Martedì 24 marzo a Roma presso Aula Studio Ex Biblioteca di Architettura di Roma
Tre, con la collaborazione del collettivo ARCHa Roma Tre, Donatella della Ratta,
Noura Tafeche, introdotte da Agnese Trocchi, condurranno il workshop La Scuola
dell'Immagine: Esercizi per leggere, disfare e rovesciare le immagini.
Cosa
Viviamo immersi in un flusso incessante di immagini. Circolano più velocemente
di quanto possiamo guardarle e comprenderle. La Scuola dell’Immagine nasce come
proposta di rallentamento e di restituzione della collettività all’atto del
vedere: uno spazio-tempo condiviso in cui riunirsi per guardare immagini insieme
e leggerle collettivamente. Qui le immagini non vengono spiegate dall’alto, ma
interrogate: da dove provengono, quali immaginari ereditano, dove circolano,
cosa cancellano o contraddicono.
Workshop con Donatella della Ratta e Noura Tafeche, introdotto da Agnese
Trocchi.
Quando e dove
Martedì 24 Marzo | ore 17.00-20.00 Aula Studio Ex Biblioteca - Ingresso Largo
G.B. Marzi 10
Tutte le informazioni le trovi sul sito di CIRCE
Tag - laboratori
Martedì 24 marzo a Roma presso Aula Studio Ex Biblioteca di Architettura di Roma
Tre, con la collaborazione del collettivo ARCHa Roma Tre, Donatella della Ratta,
Noura Tafeche, introdotte da Agnese Trocchi, condurranno il workshop La Scuola
dell'Immagine: Esercizi per leggere, disfare e rovesciare le immagini.
INDICE
* Cosa
* Quando e dove
* La Scuola dell’Immagine. Esercizi per leggere, disfare e rovesciare le
immagini
* Chi
* Noura Tafeche
* Donatella Della Ratta
* Agnese Trocchi
* ARCHa Roma3
COSA
Viviamo immersi in un flusso incessante di immagini. Circolano più velocemente
di quanto possiamo guardarle e comprenderle. La Scuola dell’Immagine nasce come
proposta di rallentamento e di restituzione della collettività all’atto del
vedere: uno spazio-tempo condiviso in cui riunirsi per guardare immagini insieme
e leggerle collettivamente. Qui le immagini non vengono spiegate dall’alto, ma
interrogate: da dove provengono, quali immaginari ereditano, dove circolano,
cosa cancellano o contraddicono.
Workshop con Donatella della Ratta e Noura Tafeche, introdotto da Agnese
Trocchi.
QUANDO E DOVE
Martedì 24 Marzo | ore 17.00-20.00
Aula Studio Ex Biblioteca - Ingresso Largo G.B. Marzi 10
LA SCUOLA DELL’IMMAGINE. ESERCIZI PER LEGGERE, DISFARE E ROVESCIARE LE IMMAGINI
di Donatella Della Ratta e Noura Tafeche
Viviamo immersi in un flusso incessante di immagini: volti sintetici, rendering
3D, livestream, leak, sorveglianza, meme. Le immagini circolano più velocemente
di quanto possiamo guardarle e comprenderle. Allo stesso tempo, assistiamo in
tempo reale a rappresentazioni di violenza estrema, dominio e sopraffazione che
entrano nei nostri dispositivi e nelle nostre vite: archivi disturbanti, guerre
trasmesse in diretta, prove di abuso consumate individualmente ma elaborate
collettivamente. Queste immagini ci coinvolgono, ci stremano, ci anestetizzano ,
e tuttavia ci chiedono interpretazione, responsabilità, risposta.
Oggi lo sguardo è per lo più solitario, frammentato, accelerato: scrolliamo da
soli, reagiamo da soli, archiviamo da soli. Questa condizione indebolisce la
nostra capacità di pensare, sentire e agire insieme.
La Scuola dell’Immagine nasce come proposta radicale di rallentamento e di
restituzione della collettività all’atto del vedere. È uno spazio-tempo
condiviso in cui le persone si riuniscono per guardare immagini insieme. Qui le
immagini non vengono spiegate dall’alto: vengono lette collettivamente.
