OCCHI APERTI SU GAZA
sabato 21 febbraio 2026 - dalle 14.30 - Kantiere, Possaccio, Verbania
La giornata si aprirà alle ore 14,30 con l’incontro “Tecnologie digitali: dal
laboratorio Palestina alle nostre vite”, con Carlo Milani (Circe), per
approfondire il ruolo delle tecnologie e dell’informazione nel contesto
palestinese e nelle nostre società.
Alle ore 15,30 è prevista la presentazione del libro “Gaza, la fiamma che non si
spegne” di Bara Abu Wadi, scrittore e ricercatore palestinese originario di
Gaza. L’autore testimonia attraverso la scrittura l’esperienza della guerra e il
racconto di quella città viva nei suoi ricordi e ora ridotta in macerie.
L’incontro sarà curato da Francesca Niccoli e prevede un collegamento da Gaza
con l’autore.
Alle ore 16,30 si terrà l’intervento video “I portuali non lavorano per la
guerra” con José Nivoi, il carismatico leader del CALP di Genova, dedicato al
tema delle mobilitazioni collettive e del ruolo avuto dal comparto dei
lavoratori portuali contro il commercio di armi e l’economia di guerra. Nivoi
farà anche un bilancio del Grande Sciopero Internazionale dei Porti dello scorso
6 febbraio che ha visto coinvolti per la prima volta moltissimi porti del
Mediterraneo e d’Europa (da Genova a Tangeri e da Amburgo al Pireo per citarne
solo alcuni).
Alle ore 18 seguirà un momento conviviale condiviso.
Dalle ore 19 spazio alla musica con alcuni gruppi locali e, come guest star, il
Kantiere ospiterà il cantautore torinese Errico Canta Male, celebre per la
canzone “Vanchiglia”. Il suo ultimo singolo, “Blocchiamo Tutto”, è stato
registrato in studio con grande cura. L’idea del brano è nata dopo diverse
conversazioni con amici e collaboratori: il cantautore torinese voleva
affrontare il tema dell’inasprimento del genocidio palestinese senza cadere
nella retorica, raccontando ciò che osservava in città tra fine settembre e
inizio ottobre. La canzone sintetizza quell’urgenza e quella spinta emotiva in
un testo diretto, dedicato ai martiri palestinesi e a tutte le persone nel mondo
che hanno scelto di aprire gli occhi.
Tra le formazioni presenti anche i verbanesi Mountain’s Foot, band nata nel 2016
dall’incontro di Matteo Scaringelli (chitarra e voce solista), Mauro Ramozzi
(chitarra solista e cori), Simone Facchi (batteria e cori) e Fabio Bonomi
(basso), con alle spalle diverse esperienze nella scena rock locale. Il gruppo
propone un rock and roll old school di chiara ispirazione anni Sessanta e
Settanta, con richiami ai grandi classici dell’hard rock internazionale. Il loro
primo disco omonimo, pubblicato nel 2020 per Delta Records & Promotion, ha
ricevuto riscontri positivi dalla critica di settore per il carattere autentico
e la fedeltà alle sonorità del rock più classico e genuino.
Sul palco anche i Crewska, formazione nata in ambito ska ma con influenze che
spaziano tra reggae, funky, folk e punk rock. La band – composta da batteria,
basso, chitarra, voce e violino – propone prevalentemente brani originali in
italiano, con un sound energico e contaminato.
Ad aprire la parte musicale anche i giovanissimi Kill the Silence, band pop-rock
composta da ragazze e ragazzi tra i 15 e i 18 anni: Alizeè Poletti (voce),
Riccardo Richie Gattei (chitarra), Alessandro Gattei (tastiere), Rebecca
Romagnoli (basso) e Giorgia Vigna (batteria), studenti e studentesse di Omegna,
Verbania e Gozzano e rappresentanti della nuova scena musicale emergente del
territorio.
