Il 4-5-6 febbraio partecipiamo alla quarta edizione del festival sulle arti
inclusive #InclusiveArts2026 che investiga le pratiche di #MachineLearning nel
campo dell’inclusive design e dell’accessibilità delle piattaforme digitali.
In occasione dell'evento iNCLUSIVE aRTS 2026 organizzato dal Prof. Enrico
Bisenzi presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, siamo state invitate a
partecipare in modo trasversale nelle tre giornate per contribuire con uno
sguardo critico ad analizzare l'impatto dell'Intelligenza Artificiale nel campo
dell'Inclusive Design. Inoltre, nella prima giornata, condurremo un laboratorio
di S/gamificazione dal titolo Automazione industriale VS Intelligenza
Artigianale in collaborazione con Betterpress Lab
AUTOMAZIONE INDUSTRIALE VS INTELLIGENZA ARTIGIANALE: “GIOCARE O ESSERE GIOCATE”
(A CURA DI AGNESE TROCCHI E BETTERPRESS LAB)
Analisi d’interfaccia: un percorso a ritroso dal digitale all’analogico
Ogni giorno nelle nostre attività personali, di studio o di lavoro, siamo
costantemente esposte a piattaforme digitali che influenzano il nostro modo di
comunicare e di vivere le relazioni. Attraverso l’analisi emotiva d’interfaccia
comprendiamo i meccanismi che influenzano il modo in cui viviamo le interazioni
digitali, in particolare con i chatbot conversazionali. Senza accorgercene
automatizziamo i nostri comportamenti per interagire con le intelligenze
artificiali su cui proiettiamo caratteristiche umane.
Esplorando la “zona della macchina” in cui siamo quotidianamente immerse,
realizzeremo due tipi di intervento: la mattina analizzeremo le interfacce
digitali di videogiochi, social media, app di messaggistica e chatbot per
comprendere cosa è la gamificazione utilizzando il metodo della Pedagogia
Hacker; il pomeriggio ricostruiremo in modo analogico le interfacce che più sono
presenti nelle nostre vite utilizzando gli strumenti della stampa a caratteri
mobili.
MATTINA: LABORATORIO PRATICO/TEORICO “GIOCARE O ESSERE GIOCATE”
Ogni giorno siamo chiamate a partecipare e a contribuire instancabilmente alle
“comunità” digitali, costruite seguendo tecniche di gamificazione.
Veniamo spronate a interagire con chatbot conversazionali pronti a rispondere a
ogni nostra domanda. Ogni esperienza di interazione si trasforma in una
complicata gara, con un sacco di punti e classifiche, livelli e campioni.
Conosciamo per esperienza diretta le regole di questi “giochi”: se ci
comportiamo bene, otteniamo molti “like”, strike, notifiche, cioè caramelle
sintetiche per i nostri cervelli (sotto forma di dopamina); se siamo scarse
rimaniamo a bocca asciutta. Analizzeremo testi di chatbot e testi digitali di
esseri umani. Osserveremo gli spazi e gli strumenti di cui si avvalgono e, nel
corso di un viaggio a ritroso tra gli strati e nel tempo, arriveremo ad
esplorare come il mezzo modifica il messaggio e compromette i fini.
POMERIGGIO: LABORATORIO PRATICO/CREATIVO
“Stampa a caratteri mobili – pensare con le mani”
Siamo in un mondo dove le piattaforme social, le app di messaggistica e le
conversazioni con i chatbot ci travolgono in un flusso incessante di emozioni e
informazioni. Con curiosità hacker solleveremo gli strati delle tecnologie per
osservare cosa cambia se a scrivere è una IA, un essere umano su un supporto
digitale o su carta con un torchio tipografico.
Come cambiano la composizione e l’impatto emotivo della comunicazione al
cambiare dei supporti tecnologici che utilizziamo?
Comporremo con caratteri mobili e stamperemo con tirabozze tipografici,
inchiostrando la forma manualmente con i rulli. Utilizzeremo questi strumenti
per ricostruire un’interfaccia digitale con la tecnologia analogica.
Attraverso l’osservazione dei nostri comportamenti sperimenteremo un percorso
catartico che ci permetterà di acquisire una maggiore consapevolezza dei
processi nascosti nei rituali digitali quotidiani e di costruire ricette utili a
colmare l’alienazione dalle tecnologie che fanno parte delle nostre vite.
