Pedagogia Hacker in diretta il 1° maggio ore 16-18 su RadioPlaza.
Poche chiAcchiere; tAnta roba! La tecnica avanza; scatenata. Schiavista,
fascista, autoritaria. La finanza corrompe e specula. La guerra distrugge. La
macchina travolge. Il buio pesto incombe; urge uno spiraglio. Arroganti,
criminali e ignoranti: il vecchiume ammorba; urge (ancora!) utopiA.
“Prima di trovarti solo con la paura di non tornare a lavoro”
Ecco OCCHIO ALL’INGRANAGGIO! Lotta creativa, ribellione necessaria;
fantapolitica dal basso e autonomia, substrato vivo dell’utopia. Che si fa? Chi
c’è? Come va?
Viva il Primo Maggio! Antifascista, Antirazzista, Antimilitarista, Antisessista,
Antispecista, Anticapitalista.
Per tuttututtetuttiekkyunkwueAltrui, dalle 10 alle 22 in Piazza Roma (ex
scialéh) a Marigliano (NA) INGRESSO LIBERO
Pagina dell'evento qui
Tag - pedagogia hacker
Poche chiAcchiere; tAnta roba!
La tecnica avanza; scatenata. Schiavista, fascista, autoritaria.
La finanza corrompe e specula. La guerra distrugge. La macchina travolge.
Il buio pesto incombe; urge uno spiraglio.
Arroganti, criminali e ignoranti: il vecchiume ammorba; urge (ancora!) utopiA.
“Prima di trovarti solo con la paura di non tornare a lavoro”
Ecco OCCHIO ALL’INGRANAGGIO!
Lotta creativa, ribellione necessaria; fantapolitica dal basso e autonomia,
substrato vivo dell’utopia.
Che si fa? Chi c’è? Come va?
Viva il Primo Maggio!
Antifascista, Antirazzista, Antimilitarista, Antisessista, Antispecista,
Anticapitalista.
Per tuttututtetuttiekkyunkwueAltrui, dalle 10 alle 22 in Piazza Roma (ex
scialéh) a Marigliano (NA) INGRESSO LIBERO
Internet, Mon Amour torna in libreria in una nuova edizione edita da
Altreconomia! In un mondo sconvolto dalla “Grande Peste di Internet”, un gruppo
di hacker e artiste trova rifugio in una valle dimenticata dai droni. Come in un
moderno “Decamerone”, queste “cronache antiche” attraversano le macerie di una
società ormai piegata agli algoritmi del profitto.
Internet, Mon Amour di Agnese Trocchi è un “Pentamerone hacker, sci-fi,
femminista”: cinque giornate tra gruppi di chat infernali, truffe in
criptovalute e relazioni sintetiche. Attraverso la pedagogia hacker di
C.I.R.C.E., il testo smonta i dispositivi autoritari delle Big Tech e apre la
possibilità di un rapporto più ecologico con le macchine.
Non è un invito al rifiuto, ma alla consapevolezza: comprendere gli ingranaggi
per non esserne catturati. Un manifesto di resistenza e di ricreazione, per
abitare il presente con lucidità e cura.
Tutte le info nel sito di C.I.R.C.E.
Per acquistare il libro visitare il sito di Altreconomia.
Gli ultimi fatti di cronaca rilanciano anche in Italia l’idea di vietare i
social ai minori, altri paesi si sono già mossi in questo senso. La tossicità
dei social è certificata dagli studi e recentemente anche dai tribunali. Ma il
proibizionismo è la soluzione? Non possono esistere relazioni virtuose con i
mezzi digitali in una società che esalta la violenza e l’oppressione sistemica.
Un tempo, i social venivano incensati per l’impatto positivo sulla cultura e le
società nel loro complesso. Oggi invece “vietare (i social) ai minori” è
diventato un ritornello da recitare a ogni episodio di cronaca.