Si esibiranno inoltre gli Ice Wings, giovanissima band rock della provincia del
VCO composta da Annika De Rosa (voce), Gabriele “Gege” Rolando (chitarra),
Eleonora “Eluzz” Rasi (basso) e Cedric Tommasato (batteria e percussioni), con
una formazione musicale avviata fin dall’infanzia. Nati nel 2021, si sono
rapidamente affacciati sui palchi locali tra concerti, aperture e jam session,
iniziando come cover band e sviluppando progressivamente un repertorio
originale. Dopo l’uscita di diversi singoli nel 2025 e la firma con l’agenzia di
management Sorry Mom!, il gruppo è attualmente impegnato nelle registrazioni
finali del primo album in uscita in primavera.
Source - Notizie da C.I.R.C.E.
Notizie da C.I.R.C.E.
La gent té el poder (“People have the power”, feat. Patti Smith). A vegades no
ho recordem, de la mateixa manera que oblidem que les xarxes socials (social
network) no són els mitjans de comunicació socials (social media). Ara és el
moment de desprendre'ns de narracions i hàbits tòxics, i imaginar allò que ens
agradaria fer amb la tecnologia que estimem i com.
El 28 de febrer organitzem un taller de pedagogia hacker on parlarem de
tecnologies, educació i els riscos i beneficis de l'ús d'aquestes eines tant
presents en les nostres vides i les de les persones joves amb les quals
treballem.
El taller, que plantejarà mètodes i eines per pensar críticament la relació amb
les tecnologies digitals en l'àmbit educatiu i servirà també per compartir
recursos i accions pràctiques, serà gratuït, però podeu fer una aportació
voluntària pel lloc que ens acull.
El taller tindrà entre 20 i 25 places. Si us plau, en cas que no puguis
participar, fes-nos-ho saber almenys 5 dies abans.
Ens trobarem a les 10 del matí del 28 de febrer al Local de la Puri (c/Puríssima
Concepció, 28, Poble Sec, Barcelona).
Per saber-ne més, obre l'enllaç: https://taller.vado.li/
[English version below]
People have the power (“People have the power”, feat. Patti Smith). Sometimes we
don't remember that, just as we forget that social networks (social network) are
not social media. Now is the time to shed toxic narratives and habits, and to
imagine what we would like to do with the technology we love and how.
On February 28, we are organizing a hacker pedagogy workshop where we will talk
about technologies, education, and the risks and benefits of using these tools
that are so present in our lives and in the lives of the young people we work
with.
The workshop, which will present methods and tools for critically thinking about
our relationship with digital technologies in the educational setting and will
also serve to share resources and practical actions, will be free of charge, but
you can make a voluntary contribution to our host venue.
The workshop will have 20 to 25 spots. If you can't attend, please let us know
at least 5 days in advance.
We will meet at 10:00 AM on February 28th at the Local de la Puri (28 Puríssima
Concepció Street, Poble Sec, Barcelona).
For more information, open the link: https://taller.vado.li/
Giovedì 12 febbraio, dalle 19:00 alle 21:30, nell’ambito dell’iniziativa
100x100gaza , per rispondere collettivamente alla catastrofe provocata dal
genocidio, Rotta Genuina e Vivèro ospitano una serata di approfondimento su
cybersicurezza, controllo digitale e tecnologie conviviali.
Le tecnologie digitali non sono mai neutre: tracciano, profilano, monitorano e
spesso replicano disuguaglianze che esistono offline.
Sono strumenti di dominio con impatti sociali e politici molto concreti.
Partendo dal “Laboratorio Palestina”, dove le tecnologie digitali vengono
sperimentate come strumenti di controllo, sorveglianza e guerra, allargheremo lo
sguardo alla dimensione geopolitica globale, fino ad arrivare all’Italia, per
capire come le tecnologie controllano e attraversano i nostri territori.
Proveremo a immaginare modelli tecnologici e pratiche alternative a quelli
grandi piattaforme, costruendo insieme una nuova “cassetta degli strumenti”.
