l’IAG può aiutare la formazione? Si risponde guardando la didattica di oggi, la
valutazione di oggi. Come se l’IAG non modificasse il contesto ma si limitasse
ad aggiungere valore. Il contesto rimane quello attuale, e a quello si aggiunge
il valore dell’IAG. La risposta naturalmente è sì, può aiutare. Può aiutare il
docente a preparare le lezioni e i quiz, lo studente a prepararsi a superare
quei quiz studiando sulle mappe generate sulle registrazioni delle lezioni.
Eccetera.
Ma il problema è che l’IAG modifica profondamente questo contesto, in termini di
modalità di funzionamento ma anche di valori. La lezione e il quiz non saranno
come li conosciamo ora (per fortuna). La competenza nella preparazione delle
lezioni sarà sempre meno importante; lo studio mnemonico in vista dell’esame
sarà sempre meno utile. Allora la valutazione dell’impatto andrebbe fatta
tenendo conto delle modifiche al contesto, non riferendosi al contesto
originale,
Più chiaramente: si fa un gran parlare della necessità di insegnare agli
studenti un approccio critico e consapevole per mitigare il rischio di errore
insito nella natura statistica del machine learning e della generazione di
risposte tramite LLM. L’utente di un servizio di IAG deve essere in grado di
valutare il risultato prodotto con un prompt prima di usarlo. Questo lo sanno
fare gli esperti del dominio...
leggi l'articolo di Stefano Penge
Tag - Scuola
Dopo un iter legislativo non troppo rumoroso, l’Italia si avvia a recepire il
Regolamento UE 2024/1689, noto come “AI Act”. Il governo aveva infatti già
licenziato la legge n. 132/25 recante “Principi in materia di ricerca,
sperimentazione, sviluppo, adozione e applicazione di sistemi e di modelli di
intelligenza artificiale”. Il 10 giugno sono arrivati i primi due decreti
attuativi relativi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scuola e in
operazioni di polizia. Proviamo qui ad analizzare i possibili effetti. La prima
cosa che salta all’occhio è che si tratta di due ambiti importanti, sia per gli
effetti sulla società che per i dati economici in gioco: la scuola resta, anche
dopo i ripetuti tagli succedutosi da Berlinguer fino a Valditara, uno dei
capitoli di spesa maggiori, visibilmente maggiore di quanto lo Stato spenda in
difesa e ordine pubblico.
Si tratta quindi di risorse importanti, che sono state reperite relativamente in
fretta. Dove andranno queste risorse? Purtroppo è abbastanza facile dirlo: si
tratta di acquistare software e servizi da un numero esiguo di aziende (le
solite Big Tech americane), o fare formazione per promuovere l’utilizzo dei
software e dei servizi delle suddette aziende.
Leggi l'articolo
IA.basta.org ha realizzato un KIT D’EMERGENZA PER L’INTRODUZIONE DELL’I.A. NELLA
SCUOLA che si può leggere e scaricare.
Nelle ultime settimane è aumentata in tutta Europa la resistenza
all'introduzione dell'Interlligenza Artificiale nelle scuole e nell'università.
Diamo conto di due iniziative, una proveniente dall'ambiente accademico italiano
e una dalle università olandesi.
UNA VISIONE REALISTICA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - LETTERA APERTA ALLA
SOCIETÀ
"Negli ultimi anni, le tecnologie informatiche comunemente note come
"intelligenza artificiale" sono entrate con forza nel dibattito pubblico, con
l’arrivo e la diffusione esplosiva dei sistemi generativi. Si parla di
rivoluzione, di macchine che “pensano”, di coscienza artificiale, di
sostituzione delle persone. In questo contesto, riteniamo necessario riportare
la discussione su basi chiare e realistiche.
Una domanda semplice resta spesso senza risposta: che cosa sono davvero questi
sistemi, e a che punto siamo realmente?
Proviamo a fare chiarezza."
Leggi la lettera
LETTERA APERTA: “BASTA CON L’ADOZIONE ACRITICA DELLE TECNOLOGIE DI INTELLIGENZA
ARTIFICIALE NELLE UNIVERSITÀ”
Con questa lettera, prendiamo una posizione di principio contro la
proliferazione delle cosiddette tecnologie di “intelligenza artificiale” nelle
università. In quanto membri di un’istituzione educativa, non possiamo tollerare
l’uso acritico dell’IA da parte di studenti, professori, ricercatori o
dirigenti. Chiediamo inoltre di riconsiderare tutti i rapporti finanziari
diretti tra le università olandesi e le aziende di IA. Introdurre le tecnologie
di IA senza restrizioni conduce a violare lo spirito della legge europea
sull’IA. Mina i nostri valori pedagogici fondamentali e i principi
dell’integrità scientifica. Ci impedisce di rispettare i nostri principi di
indipendenza e trasparenza. E, cosa più preoccupante, è stato dimostrato che
l’uso dell’IA ostacola l’apprendimento e disabilita il pensiero critico.
