Il Parlamento europeo lascia passare il #ChatControl 1.0 nonostante una
maggioranza abbia votato contro (314:276) – consentendo la scansione di massa
delle chat private fino al 2028. Le vittime mettono in guardia
Oggi il Parlamento europeo ha approvato la scansione di massa senza sospetto
delle comunicazioni private (“Chat Control 1.0”), una misura che aveva respinto
due volte a marzo. Sebbene la maggioranza dei deputati europei votanti si fosse
effettivamente opposta al regolamento ( 314 contrari, 276 favorevoli, 17
astensioni ), la mozione di rigetto non ha ottenuto la maggioranza assoluta di
361 voti necessaria. Di conseguenza, la scansione di massa è ora nuovamente
consentita fino al 2028.
È stata adottata un’esenzione simbolica per le comunicazioni crittografate,
sebbene in pratica i fornitori di servizi non le analizzino comunque. Inoltre,
sebbene la maggioranza degli eurodeputati votanti volesse limitare l’analisi
delle comunicazioni private esclusivamente ai sospettati identificati dalla
magistratura ( 322 voti contro 255 ), anche questo emendamento non ha raggiunto
la maggioranza assoluta richiesta.
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Leggi anche l'articolo di MIrella Castigli
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Anthropic ha aggiunto alla propria privacy policy una sezione chiamata
Verification Data, che prevede la possibilità di chiedere a un piccolo gruppo di
utenti di Claude di caricare un documento d'identità governativo e un selfie per
verificare la propria identità. La modifica è stata introdotta il 17 giugno 2026
e entrerà in vigore l'8 luglio.
I dati richiesti sono diversi e di natura sensibile. La policy elenca l'immagine
del documento d'identità governativo e le informazioni che vi compaiono, come
numero del documento e data di nascita; l'immagine dell'utente in forma di foto
o video; i template di geometria facciale, che in alcune giurisdizioni possono
essere considerati dati biometrici; e l'esito della verifica. Sono accettati
passaporti, patenti, ID statali o provinciali e carte d'identità nazionali in
originale fisico, non in versione digitale, screenshot o fotocopia.
A gestire la procedura non è direttamente Anthropic, ma Persona Identities,
società di San Francisco specializzata in verifica KYC. Il dettaglio che pesa è
la proprietà: Persona è finanziata da Founders Fund, il fondo di venture capital
co-fondato da Peter Thiel, lo stesso fondo che figura tra gli investitori di
Anthropic. La verifica biometrica tramite Persona, peraltro, era già attiva su
Claude in forma limitata da aprile, prima dell'aggiornamento formale della
policy.
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Dopo un iter legislativo non troppo rumoroso, l’Italia si avvia a recepire il
Regolamento UE 2024/1689, noto come “AI Act”. Il governo aveva infatti già
licenziato la legge n. 132/25 recante “Principi in materia di ricerca,
sperimentazione, sviluppo, adozione e applicazione di sistemi e di modelli di
intelligenza artificiale”. Il 10 giugno sono arrivati i primi due decreti
attuativi relativi all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella scuola e in
operazioni di polizia. Proviamo qui ad analizzare i possibili effetti. La prima
cosa che salta all’occhio è che si tratta di due ambiti importanti, sia per gli
effetti sulla società che per i dati economici in gioco: la scuola resta, anche
dopo i ripetuti tagli succedutosi da Berlinguer fino a Valditara, uno dei
capitoli di spesa maggiori, visibilmente maggiore di quanto lo Stato spenda in
difesa e ordine pubblico.
Si tratta quindi di risorse importanti, che sono state reperite relativamente in
fretta. Dove andranno queste risorse? Purtroppo è abbastanza facile dirlo: si
tratta di acquistare software e servizi da un numero esiguo di aziende (le
solite Big Tech americane), o fare formazione per promuovere l’utilizzo dei
software e dei servizi delle suddette aziende.
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IA.basta.org ha realizzato un KIT D’EMERGENZA PER L’INTRODUZIONE DELL’I.A. NELLA
SCUOLA che si può leggere e scaricare.
Esplode lo scandalo su "Pressure Cooker", la gigantesca quantità di dati anche
sensibili che Europol, l'agenzia di polizia europea, avrebbe raccolto e
conservato illecitamente su milioni di persone per anni
Tre attivissime testate di giornalismo d’inchiesta, Correctiv, Wearesolomon e
Computer Weekly, hanno scoperto che l’Europol, l’ente che coordina le polizie
del vecchio continente, ha creato e gestito per anni piattaforme segrete piene
di dati. Dati che non dovevano essere raccolti. Su milioni di persone. Qualsiasi
persona, anche le più lontane dalle inchieste giudiziarie. Dati che non
avrebbero dovuto raccogliere, né conservare. Dati che l’Europol ha gestito
“illegalmente”, che ha detto e ripetuto di non aver raccolto. Ed ancora non si è
capito se della vicenda si possa parlare al passato.