Donatella e Noura selezionano e mettono in relazione le immagini, sollevano
domande, attivano associazioni, tracciano genealogie: da dove un’immagine
proviene, quali immaginari eredita, dove circola, cosa cancella o contraddice.
L’enfasi è sulla co-presenza: sul pensare al visivo nella presenza degli altri.
Il significato non è prodotto individualmente, ma emerge attraverso dialogo,
frizione, ascolto e cura. In un’epoca di media sintetici e realtà
destabilizzate, la Scuola sposta l’attenzione dall’autenticità alla relazione:
non chiede se un’immagine sia vera o falsa, ma cosa faccia, a cosa si connetta,
cosa richieda a chi la guarda.
Contro la logica isolante dell’algoritmo, la Scuola dell’Immagine afferma
un’idea semplice e radicale: vedere è un atto collettivo. Leggere insieme le
immagini -sostenerle in comune, metterle in tensione con contro-immagini e
assenze - significa restituire allo sguardo una dimensione politica e affettiva.
La scuola diventa così uno spazio in cui le immagini non sono un punto di
arrivo, ma l’inizio di un pensiero condiviso, di nuove forme di solidarietà e di
possibilità di azione.
CHI
NOURA TAFECHE
Visual artist, onomaturge, and independent researcher whose practice moves
across installation, archival methodologies, experimental labs, videos,
neologism creation, and miniature drawing. Her research explores visual culture
and its techno-political entanglements, with a focus on digital militarism,
online aesthetics, internet hyper-niches, non-anglophone meme culture. She is
also engaged in language experimentation and the visual articulation of
contemporary imaginaries.
She holds a BA in New Technologies for Art from the Brera Academy, with a
particular focus on the field of net.art but The Influencers Festival has been
her real education. She has exhibited, lectured, and led laboratories at Aksioma
(Ljubljana), transmediale (Berlin), Disruption Network Lab (Berlin), Aarhus
Kunsthal (Aarhus), Fotomuseum Winterthur (Winterthur), Impakt (Utrecht), Foto
Colectania (Barcelona), Design Museum (Helsinki), Tainan Art Museum (Tainan),
Tomorrow Maybe (Hong Kong), Triennale Milano (Milano), Pirelli Hangar Bicocca
(Milano), Almanac Inn (Turin), Mattatoio (Roma), Dutch Art Institute (Arnhem),
Institute of Network Cultures (Amsterdam), and the European Union Representative
Centre (Al Quds, Palestine).
DONATELLA DELLA RATTA
Scholar, performer, and curator specializing in networked technologies and
generative AI. Currently Associate Professor of Communication at John Cabot
University, she is a former Affiliate of the Berkman Klein Center for Internet
and Society at Harvard University. From 2007 to 2013 she served as the Arab
world community manager for the Silicon Valley-based international organization
Creative Commons. She has curated several international art and film programs,
including Syria Off Frame in collaboration with the Luciano Benetton Foundation,
Venice, 2015. She is co-founder and board member of SyriaUntold, recipient of
the Digital Communities Award at Ars Electronica 2014, and a member of the
advisory board of the Cinema Futures initiative at Locarno International Film
Festival.
In 2025, GEN_, the documentary she has co-authored with Gianluca Matarrese, was
selected in the international world doc competition at Sundance Film Festival.
Donatella's research on Generative AI and speculative violence earned her the
Italian Council award 2024-25 from Italy's Ministry of Culture. Her next
monograph Speculative Violence will be out in Fall 2026. Her latest lecture
performance on the topic, Ask me for those unborn promises that are unlikely to
happen in the natural, has been featured at Aksioma; Locarno Film Festival;
Romaeuropa Festival.
AGNESE TROCCHI
Agnese Trocchi proviene da un background di videoattivismo (CandidaTV,
1999/2003) e telematica sovversiva (AvANa BBS,1994). Ha esposto in esibizioni
internazionali (SIGGRAPH, ISEA09, Manifesta7, Transmediale, Ars Electronica)
anche insieme al gruppo cyberfemminista Identity_Runners. Nel 2017 ha co-fondato
il gruppo di ricerca C.I.R.C.E. per un approccio consapevole alla tecnologia.