SEDE DELL’EVENTO
Come per le altre edizioni il ‘festival’ #InclusiveArts si terrà presso la sede
di Campo Boario dell’Accademia di Belle Arti di Roma – Largo Dino Frisullo,
s.n.c., Testaccio, 00153 Roma https://maps.app.goo.gl/KCVhAaR8rTsy4kEQ6 (
41.873922, 12.472511 ).
Iscrizioni per ottenimento credito
Per saperne di più sul programma e sulle modalità d'iscrizione visitate il sito
del Prof. Enrico Bisenzi
Tag - laboratori
Interview with C.I.R.C.E. on the workshop and intervention by Pedagogia Hacker
as part of the Festival della Peste (Milan), Saturday 8 November 2025, at the Il
Lazzaretto foundation.
We have been interviewed about the workshop and Hacker Pedagogy intervention as
part of the Festival della Peste (Milan), on Saturday 8 November 2025, at the Il
Lazzaretto foundation. Can power be approached by overcoming hierarchical and
control-based definitions? What scenarios arise if pleasure reveals new
dimensions of listening, transforming order into vibration and empathy? These
are the questions and starting points of the workshop. We discussed them with
the collective after the workshop in order to compare intentions, expected
results and prospects for the future.
The interview is available on the Arshake website
Martedì 18 novembre, ore 18:00 presentazione di PEDAGOGIA HACKER con il gruppo
C.I.R.C.E.
Un’esplorazione su come costruire relazioni più consapevoli con il digitale.
Rivolto a chi educa, crea, si prende cura o semplicemente vuole abitare la
tecnologia con un’attitudine critica e conviviale. Per ridurre l’alienazione
tecnica e sperimentare forme di immaginazione liberatoria.
Tante persone si sentono impotenti di fronte ai sistemi digitali. è ora di
immaginare e creare sistemi che ci piacciono. Tutti possono diventare hacker:
persone curiose che vogliono imparare ad autogestire il potere delle macchine,
insieme.
L'appuntamento è a Via Fontanellato 69, Roma.
L'incontro è uno degli appuntamenti Spaghetti Hacker.
Sabato 6 dicembre, ore 16:30 SERVER RIBELLI — con Giuliana Sorci e Collettivo
BIDA Un percorso nella storia dell’attivismo digitale in Italia: dagli hacklab
nei centri sociali agli hackmeeting degli anni ’90, fino alle nuove comunità
hacker e all’esperienza di mastodon.bida.im.
Sabato 8 novembre conduciamo un laboratorio di Pedagogia Hacker a Milano durante
il Festival della Peste che si tiene dal 5 al 9 novembre 2025 presso la
fondazione Il Lazzaretto. Si può approcciare il Potere superando le definizioni
gerarchiche e di controllo? Che scenari si generano se il Piacere svela nuove
dimensioni di ascolto, trasformando l’ordine in vibrazione ed empatia?
POTERE L’IMPOSSIBILE
laboratorio per hackerare la realtà
Sabato 8 novembre | ore 10.00-15.00
Tante persone si sentono impotenti di fronte ai sistemi tecnici. Lo SPID
deprime, il click intossica, il cloud s’inchioda, l’IA impazza. La distopia dei
techbros avanza, è l’ora del Prompt di fine mondo? Dimentichiamo forse che le
reti sociali (social network) non sono i media sociali (social media): è ora di
abbandonare narrazioni e abitudini tossiche, acquisire poteri per immaginare
quello che ci piace fare con le tecnologie che amiamo, e come. Si può diventare
hacker: persone curiose che vogliono imparare ad autogestire il potere delle
macchine, insieme.
Un laboratorio in classico stile pedagogia hacker per svelare elementi di
potere/dominio e hackerare la realtà nel senso della convivialità. Cominciamo
con stimoli multimediali, li manipoliamo con strumenti artistici e narrativi per
dar voce alle nostre forme di resistenza, per stare insieme come ci piace.
Sapevatelo: la gente ha il potere: “people have the power” (cit.).
ISTRUZIONI PER I PARTECIPANTI
Si lavora in plenaria e in gruppi. Benvenuti (ma non necessari) dispositivi
connessi personali (portatile, furbofono, tavoletta).
Per iscriversi visitare il sito ilfestivaldellapeste.com
Il primo laboratorio formativo di Pedagogia Hacker si è tenuto a Bologna il 18 e
il 19 ottobre 2025 presso il circolo ARCI Guernelli. Un laboratorio che CIRCE ha
voluto organizzare per socializzare strumenti, metodologie e attività messe a
punto in questi anni.