Se ne parlerà insieme a
Dario Guarascio - docente di economia a La Sapienza, autore del libro Imperialismo Digitale, Laterza
Graffio - del gruppo di ricerca C.I.R.C.E.
GazaWeb – Gli alberi della rete
Si discuterà d:
🔹 come i dispositivi digitali possono essere usati per controllare, sorvegliare
e normalizzare forme di violenza
🔹 il “Laboratorio Palestina”: sperimentazione di strumenti digitali di
controllo
🔹 il ruolo delle Big Tech e dei finanziamenti europei nel mantenimento di
questi sistemi
🔹 pratiche di boicottaggio e alternative tecnologiche conviviali
🔹 strumenti concreti di consapevolezza digitale
🔹 come sostenere progetti di tecnologie solidali e di lotta
In più: Aperitivo, banchetti di GazaWeb e Women for Gaza + raccolta fondi per la
settimana 100x100 Gaza.
Presso Vivero –via Antonio Raimondi 37, Roma | 12 febbraio | 19:00–21:30
A seguire concerto benefit da Zazie nel Metro.
Il 4-5-6 febbraio partecipiamo alla quarta edizione del festival sulle arti
inclusive #InclusiveArts2026 che investiga le pratiche di #MachineLearning nel
campo dell’inclusive design e dell’accessibilità delle piattaforme digitali.
In occasione dell'evento iNCLUSIVE aRTS 2026 organizzato dal Prof. Enrico
Bisenzi presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, siamo state invitate a
partecipare in modo trasversale nelle tre giornate per contribuire con uno
sguardo critico ad analizzare l'impatto dell'Intelligenza Artificiale nel campo
dell'Inclusive Design. Inoltre, nella prima giornata, condurremo un laboratorio
di S/gamificazione dal titolo Automazione industriale VS Intelligenza
Artigianale in collaborazione con Betterpress Lab
AUTOMAZIONE INDUSTRIALE VS INTELLIGENZA ARTIGIANALE: “GIOCARE O ESSERE GIOCATE”
(A CURA DI AGNESE TROCCHI E BETTERPRESS LAB)
Analisi d’interfaccia: un percorso a ritroso dal digitale all’analogico
Ogni giorno nelle nostre attività personali, di studio o di lavoro, siamo
costantemente esposte a piattaforme digitali che influenzano il nostro modo di
comunicare e di vivere le relazioni. Attraverso l’analisi emotiva d’interfaccia
comprendiamo i meccanismi che influenzano il modo in cui viviamo le interazioni
digitali, in particolare con i chatbot conversazionali. Senza accorgercene
automatizziamo i nostri comportamenti per interagire con le intelligenze
artificiali su cui proiettiamo caratteristiche umane.
Esplorando la “zona della macchina” in cui siamo quotidianamente immerse,
realizzeremo due tipi di intervento: la mattina analizzeremo le interfacce
digitali di videogiochi, social media, app di messaggistica e chatbot per
comprendere cosa è la gamificazione utilizzando il metodo della Pedagogia
Hacker; il pomeriggio ricostruiremo in modo analogico le interfacce che più sono
presenti nelle nostre vite utilizzando gli strumenti della stampa a caratteri
mobili.
MATTINA: LABORATORIO PRATICO/TEORICO “GIOCARE O ESSERE GIOCATE”
Ogni giorno siamo chiamate a partecipare e a contribuire instancabilmente alle
“comunità” digitali, costruite seguendo tecniche di gamificazione.
Veniamo spronate a interagire con chatbot conversazionali pronti a rispondere a
ogni nostra domanda. Ogni esperienza di interazione si trasforma in una
complicata gara, con un sacco di punti e classifiche, livelli e campioni.