Esperta di comunicazione digitale e tecnologa, è autrice del libro Internet, Mon
Amour.
ARCHA ROMA3
Associazione studentesca de Dipartimento di Architettura Roma3, persegue
finalità di carattere culturale, sportivo e ricreativo. Nasce nel 2018 e apre
l'ex Biblioteca come Aula Studio autogestita in collaborazione con il
Dipartimento di Architettura Roma3
Giovedì 12 marzo conduciamo tre sessioni di un laboratorio di Pedagogia Hacker a
Bra. Uno per studenti, uno per docenti e operatori e uno aperto al pubblico.
I laboratori si terranno nell'ambito del ciclo di incontri "IL CORPO E LA
MACCHINA Mappe di cultura digitale" organizzati dal centro Steadycam.
Gli incontri di giovedì 12 con CIRCE dal titolo "Social Media e dintorni:
tecniche di resistenza e consapevolezza digitale" si terranno alle 14.30 presso
AUDITORIUM ARPINO, Largo della Resistenza, Bra (per docenti e operatori), alle
14.30 presso SALA CONFERENZE ARPINO, Largo della Resistenza, Bra (per studenti)
e alle 20.45 presso Movicentro, piazza caduti di Nassirya, Bra, per il pubblico.
Per iscrizioni e per maggiori informazioni visita il sito:
https://il-corpo-e-la-macchina.vercel.app/.
La gent té el poder (“People have the power”, feat. Patti Smith). A vegades no
ho recordem, de la mateixa manera que oblidem que les xarxes socials (social
network) no són els mitjans de comunicació socials (social media). Ara és el
moment de desprendre'ns de narracions i hàbits tòxics, i imaginar allò que ens
agradaria fer amb la tecnologia que estimem i com.
El 28 de febrer organitzem un taller de pedagogia hacker on parlarem de
tecnologies, educació i els riscos i beneficis de l'ús d'aquestes eines tant
presents en les nostres vides i les de les persones joves amb les quals
treballem.
El taller, que plantejarà mètodes i eines per pensar críticament la relació amb
les tecnologies digitals en l'àmbit educatiu i servirà també per compartir
recursos i accions pràctiques, serà gratuït, però podeu fer una aportació
voluntària pel lloc que ens acull.
El taller tindrà entre 20 i 25 places. Si us plau, en cas que no puguis
participar, fes-nos-ho saber almenys 5 dies abans.
Ens trobarem a les 10 del matí del 28 de febrer al Local de la Puri (c/Puríssima
Concepció, 28, Poble Sec, Barcelona).
Per saber-ne més, obre l'enllaç: https://taller.vado.li/
[English version below]
People have the power (“People have the power”, feat. Patti Smith). Sometimes we
don't remember that, just as we forget that social networks (social network) are
not social media. Now is the time to shed toxic narratives and habits, and to
imagine what we would like to do with the technology we love and how.
On February 28, we are organizing a hacker pedagogy workshop where we will talk
about technologies, education, and the risks and benefits of using these tools
that are so present in our lives and in the lives of the young people we work
with.
The workshop, which will present methods and tools for critically thinking about
our relationship with digital technologies in the educational setting and will
also serve to share resources and practical actions, will be free of charge, but
you can make a voluntary contribution to our host venue.
The workshop will have 20 to 25 spots. If you can't attend, please let us know
at least 5 days in advance.
We will meet at 10:00 AM on February 28th at the Local de la Puri (28 Puríssima
Concepció Street, Poble Sec, Barcelona).
For more information, open the link: https://taller.vado.li/
Il 4-5-6 febbraio partecipiamo alla quarta edizione del festival sulle arti
inclusive #InclusiveArts2026 che investiga le pratiche di #MachineLearning nel
campo dell’inclusive design e dell’accessibilità delle piattaforme digitali.