L’inchiesta delle tre testate è stata minuziosa, si è avvalsa della richiesta di
poter visionare i pochi documenti ufficiali accessibili, si è basata – molto,
moltissimo – sui documenti, le email “riservate” che sono state fatte arrivare
alle redazioni. Si è basata sulle “confessioni” di diversi ex dirigenti
dell’Europol, che hanno scelto di restare anonimi ma tutte ampiamente
verificate.
Leggi l'articolo su "Il Manifesto"
La puntata 131 del podcast di Simone Pieranni parte dalle proteste dei
dipendenti di Palantir contro il coinvolgimento dell'azienda nella brutalità
dell'ICE e nella guerra in Iran e arriva a raccontarci perché, e come, la
Silicon Valley vuole dominare il mondo.
Ma è nella seconda parte che il podcast è più interessante.
1. l'ascesa della tecnologia patriottica Stiamo assistendo alla progressiva e
inesorabile fuzione tra i confini civili e quelli militari. Le aziende
commerciali di AI non si limitano più a formire servizi alle aziende o ai
consumatori. Sono ormai organicamente incorporate negli ecosistemi di
sicurezza nazionale e di difesa.
2. il boom del cosiddetto Dual Use. la tecnologia civile applicata scopi
bellici. La spesa militare globale intanto ha raggiunto livelli che non si
vedevano dai primi anni della guerra fredda e l'Ukraina ha funzionato come
un enorme laboratorio di guerra per le AI.
3. la ricerca di un'intelligenza artificiale sovrana. Fino a pochi anni fa
dipendere dai software americani era considerato normale, quasi inevitabile.
Oggi è percepito come una minaccia esistenziale alla sicurezza nazionale. I
governi del resto del mondo hanno capito che chi controlla l'infrastruttura
tecnologica ha il potere di spegnere un intero paese.
4. il rischio di una gigantesca bolla finanziaria Per mantenere questa egemonia
sempre più sfuggente le grandi aziende americane stanno bruciando capitali a
un ritmo insostenibile. Se la bolla dovesse scoppiare perché le IA non
genera i profitti civili sperati, l'intera corsa globale si riconfigurerebbe
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Un podcast di Fabrizio C.
Nella prima settimana Piede Sinistro entra nel cuore pulsante del capitalismo
nell'era delle Big Tech. C’è chi lo definisce anarcocapitalismo, chi parla di
tecnofascismo o tecnofeudalesimo. Ma, al di là delle etichette, quello che
vogliamo fare è scoperchiare la realtà dei fatti: la tecnologia oggi non è un
servizio per il cittadino, ma il motore di un’infrastruttura di controllo senza
precedenti. Siamo davanti a un sistema dove le stesse aziende che hanno
costruito il nostro mondo digitale hanno trasformato le nostre vite in dati e la
nostra identità in merce.
Fabrizio C unisce i puntini mostrando che le tecnologie non sono neutrali.
Risentono della cultura e degli obbiettivi di chi le progetta e le realizza. Nel
caso delle Big Tech lo scopo non è certamente il bene comune. Ma siccome il
pessimismo va lasciato a tempi migliori, la serie codice nero si conclude con
una voce di speranza che accenna all'esistenza di alternative tecnologiche
solide, pronte all'uso. Si trattra di volontà. Politica e personale!
Piede Sinistro è un podcast di approfondimento, analisi e racconto di notizie,
attualità e non solo. Uno spazio che non punta a dare risposte, ma a fornire
chiavi di lettura e strumenti per affrontare la complessità del presente in
autonomia.
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Pensata come misura di tutela, la verifica dell’età rischia di creare più
problemi di quanti ne risolva, tra inefficacia, perdita di privacy e maggiore
centralizzazione del controllo online
I governi di mezzo mondo stanno imponendo la verifica dell’età per un crescente
numero di servizi su Internet, come una misura di tutela per i minori. In realtà
stanno aggravando la raccolta di dati su tutto quel che facciamo in rete, usando
argomenti che confondono la moderazione dei contenuti con il ruolo educativo di
genitori e scuole.
Di verifica dell’età obbligatoria per l'accesso a certi servizi di rete se ne
parla da tanto. Dovrebbe servire, si dice spesso, a limitare l'accesso dei
minori alla pornografia, al gioco d'azzardo o a contenuti particolarmente
espliciti. Ma in un numero crescente di casi i controlli si stanno estendendo a
social network, piattaforme video, servizi di messaggistica, giochi e motori di
ricerca e perfino agli stessi sistemi operativi che girano su computer e
telefonini.
È indubbio che vi siano al mondo contenuti inadatti ai minori, ma anche che le
piattaforme online usino tecniche sempre più aggressive per manipolare menti
poco allenate al pensiero critico.