Conosciamo per esperienza diretta le regole di questi “giochi”: se ci
comportiamo bene, otteniamo molti “like”, strike, notifiche, cioè caramelle
sintetiche per i nostri cervelli (sotto forma di dopamina); se siamo scarse
rimaniamo a bocca asciutta. Analizzeremo testi di chatbot e testi digitali di
esseri umani. Osserveremo gli spazi e gli strumenti di cui si avvalgono e, nel
corso di un viaggio a ritroso tra gli strati e nel tempo, arriveremo ad
esplorare come il mezzo modifica il messaggio e compromette i fini.
POMERIGGIO: LABORATORIO PRATICO/CREATIVO
“Stampa a caratteri mobili – pensare con le mani”
Siamo in un mondo dove le piattaforme social, le app di messaggistica e le
conversazioni con i chatbot ci travolgono in un flusso incessante di emozioni e
informazioni. Con curiosità hacker solleveremo gli strati delle tecnologie per
osservare cosa cambia se a scrivere è una IA, un essere umano su un supporto
digitale o su carta con un torchio tipografico.
Come cambiano la composizione e l’impatto emotivo della comunicazione al
cambiare dei supporti tecnologici che utilizziamo?
Comporremo con caratteri mobili e stamperemo con tirabozze tipografici,
inchiostrando la forma manualmente con i rulli. Utilizzeremo questi strumenti
per ricostruire un’interfaccia digitale con la tecnologia analogica.
Attraverso l’osservazione dei nostri comportamenti sperimenteremo un percorso
catartico che ci permetterà di acquisire una maggiore consapevolezza dei
processi nascosti nei rituali digitali quotidiani e di costruire ricette utili a
colmare l’alienazione dalle tecnologie che fanno parte delle nostre vite.
SEDE DELL’EVENTO
Come per le altre edizioni il ‘festival’ #InclusiveArts si terrà presso la sede
di Campo Boario dell’Accademia di Belle Arti di Roma – Largo Dino Frisullo,
s.n.c., Testaccio, 00153 Roma https://maps.app.goo.gl/KCVhAaR8rTsy4kEQ6 (
41.873922, 12.472511 ).
Iscrizioni per ottenimento credito
Per saperne di più sul programma e sulle modalità d'iscrizione visitate il sito
del Prof. Enrico Bisenzi
Sono aperte le iscrizioni all'edizione 2026 del Master Studi e Politiche di
Genere dell'Università di Roma Tre. Quest'anno il Master prevede due percorsi:
uno esclusivamente in presenza e uno esclusivamente online su strumenti liberi.
La domanda di ammissione va inviata entro il 7 gennaio 2026. È possibile anche
partecipare come uditrici a uno o più moduli.
Nato nel 2001 all’Università Roma Tre, il Master Studi e Politiche di Genere è
lo spazio dove trovare strumenti teorici per l’introduzione e l’aggiornamento
sulle tendenze e i dibattiti più recenti, sostanziati da un approccio
genealogico, che restituisce la ricchezza dei percorsi precedenti, intrapresi da
singole, gruppi e movimenti.
Agnese Trocchi e Lavinia Marziale curano il modulo Tecnologia Critica e da
quest'anno si occupano anche degli spazi digitali per il percorso online.
Il master in Studi e Politiche di Genere a distanza per il suo svolgimento ha
adottato Nextcloud e Discourse, software liberi e open-source per archiviazione
cloud, discussioni e condivisione di spazi e materiali digitali, e molto altro.
Siamo partite dall’osservare tanto gli strumenti digitali che accompagnano le
nostre attività di studio, svago o lavoro, quanto le nostre relazioni con questi
strumenti. Comprendere il funzionamento di reti, hardware e interfacce digitali,
la loro progettazione e le interazioni di potere geopolitico che le rendono
possibili, ci dà la possibilità di situarci nel mondo digitale e fare delle
scelte consapevoli.
Le tecnologie digitali non sono infatti né neutre né eteree, ma incarnano e
modellano a loro volta le nostre relazioni e comunicazioni.