Lo scopo dell'incontro è stato quello di formarsi insieme come persone capaci di
proporre/condurre laboratori di pedagogia hacker, esplorando e sperimentando
alcuni degli strumenti e delle metodologie presenti nell'omonimo libro.
"Abbiamo meticciato le nostre competenze in un percorso laboratoriale nel quale
abbiamo presentato alcuni strumenti messi a punto in questi anni per formare e
organizzare. Non come semplici strumenti, ovviamente, ma come mezzi che
giustificano dei fini: i fini dell'emancipazione personale e collettiva,
dell'estensione delle libertà nell'uguaglianza per tutte le persone, gli esseri
viventi e non. Mezzi per realizzare le nostre utopie"
Prosegui la lettura sul sito di CIRCE per sapere cosa si è fatto nel concreto e
quali fossero le motivazioni
Il primo laboratorio formativo di Pedagogia Hacker si è tenuto a Bologna il 18 e
il 19 ottobre 2025 presso il circolo ARCI Guernelli. Un laboratorio che come
CIRCE abbiamo voluto organizzare per socializzare strumenti, metodologie e
attività messe a punto in questi anni.
CONTESTI DI PEDAGOGIA HACKER
Nell'ambito del macro-progetto C.I.R.C.E. che portiamo avanti dal 2018, le
attività legate alla pedagogia hacker hanno proliferato, manifestandosi sotto
forma di libri, articoli, interventi, percorsi formativi. Abbiamo accumulato
decine di ore di videolezioni, bibliografie ponderose, materiali e semilavorati
di vario genere.
Continuano a giungerci richieste di formazioni specifiche da tutta Italia e più
oltre.
Ecco alcune di queste richieste:
* Ho una classe di adolescenti difficili, i genitori sono anche peggio; c'è la
questione del cyberbullismo e della "dipendenza da internet" (!!) su cui ci
sono anche fondi, che possiamo fare?
* Fondi PNNR?
* Progetti europei? (per gestire i quali, tutti ricorrono a: Google e/o
Microsoft e/o altre BigTech...)
* GGP (Gruppo Genitori Preoccupati - per i social, la perdizione dei pargoli,
ecc ecc)?
* RS (Ricercator Scioccat dalle "nuove pratiche" USA: sequestro computer ecc.)?
* ASS (Attivist Sui Social)?
* Nella mia cooperativa/azienda/scuola/università l'infrastruttura informatica
è passata su Google/Microsoft/Amazon AWS e ora ci sono corsi sul "buon uso
dell'IA", che faccio, scappo?
* Vi par tanto brutto scriver progetti con l'aiuto di chatbot? Progetti
sociali, eh?
* Per rendicontare il progetto X, devo mettere sul sito / social Y delle
immagini dei minori con cui lavoro... come faccio per non schedarli?
* Guerre, Distruzioni e altre amenità che ci toccano ma non troppo, e noi
facciamo... pedagogia hacker? Ma davvero?
Ma anche richieste di assaggi di quel che facciamo, di incontri per confrontarsi
sui temi più scottanti: quello dei social media, che ormai "scotta" da quindici
anni buoni... e quello dell'IA, che "scotta" da appena un lustro e ci ha già
abbondantemente stufato.
PERCHÉ QUESTA FORMAZIONE?
Lo scopo dell'incontro è stato quello di formarsi insieme come persone capaci di
proporre/condurre laboratori di pedagogia hacker, esplorando e sperimentando
alcuni degli strumenti e metodologie presenti nell'omonimo libro.
Abbiamo meticciato le nostre competenze in un percorso laboratoriale nel quale
abbiamo presentato alcuni strumenti messi a punto in questi anni per formare e
organizzare. Non come semplici strumenti, ovviamente, ma come mezzi che
giustificano dei fini: i fini dell'emancipazione personale e collettiva,
dell'estensione delle libertà nell'uguaglianza per tutte le persone, gli esseri
viventi e non. Mezzi per realizzare le nostre utopie 😀
La tecnica è da sempre fonte di meraviglia. Abbiamo bisogno di riprendere in
mano la capacità di gestirla in maniera autonoma, di auto-gestirla a tutti i
livelli, per poterci meravigliare ancora e continuare a giocarci. Ci serve più
potere di azione, riflessione, interazione. People have the power - ma ce ne
serve di più, di potere. Le nostre attività e attivazioni sono pensate come
giochi per aiutarci a esercitare l'immaginazione, individuale e collettiva:
persone più forti e capaci, insieme.