Ma che forma assumerà Internet quando l'accesso sarà subordinato
all'identificazione tramite dati personali? Oggi chi propone la verifica
dell’età la presenta come uno strumento di protezione, ma la implementa come un
dispositivo di blocco. Non interviene solo sui contenuti: ridefinisce il
rapporto tra utenti, piattaforme, browser, sistemi operativi, fornitori di
identità e autorità pubbliche. Per sostenere i minori nel loro rapporto con
l'ambiente digitale si chiede a tutti di dimostrare la propria identità a
partire da documenti ufficiali. Questo non è un semplice dettaglio tecnico, ma
un cambiamento estremamente pericoloso dell'architettura dell'informazione in
rete.
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Da domenica 15 fino a mercoledì 18 marzo Peter Thiel, co-fondatore di PayPal,
uno dei primi sostenitori di Facebook e fondatore di Palantir, la società di
sorveglianza utilizzata dalle agenzie di difesa e intelligence degli Stati
Uniti, è a Roma, ufficialmente per tenere seminari sull’anticristo e altri temi
che tengono insieme religione e Intelligenza Artificiale. Gli incontri si
svolgono in un luogo segreto e sono rivolti a una platea selezionata.
La reinterpretazione dell’Apocalissi e dell’anticristo da parte di Thiel ci
dicono molto su come le élite della Silicon Valley stanno reinterpretando il
linguaggio apocalittico per i propri scopi. Quelle che possono sembrare bizzarre
teorie messianiche manifestano la visione della storia e del mondo (e della loro
potenziale fine) di una delle persone più influenti della Silicon Valley e degli
Stati Uniti che pone la tecnologia come motore centrale del cambiamento sociale
e ne lega i destini a doppio vincolo con quelli dell’intera umanità.
[...]
Per l’Europa, scriveva in questo approfondimento Anton Shekhovtsov, la sfida è
esistenziale: resistere a un modello che trasforma i cittadini in utenti di
infrastrutture private e le nazioni in entità frammentate. Difendere lo Stato di
diritto oggi significa sottrarre la governance del futuro al solo dominio della
tecnica e del grande capitale.
[...]
Le aziende legate a Thiel stanno già facendo accordi coi governi europei, scrive
Domani: hanno partnership col ministero della Difesa britannico, con quello
tedesco per le armi autonome; Palantir ha un accordo anche con quello degli
Interni francese. L’anno scorso ha ottenuto contratti con la NATO nel campo
dell’intelligenza artificiale.
Per quanto riguarda l’Italia, ricostruisce in un altro articolo sempre Domani, i
rapporti tra Palantir e le nostre istituzioni sono continuativi e strutturati da
oltre 10 anni. Tra contatti con il ministero della Difesa, collaborazioni nel
settore sanitario e manifatturiero, Palantir sembra muoversi all’interno di una
rete di relazioni che coinvolge istituzioni pubbliche, aziende e ambienti
accademici.
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Il Tribunale commerciale di Zurigo è chiamato a decidere nei prossimi giorni su
una causa intentata dal colosso americano contro la rivista Republik - La
questione ha avuto un’eco mediatica enorme ed è finita addirittura nelle aule
dei Parlamenti di Gran Bretagna e Germania.
Nei prossimi giorni, il Tribunale commerciale di Zurigo sarà chiamato a
esprimersi su un’azione «contro-dichiarativa» intentata dall’americana Palantir
contro il portale giornalistico-investigativo zurighese Republik. Quest’ultimo,
l’8 e il 9 dicembre scorsi aveva pubblicato un’inchiesta in due puntate sulla
presenza di Palantir in Svizzera. E aveva rivelato come l’azienda di data
intelligence di Denver (Colorado) non fosse mai riuscita, in sette anni, a
ottenere contratti con le strutture civili e militari elvetiche, nonostante un
pressing continuo e costante ad altissimo livello.
Per anni «lo Stato Maggiore dell’Esercito della Confederazione ha valutato i
prodotti» e i software di Palantir e, alla fine, in un rapporto che, di fatto, è
l’asse portante dell’inchiesta di Republik, ne ha sconsigliato l’uso per il
pericolo concreto ed «elevato» che «i dati fossero trasmessi al Governo degli
Stati Uniti». Fortissime preoccupazioni sono state espresse anche «riguardo ai
rischi reputazionali associati a Palantir», società sostenuta
dall’amministrazione di Washington. Un’azienda tecnologica, scrive ancora
Republik, tra le «più controverse al mondo».
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Nella puntata di oggi con Privacy Network e STRALI si parla del Sistema
Riconoscimento Automatico Immagini utilizzato daalle forze dell'ordine italiane.
Privacy Network & STRALI stanno indagando l’utilizzo di SARI Enterprise per
capire quanto viene usato, se funziona, se è compatibile con la protezione dei
dati personali., che bias emergono.
Cosa permette di fare? Chi lo utilizza? Da quanto tempo?
E AFIS (il database delle persone foto-segnalate)?
Ascolta l'audio sul sito di Radio Black out