67 impianti già attivi, altri in fase di progettazione. Sabato la prima protesta
in provincia di Pavia
A Lacchiarella, in provincia di Pavia, sabato prossimo alle 10 ci sarà una delle
prime manifestazioni contro la costruzione di un data center in Italia,
organizzata dal Comitato di Ciarlasco. Ultimo atto di un processo di
organizzazione dal basso contro la diffusione incontrollata di data center che
da mesi coinvolge l’intero territorio della Lombardia. Negli ultimi anni la
regione è diventata, suo malgrado, il nuovo hub del Sud Europa per la
costruzione di data center, impianti dedicati alla raccolta, archiviazione ed
elaborazione dei dati per l’intelligenza artificiale.
I data center di grandi dimensioni progettati per sostenere un incremento
continuo della domanda, sono strutture fortemente energivore che hanno un
impatto dirompente sulla salute e il territorio. Di recente, il rapporto
«Environmental cost of AI’s energy use: carbon, water and land footprints» della
United nations university, ha reso noto che, entro il 2030, i data center
arriveranno a consumare 945 terawattora di elettricità all’anno, quasi il triplo
del consumo combinato di Pakistan, Bangladesh e Nigeria (650 milioni di
abitanti).
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Sul tema sono stati ospiti di Radio3 Scienza Giovanna Sissa, docente di
sostenibilità ambientale dell'ICT al Dottorato di ricerca STIET dell'Università
di Genova e autrice di "Le emissioni segrete. L'impatto ambientale dell'universo
digitale" (Il Mulino, 2024) ed Eugenio Morello, docente di tecnica e
pianificazione urbanistica presso il Politecnico di Milano.
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Tag - Lombardia
Con il "Decreto Bollette", il governo ha definito i data center infrastrutture
strategiche nazionali, scavalcando i sindaci. Risultato? La Lombardia ospita
quasi il 65% della potenza nazionale dei server, e ben 40 dei 82 gigawatt
richiesti in tutta Italia sono concentrati solo nella Città Metropolitana di
Milano, che ha superato la densità energetica di Zurigo e Madrid. Rita
Cantalino, giornalista e attivista, ci racconta quanto già ora l'impatto sia
importante e il futuro che ci aspetta con la promessa di "Hub del Mediterraneo".
Piede Sinistro è un podcast di approfondimento, analisi e racconto di notizie,
attualità e non solo. Uno spazio che non punta a dare risposte, ma a fornire
chiavi di lettura e strumenti per affrontare la complessità del presente in
autonomia.
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"Il testo approvato in Regione presenta maglie larghe e vincoli insufficienti
per prevenire gli impatti ambientali. I costi dell’intelligenza artificiale
potrebbero superare i benefici.
La Lombardia è la principale area italiana per presenza di data center e,
finalmente, ha predisposto un (brutto) progetto di legge per regolarne la
crescita, che si sta rivelando caotica e fortemente impattante, come già
accaduto per i centri logistici sorti come funghi negli ultimi anni. Il testo
approvato il 26 maggio in Regione presenta però ancora maglie troppo larghe e
vincoli insufficienti per prevenire gli impatti ambientali. Norme di questo tipo
dovrebbero essere nazionali, non regionali. La disciplina nazionale, approvata
il 24 febbraio 2026, prevede infatti decreti attuativi entro sei mesi, ma
rischia comunque di arrivare a valle di un fenomeno già esploso."
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