Certo non abbiamo metodi infallibili da proporvi né soluzioni ideali. Non ci
interessano e nemmeno ci speriamo, poiché "la speranza è una trappola", ma
abbiamo fiducia. Fiducia nelle relazioni che si possono costruire, fiducia che
insieme possiamo riattivare una sana dose di immaginario condiviso, sociale.
COSA ABBIAMO FATTO NEL CONCRETO
Circa venti persone si sono riunite insieme alle nove di mattina del 18 ottobre
presso l'ARCI Guernelli di Bologna che ci ha ospitate. Erano presenti 15
partecipanti e 5 circensi. Dopo il caffè indispensabile per il risveglio e dopo
esserci assestate in una delle grandi stanze dell'ARCI abbiamo cominciato a
conoscerci attraverso le sociometrie. Abbiamo fatto analisi e osservazione con
sguardo obliquo dei corpi in relazione con le macchine: attività di codifica e
decodifica a partire da quello che ci fa stare male e quello che ci fa stare
bene delle tecnologie digitali, abbiamo composto haiku e raccontato storie (tipo
questa).
Dopo un delizioso pranzo con le lasagne dell'ARCI e dopo un ulteriore caffè e
quattro chiacchiere con i ragazzi e le ragazze del quartiere che passavano il
tempo in cortile abbiamo ripreso i lavori.
Nel pomeriggio ci siamo messe dalla parte delle macchine e abbiamo fatto analisi
e osservazione con sguardo obliquo dei corpi delle macchine in relazione a noi.
Così si è giocato con l'analisi emotiva d'interfaccia, evocazioni di demoni
dell'interfaccia e incontri con macchine aperte (tendenza conviviale): pad,
cloud autogestiti, creazione account reciproca, sai creare una password sicura?
Poi tutti a nanna! Macchè! La serata e continuata tra chiacchere, cibo e alcool
(per chi beve) sotto i portici di Bologna...
La mattina seguente, sempre alle nove di mattina, anche per chi aveva fatto le
ore piccole, abbiamo ripreso il nostro lavoro immaginando le attività possibili
che ognuna riporterà nel proprio mondo e ci siamo lasciate con un piccolo
rituale digitale collettivo con immagini scattate sul posto e anafore...
... e mentre tutto questo accadeva c'era chi registrava e sbobinava con
https://subsai.vulgo.xyz per documentare tutto. Chi scattava foto e le dava in
pasto a Krita e Photomosh, modelli di ia generativa open source che girano in
locale.
Ci siamo salutati, un po' tristi per il tempo trascorso così rapidamente,
affaticate certo ma anche rigenerate da tante pratiche da riportare nei nostri
contesti. Questo è solo l'inizio, è tardi è vero! Ma proprio per questo c'è
molto da darsi da fare!
Grazie a tutte e tutti i partecipanti, all'ARCI Guernelli che ci ha ospitate,
agli amici e le amiche bolognesi che ci hanno dato un letto e un tetto per
dormire o che ci sono passate a salutare e alle circensi che sono intervenute!
*Nella realizzazione delle immagini che corredano questa restitutizione nessuna
macchina è stata maltrattata e nessun dato o metadato sensibile è stato dato in
pasto alle tecnologie del dominio.
Domenica 5 ottobre alle ore 16,30 C.I.R.C.E. condurrà il laboratorio di
Pedagogia Hacker "Giocare o essere giocati" all'interno del Festival
Interferenze Costruttive a Roma.
Molti videogiochi catturano la nostra attenzione al punto da creare forme di
abitudine e assuefazione costruite magistralmente sulle vulnerabilità comuni a
tutti gli umani. In maniera analoga siamo chiamati a partecipare e a contribuire
instancabilmente alle “comunità” digitali, costruite seguendo tecniche di
gamificazione.