Leggi la lettera tradotta in italiano
"Intelligente? Artificiale? Un approccio critico alle Linee Guida del MIM" è il
titolo dei corsi di formazione che si terranno martedì 5 maggio a Catania e
lunedì 18 maggio 2026 a Napoli.
Proseguono i corsi di formazione con approccio critico all'introduzione
dell'Intelligenza Artificiale nelle scuole secondo le linne guida del MIM. I
prossimi appuntamenti saranno al sud: Catania e Napoli.
In entrambi gli appuntamenti avrà luogo un laboratorio di "Pedagogia hacker.
Strumenti e rimedi contro l'alienazione digitale a scuola" a cura di Stefano
Borroni Barale.
Scopo di questo gruppo di lavoro sarà dotarsi di alcuni semplici strumenti per
contrastare l'alienazione di docenti e studenti rispetto al monopolio Big Tech
del digitale a scuola. Con questi saremo in grado di costruire insieme un gruppo
di lavoro, studio e auto-aiuto per proseguire azione e formazione sul
territorio, in collegamento con la campagna "IA Basta!", dopo la giornata di
formazione
A Napoli il corso sarà impreziosito dalla presenza di Richard Stallman -
Fondatore Free Software Foundation e leader del progetto GNU Perché le scuole
dovrebbero usare esclusivamente software libero ed evitare la “pretend
intelligence”
I corsi sono gratuiti. I docenti, dirigenti e personale ATA potranno beneficiare
dell'esonero dal servizio.
Tutte le informazioni sul sito di CIRCE
Prima assoluta della commedia teatrale '1RxI : Un Robot Per Insegnante' di
Stefano Penge
Lo spettacolo mette in scena in maniera comica l’arrivo dell’IA in un piccolo
istituto comprensivo, con le difficoltà, i dubbi, le dinamiche interne tra
docenti e con il dirigente.
È ricco di informazioni su cosa sono gli LLM, come funzionano e perché a volte
non funzionano, trattate con leggerezza e ad un livello adatto anche a
principianti.
Lo scopo non è magnificare le sorti dell’IAG e redarguire chi ancora ne ha
paura, ma al contrario, permettere al pubblico di identificarsi con le paure e
le attese dei personaggi: a cosa mi può servire l'IA? E ai ragazzi? Non mi
toglierà il lavoro?
Forse il messaggio più importante è che nessuno può obbligare un docente a far
usare l’IA generativa ai suoi studenti; ma visto che lo usano comunque, è
sicuramente utile cercare di capire meglio cos’è, da dove viene, dove va.
In scena cinque personaggi: un insegnante, un robot, un dirigente, una collega,
il padre dell’insegnante. Tra i materiali di scena ci sono canzoni, immagini,
video e un altro copione, tutti (tranne le musiche) realizzati con servizi
basati su LLM.
Lo spettacolo è evidentemente rivolto ad una platea di insegnanti, più che di
studenti. Ma chissà, può essere utile anche ad altri.
* Compagnia teatrale: Primo Atto
* Produzione: WinScuola
* Quando: 11 Aprile 2026 alle 18
* Dove: Sala multimediale Goethe Institut di Roma in via Savoia 15
Lo spettacolo è gratuito, ma bisogna prenotare i posti.
Di seguito l'intervista audio a Stefano Penge durante la puntata di Le Dita
Nella Presa, trasmissione di Radio Ondarossa che tratta di tecnologia, del 22
marzo 2026.
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Una puntata di solo notizie positive: raccordo.info, un aggregatore di
movimento; appuntamenti di hacking a Milano; spettacolo teatrale per parlare
dell'IA a scuola; sindacalizzazione dellə lavoratorə che annotano i dati per
l'IA; il progressivo abbandono del software proprietario statunitense da parte
di varie amministrazioni europee.
Apriamo con la presentazione di raccordo.info, un "aggregatore di movimento",
ovvero un sito in cui trovare tutti (o quasi) i contenuti prodotti da realtà di
movimento. Un modo per informarsi fuori dai social media commerciali, senza
tracciamento né profilazione né app da installare.
Proseguiamo con la presentazione di HackInSocs 2026, appuntamento di hacking:
27-28-29 settembre al Settore Occupato Città Studi, Via Celoria 22, Milano
Con Stefano Penge, autore di 1RxI - Un robot per insegnante , parliamo di come è
nato questo spettacolo teatrale che ha lo scopo di divulgare i punti critici
dell'introduzione dell'IA a scuola.
Ci spostiamo in Kenya, per proseguire il ragionamento iniziato alcuni mesi fa
sulla quantità di lavoro invisibile che è implicita in quella che chiamiamo
intelligenza artificiale. Lo facciamo leggendo alcune dichiarazioni della Data
Labelers Association, realtà che organizza lavoratori e lavoratrici di questo
settore.
A partire dalla decisione del governo tedesco di rendere obbligatorio l'uso
dello standard ODF - cioè quello promosso da LibreOffice - a scapito dell'OOXML
- che invece è di Microsoft - parliamo della progressiva migrazione delle
pubbliche amministrazioni europee verso software non-statunitensi e
tendenzialmente con licenze open source in nome della sovranità digitale.