In occasione dell'evento iNCLUSIVE aRTS 2026 organizzato dal Prof. Enrico
Bisenzi presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, siamo state invitate a
partecipare in modo trasversale nelle tre giornate per contribuire con uno
sguardo critico ad analizzare l'impatto dell'Intelligenza Artificiale nel campo
dell'Inclusive Design. Inoltre, nella prima giornata, condurremo un laboratorio
di S/gamificazione dal titolo Automazione industriale VS Intelligenza
Artigianale in collaborazione con Betterpress Lab
AUTOMAZIONE INDUSTRIALE VS INTELLIGENZA ARTIGIANALE: “GIOCARE O ESSERE GIOCATE”
(A CURA DI AGNESE TROCCHI E BETTERPRESS LAB)
Analisi d’interfaccia: un percorso a ritroso dal digitale all’analogico
Ogni giorno nelle nostre attività personali, di studio o di lavoro, siamo
costantemente esposte a piattaforme digitali che influenzano il nostro modo di
comunicare e di vivere le relazioni. Attraverso l’analisi emotiva d’interfaccia
comprendiamo i meccanismi che influenzano il modo in cui viviamo le interazioni
digitali, in particolare con i chatbot conversazionali. Senza accorgercene
automatizziamo i nostri comportamenti per interagire con le intelligenze
artificiali su cui proiettiamo caratteristiche umane.
Esplorando la “zona della macchina” in cui siamo quotidianamente immerse,
realizzeremo due tipi di intervento: la mattina analizzeremo le interfacce
digitali di videogiochi, social media, app di messaggistica e chatbot per
comprendere cosa è la gamificazione utilizzando il metodo della Pedagogia
Hacker; il pomeriggio ricostruiremo in modo analogico le interfacce che più sono
presenti nelle nostre vite utilizzando gli strumenti della stampa a caratteri
mobili.
MATTINA: LABORATORIO PRATICO/TEORICO “GIOCARE O ESSERE GIOCATE”
Ogni giorno siamo chiamate a partecipare e a contribuire instancabilmente alle
“comunità” digitali, costruite seguendo tecniche di gamificazione.
Veniamo spronate a interagire con chatbot conversazionali pronti a rispondere a
ogni nostra domanda. Ogni esperienza di interazione si trasforma in una
complicata gara, con un sacco di punti e classifiche, livelli e campioni.
Conosciamo per esperienza diretta le regole di questi “giochi”: se ci
comportiamo bene, otteniamo molti “like”, strike, notifiche, cioè caramelle
sintetiche per i nostri cervelli (sotto forma di dopamina); se siamo scarse
rimaniamo a bocca asciutta. Analizzeremo testi di chatbot e testi digitali di
esseri umani. Osserveremo gli spazi e gli strumenti di cui si avvalgono e, nel
corso di un viaggio a ritroso tra gli strati e nel tempo, arriveremo ad
esplorare come il mezzo modifica il messaggio e compromette i fini.
POMERIGGIO: LABORATORIO PRATICO/CREATIVO
“Stampa a caratteri mobili – pensare con le mani”
Siamo in un mondo dove le piattaforme social, le app di messaggistica e le
conversazioni con i chatbot ci travolgono in un flusso incessante di emozioni e
informazioni. Con curiosità hacker solleveremo gli strati delle tecnologie per
osservare cosa cambia se a scrivere è una IA, un essere umano su un supporto
digitale o su carta con un torchio tipografico.
Come cambiano la composizione e l’impatto emotivo della comunicazione al
cambiare dei supporti tecnologici che utilizziamo?
Comporremo con caratteri mobili e stamperemo con tirabozze tipografici,
inchiostrando la forma manualmente con i rulli. Utilizzeremo questi strumenti
per ricostruire un’interfaccia digitale con la tecnologia analogica.
Attraverso l’osservazione dei nostri comportamenti sperimenteremo un percorso
catartico che ci permetterà di acquisire una maggiore consapevolezza dei
processi nascosti nei rituali digitali quotidiani e di costruire ricette utili a
colmare l’alienazione dalle tecnologie che fanno parte delle nostre vite.