Per questo le nostre istanze di Nextcloud e Discourse sono ospitate sui server
gestiti da Maadix, società catalana che offre servizi informatici promuovendo i
valori della privacy delle comunicazioni, sicurezza digitale e libertà di
informazione.
Tutto il programma del percorso online è consultabile qui
Il programma del percorso in presenza è qui
Per informazioni sulle modalità di iscrizione invece seguire questo link.
Martedì 16 novembre si è tenuto a Torino e, contemporaneamente, in streaming il
lancio della campagna “I.A., basta!” pensato dai sindacati di base, in
collaborazione con l’associazione “Agorà 33 – La nostra scuola”, per «resistere
all'adozione frettolosa e acritica delle intelligenze artificiali centralizzate
imposte da Big Tech, come ChatGpt e Gemini», in risposta all’appello di alcuni
docenti.
Lo scopo principale della campagna è far partire un dibattito che latita
dall’inizio della “transizione digitale”, incentivata dai vari round di
finanziamenti Pnrr Scuola. Fino a ora, infatti, si è sempre sentito parlare di
“intelligenza artificiale”, strettamente al singolare, sottintendendo con questo
che l’unica opzione per la scuola sia accettare “a scatola chiusa” le soluzioni
delle Big Tech, oppure rigettare in toto la tecnologia alla maniera degli Amish.
Non esiste una sola intelligenza artificiale
Fin dalla prima sperimentazione, lanciata all’inizio dello scorso anno
scolastico, il ministero dell’Istruzione e del Merito sembra muoversi in accordo
al grido di battaglia che fu di Margaret Thatcher: «Non ci sono alternative»! La
sperimentazione, partita in 15 su 8254 scuole del paese utilizzando
esclusivamente prodotti Google e Microsoft, non è ancora terminata e già il
Ministero ha fatto un altro possente balzo in avanti: a settembre ha presentato
le “Linee guida per l’introduzione dell’I.A. nella scuola”.
A partire dal titolo del documento, emerge in maniera chiara una visione
rigidamente determinista: l’intelligenza artificiale è una, quella venduta da
Big Tech (OpenAi, Google, Meta, Microsoft, Anthropic), non ci sono discussioni.
Articolo completo qui
Due presentazioni di Prompt di Fine Mondo! Sabato 6 dicembre a Perugia in una
casa leggendaria e domenica 14 dicembre a Roma presso la Sala da Tè
InTHErferenze del Forte Prenestino.
Due presentazioni da non perdere se volete accaparrarvi Prompt di Fine Mondo.
PROMPT DI FINE MONDO - SABATO 6 DICEMBRE A PERUGIA DALLE 18
Un nuovo imperdibilissimo appuntamento a Casa!
se comunicate la vostra preziosa presenza con almeno un giorno d'anticipo -
magari due - ci regoliamo meglio con gli approvvigionamenti di sorta per fare in
modo che le varie bocche non rimangano asciutte e le varie sedie/panche siano
sufficienti ad accogliervi comodamente.
PROMPT DI FINE MONDO - DOMENICA 14 DICEMBRE A ROMA DALLE 17.30
CSOA Forte Prenestino
domenica 14/12/2025
dalle 17:30
Forte Infoshop & Sala da tè InTHErferenze
presentano
PROMPT DI FINE MONDO
di Agnese Trocchi (Circe 2025)
romanzo presentato, letto e chiacchierato da
Av.A.Na. con l’autrice
…
Cosa successe veramente nell’attentato multiplo del 2 marzo 2027 che vide la
distruzione dei principali data center statunitensi?
Reti generative, DeepTV, zombiesquatter... Scopritelo leggendo Prompt di Fine
Mondo, ma fate attenzione perché è un romanzo ricorsivo! Una spirale
mitopoietica!
