A proposito di analisi dell'interfaccia dei chatbot e relativo engagement degli
utenti, credo che l'episodio 138, "La stanza", del podast di Pieranni dia degli
spunti molto interessanti.
Tagliando con l'accetta e molto in sintesi, non siate pigri, ascoltate il
podcast, mi pare siano 2 i punti molto interessanti:
1. i chatbot basati su LLM sono dei sicofanti (ovvero lusingano gli utenti). In
questo modo cresce il coinvolgimento e in ultima analisi la dipendenza. Con
il problema che, a quanto pare, gli umani vogliono che i chatbot con cui
intetragiscono abbiano questa caratteristica;
2. la memoria distribuita. Gli umani affidano la propria memoria ai chatbot, i
quali restituiscono una memoria parziale (magari perché è parziale quella
affidata al bot dagli umani) e manipolatoria per vari motivi
I due temi sono spiegati bene nel podcast.
Entrambe queste caratteristiche ci riportano al fatto che nella relazione tra
umani e macchine, c'è un terzo "incomodo" costituito dai padroni della macchina
che la costruiscono appositamente in questo modo per condizionare e manipolare
gli umani.
Nulla di nuovo rispetto ai social media, ma con una tecnologia ancora più
coinvolgente e penetrante
Ascolta la puntata
Cosa succede quando un chatbot ci asseconda e perché. Cosa significa
"sicofanzia"?
Gli articoli citati nella puntata sono i seguenti:
* OpenAI, "Sycophancy in GPT-4o: What happened and what we're doing about it",
29 aprile 2025;
* OpenAI, "Expanding on what we missed with sycophancy";
* Treccani, "Oltre lo specchio della chatbot: quando l'IA ci seduce";
* Perez et al., "Discovering Language Model Behaviors with Model-Written
Evaluations", arXiv:2212.09251, dicembre 2022;
* Joseph M. Pierre, Ben Gaeta, Govind Raghavan, Karthik V. Sarma, "'You're Not
Crazy': A Case of New-onset AI-associated Psychosis", Innovations in Clinical
Neuroscience, 2025,
* Lucy Osler, "Hallucinating with AI: Distributed Delusions and 'AI
Psychosis'", Philosophy & Technology, 39:30, 11 febbraio 2026;
* Kristen French, "Why You're More Likely to Develop AI-Psychosis than to Join
a Cult", Nautilus, 25 febbraio 2026;
* Elsop Insights, "OpenAI Launches Ads in ChatGPT: Sam Altman's 'Last Resort'
Becomes Reality for 800M Users", 21 gennaio 2026;
* Cheng et al., "Sycophantic AI decreases prosocial intentions and promotes
dependence", Science, 26 marzo 2026
Tag - ChatBot
Le aziende stanno perfezionando vari modi, che si stanno affiancando a quelli
usati per finire nei migliori risultati di Google
Sempre più persone preferiscono chiedere informazioni ai chatbot piuttosto che a
Google e ai tradizionali motori di ricerca. La tendenza non riguarda solo le
preferenze dei singoli utenti ma anche i cambiamenti imposti da aziende come
Google stessa, che sta trasformando il suo motore di ricerca fornendo risposte
generate automaticamente (le «AI Overview») e aggiungendo una finestra per
interagire con Gemini, il suo chatbot.
Queste novità stanno cambiando anche il modo in cui le aziende cercano di farsi
trovare online. Da quando esistono i motori di ricerca, il metodo principale è
la cosiddetta SEO (Search Engine Optimization), un insieme di tecniche per
arrivare il più in alto possibile nei risultati di Google. Con la diffusione dei
chatbot, l’obiettivo non è più solo quello, ma anche di condizionare le risposte
delle AI, agendo sui siti che usano più spesso come fonte. Queste nuove pratiche
sono dette Answer Engine Optimization (AEO) e permettono potenzialmente
un’influenza ancora maggiore: i risultati di Google, infatti, sono dieci per
pagina, mentre la risposta di un chatbot è una sola.
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