SEDE DELL’EVENTO
Come per le altre edizioni il ‘festival’ #InclusiveArts si terrà presso la sede
di Campo Boario dell’Accademia di Belle Arti di Roma – Largo Dino Frisullo,
s.n.c., Testaccio, 00153 Roma https://maps.app.goo.gl/KCVhAaR8rTsy4kEQ6 (
41.873922, 12.472511 ).
Iscrizioni per ottenimento credito
Per saperne di più sul programma e sulle modalità d'iscrizione visitate il sito
del Prof. Enrico Bisenzi
Interview with C.I.R.C.E. on the workshop and intervention by Pedagogia Hacker
as part of the Festival della Peste (Milan), Saturday 8 November 2025, at the Il
Lazzaretto foundation.
We have been interviewed about the workshop and Hacker Pedagogy intervention as
part of the Festival della Peste (Milan), on Saturday 8 November 2025, at the Il
Lazzaretto foundation. Can power be approached by overcoming hierarchical and
control-based definitions? What scenarios arise if pleasure reveals new
dimensions of listening, transforming order into vibration and empathy? These
are the questions and starting points of the workshop. We discussed them with
the collective after the workshop in order to compare intentions, expected
results and prospects for the future.
The interview is available on the Arshake website
Martedì 18 novembre, ore 18:00 presentazione di PEDAGOGIA HACKER con il gruppo
C.I.R.C.E.
Un’esplorazione su come costruire relazioni più consapevoli con il digitale.
Rivolto a chi educa, crea, si prende cura o semplicemente vuole abitare la
tecnologia con un’attitudine critica e conviviale. Per ridurre l’alienazione
tecnica e sperimentare forme di immaginazione liberatoria.
Tante persone si sentono impotenti di fronte ai sistemi digitali. è ora di
immaginare e creare sistemi che ci piacciono. Tutti possono diventare hacker:
persone curiose che vogliono imparare ad autogestire il potere delle macchine,
insieme.
L'appuntamento è a Via Fontanellato 69, Roma.
L'incontro è uno degli appuntamenti Spaghetti Hacker.
Sabato 6 dicembre, ore 16:30 SERVER RIBELLI — con Giuliana Sorci e Collettivo
BIDA Un percorso nella storia dell’attivismo digitale in Italia: dagli hacklab
nei centri sociali agli hackmeeting degli anni ’90, fino alle nuove comunità
hacker e all’esperienza di mastodon.bida.im.
Sabato 8 novembre conduciamo un laboratorio di Pedagogia Hacker a Milano durante
il Festival della Peste che si tiene dal 5 al 9 novembre 2025 presso la
fondazione Il Lazzaretto. Si può approcciare il Potere superando le definizioni
gerarchiche e di controllo? Che scenari si generano se il Piacere svela nuove
dimensioni di ascolto, trasformando l’ordine in vibrazione ed empatia?
POTERE L’IMPOSSIBILE
laboratorio per hackerare la realtà
Sabato 8 novembre | ore 10.00-15.00
Tante persone si sentono impotenti di fronte ai sistemi tecnici. Lo SPID
deprime, il click intossica, il cloud s’inchioda, l’IA impazza. La distopia dei
techbros avanza, è l’ora del Prompt di fine mondo? Dimentichiamo forse che le
reti sociali (social network) non sono i media sociali (social media): è ora di
abbandonare narrazioni e abitudini tossiche, acquisire poteri per immaginare
quello che ci piace fare con le tecnologie che amiamo, e come. Si può diventare
hacker: persone curiose che vogliono imparare ad autogestire il potere delle
macchine, insieme.
Un laboratorio in classico stile pedagogia hacker per svelare elementi di
potere/dominio e hackerare la realtà nel senso della convivialità. Cominciamo
con stimoli multimediali, li manipoliamo con strumenti artistici e narrativi per
dar voce alle nostre forme di resistenza, per stare insieme come ci piace.
Sapevatelo: la gente ha il potere: “people have the power” (cit.).
ISTRUZIONI PER I PARTECIPANTI
Si lavora in plenaria e in gruppi. Benvenuti (ma non necessari) dispositivi
connessi personali (portatile, furbofono, tavoletta).
