67 impianti già attivi, altri in fase di progettazione. Sabato la prima protesta
in provincia di Pavia
A Lacchiarella, in provincia di Pavia, sabato prossimo alle 10 ci sarà una delle
prime manifestazioni contro la costruzione di un data center in Italia,
organizzata dal Comitato di Ciarlasco. Ultimo atto di un processo di
organizzazione dal basso contro la diffusione incontrollata di data center che
da mesi coinvolge l’intero territorio della Lombardia. Negli ultimi anni la
regione è diventata, suo malgrado, il nuovo hub del Sud Europa per la
costruzione di data center, impianti dedicati alla raccolta, archiviazione ed
elaborazione dei dati per l’intelligenza artificiale.
I data center di grandi dimensioni progettati per sostenere un incremento
continuo della domanda, sono strutture fortemente energivore che hanno un
impatto dirompente sulla salute e il territorio. Di recente, il rapporto
«Environmental cost of AI’s energy use: carbon, water and land footprints» della
United nations university, ha reso noto che, entro il 2030, i data center
arriveranno a consumare 945 terawattora di elettricità all’anno, quasi il triplo
del consumo combinato di Pakistan, Bangladesh e Nigeria (650 milioni di
abitanti).
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Sul tema sono stati ospiti di Radio3 Scienza Giovanna Sissa, docente di
sostenibilità ambientale dell'ICT al Dottorato di ricerca STIET dell'Università
di Genova e autrice di "Le emissioni segrete. L'impatto ambientale dell'universo
digitale" (Il Mulino, 2024) ed Eugenio Morello, docente di tecnica e
pianificazione urbanistica presso il Politecnico di Milano.
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Tag - Sissa
Il video della presentazione, organizzata dalla Scuola critica del digitale del
CRS, del libro di Giovanna Sissa (il Mulino, 2024). Ne hanno parlato con
l’autrice Stefano Lotti, Maurizio (Graffio) Mazzoneschi, Alessandro
Montebugnoli. Coordinamento di Giulio De Petra.
Mercoledì 20 novembre a Roma, in Via della Dogana Vecchia 5, alle ore 18:00, la
presentazione, organizzata dalla Scuola critica del digitale del CRS, del libro
di Giovanna Sissa (il Mulino, 2024). Ne parlano con l’autrice Stefano Lotti,
Maurizio (Graffio) Mazzoneschi, Alessandro Montebugnoli. Coordina Giulio De
Petra.
Il mondo digitale è stato raccontato, e continua ad esserlo, come un universo
libero da ogni vincolo materiale. Non è così. Il mondo digitale per esistere ha
bisogno di cavi, circuiti, calcolatori sempre più potenti, memorie, sensori e
dispositivi individuali della più varia natura. E tutto questo deve essere
costruito, trasportato, alimentato, dismesso e smaltito.
La miniaturizzazione dei dispositivi e l’invisibilità di Internet e dei data
center rendono difficile immaginare quanta energia sia necessaria per
consentirne costruzione, uso e smaltimento. Ma è possibile dimostrare che
l’universo digitale lascia un’impronta di carbonio significativa e crescente e
che influisce sul riscaldamento globale.
L’utilizzo da parte delle aziende informatiche di “tecnologie rinnovabili” non
risolve il problema. Nella produzione informatica infatti si è sempre
considerato l’uso crescente di risorse fisiche come un dettaglio trascurabile
considerando i costi decrescenti dell’hardware. È necessario invece tenere conto
fin dalla progettazione di modalità di elaborazione capaci di ridurre le
emissioni. Serve un’informatica che conosca, rispetti e risparmi le risorse
computazionali che utilizza.
Tutte le informazioni sul sito del Centro Riforma della Stato