Ascolta l'audio sul sito di Radio Ondarossa
lunedì 16 marzo 2026, ore 8.30 – 13.30, convegno nazionale di formazione in
presenza e a distanza per chi risiede fuori dalla provincia di Cagliari
Il CESP prosegue il programma di convegni sull’introduzione dell’intelligenza
artificiale a Scuola a seguito della pubblicazione delle Linee Guida
ministeriali.
Nel prossimo incontro a Cagliari parteciperà anche Richard Matthew Stallman, uno
dei maggiori esponenti del movimento del software libero e fondatore della Free
Software Foundation.
Tra gli altri partecipante anche Stefano Borroni Barale, CUB Scuola/C.I.R.C.E.,
autore del libro "Intelligenza inesistente".
Tutte le informazioni su programma e partecipazione sul sito del CESP
I servizi basati su grandi modelli linguistici stanno già avendo impatti sociali
enormi, a partire da come vengono prodotti i Grandi Modelli Linguistici (LLM)
fino a quali competenze riescono a ottimizzare e sottrarre alle persone. Mentre
gli ottimisti si limitano a chiosare che «occorre però adottare un approccio
critico», questa tecnica industriale viene promossa a tecnica didattica e
inserita nella scuola come uno strumento neutro, la cui adozione obbligatoria è
giustificata dal riferimento a valori astratti come creatività e innovazione, e
più concretamente ottimizzazione. Non è necessario; ma se si vuole decidere di
usarli, una possibile strada alternativa passa per la costruzione di ambienti
trasparenti e controllati da chi apprende.
Sommario: Introduzione – Tecniche e ottimizzazione – Tecniche d’importazione –
Estrazione e trasformazione di risorse – Una tecnologia opaca – Ambienti aperti
e trasparenti.
Leggi l'articolo di Stefano Penge
Nel giugno 2024, noyb aveva presentato due reclami riguardanti Microsoft 365
Education nelle scuole presso il DSB austriaco. Il primo reclamo è stato deciso
nell'ottobre 2025. All'epoca, il DSB aveva stabilito che Microsoft aveva violato
il diritto di accesso ai sensi dell'articolo 15 del GDPR. Il secondo reclamo,
ora deciso, riguardava l'uso di cookie di tracciamento illeciti in Microsoft 365
Education.
Nella sua decisione più recente, il DSB ha nuovamente accertato che Microsoft ha
agito illecitamente. Nello specifico, l'azienda ha installato cookie di
tracciamento sui dispositivi di un minore che utilizzava Microsoft 365
Education. Secondo la documentazione di Microsoft, questi cookie analizzano il
comportamento dell'utente, raccolgono dati del browser e vengono utilizzati per
scopi pubblicitari. Il DSB ha inoltre ordinato a Microsoft di cessare il
tracciamento del denunciante entro quattro settimane. Sia la scuola che il
Ministero dell'Istruzione austriaco hanno affermato di non essere a conoscenza
di tali cookie di tracciamento prima dei reclami di noyb.
Felix Mikolasch, avvocato specializzato in protezione dei dati presso noyb :
"Tracciare i minori è chiaramente contrario alla privacy. Sembra che a Microsoft
non importi molto della privacy, a meno che non sia per le sue dichiarazioni di
marketing e pubbliche relazioni".
Fonte in inglese qui
Il 6 dicembre 2025, presso il “Museo Riso” di Palermo, C.I.R.C.E. condurrà un
laboratorio di Pedagogia Hacker.
Nei giorni 5 e 6 dicembre 2025, presso il “Museo Riso” di Palermo, si terrà
l’evento “Cambiare la scuola (per) cambiare la città”, rivolto a dirigenti e
docenti, con la partecipazione di esperti, attivisti e studiosi chiamati a
riflettere e portare esperienze sulle potenzialità della scuola come motore di
trasformazione sociale e sulla capacità dei laboratori urbani di promuovere
processi di rigenerazione e innovazione nelle città.
Il convegno Cambiare la scuola (per) cambiare la città intende esplorare il
ruolo della scuola come presidio educativo e sociale in un’epoca segnata da
profonde crisi: dalla dispersione scolastica al bullismo, dal crescente disagio
giovanile alla miseria delle troppe periferie, dal rapporto tra tecno- logia e
didattica alle insufficienze di un sistema educativo che chiede sostegno fuori
da sé. Ad essere in crisi, infatti, non è solo la scuola, bensì la città nel suo
complesso, con le sue enormi contraddizioni e il continuo involversi della
situazione sociale. Occorre allora interrogarsi su come infrastrutturare una
città basata sull’inclusione di tutti e tutte, compresi i soggetti più
marginalizzati. Se le città si configurano come un luogo nel quale mancano
spazi, opportunità e tutele, è giunta l’ora di invertire la rotta.
Continua la lettura sul sito di C.I.R.C.E.