Per iscriversi visitare il sito ilfestivaldellapeste.com
Il primo laboratorio formativo di Pedagogia Hacker si è tenuto a Bologna il 18 e
il 19 ottobre 2025 presso il circolo ARCI Guernelli. Un laboratorio che CIRCE ha
voluto organizzare per socializzare strumenti, metodologie e attività messe a
punto in questi anni.
Lo scopo dell'incontro è stato quello di formarsi insieme come persone capaci di
proporre/condurre laboratori di pedagogia hacker, esplorando e sperimentando
alcuni degli strumenti e delle metodologie presenti nell'omonimo libro.
"Abbiamo meticciato le nostre competenze in un percorso laboratoriale nel quale
abbiamo presentato alcuni strumenti messi a punto in questi anni per formare e
organizzare. Non come semplici strumenti, ovviamente, ma come mezzi che
giustificano dei fini: i fini dell'emancipazione personale e collettiva,
dell'estensione delle libertà nell'uguaglianza per tutte le persone, gli esseri
viventi e non. Mezzi per realizzare le nostre utopie"
Prosegui la lettura sul sito di CIRCE per sapere cosa si è fatto nel concreto e
quali fossero le motivazioni
Il primo laboratorio formativo di Pedagogia Hacker si è tenuto a Bologna il 18 e
il 19 ottobre 2025 presso il circolo ARCI Guernelli. Un laboratorio che come
CIRCE abbiamo voluto organizzare per socializzare strumenti, metodologie e
attività messe a punto in questi anni.
CONTESTI DI PEDAGOGIA HACKER
Nell'ambito del macro-progetto C.I.R.C.E. che portiamo avanti dal 2018, le
attività legate alla pedagogia hacker hanno proliferato, manifestandosi sotto
forma di libri, articoli, interventi, percorsi formativi. Abbiamo accumulato
decine di ore di videolezioni, bibliografie ponderose, materiali e semilavorati
di vario genere.
Continuano a giungerci richieste di formazioni specifiche da tutta Italia e più
oltre.
Ecco alcune di queste richieste:
* Ho una classe di adolescenti difficili, i genitori sono anche peggio; c'è la
questione del cyberbullismo e della "dipendenza da internet" (!!) su cui ci
sono anche fondi, che possiamo fare?
* Fondi PNNR?
* Progetti europei? (per gestire i quali, tutti ricorrono a: Google e/o
Microsoft e/o altre BigTech...)
* GGP (Gruppo Genitori Preoccupati - per i social, la perdizione dei pargoli,
ecc ecc)?
* RS (Ricercator Scioccat dalle "nuove pratiche" USA: sequestro computer ecc.)?
* ASS (Attivist Sui Social)?
* Nella mia cooperativa/azienda/scuola/università l'infrastruttura informatica
è passata su Google/Microsoft/Amazon AWS e ora ci sono corsi sul "buon uso
dell'IA", che faccio, scappo?
* Vi par tanto brutto scriver progetti con l'aiuto di chatbot? Progetti
sociali, eh?
* Per rendicontare il progetto X, devo mettere sul sito / social Y delle
immagini dei minori con cui lavoro... come faccio per non schedarli?
* Guerre, Distruzioni e altre amenità che ci toccano ma non troppo, e noi
facciamo... pedagogia hacker? Ma davvero?
Ma anche richieste di assaggi di quel che facciamo, di incontri per confrontarsi
sui temi più scottanti: quello dei social media, che ormai "scotta" da quindici
anni buoni... e quello dell'IA, che "scotta" da appena un lustro e ci ha già
abbondantemente stufato.
PERCHÉ QUESTA FORMAZIONE?
Lo scopo dell'incontro è stato quello di formarsi insieme come persone capaci di
proporre/condurre laboratori di pedagogia hacker, esplorando e sperimentando
alcuni degli strumenti e metodologie presenti nell'omonimo libro.