L’ultima occasione: mercoledì 25 marzo 2026. Ore 7.45, scuola media Da Vinci,
Trescore Balneario, pochi chilometri da Bergamo. L’insegnante Chiara Mocchi
viene gravemente accoltellata da un alunno 13enne, che diffonde su un canale
Telegram il video dell’aggressione, ripresa con il cellulare. è stata salvata
con un intervento chirurgico. Le sue dichiarazioni richiamano alla centralità
dell’educazione rispetto alla punizione e alla proibizione. Il mondo va però in
tutt’altra direzione.
Forse i social media tossici potranno essere smantellati a suon di cause penali.
Certo non sono “strumenti neutri” che si possono “usare bene”: sono prodotti di
design, di marketing, di gamificazione (introduzione di elementi di pseudo-gioco
competitivo in sistemi che non si presentano come giochi); il tutto orchestrato
da algoritmi che spingono l’utente a rimanere incollato al proprio schermo.
Articolo completo qui
Il mondo digitale centralizzato in mano alle Big Tech solleva sfide sociali,
etiche e ambientali: è tecnologia del dominio e strumento della guerra del XXI
secolo.
Ma esiste un’alternativa conviviale? Esistono tecnologie digitali aperte,
comunitarie, decentrate e interoperabili? Esiste una “bicicletta digitale”?
Venerdi 10 Aprile ore 17.00-19.30 a Torino laboratorio di pedagogia hacker
presso il Centro Sereno Regis di via Garibaldi 13, Torino
Per info e iscrizioni qui
Il 27 Marzo a Milano co-conduciamo un laboratorio per esplorare i nostri
rapporti con le tecnologie digitali nell'ambito della seconda edizione di
HackInSocs, una tre giorni di talk, assemblee, lab e smanettamento vario.
27 marzo - 10:30/12:30
LABORATORIO: ACCORPARE GLI ANTICORPI
Corpi umani e non umani, corpi biologici, bionici e tecnologici: i confini tra
queste entità ci sono davvero così chiari? Sappiamo dove finisce la nostra
materialità ed inizia quella dell'altra (persona; macchina; entità biologica)?
Un lab per sentirci dentro ed oltre i circuiti organici, dentro ed altro
rispetto ai circuiti elettrici.
Hack in Socs si tiene a SoCs, Via Celoria 22 a Milano il 27 - 28 - 29 Marzo
Qui il programma completo.
Giovedì 12 marzo conduciamo tre sessioni di un laboratorio di Pedagogia Hacker a
Bra. Uno per studenti, uno per docenti e operatori e uno aperto al pubblico.
I laboratori si terranno nell'ambito del ciclo di incontri "IL CORPO E LA
MACCHINA Mappe di cultura digitale" organizzati dal centro Steadycam.
Gli incontri di giovedì 12 con CIRCE dal titolo "Social Media e dintorni:
tecniche di resistenza e consapevolezza digitale" si terranno alle 14.30 presso
AUDITORIUM ARPINO, Largo della Resistenza, Bra (per docenti e operatori), alle
14.30 presso SALA CONFERENZE ARPINO, Largo della Resistenza, Bra (per studenti)
e alle 20.45 presso Movicentro, piazza caduti di Nassirya, Bra, per il pubblico.
Per iscrizioni e per maggiori informazioni visita il sito:
https://il-corpo-e-la-macchina.vercel.app/.
La gent té el poder (“People have the power”, feat. Patti Smith). A vegades no
ho recordem, de la mateixa manera que oblidem que les xarxes socials (social
network) no són els mitjans de comunicació socials (social media). Ara és el
moment de desprendre'ns de narracions i hàbits tòxics, i imaginar allò que ens
agradaria fer amb la tecnologia que estimem i com.
El 28 de febrer organitzem un taller de pedagogia hacker on parlarem de
tecnologies, educació i els riscos i beneficis de l'ús d'aquestes eines tant
presents en les nostres vides i les de les persones joves amb les quals
treballem.