Una gestazione di sei anni, un romanzo di fantascienza ucronica, un viaggio
attraverso le capitali d’Europa e del Sud America, vite che si intersecano ad
alta quota, un archivio digitale in cui distinguere racconti artefatti da
memorie vissute… fino a vedere oltre tutti gli strati.
https://forteprenestino.net/attivita/infoshop/3487-prompt-di-fine-mondo
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casa leggendaria e domenica 14 dicembre a Roma presso la Sala da Tè
InTHErferenze del Forte Prenestino.
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distruzione dei principali data center statunitensi?
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Mondo, ma fate attenzione perché è un romanzo ricorsivo! Una spirale
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attraverso le capitali d’Europa e del Sud America, vite che si intersecano ad
alta quota, un archivio digitale in cui distinguere racconti artefatti da
memorie vissute… fino a vedere oltre tutti gli strati.
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Nei giorni 5 e 6 dicembre 2025, presso il “Museo Riso” di Palermo, si terrà
l’evento “Cambiare la scuola (per) cambiare la città”, rivolto a dirigenti e
docenti, con la partecipazione di esperti, attivisti e studiosi chiamati a
riflettere e portare esperienze sulle potenzialità della scuola come motore di
trasformazione sociale e sulla capacità dei laboratori urbani di promuovere
processi di rigenerazione e innovazione nelle città. Come CIRCE condurremo un
laboratorio di Pedagogia Hacker.
CAMBIARE LA SCUOLA (PER) CAMBIARE LA CITTÀ
Educare nelle crisi
Incontri, tavole rotonde, laboratori
Palermo, 5-6 dicembre 2025
Qui il programma completo
Il convegno Cambiare la scuola (per) cambiare la città intende esplorare il
ruolo della scuola come presidio educativo e sociale in un’epoca segnata da
profonde crisi: dalla dispersione scolastica al bullismo, dal crescente disagio
giovanile alla miseria delle troppe periferie, dal rapporto tra tecno- logia e
didattica alle insufficienze di un sistema educativo che chiede sostegno fuori
da sé. Ad essere in crisi, infatti, non è solo la scuola, bensì la città nel suo
complesso, con le sue enormi contraddizioni e il continuo involversi della
situazione sociale. Occorre allora interrogarsi su come infrastrutturare una
città basata sull’inclusione di tutti e tutte, compresi i soggetti più
marginalizzati. Se le città si configurano come un luogo nel quale mancano
spazi, opportunità e tutele, è giunta l’ora di invertire la rotta.
In un Paese attraversato da profonde disuguaglianze territoriali, dove nascere a
Palermo o a Bolo- gna determina ancora oggi l’accesso diseguale ai diritti
fondamentali, parlare di educazione signi- fica parlare di giustizia sociale. La
scuola non può più essere l’anello debole di un sistema che riproduce le
disuguaglianze invece di combatterle ma deve tornare a essere il luogo in cui si
garan- tisce a tutte e tutti, senza eccezioni, l’accesso equo e universale ai
saperi, alla possibilità di scegliere il proprio futuro, all’autonomia di
pensiero.
Va garantita un’istruzione pubblica e democratica, pensata per emancipare e non
per addestrare, capace di fornire ai giovani strumenti reali di lettura del
mondo e resistenza all’autoritarismo in tutte le sue forme. Solo un’educazione
che sin dai primi anni allena alla complessità, che coltiva lo spirito di
ricerca e la capacità di interrogarsi, può generare cittadinanza consapevole,
premessa ad una società giusta. Insieme alla scuola, servirà allora un sistema
educativo territoriale che sia denso e plurale, in grado di garantire ad ogni
ragazzo esperienze educative d’eccellenza, accessibili, laiche, capaci un domani
di offrire reali opportunità individuali al servizio del benessere collettivo.
Durante il convegno, insegnanti, dirigenti scolastici e educatori, insieme ad
esperti del mondo ac- cademico, pedagogico e istituzionale, discuteranno
problemi, strategie e priorità per rafforzare la funzione inclusiva della scuola
e delle educative, per renderle di nuovo soggetti imprescindibili del futuro.
