di fabbrica, Android si è imposto nel mercato dei Sistemi
Operativi per smartphone grazie alla sua apertura verso sviluppatori
indipendenti e al contributo di migliaia di programmatori che hanno contribuito
allo sviluppo di Android stesso che è, nella sua versione di base, software open
source.
Sono due le novità introdotte dall'azienda di Montain View. La prima riguarda la
chiusura verso lo sviluppo e la distribuzione di software indipendente, la
seconda è relativa alla necessità di aver installati sul proprio smartphone i
play services di Google per risolvere i reCAPTCHA.
Leggi l'articolo
Da chi chiede una “pausa globale” a chi fa lobby tra i politici fino alle
proteste fuori dagli uffici delle big tech: ecco chi sono le voci che
manifestano contro l'Intelligenza Artificiale
Contro l’intelligenza artificiale. Se per anni il dibattito sull’AI è stato
dominato quasi soltanto da entusiasmo, investimenti e promesse sul futuro, oggi
il movimento di gruppi contrari sta crescendo e diventando sempre più visibile.
Il loro obiettivo è cercare di rallentare, limitare o addirittura fermare lo
sviluppo di tale tecnologia. Non si tratta di un fronte unico. Alcuni gruppi
puntano a influenzare governi e istituzioni attraverso lobbying, ricerca e
campagne mediatiche. Altri funzionano come movimenti di protesta dal basso, con
manifestazioni, azioni simboliche e attivismo continuo. Anche le motivazioni
cambiano molto.
C’è chi teme soprattutto la concentrazione di potere nelle mani delle big tech,
chi parla di perdita di posti di lavoro e sostituzione delle competenze umane e
chi, invece, considera possibile uno scenario estremo in cui sistemi AI molto
avanzati possano diventare impossibili da controllare. Il risultato è una
galassia frammentata ma in rapida crescita, dove convivono ricercatori
universitari, attivisti politici, ex insider della tecnologia e gruppi di
protesta più radicali. Wired Italia ha provato ad esplorarla.
Leggi l'articolo
Quasi 40 GW richiesti a Terna nella sola Lombardia per nuovi data center. La
Regione prepara una legge, ma cresce la protesta sui territori
Il 12 maggio la Regione Lombardia avrebbe dovuto approvare i progetti di legge
Pdl 150 e Pdl 123 sui data center. Le norme serviranno a regolare quella che,
secondo associazioni, sindacati e consiglieri d’opposizione, è la nuova corsa
all’oro del territorio: l’installazione di strutture, sempre più grandi, per
ospitare i server che servono a far funzionare l’intelligenza artificiale. La
decisione però è slittata al prossimo 26 maggio, su richiesta di numerosi
sindaci.
Mentre in Consiglio era in atto la discussione, all’ombra del Pirellone una rete
eterogenea manifestava le sue preoccupazioni. C’erano Legambiente, la Cgil e
diversi rappresentanti istituzionali o della società civile di comuni della
città metropolitana. Tra i timori dei dimostranti c’è soprattutto il fatto che,
in assenza di un quadro chiaro definito a livello nazionale, la norma regionale
serva solo ad accelerare i tempi di approvazione di progetti dei giganti del
tech e dell’immobiliare, senza tutelare abbastanza la cittadinanza. Tema ripreso
dai consiglieri d’opposizione. «Siamo di fronte a una brutta legge, scritta
dalle lobby», ha denunciato Onorio Rosati di Alleanza Verdi Sinistra.
Leggi l'articolo
La costruzione di data-center è in aumento in tutto il mondo per far fronte alle
esigenze di calcolo e di storage della cosidetta Intelligenza Artificiale Di
pari passo crescono le proteste contro la costruzione di questi eco-mostri
particolarmente energivori ed ecologicamente impattanti.
A quanto pare le proteste hanno spesso successo.
negli Stati Uniti, secondo la rete di ricerca e attivismo Data center watch, nel
secondo trimestre del 2025 venti progetti sono stati sospesi o bloccati, per un
valore di 98 miliardi di dollari. Lo scorso 8 dicembre una coalizione di più di
230 gruppi ambientalisti ha richiesto una moratoria nazionale sui nuovi data
center negli Stati Uniti, sollecitando il congresso a fermare la diffusione di
strutture ad alto consumo energetico.
Nelle città dell’Europa del nord la rete non può reggere ulteriori
infrastrutture che richiedono un alto consumo di energia, a meno di investimenti
troppo costosi. E così, quando Amsterdam, Francoforte, Londra e Dublino hanno
messo in pausa nuove autorizzazioni, l’attenzione si è spostata su Milano,
destinata a diventare un nuovo hub a livello europeo. Così anche in Italia sono
nati comitati di cittadini che protestano contro la costruzione di nuovi
data-center, supportati anche da associazioni ecologiste.
Fonti:
* Internazionale, L’intelligenza artificiale fa nascere data center e proteste
* [Irpi Media, I data center si mangiano la terra (ancora) verde. Due casi in
Lombardia](I data center si mangiano la terra (ancora) verde. Due casi in
Lombardia)
* Mappa dei Data Center
* PuntoInformatico, Microsoft, cinque promesse per placare la rivolta anti-Data
Center
* ANSA, Crescono i movimenti 'anti IA', preoccupano lavoro e data center