El taller, que plantejarà mètodes i eines per pensar críticament la relació amb
les tecnologies digitals en l'àmbit educatiu i servirà també per compartir
recursos i accions pràctiques, serà gratuït, però podeu fer una aportació
voluntària pel lloc que ens acull.
El taller tindrà entre 20 i 25 places. Si us plau, en cas que no puguis
participar, fes-nos-ho saber almenys 5 dies abans.
Ens trobarem a les 10 del matí del 28 de febrer al Local de la Puri (c/Puríssima
Concepció, 28, Poble Sec, Barcelona).
Per saber-ne més, obre l'enllaç: https://taller.vado.li/
[English version below]
People have the power (“People have the power”, feat. Patti Smith). Sometimes we
don't remember that, just as we forget that social networks (social network) are
not social media. Now is the time to shed toxic narratives and habits, and to
imagine what we would like to do with the technology we love and how.
On February 28, we are organizing a hacker pedagogy workshop where we will talk
about technologies, education, and the risks and benefits of using these tools
that are so present in our lives and in the lives of the young people we work
with.
The workshop, which will present methods and tools for critically thinking about
our relationship with digital technologies in the educational setting and will
also serve to share resources and practical actions, will be free of charge, but
you can make a voluntary contribution to our host venue.
The workshop will have 20 to 25 spots. If you can't attend, please let us know
at least 5 days in advance.
We will meet at 10:00 AM on February 28th at the Local de la Puri (28 Puríssima
Concepció Street, Poble Sec, Barcelona).
For more information, open the link: https://taller.vado.li/
Il 6 dicembre 2025, presso il “Museo Riso” di Palermo, C.I.R.C.E. condurrà un
laboratorio di Pedagogia Hacker.
Nei giorni 5 e 6 dicembre 2025, presso il “Museo Riso” di Palermo, si terrà
l’evento “Cambiare la scuola (per) cambiare la città”, rivolto a dirigenti e
docenti, con la partecipazione di esperti, attivisti e studiosi chiamati a
riflettere e portare esperienze sulle potenzialità della scuola come motore di
trasformazione sociale e sulla capacità dei laboratori urbani di promuovere
processi di rigenerazione e innovazione nelle città.
Il convegno Cambiare la scuola (per) cambiare la città intende esplorare il
ruolo della scuola come presidio educativo e sociale in un’epoca segnata da
profonde crisi: dalla dispersione scolastica al bullismo, dal crescente disagio
giovanile alla miseria delle troppe periferie, dal rapporto tra tecno- logia e
didattica alle insufficienze di un sistema educativo che chiede sostegno fuori
da sé. Ad essere in crisi, infatti, non è solo la scuola, bensì la città nel suo
complesso, con le sue enormi contraddizioni e il continuo involversi della
situazione sociale. Occorre allora interrogarsi su come infrastrutturare una
città basata sull’inclusione di tutti e tutte, compresi i soggetti più
marginalizzati. Se le città si configurano come un luogo nel quale mancano
spazi, opportunità e tutele, è giunta l’ora di invertire la rotta.
Continua la lettura sul sito di C.I.R.C.E.
Interview with C.I.R.C.E. on the workshop and intervention by Pedagogia Hacker
as part of the Festival della Peste (Milan), Saturday 8 November 2025, at the Il
Lazzaretto foundation.
We have been interviewed about the workshop and Hacker Pedagogy intervention as
part of the Festival della Peste (Milan), on Saturday 8 November 2025, at the Il
Lazzaretto foundation. Can power be approached by overcoming hierarchical and
control-based definitions? What scenarios arise if pleasure reveals new
dimensions of listening, transforming order into vibration and empathy? These
are the questions and starting points of the workshop. We discussed them with
the collective after the workshop in order to compare intentions, expected
results and prospects for the future.
The interview is available on the Arshake website