Un’occasione per riflettere sull’avvenire dell’educazione come strumento di
coesione e cam- biamento sociale, sul ruolo centrale della scuola come comunità
capace di affrontare e prevenire le grandi emergenze sociali contemporanee.
Il convegno ambisce a creare un’occasione di confronto nazionale sul tema della
città e della scuola a venire, un futuro che si organizza a partire dal
presente. Per farlo, occorre costruire e rafforzare una rete di attori ed
esperienze che diano forza ad un’educazione attiva, nuova, intraprendente.
Palermo, città simbolo delle potenzialità e delle contraddizioni del Sud,
diventa così luogo emble- matico da cui far partire una riflessione collettiva
per sperimentare una nuova proposta di scuola e di città. Dalle periferie un
modello concreto di futuro.
I TEMI E GLI ATTORI
L’incontro di respiro nazionale avrà caratteristiche non tradizionali:
attraverso sessioni plenarie, tavole rotonde e laboratori tematici, il convegno
offrirà strumenti concreti e spunti pedagogici per rafforzare il ruolo
dell’insegnante e dell’educatore come attore chiave nella costruzione di una
scuola che accoglie, orienta, prepara e protegge. L’iniziativa vedrà il
coinvolgimento attivo di scuole, enti del terzo settore e rappresentanti della
pubblica amministrazione, con l’obiettivo di promuovere un dialogo costruttivo
tra tutte le realtà impegnate sul territorio, che rappresentano interlocutori
imprescindibili per la costruzione di un vero tessuto educante. In questo senso
non si mancherà di dare importanza ai servizi educativi, dai nidi alle scuole
dell’infanzia.
GLI INCONTRI
Le giornate si articolano in incontri in forme diverse: conversazioni e
laboratori tematici. La scelta di articolare il convegno in momenti diversi
nasce dall’esigenza di offrire uno spazio plurale, capace di rispondere alla
complessità del tema scuola. Ogni formato permette di avvicinare il tema da
prospettive differenti: dal confronto teorico alle esperienze sul campo, dalla
riflessione politica all’esercizio pratico. Questa diversificazione garantisce a
tutti i partecipanti – insegnanti, educatori, dirigenti, operatori sociali,
amministratori – occasioni mirate di approfondimento e condivisione, favorendo
così un dialogo ricco, trasversale e orientato all’azione.
CONVERSAZIONI
Sono spazi di confronto tra soggetti diversi: docenti, dirigenti, operatori
sociali, amministratori pubblici, ricercatori. L’obiettivo è favorire il dialogo
tra punti di vista eterogenei e mettere in rete le esperienze già attive sul
territorio. Ogni tavola rotonda si concentra su una tema- tica specifica e mira
a far emergere criticità, buone pratiche e proposte operative condivise.
LABORATORI TEMATICI
Sono momenti di partecipazione attiva e sperimentazione. A partire da casi
concreti, strumenti didattici o approcci educativi poco battuti, i partecipanti
avranno la possibilità di approfondire metodologie e tecniche applicabili al
proprio contesto. Ogni laboratorio avrà un taglio operativo, pensato per fornire
competenze cognitive e realizzative.
Il convegno è promosso da Regione Siciliana, Comune di Palermo e curato e
organizzato da FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli ETS
Interview with C.I.R.C.E. on the workshop and intervention by Pedagogia Hacker
as part of the Festival della Peste (Milan), Saturday 8 November 2025, at the Il
Lazzaretto foundation.
We have been interviewed about the workshop and Hacker Pedagogy intervention as
part of the Festival della Peste (Milan), on Saturday 8 November 2025, at the Il
Lazzaretto foundation. Can power be approached by overcoming hierarchical and
control-based definitions? What scenarios arise if pleasure reveals new
dimensions of listening, transforming order into vibration and empathy? These
are the questions and starting points of the workshop. We discussed them with
the collective after the workshop in order to compare intentions, expected
results and prospects for the future.
The interview is available on the Arshake website