Abbiamo meticciato le nostre competenze in un percorso laboratoriale nel quale
abbiamo presentato alcuni strumenti messi a punto in questi anni per formare e
organizzare. Non come semplici strumenti, ovviamente, ma come mezzi che
giustificano dei fini: i fini dell'emancipazione personale e collettiva,
dell'estensione delle libertà nell'uguaglianza per tutte le persone, gli esseri
viventi e non. Mezzi per realizzare le nostre utopie 😀
La tecnica è da sempre fonte di meraviglia. Abbiamo bisogno di riprendere in
mano la capacità di gestirla in maniera autonoma, di auto-gestirla a tutti i
livelli, per poterci meravigliare ancora e continuare a giocarci. Ci serve più
potere di azione, riflessione, interazione. People have the power - ma ce ne
serve di più, di potere. Le nostre attività e attivazioni sono pensate come
giochi per aiutarci a esercitare l'immaginazione, individuale e collettiva:
persone più forti e capaci, insieme.
Certo non abbiamo metodi infallibili da proporvi né soluzioni ideali. Non ci
interessano e nemmeno ci speriamo, poiché "la speranza è una trappola", ma
abbiamo fiducia. Fiducia nelle relazioni che si possono costruire, fiducia che
insieme possiamo riattivare una sana dose di immaginario condiviso, sociale.
COSA ABBIAMO FATTO NEL CONCRETO
Circa venti persone si sono riunite insieme alle nove di mattina del 18 ottobre
presso l'ARCI Guernelli di Bologna che ci ha ospitate. Erano presenti 15
partecipanti e 5 circensi. Dopo il caffè indispensabile per il risveglio e dopo
esserci assestate in una delle grandi stanze dell'ARCI abbiamo cominciato a
conoscerci attraverso le sociometrie. Abbiamo fatto analisi e osservazione con
sguardo obliquo dei corpi in relazione con le macchine: attività di codifica e
decodifica a partire da quello che ci fa stare male e quello che ci fa stare
bene delle tecnologie digitali, abbiamo composto haiku e raccontato storie (tipo
questa).
Dopo un delizioso pranzo con le lasagne dell'ARCI e dopo un ulteriore caffè e
quattro chiacchiere con i ragazzi e le ragazze del quartiere che passavano il
tempo in cortile abbiamo ripreso i lavori.
Nel pomeriggio ci siamo messe dalla parte delle macchine e abbiamo fatto analisi
e osservazione con sguardo obliquo dei corpi delle macchine in relazione a noi.
Così si è giocato con l'analisi emotiva d'interfaccia, evocazioni di demoni
dell'interfaccia e incontri con macchine aperte (tendenza conviviale): pad,
cloud autogestiti, creazione account reciproca, sai creare una password sicura?
Poi tutti a nanna! Macchè! La serata e continuata tra chiacchere, cibo e alcool
(per chi beve) sotto i portici di Bologna...
La mattina seguente, sempre alle nove di mattina, anche per chi aveva fatto le
ore piccole, abbiamo ripreso il nostro lavoro immaginando le attività possibili
che ognuna riporterà nel proprio mondo e ci siamo lasciate con un piccolo
rituale digitale collettivo con immagini scattate sul posto e anafore...
... e mentre tutto questo accadeva c'era chi registrava e sbobinava con
https://subsai.vulgo.xyz per documentare tutto. Chi scattava foto e le dava in
pasto a Krita e Photomosh, modelli di ia generativa open source che girano in
locale.
Ci siamo salutati, un po' tristi per il tempo trascorso così rapidamente,
affaticate certo ma anche rigenerate da tante pratiche da riportare nei nostri
contesti. Questo è solo l'inizio, è tardi è vero! Ma proprio per questo c'è
molto da darsi da fare!
Grazie a tutte e tutti i partecipanti, all'ARCI Guernelli che ci ha ospitate,
agli amici e le amiche bolognesi che ci hanno dato un letto e un tetto per
dormire o che ci sono passate a salutare e alle circensi che sono intervenute!
*Nella realizzazione delle immagini che corredano questa restitutizione nessuna
macchina è stata maltrattata e nessun dato o metadato sensibile è stato dato in
pasto alle tecnologie del dominio.