Su Instagram, TikTok, Facebook, ogni esperienza di interazione sociale si
trasforma in una complicata gara, con un sacco di punti e classifiche, livelli e
campioni. Conosciamo per esperienza diretta le regole di questi “giochi”: se ci
comportiamo bene, otteniamo molti “like”, strike, notifiche, cioè caramelle
sintetiche per i nostri cervelli (sotto forma di dopamina); se siamo scarsi
rimaniamo a bocca asciutta. Di certo, “vincere” non è mai abbastanza: dobbiamo
sempre lavorare di più, perché il “gioco” non finisce mai…
Durante questo laboratorio analizzeremo le interfacce dei social media per
osservare come ci fanno sentire, ragioneremo sulla differenza tra social media e
social network. Metteremo le mani in pasta per scoprire strumenti FLOSS
progettati per fare rete a partire dai desideri di comunità reali.
3-4-5 ottobre 2025: prima edizione del festival culturale di Radio Onda Rossa
"Interferenze Costruttive" presso il CSOA La Torre, a via Bertero 13, Roma.
Per conoscere il programma delle tre giornate visitare il sito di radio onda
rossa
Domenica 5 ottobre condurremo il laboratorio di Pedagogia Hacker "Giocare o
essere giocati" all'interno del Festival Interferenze Costruttive a Roma.
3-4-5 ottobre 2025: prima edizione del festival culturale di Radio Onda Rossa
"Interferenze Costruttive" presso il CSOA La Torre, a via Bertero 13, Roma.
Nell'ambito del festival, domenica 5 ottobre dalle 16.30 alle 18.30 condurremo
il laboratorio di Pedagogia Hacker "Giocare o essere giocati".
GIOCARE O ESSERE GIOCATI?
Molti videogiochi catturano la nostra attenzione al punto da creare forme di
abitudine e assuefazione costruite magistralmente sulle vulnerabilità comuni a
tutti gli umani. In maniera analoga siamo chiamati a partecipare e a contribuire
instancabilmente alle “comunità” digitali, costruite seguendo tecniche di
gamificazione.
Su Instagram, TikTok, Facebook, ogni esperienza di interazione sociale si
trasforma in una complicata gara, con un sacco di punti e classifiche, livelli e
campioni. Conosciamo per esperienza diretta le regole di questi “giochi”: se ci
comportiamo bene, otteniamo molti “like”, strike, notifiche, cioè caramelle
sintetiche per i nostri cervelli (sotto forma di dopamina); se siamo scarsi
rimaniamo a bocca asciutta. Di certo, “vincere” non è mai abbastanza: dobbiamo
sempre lavorare di più, perché il “gioco” non finisce mai…
Durante questo laboratorio analizzeremo le interfacce dei social media per
osservare come ci fanno sentire, ragioneremo sulla differenza tra social media e
social network. Metteremo le mani in pasta per scoprire strumenti FLOSS
progettati per fare rete a partire dai desideri di comunità reali.
Per conoscere il programma delle tre giornate visitare il sito di radio onda
rossa.
Venerdì 10 ottobre a Bologna C.I.R.C.E. condurrà un laboratorio sul digitale
nell'ambito del convegno nazionale CESP sulla scuola che si concentrerà sulle
nuove linee guida per produrre saperi e conflitto.
Nel laboratorio sul digitale che conduciamo a Bologna il 10 ottobre 2025 dalle
14.40 alle 16.30, indirizzato ai docenti, utilizzeremo il metodo della Pedagogia
Hacker per focalizzarci sulla questione dell'analisi dìinterfaccia e della
gamificazione: osservare il modo in cui sono progettati e come si presentano i
principali dispositivi digitali adottati dalle scuole e smantellare l'idea che
le tecnologie siano neutre. Verso quali comportamenti veniamo "gentilmente
spinti"? Cosa resta della libertà d'insegnamento?
Il laboratorio si svolge all'interno del Convegno Nazionale di Formazione CESP
Maggiori informazioni sul sito di C.I.R.C.E.
La Rena Summer School è un incontro annuale a Matera, dove la comunità
temporanea convocata da RENA si dedica a esplorare e praticare modi innovativi
di abitare la complessità in cui viviamo.
Creeremo uno spazio di diserzione da abitare insieme, in cui sospendere il
conosciuto – gesti e pensieri che diamo per scontati – per fare spazio a nuove
modalità di relazione, ascolto e attenzione. L’edizione 2025 sarà un laboratorio
generativo, un BLACK OUT da cui ripartire.
Queste le premesse della Rena Summer School 2025 in cui CIRCE contribuisce con
un laboratorio di Pedagogia Hacker in cui si affronteranno i temi della
tecnologia, del potere, dei dati, attraverso una sessione di gioco e
apprendimento esperienziale, per riflettere su cosa siamo diventate a contatto
con le megamacchine.